Paolo Luban, l’uomo dietro la cravatta

Se c’è un accessorio destinato a codificare l’eleganza maschile quello è sicuramente la cravatta. Pochi, anzi pochissimi uomini, sfuggono alla simbolica stretta di questo morbido laccio, che è possibile annodare in ben 84 modi diversi perché, come argutamente intuiva François de La Rochefoucauld, «Il nodo sta alla cravatta come il cervello sta all’uomo». Legame stretto, quindi, – e in tutti i sensi – tra l’uomo e questo accessorio. A ribadire il concetto di eleganza maschile ora si aggiunge anche Loïc et giL. Nuovo eppure già iconico. Elegante, ma discreto, questo recentissimo marchio di cravatte, nato nel 2015, sfoggia una manifattura italiana e un’esprit creativo di matrice elvetica. Perché dietro la nitida eleganza di questi accessori si nasconde la passione ideativa di Paolo Luban, un manager dall’importante background affaristico, ginevrino DOC e profondo intenditore d’arte, che ha profuso questa sua passione in ogni modello di cravatta. Nascosti tra le pieghe di un nodo perfetto si condensano, così, i riferimenti a François Morellet, le citazioni da Enrico Castellani, le suggestioni tratte da Klaus Staudt. MANINTOWN l’ha incontrato per voi.

Come definirebbe la cravatta?
È l’accessorio più immediatamente visibile su un uomo vestito in maniera formale. Da questo punto di vista il più importante. È anche l’elemento che più permette di personalizzare e vivacizzare l’outfit. Da accesso a un universo di forme e colori potenzialmente molto vasto, con un margine di manovra “estetico” che gli altri accessori non possono offrire.

C’è un tessuto che predilige?
La seta stampata. Per Loïc et giL, che punta molto sull’originalità dei disegni e dei colori, è un must.


Chi è il suo punto di riferimento in fatto di eleganza maschile?
Non c’è una persona in particolare. Alcuni blogger possiedono una classe naturale e una grande capacità nel combinare in modo originale i vari elementi del look, penso ad esempio a Guillaume Bo e a Defustel. Fra i personaggi conosciuti, ho sempre ammirato Lapo Elkann.

Lei è uno dei rari imprenditori che coniuga arte e moda, proseguirà su questa strada?
Penso proprio di sì, le passioni sono quelle (e lo afferma sorridendo convinto, ndr.)

Quali uomini vuole far diventare eleganti con le sue cravatte?
Tutti quelli che prestano un minimo di attenzione al loro aspetto. E tutti quelli che pensano che il loro fascino possa essere ulteriormente amplificato. O, almeno un po’…

Quali sono i mercati di riferimento per le sue creazioni?
I principali Paesi europei, poiché il mio gusto estetico nasce in questo contesto culturale e geografico.

Progetti per il futuro inerenti al suo marchio? Che direzione intende intraprendere?
Per il prossimo futuro l’obiettivo è quello di far conoscere il più possibile il marchio e il prodotto. L’altro challenge è quello di arrivare fra alcuni mesi con una serie di nuovi modelli, che confermino la forte identità estetica di Loïc et giL.

loicetgil.com

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