Il libro dell’estate: Il gentiluomo senza cappello di Mario Dell’Oglio

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Copertina del ibro il Gentiluomo senza cappello

“Se si vuole essere anarchici bisogna conoscere le regole” parola di Mario Dell’Oglio, presidente della Camera dei Buyer italiana, autore del bel libro ‘Il gentiluomo senza cappello’ pubblicato da Edizioni Leima, nonché titolare di alcuni dei più bei negozi d’abbigliamento di Palermo. Nel suo libro, nato da una conferenza del 2012 si rivela testimone acuto di una raffinata sicilianità nella ricerca del look perfetto in quanto espressivo di un vero e proprio modo di essere. “Gli uomini indulgono al culto della divisa: per questo in un’ampia parte del mio libro tendo a demolirne il cliché cercando di dimostrare che chi si adagia sugli allori e non cambia mai la sua immagine perché rispondente a certi canoni diventa databile e quindi datato”, prosegue l’autore.
Gli abiti quindi possono avvicinarci ai nostri desideri, sono la nostra proiezione nel futuro e sono una dinamica concreta per scardinare le nostre abitudini. In queste pagine non si troveranno consigli, ma un vero e proprio metodo da acquisire per migliorare con divertimento, il gioco sottile del confronto con noi stessi davanti allo specchio, l’immagine profonda di noi. Ma quanto c’è di spirito siciliano nell’eleganza del gentleman ideale descritto in questo libro anche se il suo autore viaggia moltissimo per lavoro e ha una vocazione cosmopolita? “Sicuramente un vero siciliano provvede ad attuare l’allineamento fra l’abbigliamento e la consapevolezza di sé che è anche sinonimo di una certa fierezza”. L’autore, gentile e garbato ma anche easygoing, si compiace inoltre del favore riscosso dal suo libro presso il pubblico femminile che ha gradito e spesso condiziona le scelte in tema di stile del proprio partner. “Parlo di un gentleman senza cappello perché mi rivolgo ai signori di oggi, sempre connessi che portano il cappello distrattamente e hanno perso quella cultura del cappello che si cambiava anche più volte al giorno in funzione dell’abito che si indossava ed era realizzato per lo più su misura”. Da segnalare la tavola sinottica sulle scelte di stile sviluppata in termini di formalità/informalità che vanno contaminati per poter raccontare un look che abbia profondi addentellati con il proprio gusto e quindi la propria interiorità, perché definisca il nostro più profondo carattere.

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