ALLEARE – LA PIATTAFORMA DI SERVIZI INTEGRATI PER AGENZIE IMMOBILIARI

Il  panorama complessivo delle aggregazioni di agenzie immobiliari  si arricchisce di una nuova iniziativa, atta ad affiancare l’attività di intermediazione da svolgere con tutti i servizi necessari a migliorarne la qualità e l’efficacia.

Non si tratta dell’ennesimo network,  associazione o rete, ma di una Piattaforma digitale di servizi integrati a disposizione degli Agenti Immobiliari.

Bruno Vettore, executive manager di provata esperienza e capacità, è il Presidente della società ALLEARE e guiderà il progetto, con alcuni manager e con il supporto di We-Unit Group Spa.

La professione di Agente Immobiliare è al centro di una profonda evoluzione. La semplice attività mediatoria, regolata dal codice civile, si sta rivelando insufficiente di fronte ad una clientela sempre più esigente, nell’ambito di un mercato molto competitivo ed estremamente selettivo.

In questo contesto alcuni Agenti Immobiliari sono spettatori inermi della “partita del cambiamento”, mentre altri si stanno attrezzando sul piano delle competenze, degli strumenti e dei servizi  per soddisfare i propri clienti ed aumentare performances e profitti.

Il tema delle crescita personale e  dei “servizi al cliente” è assolutamente centrale per differenziarsi ed essere costantemente attrattivi per tutte le persone che devono vendere ed acquistare casa. L’Agente Immobiliare evoluto è in grado di sezionare scientificamente la propria attività ed inserire, a beneficio del miglior risultato finale ed  in ogni fase della compravendita, vantaggi e assistenza al proprio cliente.

L’approccio non può essere generico o pressapochista, ma deve essere sistemico ed industrializzato, al fine di ottimizzare costi e ricavi, preservando l’alta qualità del risultato  finale.

La Piattaforma di servizi integrati ALLEARE si pone come efficace strumento polivalente che ogni Agente Immobiliare può utilizzare per la propria attività professionale.

Non ha nessun costo di ingresso e nessun canone di mantenimento.

Mette  a disposizione un tool di servizi utili e vantaggiosi che l’Agente Immobiliare utilizzerà  in caso di necessità e di reale convenienza.

Si tratta quindi di una libera adesione, di una moderna aggregazione  con il dichiarato obiettivo di fornire servizi ad alto valore aggiunto ad una ampia platea di fruitori che possano trarre benefici ed utilità per il proficuo svolgimento della professione.

Per informazioni : www.alleare.it  [email protected]

WORK OUT ALERT: COME ALLENARE LE SPALLE

Torna l’appuntamento con il trainer Saverio Ricciuti, questa volta con qualche consiglio dedicato ai deltoidi, gruppo muscolare molto spesso trascurato da noi uomini per dare più spazio all’allenamento del petto, della schiena o delle gambe. Come conferma il trainer “Certamente queste sono le aree muscolari più grandi del corpo umano, direttamente responsabili per incrementare la massa muscolare e la forza di tutto il corpo, tuttavia nell’allenamento ideale anche i deltoidi risultano fondamentali”. Vediamo allora perché è importante allenarli, anche sfatando qualche falso mito.

  • Il giusto focus: Le spalle partono svantaggiate rispetto ad altri gruppi muscolari e questo è il primo motivo per dargli maggiore importanza dedicando una giornata per allenarle, magari abbinandogli l’allenamento delle braccia.
  • Questione di peso: Molte volte per le spalle vengono utilizzati carichi troppo elevati con una tecnica pessima. Dimezzate i carichi ed elevate il numero di range di ripetizioni. Non importa se in palestra vi guarderanno sollevare pesi relativamente bassi. Lo scopo dell’allenamento non è alzare carichi ma costruire muscoli, il peso è importante ma non deve essere un fattore limitante della crescita come nel caso dei deltoidi. Con carichi maggiormente gestibili ne guadagnerà anche la tecnica di esecuzione.
  • Avere le spalle larghe: Molti sportivi allenano le spalle esclusivamente con esercizi di distensione, ma sono i deltoidi laterali a dare la larghezza alla spalla e non sempre vengono stimolati a sufficienza. Inserite prima o dopo l’esercizio di distensione adibito alle spalle, un esercizio di alzata laterale con peso medio basso cercando di curare tecnica, contrazione muscolare e respirazione.

Infine, ricordiamo da ultimo il non meno importante fattore estetico. Il nostro corpo risulterà più proporzionato e in armonia, e se siete attenti allo stile, sarete pronti per esaltare le giacche e  i capi più difficili del vostro guardaroba.

 

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Intimo da uomo: non di solo cotone

Negli ultimi anni il mondo dell’abbigliamento ha vissuto una serie di rivoluzioni, dovute alla diffusione di tessuti e materiali del tutto nuovi. Per quanto riguarda l’intimo da uomo la questione è ancora più vistosa, fino a qualche decina di anni fa infatti in questo ambito si utilizzava esclusivamente il puro cotone, al massimo reso più confortevole con il jersey. Oggi le cose sono molto cambiate, anche se c’è ancora chi predilige l’utilizzo del cotone sulla pelle.

Intimo da uomo: l’importanza dei tessuti

Quando si parla di intimo da uomo i modelli disponibili in commercio sono in numeri minimi, stiamo parlando infatti dei classici slip o dei boxer in puro cotone. Per l’uomo attivo, che desidera fare sport e avere un intimo sempre piacevole da indossare sono disponibili diversi modelli di intimo in tessuto molto confortevole. Si tratta in genere di tessuti tecnici, di solito sintetici, che offrono la massima elasticità, da sfruttare in ogni situazione. Nel reparto intimo maschile di Yamamay invece troviamo slip e boxer in jersey di cotone, con una percentuale di elastane, un filato che aumenta in modo importante l’elasticità dei tessuti, che seguono il corpo in ogni movimento. Le cuciture piatte, che non si sentono sulla pelle, e i modelli comodi fanno poi il resto, consentendo di indossare questo intimo in ogni momento della giornata, anche mentre si fa sport.

Trovare l’intimo giusto

Solitamente l‘abbigliamento intimo da uomo viene scelto seguendo i gusti di ogni singolo soggetto che lo deve acquistare. Oggi fortunatamente l’ampia scelta è facile da valutare, grazie anche ai negozi di intimo uomo online. Quindi anche chi predilige modelli particolari, boxer in cotone tradizionale, slip parigamba molto lunghi o molto corti, tessuti confortevoli e così via, può trovare tutto ciò che desidera. Molti uomini tendono poi ad indossare la medesima tipologia di intimo in tutte le situazioni, contrariamente a quanto di solito fanno le donne. La possibilità di trovare però boxer e slip di ogni genere, fantasie azzardate o tessuti in tinta unita, canottiere di ogni tipologia, dovrebbero invitare anche l’uomo a scegliere l’intimo con maggior cura. Indipendentemente dai propri gusti personali infatti avere a disposizione dell’intimo comodo mentre si va in palestra, o elegante da indossare sotto un completo firmato, dovrebbe essere il modo corretto di vedere l’intimo da parte di ogni uomo.

Scegliere l’intimo per ogni occasione

Ecco quindi un piccolo vademecum per aggiornare il proprio guardaroba, in modo da avere a disposizione l’intimo più adatto per ogni occasione. Se infatti lo slip elasticizzato può essere adatto in occasione di una partitella a calcio con gli amici, per altre situazioni sarebbe opportuno cambiare gli slip per qualcosa di più azzeccato. Si perché lo slip è purtroppo uno tra gli indumenti da uomo che le donne odiano maggiormente. Conviene quindi prediligere i boxer parigamba elasticizzati, che sono ideali sia per le serate con le amiche fuori a cena, sia per le occasioni in cui si fa sport. Sotto l’abito elegante, classico e di lusso, meglio sempre prediligere i tradizionali boxer.

Moda uomo: l’eleganza passa dalla scarpa

Statisticamente, gli uomini appassionati di shopping, acquistano in Italia circa 16 milioni di paia di scarpe in un anno. La scelta dell’acquisto è guidata sia dall’influenza dei trend del momento, sia dai gusti personali. Per scegliere la calzatura giusta è bene sapere che tipo di acquisto vogliamo fare, se si cerca una scarpa basic oppure se si preferisce un modello più stiloso, che calzi perfettamente il piede, restituendo comodità e personalità ad ogni passo, rispecchiando la qualità della scelta.

Tra le varie proposte assistiamo ad una vera e propria rivoluzione delle scarpe eleganti uomo, ognuna di esse adatta a completare uno stile, un outfit ben preciso. A rivoluzionare non sono solo le scarpe ma anche il concetto stesso di stile. La moda casual incalza il passo e lo sportswear entra prepotentemente nei guardaroba maschili.

Solo una cosa non cambia mai: la scarpa in pelle resta un evergreen. Anfibi, stivaletti o modello Oxford rappresentano la scelta più gettonata dagli uomini del mondo.

Le parole chiave per le scarpe eleganti maschili: dettagli contemporanei e materiali sperimentali. E l’unico motto per far tendenza è: osare. Nascono così modelli come i mocassini Oxford rivisitati senza lacci in pelle di culatta di cavallo nero tinta e lucidata, con punta allungata, cuciture a contrasto e suola in cuoio.

Menzione d’onore per un altro must have della Primavera 2019: il modello Ankle Chelsea boot. Il boot nero è perfetto da indossare con i pantaloni scuri, skinny, per completare look soft punk e rock. Alcuni modelli sono realizzati con un prezioso fondo in cuoio Good Year, arricchito da una cintura a stagno intorno. Eleganti e rock allo stesso tempo.

E per uno stile davvero glamour perché non osare con stivaletto realizzato in un particolare pellame abrasivato argento, dal particolare fondo in micro, arricchito da battistrada in gomma effetto crepe smussato su punta e tacco.

Lo stivale Chelsea è nato nel periodo vittoriano e si narra sia stato il fabbricante di scarpe personale della regina Vittoria a realizzarlo per primo. Successivamente la scarpa si diffuse velocemente tra la gente comune e quando negli anni 70 i The Beatles e i The Rolling Stones li portarono sul palco, la loro moda esplose. Oggi quasi tutti gli uomini ne possiedono un paio come le super icone di stile Kanye West e Brooklyn Beckham.

BROTHERHOOD

Bryan ( a sinistra) – completo: Emporio Armani, calze: Borghi Uomo, scarpe: CC Collection Corneliani, orecchini: model’s own; Stefano (a destra): completo: Emporio Armani, scarpe: Cesare Paciotti.

 

Completo e camicia: DOPPIAA.

 

total Look Bally, cappello Inverni.
giacca e completo Gabriele Pasini, foulard vintage A.N.G.E.L.O., scarpe Cesare Paciotti.
giacca Tagliatore, T-shirt e pantaloni SSENSE.
completo Manuel Ritz, camicia Gabriele Pasini.
Total look N°21, calze Borghi Uomo.

total Look Gabriele Pasini, foulard vintage A.N.G.E.L.O.

 

Bryan e Stefano a sinistra: total look Wayeröb.
total look Emporio Armani; Stefano a destra in basso: T-shirt Wayeröb.

underwear Wayeröb, cappello Inverni.
underwear Wayeröb, cappello Inverni.
completo Manuel Ritz, felpa Lucio Vanotti, cappello Inverni, occhiali da vista Moscot Originals NYC; Stefano: bomber MTL Studio Matteo Lamandini, completo DOPPIAA.
impermeabile Manuel Ritz, completo Gabriele Pasini, camicia CC Collection Corneliani, scarpe Cesare Paciotti; Bryan : giacca impermeabile e camicia DOPPIAA, completo CC Collection Corneliani, scarpe Cesare Paciotti.

 

underwear Wayeröb, cappello Inverni.
cappello: Inverni.
a sinistra: giaccone CP Company, maglia Missoni, camicia Manuel Ritz; Bryan foto a destra, a destra: total look Missoni.

 

 

Stefano a sinistra: giaccone CP Company, maglia e pantaloni Missoni, camicia Manuel Ritz; Bryan a destra: total look Missoni.

 

 

PHOTOGRAPHER : Davide Carson
STYLIST : 3
STYLIST ASSISTANTS : Fabiana Guigli e Davide Spinella
GROOMING: Elija Gutierrez @MKS Milano
SET ASSISTANT: Vittoria Parola
VIDEO MAKER: Irene Cacciarini
Models: Stefano Berretti @3mmodels @Next Model Management; Bryan Guglielmetto @I Love Models Management

MUSIC: Vincenzo Pizzi

 

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SEXY E GLAMOUR: LA FOTOGRAFIA DI MODA SECONDO GIAMPAOLO SGURA

“NEVER CONFUSE FASHION WITH STYLE
AND SEX WITH LOVE!!!”
GIAMPAOLO SGURA

Uno dei fotografi italiani più acclamati e riconosciuti a livello internazionale, Giampaolo Sgura ci racconta la sua visione estetica e passione per la moda. Una vita intensa tra Milano, New York e Miami, ma anche un elogio alla semplicità di chi non ha perso di vista la bellezza dei gesti più quotidiani.

Raccontami del tuo percorso, dagli studi architettura al momento in cui hai capito avresti fatto il fotografo

Ho sempre sognato sin da piccolo di lavorare nella moda. Mi affascinava la rierca del Bello e della eccessiva creatività. Poi durante gli studi di architettura ho continuato a fare i miei reportage fotografici finchè un amico, che lavorava per Glamour, mi ha convinto a fare delle foto per una rubrica. Così pian piano mi sono addentrato. Un’avventura iniziata quasi per caso…

Quali sono stati per te dei maestri ed esempi che ti hanno ispirato e insegnato? 

Penso a grandi maestri come Steven Meisel, Richard Avedon, Irvin Penn, per me tutti grandi esempi e mostri sacri della fotografia.

Qual è stato il tuo primo importante lavoro che ti ha fatto capire stavi svoltando?
Di sicuro il mio primo editoriale per Vogue Paris

Proprio Vogue Paris ha descritto la tua visione della donna in equilibrio tra femminilità, sensualità e glamour. Che personaggi per te incarnano questi valori?

Purtroppo oggi più nessuno. La moda è’ ormai piena di tante cose diverse e ciò che manca sicuramente è proprio il vero glamour. E la parola stessa glamour suona male agli stessi addetti ai lavori. Per me la donna deve avere sempre questi tre elementi: femminilità, sensualità e glamour. E cerco di farlo emergere dalle mie foto, che sia un editoriale al mare o una storia moda in studio. Forse Carine Roitfeld è oggi l’unica donna che incarna questi tre valori nella moda! Le altre donne hanno troppa paura di osare.

Come vedi l’evoluzione della moda oggi, come sta cambiando in relazione ai social media?
La moda è pura democrazia oggi: la fanno tutti, la criticano tutti, si sentono tutti alla moda. Per me resta sempre un sogno, una visione. Instagram ha certamente reso la moda più accessibile e fruibile al grande pubblico.

Che pensi di questa ondata di sportswear nella moda uomo?
Io personalmente ho sempre vissuto e indossato in stile sportswear. E’ la mia divisa e oggi è di moda.

Raccontami un aneddoto relativo a un personaggio maschile che hai scattato e un personaggio che vorresti scattare nel futuro

Vorrei scattare Moby e Leonardo di Caprio perchè ammiro la loro perseveranza nel supportare le grandi cause del disastro ambientale e del climate change. Per me sono i veri eroi del presente….Moby for president! Tra gli aneddoti l’incontro con Timothée Chalamet, ragazzo davvero interessante, che si rivela essere anche un grande attore, una personalità incredibile.

Quando non lavori, le tue passioni…

Cose molto semplici: dormire, allenarmi, portare i cani al parco, andare a vedere mostre e cene con amici.

Quale la città che è ancora una fonte di ispirazione e quale in cui ti ricarichi?
Senza dubbio New York resta piena di stimoli e suggestioni, una città sempre in fermento creativo, mentre a Miami riesco veramente a rilassarmi. Miami mi regala inoltre la possibilità di fotografare usando una luce naturale e intensa. Miami mi trasmette un’energia molto positiva e mi sono trasferito lì. Vedremo come va…


 

Sexy & Glamourous: Fashion Photography, According to Giampaolo Sgura

“Never confuse fashion with style, or sex with love” – Giampaolo Sgura

One of the most acclaimed and internationally recognised Italian photographers, Giampaolo Sgura, tells us about his aesthetic vision and his passion for fashion. He lives an intense life between Milan, New York and Miami, but one that is also a tribute to the simplicity of someone who has not lost sight of the beauty in everyday moments.

Tell us about your journey, from studying architecture to the moment you realised you would be a photographer
I have always dreamed of working in the fashion industry since I was a child. I was fascinated with the search for beauty and the excessive creativity in fashion. While I was studying architecture, I did photographic reportages and a friend who worked for Glamour convinced me to take some pictures for a column. So, I got into it slowly. An adventure that started almost by chance.

Who were the masters and role models that inspired and taught you?
The great masters like Steven Meisel, Richard Avedon and Irvin Penn, were all terrific examples for me and sacred gurus of photography.

What was your first important job that made you realise this was becoming your career?
Absolutely it was my first editorial for Vogue Paris.

It was Vogue Paris that described your vision of women as a balance between femininity, sensuality and glamour. Who do you think embodies these values?
Unfortunately, no one of today does anymore. Fashion is now full of so many different things and certainly what is missing is true glamour. Even the word ‘glamour’ sounds bad to industry insiders. For me, women must always have those three elements: femininity, sensuality and glamour. And I try to make that emerge from my photos, whether in an editorial by the sea or a fashion shoot in the studio. Perhaps Carine Roitfeld is the only woman who embodies those three values ​​in fashion today. The rest of women are too afraid to dare.

How do you see the evolution of fashion today? How is it changing in due to social media?
Fashion is pure democracy today: everyone creates it, everyone criticizes it, and everyone feels fashionable. For me, fashion is still about a dream, a vision. Instagram has certainly made fashion more accessible and user-friendly to the general public.

What do you think of the rise of sportswear in men’s fashion?
Personally, I have always lived in sportswear style. It’s my uniform and today it’s fashionable.

Tell us a story about a male celebrity you shot, and someone who you’d like to shoot in the future.
I would like to shoot Moby and Leonardo di Caprio, because I admire their perseverance in supporting great causes against environmental disaster and climate change. For me, they are the true heroes of the present…. Moby for president! Among the those I’ve worked with is Timothée Chalamet, a really interesting guy who turns out to be a great actor with an incredible personality.

When you’re not working, what are your passions?
Very simple things: sleeping, working out, taking the dogs to the park, going to see exhibitions and dinner with friends.

Which city is still a source of inspiration for you and in which city do you recharge?
Without a doubt New York is full of stimuli and splendour, a city always in a creative buzz, while in Miami, I really can relax. Miami also gives me the opportunity to photograph using natural, intense light. It gave me a very positive energy, so I moved there. We’ll see how it goes….

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IL NUOVO ROCKET BAR MILANO

Eleganti carte da parati, arredi vintage e di modernariato, e l’attento lavoro cromatico, raccontano il nuovo design bar dell’area Navigli. Sarà questo lo scenario che ci accoglierà presso il nuovo Rocket Bar Milano il 19 febbraio, dalle 19 alle 21, in Ripa di Porta Ticinese 95 inizialmente con un evento dedicato alla stampa.

Il Rocket Bar Milano è certamente una novità nella movida milanese che si inserisce tra i locali di design nella eterogenea offerta notturna dell’area Navigli. L’arredo ricercato ideato dall’interior designer Valentina Lubrano crea un’atmosfera perfetta in cui poter conversare e ascoltare buona musica. La data di inaugurazione coincide proprio con l’inizio delle sfilate di Milano Moda Donna che renderanno la zona, già molto frequentata, crocevia di un pubblico ancora più internazionale.

Per citare poi Bukowski, che diceva: “Drinking is an emotional thing”, l’offerta qualitativa e creativa del bar è l’aspetto più importante. Ai grandi classici si aggiunge una speciale drink list studiata appositamente per Rocket Bar Milano da Mattia Mizzi, bar tender del Tree Cocktails and Food, con dieci proposte particolari che mescolano sapori datutto il mondo: dal sake all’assenzio allo jalapeno al miele, dal rosmarino al sambuco all’agave al pepe di Timut. Non ci resta che scoprirlo!

 

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FASHION ARCHITECTURE E NON SOLO: A TU PER TU CON FABIO FERRILLO

Specializzato nella progettazione di interni di lusso e spazi commerciali per prestigiosi marchi italiani e non solo, Fabio Ferrillo sviluppa il suo stile peculiare formandosi a Milano per poi trasferirsi a Parigi. Nel 2010 rientra nella città meneghina per fondare Off Arch, studio di progettazione di interni e di prodotto capace di creare una perfetta armonia grazie agli interessanti riferimenti ai maestri del passato, che incontrano sapientemente nuove accattivanti prospettive.

Il tuo percorso passa per due città (Milano e Parigi) che sono un concentrato di Design.
Quanto hanno influito sulla tua visione architettonica?

Entrambe, profondamente. Milano è il luogo in cui ho studiato e mi sono formato come professionista, mi ha sedotto quando ero studente e mi ha accolto di nuovo quando ho fatto ritorno, portando stavolta con me il progetto OFF Arch. Parigi è la mia seconda casa, una città in cui mi sono riconosciuto, in cui ho imparato il rigore e la follia e che mi ha regalato alcune tra le più grandi soddisfazioni professionali. Lavorare ma soprattutto collaborare in una lingua che non è la tua insegna a sviluppare di sé il senso della disponibilità, della generosità e di una sana allegria. Parigi è stata ed è tuttora per me un luogo del cuore, della creatività e del pensiero.

Cosa ti ha spinto a scegliere Milano per aprire il tuo studio?

Aver vissuto per anni lontano da questa città mi ha permesso di apprezzarne il cambiamento col vantaggio della prospettiva. Milano vive un momento di grande energia culturale, è capace di accogliere realmente nuovi contenuti. Il più grande progetto che si sia visto a Milano negli ultimi vent’anni è Milano stessa. Era il posto giusto in cui tornare, forte di un progetto preciso. E come spesso accade le ragioni personali e emotive si organizzano attorno alle decisioni più importanti, a rendere ancora più evidente la scelta da farsi.

Hai realizzato concept store e shoowroom per Pucci, Chiara Ferragni MSGM e Moschino. Presente, passato e futuro convivono perfettamente con la tua visione, ce ne puoi parlare?

I quattro brand che hai citato nascono da esperienze e percorsi davvero differenti, alcune molto recenti, altre che affondano le proprie radici nella grande tradizione dello stile italiano. Tutte, però, hanno in comune un tratto fondamentale: la contemporaneità, che si è tradotta nella realizzazione di spazi che parlano una lingua attuale ed esprimono, nel rispetto del DNA di ciascuno, la tensione verso il futuro.

Per Msgm hai rivalutato una vecchia officina di fabbri trasformandolo in uno spazio industriale contemporaneo, quanto è importante l’attenzione al sostenibile nel tuo lavoro?

Molto, non ancora abbastanza. Credo che non solo il mondo dell’architettura, ma anche quello dell’interior design, oggi, abbiano il dovere di farsi carico di temi e contenuti quali la sostenibilità, l’approvvigionamento energetico, l’eco-compatibilità dei materiali, dei processi produttivi e, dunque, delle scelte progettuali. Esiste un tema etico legato alla professione che è strettamente connesso all’attenzione al sostenibile, sul quale abbiamo il dovere di formarci molto più di quanto noi professionisti non facciamo. E infine credo sia fondamentale comprendere quanto questi temi siano potenti in termini di comunicazione dell’identità dei progettisti stessi.

I tuoi lavori non girano solamente intorno al mondo della moda, hai anche collaborato con Campamac, ci sono alti progetti per il food & beverage?

Il food & beverage è un territorio per me elettrizzante. Il Campamac è stato un progetto amato, studiato, coltivato davvero con grandissima passione e che è stato occasione di grande approfondimento tecnico specifico. Rispondendo alla tua domanda, sì, senza dubbio sì e ne sono davvero orgoglioso, ma non posso dirti di più. Stay tuned.

Hai anche realizzato un concept store in Vietnam, ci puoi parlare di quel progetto?

Runway, ad Hanoi, costituisce un momento cruciale nella mia carriera. Il progetto nasce dal desiderio di unire i colori, le forme e le sensazioni dell’eccezionale vegetazione vietnamita alle linee essenziali della storia del design italiano, realizzando uno spazio fortemente contemporaneo. Coordinare il mio ufficio di Milano con le maestranze vietnamite e una squadra di fornitori tanto europei quanto asiatici non è stato semplice, ma la collaborazione sincera e l’accoglienza straordinaria dell’azienda e del suo presidente, Anh Tran, non solo hanno reso possibile che questo concept store nascesse, ma hanno permesso che si instaurasse tra OFF Arch e Runway una profonda fiducia che ci porterà presto a nuove esperienze laggiù. Ne vado davvero fiero.

Quali sono i progetti futuri?

La collaborazione con Moschino prosegue, stiamo lavorando a diverse nuove realizzazioni in Europa e negli Stati Uniti. Contemporaneamente lo studio sta sviluppando nuovi spazi commerciali per Twinset Milano, sul concept che abbiamo inaugurato con il recente store di c.so Vittorio Emanuele qui a Milano. Come ti accennavo le incursioni nel mondo del food & beverage saranno diverse qui in Italia ma ci porteranno inoltre di nuovo in Vietnam, dove sono allo studio in queste settimane anche progetti per nuovi departement store. OFF Arch si occupa poi con continuità di progetti di carattere residenziale su scale diverse, tra le altre sono prossime le realizzazioni di alcune ville nelle Langhe in Piemonte.

Runway Store, Hanoi
Runway Store, Hanoi
MSGM sede produttiva Filottrano
Credits: Lorenzo Fanfani
MSGM sede produttiva Filottrano
Credits: Lorenzo Fanfani
Credits: Elena Datrino
Moschino Paris
Credits: Elena Datrino
Campamac
Credits: Carmine Conte

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Migliori smartphone economici del 2019: ecco quali comprare

Sono molti gli smartphone di fascia economica ma di alta qualità presenti sul mercato in questo 2019. Nel caso il tuo smartphone si sia improvvisamente guastato o semplicemente vorresti comprarne uno nuovo, sono molte le soluzioni di qualità ottenibili con un prezzo che non supera i 300 euro. Alcuni degli elementi principali da considerare quando si acquista un nuovo smartphone sono certamente la velocità e le prestazioni e la grandezza della memoria esterna. Per la prima caratteristica basta scegliere uno smartphone con un processore avanzato e molto veloce, per la seconda si consideri che esistono molti smartphone economici che hanno una memoria interna di 64 GB estendibile con microSD a 256 GB. Vediamo quindi quali sono i migliori smartphone economici del 2019 secondo DGTalkers, uno dei siti più affidabili per le guide d’acquisto e per le recensioni.

Smartphone Economici 2019: i prodotti Honor

Honor è una compagnia che fa capo al gruppo Huawei, produce smartphone pensati appositamente per un pubblico giovane che fa un uso massiccio del cellulare. I migliori modelli del 2019 in una fascia di prezzo contenuta sono sicuramente: Honor 7S, dal prezzo base di 119 euro ma rintracciabile anche a 95 euro. Nonostante qualche pecca nelle prestazioni, è un ottimo telefono da acquistare per chi vuole spendere meno di 100 euro, lo schermo soprattutto è adatto alle esigenze più comuni. Honor 7X, della stessa linea dello smartphone precedente è sicuramente molto più evoluto. Il costo di listino si aggira sui 299 euro ma è possibile rintracciarlo con grossi sconti anche sui 200 euro, rendendo il prodotto veramente accessibile. Il punto di forza dell’Honor 7X è sicuramente il display 18:9. Honor 9 Lite, sicuramente il migliore della casa ad un prezzo contenuto. Buone prestazioni si conciliano ad una buona velocità. Il prezzo si aggira sui 199 euro, il punto di forza sono le doppie fotocamere interne ed esterne.

Smartphone Economici 2019: i cellulari Motorola e Huawei

Marchio storico ritornato in auge, Motorola ha realizzato modelli di smartphone che ben conciliano economicità, praticità e buone prestazioni. Il più economico della gamma è il Motorola G6 Play, smartphone base della categoria. Il prezzo si aggira sui 170 euro e tra i punti di forza ha indubbiamente uno schermo molto buono ed una batteria di lunga durata. Ad ogni modo con una piccola differenza di prezzo è possibile comprare il Motorola G6, fratello maggiore della versione play.

Con circa 300 euro (ma il prezzo può scendere anche fino a 200 euro) è possibile comprare il Motorola One, uno dei migliori telefoni nella fascia di prezzo bassa. I punti di forza sono sicuramente uno schermo molto grande (ma con risoluzione migliorabile) ed una batteria di lunghissima durata. Come anticipato prima il Motorola G6 è un po’ il top di gamma. Con 270 euro è possibile comprare uno smartphone che ha tutte le funzionalità di telefoni più cari come ricarica rapida, ottima fotocamera e buone prestazioni.

Nella classifica non possono mancare gli smartphone Huawei, azienda sempre più leader di mercato. Nella classifica c’è il Huawei P Smart che a soli 140 euro prevede molte delle funzioni che hanno anche i top di gamma come il riconoscimento delle impronte digitali, ottimo schermo e buone prestazioni.

NICO VALSESIA – IMPRESE ESTREME: IL POSSIBILE NELL’IMPOSSIBILE

Imprese all’apparenza folli, ma straordinarie, che abbracciano la bellezza degli oceani, l’infinità dei deserti e la maestosità delle catene montuose. Nico Valsesia, 47enne di Novara, ne è il protagonista. In più di
vent’anni di onorata carriera, ha collezionato una lunga serie di imprese sportive estreme e record in giro per il mondo. Del suo motto “la fatica non esiste” ne ha fatto un libro, nel 2014. È istruttore di sci, ciclista,
campione di endurance, ultratrail runner e organizzatore di tour di cicloturismo estremo e competizioni no-limits, come ad esempio il K3, l’evento Red Bull che è entrato nel circuito mondiale di skyrunning, e la toubkal in Marocco. Proprio in Marocco, nel 2019 prenderà il via “let’s ski together”, un progetto finalizzato alla donazione di
attrezzature sciistiche di cui Nico è prima voce e promotore.

Com’è nata la sua passione per lo sport estremo?
Sono nato in un paese (Borgomanero, Novara, n.d.r) situato tra le montagne, a 1500 metri dal livello del mare. Un luogo in cui principalmente si scia, quindi sport più comuni come il calcio, ad esempio, non sono stati
mai molto praticati. Sin da ragazzino ho sempre amato avventurarmi per ore, e con la sola compagnia del mio cane, tra la natura della montagna. Amavo stare solo, e questa mia capacità di saper affrontare l’endurance
credo sia in parte ereditaria: mia mamma non ha mai praticato sport, ma nella vita ha lavorato come commessa in un bar-pasticceria. Attaccava alle 5 del mattino e staccava a mezzanotte. E oltre questo, faceva i lavori
di casa. Una resistenza incredibile; se nella vita avesse fatto l’atleta, probabilmente si sarebbe distinta nella maratona. Il suo motto è diventato il titolo del suo libro. Quale filosofia c’è
dietro al fatto che “la fatica non esiste”? La fatica esiste, tutto sta nel non sentirla. Perchè se riesci a fare di quello
che è la tua passione la tua vita, allora la fatica non esiste. Se riesci a rendere la tua passione il tuo lavoro, hai vinto, e non esistono soldi in grado di pagare questo tipo di soddisfazione. Credo che nella vita sia
importante non accontentarsi mai, lottare per raggiungere i propri sogni, perché la fortuna non casca dal cielo, la fortuna si crea. Pensandoci, “la fortuna non esiste” potrebbe essere il titolo di un mio prossimo libro.

Coltiva degli hobby?
Il mio lavoro lo è. Allenarmi tutti i giorni per 4 o 5 ore è un piacere, uno sfogo, la mia felicità. Sono sereno quando mi alleno, è come una dipendenza.

Come si concentra prima di un’impresa?
Col passare del tempo ho imparato a conoscermi e a riconoscere
quando sono in forma, è tutta una questione di “testa”. Prima di una sfida cerco di focalizzarmi solo su quello, anche se gli altri pensieri e ciò che c’è al di fuori delle gare non posso cancellarlo. Mi
concentro intensamente su uno specifico spicchio di quella torta che rappresenta la mia vita per dare il massimo, che raggiungo anche grazie agli stimoli: il più importante è rappresentato dai miei
tre figli.

Parliamo ora del progetto “Let’s ski together”: da quale idea nasce e perchè ha scelto proprio il Marocco?
Il Marocco è nel mio cuore, per svariati motivi. Non tutti sanno che è patria dell’immensa catena dell’Alto Atlante, caratterizzata anche da montagne di 4mila metri. Lo scorso anno mi trovavo proprio in Marocco
a sciare, come tante altre volte. Ricordo che aveva nevicato moltissimo, in due giorni si erano formati circa 3 metri di neve. Durante lo sci alpinistico, passando tra un villaggio e l’altro, rimango stupito alla vista di ragazzini
che tentavano di sciare utilizzando stivali di gomma inchiodati su tavole di legno: il loro entusiasmo e la loro grinta mi avevano colpito molto, così tanto da iniziare a pensare a cosa poter fare per renderli felici facendoli
divertire. La sera successiva al mio ritorno dal Marocco, ero ospite da Fazio. Ed è lì, in diretta, che ho deciso di dare vita a questo progetto. Ho iniziato a spargere la voce per raccogliere delle
attrezzature da donare a quei ragazzi; un riscontro incredibile, tanta gente da privati agli sci club, persino una nota azienda di forniture ha contribuito alla causa con 900 paia di sci nuovi, delle
tute, e 500 scarponi. Per un totale di 2500 pezzi.

A quando il via?
“Let’s ski together” inizierà il 21 gennaio 2019. Il 22, all’arrivo del camion, io e una decina di volontari italiani, insieme ai molti amici collaboratori del posto, scaricheremo il tutto alla stazione
sciistica di Oukaimeden e raggrupperemo tutti i ragazzi che desiderano sciare. Cercheremo di organizzare nel miglior modo possibile, l’obiettivo è renderli contenti. Entrerò in gioco anche
come maestro di sci, impartirò lezioni per circa una decina di giorni. Ho preso anche accordi con il Governo marocchino e con la Federazione Royal marocchina di sci e di sport di montagna
per mettere a disposizione dei ragazzi gli impianti gratuitamente, oltre che dar modo di farli pernottare nella colonia di proprietà del governo. Il Marocco, come ho già detto, per me è un luogo magico, che mi ha sempre regalato buone notizie e conoscenze importanti. E con lui sono in debito. Portare un camion di sci è il minimo che io possa fare.

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