Man in skirt |la gonna della “discordia”|

Lunga, corta, nella foggia di tunica, saio, chitone o toga, la gonna maschile è stato il capo privilegiato da popoli, civiltà, tribù, re e guerrieri. Ha padroneggiato nei templi, nelle corti, nelle agorà e sui campi di battaglia.

Ma al grido di “libertè, egalitè, fraternitè”, nel 1786, il pantalone diventa la bandiera dei rivoluzionari e la gonna viene messa definitivamente alla “gogna”.

Nel moderno Occidente, culla delle democratiche libertà, è ancora socialmente sconveniente per l’uomo indossare la gonna, indumento relegato all’immaginario femminile e sinonimo di scarsa virilità.

Ma la faccenda, a prima vista lapalissiana, diventa machiavellica a una seconda lettura. Che per dirla riadattando una frase di “Match Point”, è incredibile come cambiano i punti di vista se il giudizio scivola da una prospettiva ad un’altra.

Pensiamo al kilt. Il principe Carlo, Sean Connery, Ewan McGregor o Gerlad Butler vestiti di tutto punto con tanto di kilt e calze al ginocchio fanno molto “William Wallace”, temerari e tenebrosi, perché da orgoglio patriottico “It’s a kilt, not a skirt”.

Non me ne vorranno gli scozzesi, ma il gonnellino tartan, simbolo tradizionale della terra delle Highlands non si discosta molto, al pari di quello femminile, da un pezzo di stoffa arrotolato intorno alla vita. Ma sconfinando dall’amor di patria, tranne se non sei Axl Rose o Lenny Kravitz dei bei tempi, non di rado, ma difficilmente avremo come vicino di casa un kilted man. Ma il cortocircuito è geo-temporale.

Se pensiamo ai Masai avvolti nei loro sgargianti drappi colorati (lo Shuka) e agghindati con monili di perline e fili di ferro la prima cosa che ci verrà in mente non sarà di certo l’immagine di una tribù di femminei uomini in gonnella, ma tutt’altro, di guerrieri, cacciatori ed abili combattenti. Il nostro “alibi” è il retaggio culturale che veste un popolo dei suoi costumi ma che, trattandosi di una tradizione autoctona, non attecchirebbe sui non “figli della Savana”.

Così come, da utopistici quali erano, per gli hippie la gonna incarnava a giusta ragione l’immagine di una futura società senza diversità di genere; per i punk, nel loro essere ribelli, era un simbolo di disprezzo verso gli schemi e i modelli imposti dalla società; David Bowie, in quanto incarnazione dell’eccessivo glam rock, sfoggiando pellicce bianche, lustrini, piume, zatteroni e gonne, negava l’abito come espressione della personalità.

Nel 1984 si gridò allo scandalo quando l’irriverente Jean Paul Gaultier debuttò con la sua prima collezione maschile “L’uomo-oggetto”, mettendo in discussione i clichè dell’abbigliamento e vestendo l’uomo ruvido e macho con gonne, maglioni scollati e t-shirt da marinaio con la schiena scoperta. Ma poi a ben pensarci è moda.

Così come se Joaquín Cortés balla in gonna è arte, se Billy Porter si presenta agli Oscar con un’ampia gonna nera è spettacolo, se l’uniforme maschile della Flotta Astrale di Star Trek è un mini-abito, lo Skant, allora è fantascienza. Tirando le somme, nella società odierna l’accettazione dell’uomo in gonna (o il suo rifiuto) è legata essenzialmente a fattori storico-culturali, ambientali, religiosi, etici e creativi, laddove viene meno la “giustificazione” del suo essere indossata, il naso inizia ad arricciarsi.

La sua decontestualizzazione porta all’ilarità, al disagio o alla diffidenza. Se chiediamo ad uomo di indossare una gonna “rimarrà pietrificato all’idea di sembrare effeminato”, come ha ben scritto su TheGuardian la giornalista Arwa Mahdawi. In un Occidente che l’ha consacrata icona di femminilità, non è ancora arrivato il momento per la cultura maschilista di accoglierla nel suo guardaroba.

Un giorno, forse, si realizzerà la speranza idealistica di David Hall “dare all’uomo più libertà senza inutili stravaganze, ma senza piatto conformismo”. Dall’altro canto anche quando Elizabeth Smith Miller, la prima donna ad indossare i calzoni nel 1851, si presentò in pubblico con ampi pantaloni alla turca fu colpita con verdure e palle di neve, insultata dagli uomini e accusata di oltraggio alla decenza.

La gavetta è stata lunga, ma oggi finalmente anche una donna in pantaloni può dare di sé un’immagine di forza, potere e carriera. Magari, in un futuro prossimo, lo sarà anche per l’uomo con indosso una gonna. 

Il fashion post Covid-19

Parlano retailer e imprenditori: Giacomo Vannuccini, Giovanni Romano e Zack Moscot

Giacomo Vannuccini – Tricot – Chianciano Terme

Come vedi il futuro del retail moda dopo la pandemia? 

Il futuro lo vedo positivo. Serviva un momento di pausa per ristabilire il giusto ordine delle cose. La moda non si ferma e mai si fermerà, dovremmo essere solo un po’ più attenti e ripensare a certe logiche produttive.

Quali sono le mosse che secondo loro il sistema moda dovrebbe attuare

Non esistono mosse rivelatrici: navighiamo a vista, con la speranza che questa epidemia finisca e si ritorni a vivere tranquilli. L’unica cosa da fare è ciò che è stato fatto: spostare tutto a settembre, fiere e fashion weeks. Anche per le collezioni, sarebbe magnifico ricevere le nuove collezioni con un mese di ritardo, in modo tale da garantirci più tempo per la vendita delle vecchie.

Retail fisico e online? 

Oggi l’online è obbligatorio: mentre il fisico purtroppo rimane chiuso e non sapremo quando riusciremo a riaprire, l’online rimane una certezza.

Giovanni Romano – Direttore di NOB Showroom – Parigi


Come vedi il futuro del retail moda dopo la pandemia?

Un futuro umano e interattivo in cui la tecnologia avrà un ruolo sempre più importante.

Ogni comunicazione tra gli individui sarà supportata e agevolata da nuove tecnologie che andranno a modificare tutte le modalità relative all’universo retail moda. Si potrà così  provare virtualmente un capo e vedere se la taglia va bene, fino a informarsi sulle nuove tendenze e novità di prodotto.

Quali sono le mosse che secondo loro il sistema moda dovrebbe attuare

Come sta accadendo in Asia, penso che sicuramente anche negli altri paesi la tecnologia, e in particolare il live streaming e ogni forma di interazione tra gli attori della moda, dovrà essere implementata come. Inoltre saranno necessari dei fondi dedicati allo sviluppo di tutte queste nuove tecnologie necessarie per sviluppare al meglio un business in maniera ancora più personalizzata e per questo efficace. Penso anche a fibre ottiche per accelerare gli scambi di dati e anche i poli di formazione dedicati alle relative professionalità che queste tecnologie innovative richiederanno. Per facilitare questo il primo step dovrebbe essere snellire e velocizzare il sistema burocratico italiano.

Come il digital può supportare il vostro lavoro?

L’emergenza del Covid-19 a Milano ha costretto Parigi a una controffensiva immediata. Noi abbiamo pensato di creare una realtà digitale  in cui buyer e clienti fossero direttamente interconnessi agevolando il processo B2B e prolungando la campagna vendite almeno fino a giugno. Oggi il digital può veramente supportare la moda e per questo abbiamo pensato a un vero e proprio Virtual Showroom. Grazie a V-Rroom, NOB inizia un percorso nuovo. Si potranno mostrare ai retailer le collezioni più in linea con i loro bisogni, esplorare con video e funzioni interattive l’universo dei designer e la loro creatività, fino alla produzione e digitalizzazione degli ordini. Tutto questo supporta e si affianca al lavoro dello showroom tradizionale, rafforzando il fattore umano che resta l’elemento principale, anche in un sistema interattivo che ci impone la distanza.

Zack Moscot, Vice President & Chief Design Office Moscot Eyewear.

Come vedi il futuro della moda dopo la pandemia?

La moda è in continua evoluzione, ma prevediamo che i comportamenti dei consumatori e i modelli di acquisto cambieranno a causa della pandemia. Lo shopping di lusso online è cresciuto in modo esponenziale negli ultimi anni, poiché i clienti si sentono più a loro agio nell’acquistare beni di lusso e abbigliamento o accessori comodamente da casa. Tuttavia, Moscot che ha una distribuzione sia nella moda che dagli ottici, sarà sempre legato ai negozi fisici per provare le montature o fare gli esami oculistici. Ci aspettiamo la crescita di una esperienza omni-channel con punti di contatto diversi per i nostri punti vendita sia fisici che digitali: i nostri clienti potranno provare in negozio, fare acquisti online, quindi magari ordinare online o ritirare il prodotto in negozio. In generale pensiamo che i clienti diventeranno più a loro agio con gli acquisti online e potranno relazionarsi con il personale attraverso diversi canali di comunicazione.

Come state reagendo a questa crisi?

Come azienda a conduzione familiare con una storia di oltre 105 anni abbiamo affrontato molti periodi difficili e altre pandemie nel corso del tempo. Ad esempio la prima generazione è sopravvissuta all’influenza spagnola, mentre la seconda è riuscita a superare la grande depressione, distribuendo occhiali gratuiti durante quei periodi così difficili. Abbiamo imparato dai nostri predecessori e crediamo negli stessi valori morali. Abbiamo superato l’11 settembre e altri eventi tragici con la resilienza e restituendo forza alla nostra comunità. Oggi abbiamo lanciato una nuova iniziativa di solidarietà per combattere il Covid-19 e forniamo ai medici americani in prima linea occhiali gratuiti (con e senza prescrizione). Durante i periodi di crisi, sosteniamo le nostre comunità e prendiamo cura della salute degli altri. Questa situazione è particolarmente difficile per i nostri negozi Moscot per via del lockdown, ma stiamo facendo tutto il possibile per rimanere operativi e sopravvivere a questa crisi, soprattutto tenendo i dipendenti in azienda, che sono parte della nostra famiglia. Teniamo molto al nostro personale, alcuni dei quali sono stati con noi per oltre 50 anni e prevediamo di uscire da questa pandemia più forte di prima.

Il tuo messaggio di solidarietà …

Come marchio globale siamo grati per il modo in cui tutti stanno lavorando insieme per combattere questa pandemia. Speriamo che le cose tornino alla normalità e siamo qui e saremo sempre qui per soddisfare i bisogni anche “ottici” delle persone.

Profumi d’autore: quando l’arte incontra l’alta profumeria

Visionari, futuristici, i nuovi artisti profumieri ci portano in un mondo fatto di nuove fragranze e profumazioni tutti da scoprire. Un viaggio attraverso “il naso” dei maestri del profumo in versione 4.0, in cui scopriamo i trend e le novità del momento in fatto di fragranze.

Tra le nuove tendenze ci sono le profumazioni di Andrea Maack, artista poliedrica esperta in scultura, pittura , fotografia: tre fragranze unisex per gli olfatti più ricercati , “Soft tension”, “Dual” , “Craft” . Le caratteristiche olfattive sono legate a combinazioni aromatiche di muschio, legno di cedro, pepe , patchouli e zenzero. Il packaging è originale perché rappresentano le creazioni artistiche di Maack. 

Innovative e nuove sono le idee del profumiere tedesco Geza Schoen di Escentric Molecules: ha realizzato il proprio profilo con un’unica molecola di sintesi “Iso e Super”. Un solo ingrediente, quindi, che è in grado di generare un vero e proprio effetto: il loro successo è dovuto alle composizioni del tutto originali che hanno come comune denominatore un unico componente profumato. Si divide in Escentric 01/ Molecule 01, Escentric 02/ Molecule 02 e Escentric 03/ Molecule 03. Tra gli effetti che scaturiscono dai profumi vi è quello sensuale e piccante, caldo e profondo, radioso e leggero , avvolgente e raffinato. 

Rinomati e preziosi sono le creazioni di Goti, un nome che già si conosce per l’alta manifattura dei gioielli che crea: la loro linea è composta da un mix di materiali come l’argento, l’ottone , la pelle e altre leghe che rendono i gioielli unici e futuristici.
Un’impronta di qualità e cura tipiche del Made in italy con creazioni all’avanguardia . Tra le fragranze più identificative del brand c’è Alchemico, distinto in “fuoco”, “terra”, “acqua” e le varie profumazioni di Smoke che abbraccia diverse note come il melograno, il cedro, zenzero, ebano, incenso, in un turbinio di profumi Made in italy.

Earth Day 2020, 6 artisti raccontano la bellezza della Terra

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Mother Earth Day

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22 | aprile | 1970

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FOTO

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La “Giornata della Terra” compie oggi 50 anni, mezzo secolo di amore e di unione con lo scopo comune di salvarla.

Il “Mother Earth Day” nasce il 22 aprile del 1970 a seguito di un enorme disastro ambientale che provocò la morte di 10.000 animali: nel ’69 una piattaforma di trivellazione nel canale di Santa Barbara aveva provocato una fuoriuscita di petrolio, quasi 100.000 barili di greggio riversati nelle acque californiane. Si sentì così il dovere comune di chiamare a raccolta il mondo intero per risvegliare le coscienze e chiedere con urgenza riforme in ambito ambientale.

Tutti scesero in piazza a manifestare e le voci arrivarono all’attivista per la pace John McConnell, al senatore del Winsconsin Gaylord Nelson e allo studente universitario Denis Hayes, il trio che semino’ il terreno dell’Earth Day. In quel lontano 22 aprile 1970, ben 20 milioni di cittadini americani risposero all’appello del senatore democratico Nelson e si mobilitarono in una manifestazione a favore del pianeta; marce dal motto “green”, conferenze dedicate ai temi ambientali, messaggi educativi e formativi di responsabilizzazione; da allora fino ad oggi, il popolo sta dimostrandosi sensibile alla causa.
Ma non basta, ed ora più che mai, chiusi nelle nostre case per aver sfruttato l’ambiente e la natura a nostro unico ed egoista vantaggio (non è forse un monito questa pandemia?), dobbiamo dare dimostrazione di un serio cambiamento comportamentale, e festeggiare la Giornata della Terra in formato digitale.

Altri 192 Paesi nel mondo si coordineranno per l’evento, gli scienziati stanno dandoci degli ultimatum con l’avvertimento che avremo poco più di 10 anni per dimezzare le emissioni ed evitare gli effetti devastanti del cambiamento climatico.

Il nostro paese ha creato un palinsesto eccezionale per la giornata, da Earth Day Italia che andrà in onda su Ray Play dalle 8.00 alle 20.00 del 22 aprile 2020: 12 ore consecutive in cui scienziati, giornalisti, artisti, rappresentanti istituzionali e chiunque vorrà partecipare, si scambieranno consigli e messaggi di speranza e approfondimento in una diretta streaming.

Tutti gli spettatori potranno interagire tramite i social e la piattaforma web (https://onepeopleoneplanet.it) utilizzando gli hashtag della giornata #OnePeopleOnePlanet, #CosaHoImparato, #EarthDay2020, #iocitengo, #VillaggioperlaTerra, #focolaremedia.

In occasione di una così importante manifestazione, noi di Manintown, vicini e attenti al tema di sostenibilità, salvaguardia ambientale e amore per la Terra, abbiamo raccolto una serie di immagini scattate da fotografi e artisti di fama internazionale che hanno raccontato, ciascuno con il proprio stile unico e riconoscibile, il concetto di bellezza e di rapporto uomo/natura. Il progetto fotografico vuole essere uno spazio, una voce, un aiuto, in linea con l’evento mondiale, volto alla sensibilizzazione umana verso la Madre Terra, grembo da cui nasciamo e braccia dentro cui nuotiamo la nostra vita, dono unico, immenso, e prezioso.

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Pietro Lucerni

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“Io credo che dalle sofferenze e dalle tragedie umane e personali che il Coronavirus ha provocato, dovremmo trarre insegnamento. Dovremmo (ri)imparare ad ascoltare i segnali che la natura ci manda. Dovremmo prendere coscienza del fatto che siamo ospiti su questo pianeta e che non ne siamo i padroni e che, come dice Papa Bergoglio, “non possiamo stare bene su un pianeta che sta male.” Se coglieremo questa opportunità, allora avremo buone possibilità di ripartire verso un futuro migliore per noi e per il nostro pianeta.

I paesaggi innevati e ghiacciati di Pietro Lucerni sono distese silenziose in cui la natura agisce indisturbata, sono panorami desolati e freddi in attesa che arrivi luce a scaldarli.

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Mariavittoria Backhaus

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“La bellezza avrebbe dovuto salvare il mondo e invece il mondo si è fermato. Ma la natura no. Noi siamo immobili e lei va velocissima su una Terra che fiorisce e cresce senza sosta”.
Maria Vittoria Backhaus fa parlare le piante della terra, still life di gambi, boccioli e foglie in bianco e nero, un negativo bellissimo che attende di essere colorato dall’uomo e da esso, salvato.

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Maurizio Galimberti

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Fotografo noto per le sue scomposizioni paesaggistiche e di ritratto fatte di Polaroid, Maurizio Galimberti ci porta in città deserte, composte da silenzi e uomini senza testa, dove solo le lenzuola danzano libere. Sembrano i luoghi del Covid-19, desolati ambienti nostalgici frutto della nostra immaginazione, luoghi di ricordi resi ancora più malinconici dall’effetto vintage della fotografia; auto in fiamme che ci allertano del disastro ambientale, immagini sfocate come se stessero per svanire da un momento all’altro.

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Emilio Tini

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“La vita e la bellezza non potranno mai prescindere da un reale ascolto sensibile e profondo del mondo che ci circonda”
così descrive le sue immagini Emilio Tini, fotografo di moda che con la figura umana ci lavora quotidianamente.
In questa serie mette in rapporto l’uomo e la natura, in una convivenza armonica e complementare, la natura si mescola al corpo e diventa un prolungamento di un braccio, di una mano. E’ sul volto di una donna che sbocciano i fiori, in un rapporto complesso, naturale e imprescindibile.

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Piero Gemelli

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Una linea continua che forma due mondi, quello dell’uomo e della donna, che si uniscono in un infinito bacio. E’ questo il mondo che vorrebbe Piero Gemelli; mondi conosciuti e sconosciuti che abbiano l’intento comune di amarsi e rispettarsi. Nell’immagine forte di un nudo di donna, il cuore di Piero Gemelli è fatto di terra, colei da cui proveniamo.

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Giovanni Gastel

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Sono ninfe nate da Madre Natura, sono donne che si vestono di fiori, di foglie, per metà umane e per metà eteree essenze impalpabili portatrici di nobili messaggi. Per Giovanni Gastel, poeta nell’uso dell’immagine, la bellezza è la fusione armonica tra uomo e natura, un sodalizio indissolubile portatore di armonia, forza, e grazia.

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A cura di Federico Poletti

Cosa farai dopo il lockdown: Alessia Fagioli Galeone

Il lockdown dovuto all’emergenza Covid-19 potrebbe durare ancora qualche settimana ma questo non ha impedito ai milanesi di meditare su un futuro positivo e un ritorno alla normalità. Abbiamo selezionato 5 creativi che hanno fatto di Milano la loro casa e a cui abbiamo domandato: Che cosa farai appena potrai uscire? Quali sono le abitudini che più ti mancano?

Un paesaggista, un interior designer, una stylist, un visual artist e un fotografo ci hanno raccontato le loro esperienze in questo delicato momento e la loro voglia di revenge.

Alessia Fagioli Galeone – Stylist e Fashion editor Nordstrom 

@alessiafagioligaleone

Solo l’idea di una revenge quarantine mi riempie il cuore di gioia, inoltre vorrei che quel giorno fosse sabato, perché è il mio preferito. 

Riattiverei subito i cinque sensi in quei luoghi a me cari che mi darebbero la giusta carica per ricominciare, un po’ come quando riparte un nuovo anno.

Mi sveglierei presto, mi manca quel momento in cui tutti dormono e posso godere a pieno del mio quartiere, andrei a comprare i fiori freschi da Potafiori, per poi addentare un cannolo siciliano da LUbar che mi porterebbe subito con la mente in Sicilia e io amo il mare.

Un salto da Passatempo per regalarmi qualcosa che scandisca le ore di questa nuova era, qualcosa di surreale, un orologio. 

Un rifornimento consistente da Aesop che produce prodotti naturali per la cura del corpo, perché un altro processo innescato da questa quarantena è stato prendermi cura della mia mente e del mio corpo, ho avuto più tempo da dedicarci.

L’Hangar Bicocca è tra le cose che mi sono più mancate, vorrei vedere una delle loro mostre underground e avanguardistiche, terminando la visita con uno sguardo alle torri di Kiefer.

Ho trovato molto valida l’iniziativa delle mostre virtuali, ma l’emozione che si accende quando puoi vedere un’opera dal vivo è un’altra cosa.

Chissà se le sale cinematografiche proiettano qualcosa d’interessante, vorrei vedere un film al cinema e stare seduta lì, sulle poltrone rosse di velluto con lo schermo gigante davanti ai miei occhi, mi manca non andarci.

Finirei la giornata in un ristorante unico, da Arlati, dove mangerei il mio piatto preferito: l’insalata di carciofi e parmigiano stagionato 36 mesi.

Voglio festeggiare, voglio rivedere i volti che mi mancano e i luoghi che per tante settimane ho desiderato.

L’entusiasmo credo sia incontenibile.

Earth day: le iniziative dei brand

Anche gli attori del fashion diventano protagonisti in questa giornata, ecco una selezione di brand internazionali con campagne dedicate al tema.

Tokyo James

Il marchio Tokyo James è radicato nella natura, per noi è un momento di riflessione su ciò che conta davvero e che abbiamo dato per scontato.

Come marchio, prendiamo questa giornata per apprezzare ciò che ci è stato dato e ciò che possiamo fare per proteggere la terra attuando pratiche migliori e sostenibili.

Facciamo la maggior parte della nostra produzione in Africa, il che significa che possiamo ricambiare a una delle società più valorose della terra.

Designer: Tokyo James 
Instagram: @tokyojamess
Sito: http://www.tokyojames.co.uk/

Davi Paris

Il nostro pianeta è un fragile patrimonio ricco di biodiversità, e l’umanità ha bisogno di prestare più rispetto e gratitudine. Il tema della Giornata della Terra 2020 è l’azione per il clima, e gli enti dell’industria della moda stanno iniziando a rendersi conto della responsabilità che hanno nei confronti di questo tema.

Come piccolo marchio, l’impatto sull’ecologia di DAVI è limitato, soprattutto perché stiamo cercando di stare attenti a minimizzare gli sprechi, a reperire i tessuti e a lavorare su un piano ridotto per fabbricare abiti senza tempo e vestibili indipendentemente dal sesso.

A mio parere, produrre in modo più intelligente e fare shopping in modo più intelligente è la chiave per preservare gli ecosistemi del pianeta che sono così stimolanti per i progetti del brand.

I fiori, gli animali, le forme organiche e gli effetti visivi creati dalla natura sono sempre celebrati nelle mie collezioni, e la mia speranza è che ogni volta che qualcuno indosserà DAVI sarà il promemoria per le persone intorno a me che la natura ha bisogno di essere rispettata e amata.

Designer: DAVI PARIS 
Instagram: @davi_paris
Sito: https://www.daviparis.com/

Valenti

Oggi sono 50 anni dal giorno in cui è stato istituito ufficialmente l’Earth Day.

Il 22 Aprile è un giorno che rende tutti più vicini, perchè milioni di persone che ogni giorno combattono battaglie diverse, si riuniscono per affrontarne una di valore comune.

Che tu combatta contro l’inquinamento delle fabbriche o delle centrali elettriche, contro la desertificazione o l’estinzione della fauna selvatica, stai lottando per l’idea di voler rendere il Pianeta Terra un posto migliore per noi e per le generazioni future.

Grazie all’Earth Day, siamo tutti più informati, sensibili alle tematiche ambientali, propensi alla responsabilizzazione verso un consumo sostenibile, favorendo così la green economy.

VALENTI crede nel potere delle capacità manuali.

Ogni indumento viene cucito singolarmente con cura, evitando gli sprechi di energia e di materiali; per gli indumenti a diretto contatto con la pelle vengono scelti tessuti con fibre naturali.

Un’idea green con cui cimentarsi è sicuramente dare seconda vita ai capi re-inventandoli (da una vecchia camicia posso ricavarne un top), oppure utilizzare coloranti naturali anziché quelli già pronti all’uso che si trovano nei negozi o online (per esempio il colore rosso si può ricavare dal melograno, il giallo dalla camomilla, il marrone dal the, il vede dagli spinaci, il viola dal mirtillo).

Non resta che sperimentare!

Designer: VALENTI
Instagram: @valenti_official

Sabato Russo

“Non bisogna aver paura dei cambiamenti, ogni nuovo inizio è la fine di un’altro inizio. Il messaggio è chiaro, la natura protegge se stessa, forse abbiamo dimenticato i valori fondamentali di questa nostra temporanea permanenza. Ascoltiamola con coraggio. La terra è un paradiso. L’inferno è non accorgersene!”

Designer: Sabato Russo
Instagram: @sabatorusso
Sito: https://sabatorusso.it/

Federico Cina

Siamo ospiti di questo pianeta da migliaia di anni, senza portargli rispetto. 

Da quando le macchine hanno sostituito le braccia dell’uomo, abbiamo perso il contatto diretto con la nostra terra, usandola e consumandola a nostro piacimento. 

In queste settimane stiamo combattendo una battaglia senza precedenti contro un nemico invisibile: un virus che ha costretto l’uomo ad allentare il proprio dominio e infine a fermarsi completamente; mentre Madre Natura, silenziosa, continua indisturbata a dedicarsi al suo processo di auto-rigenerazione e auto-trasformazione. 

Chissà, forse, anzi molto probabilmente, una volta superata questa terribile situazione, l’uomo assumerà un comportamento più responsabile nei confronti della terra, dimostrandosi finalmente maturo e all’altezza di essa. 

SE NON CAMBIEREMO LA TERRA SI STANCHERÀ DI OSPITARCI! 

Designer: Federico Cina
Instagram: @federicocinaofficial
Sito: www.federicocina.it

Phipps

Quanto siamo fortunati a vivere su questo pianeta?  Il mondo è più grande, più strano, più potente e più bello di quanto chiunque di noi possa comprendere.  Il marchio PHIPPS è stato fondato sui principi del rispetto e della curiosità per questo pianeta – esplorando il rapporto dell’uomo con la natura e il nostro ruolo di amministratori della terra.

Designer: Phipps 
Instagram: @Phipps.international
Sito: https://phipps.international/

Carlota Barrera

Con gli eventi come la Giornata Internazionale della Donna, penso sia un peccato che dobbiamo avere un giorno speciale per la Giornata della Terra, come se fosse qualcosa che merita la nostra attenzione solo una volta all’anno come parte di un calendario di comunicazioni. Per me, riconoscere e lavorare per affrontare i danni che abbiamo fatto al nostro pianeta dovrebbe essere una preoccupazione quotidiana.

Da parte nostra, credo fermamente che, oltre a cercare di alleviare i danni che abbiamo fatto al pianeta, dobbiamo anche cambiare radicalmente il nostro comportamento – specialmente il ritmo con cui consumiamo.

Il lusso a cui aspiriamo come marchio è un lusso senza tempo e sottile, nella speranza che quando qualcuno compra uno dei nostri pezzi sia un investimento a lungo termine. Cerchiamo anche di utilizzare i materiali in modo da poterli utilizzare (ad esempio nelle giacche di pelle) e abbiamo sempre avuto un’affinità con l’artigianato, celebrando i talenti che si stanno perdendo.

Forse è più una sostenibilità umana e sociale che ambientale, ma per noi è comunque importante.

Designer: Carlota Barrera
Instagram: @carlotabarrera
Sito: https://www.carlotabarrera.com/

Sustainable fashion: la moda celebra i 50 anni dell’Earth day

Abbracciamo la terra” questo il monito dell’Earth Day che nella giornata del 22 aprile celebra il suo cinquantesimo anno del lavoro di sensibilizzazione ed educazione ambientale, a tutela del pianeta. 

Un  grido volto a prendere coscienza dell’importanza che la natura ricopre nelle nostre vite. Una nuova coscienza ambientale, quindi, che viene auspicata anche e soprattutto dal mondo della moda, oggi impegnata nella creazione di collezioni e iniziative “sostenibili”, per un mondo sempre più green. 

Oggi il lockdown, nonostante abbia messo a dura prova l’essere umano, ha permesso al pianeta di “respirare” grazie al calo significativo dell’inquinamento. Il mondo della moda, da sempre ritenuto come uno dei principali settori che inquinano, oggi si muove verso una rotta sostenibile con tantissime iniziative.

A cominciare da Vestiaire Collective con il suo ‘Wardrobe Reality Check’: per tutto il mese chiede a tutti gli amanti della moda di creare un armadio ‘sostenibile’ attraverso una challenge.

Vestiaire invita attraverso il sito, a vedere quale sia il reale impatto sull’ambiente di ciò che si ha nel proprio guardaroba in termini di tipo di materiali, trattamenti e sistemi di lavaggio utilizzati compresi, ma non solo: lancia il re-selling dei capi inutilizzati, “vera forma di shopping sostenibile” secondo Vestiaire.

Per l’appunto sono state coinvolte alcune delle top model americane tra cui Arizona Muse (e altre colleghe), a rivedere il proprio guardaroba e a rivendere, quindi, i loro capi il cui ricavato andrà in beneficienza. 

Anche il portale eBay e Legambiente lanciano una campagna comune per promuovere l’acquisto sostenibile: durante la ‘Earth Week’ che va dal 20 al 26 aprile, per ogni oggetto messo in vendita da utenti privati sulla piattaforma con l’hashtag #eBayDonaPerTe e venduto entro il 26 maggio, eBay devolverà 1€ a Legambiente.

Per l’occasione, eBay lancerà inoltre ‘eBay Sostenibile’: una pagina del proprio sito interamente dedicata a iniziative green, con una gamma di prodotti eco-friendly.

Anche Napapijiri è da sempre impegnata nella lotta alla sostenibilità con il lancio di Infinity Rainforest con la creazione di una giacca totalmente riciclabile grazie alla sua composizione monomateriale.

Ma non solo, Napapijri invita i clienti che acquistano la particolare giacca a restituirla dopo due anni in modo da poterla trasformare in nuovi filati e nuovi prodotti. E di trasformazioni dei filati Dondup per l’occasione lancia la sua 3D Stretch Couture: una selezione di capi realizzati con una fibra di nylon riciclata , proveniente dal recupero delle reti da pesca dimenticate sui fondali marini.

Una collection dalle tonalità vibranti fucsia, viola, rosso , lime , blu.  Con una linea interamente realizzata con materiali riciclati la “Green Collection PQ-Bios”, anche PiQuadro si serve dell’utilizzo di Econyl, un filo di nylon ricavato dalla trasformazione dei rifiuti come reti da pesca e fibre tessili per creare delle linee di accessori. I materiali ricavati vengono prima rigenerati, poi trasformati per creare  un prodotto nuovo, eco-sostenibile.  

Tra i brand del fashion anche FALCONERI pone il suo contributo alla salvaguardia ambientale prendendo parte  attivamente a organizzazioni a tutela dell’ambiente e delle persone a favore degli interessi di consumatori e produttori mantenendo l’integrità del cashmere. Ed è proprio grazie al cashmere, la seta che Falconeri crea le sue collezioni a tutela dell’ambiente ponendo al centro l’importanza di vestire “green”. 

Con una collezione interamente realizzata con materiali riciclati la “Green Collection PQ-Bios”, PiQuadro si serve dell’utilizzo di Econyl, un filo di nylon ricavato dalla trasformazione dei rifiuti come reti da pesca e fibre tessili creando così accessori da viaggio totalmente eco-sostenibili, riciclabili all’infinito.

Ma anche packaging e merchandising sono pensati al fine di evitare l’utilizzo di materiali inquinanti, scegliendo quindi carta, inchiostri e cotone tutto totalmente green. 

Anche Patrizia Pepe si schiera a favore della salvaguardia dell’ambiente lanciando una capsule collection che strizza l’occhio al pianeta: i capi sono realizzati con un cotone organico privo di elementi chimici. Le “Emo Teen” che rappresentano le varie sfaccettature dell’universo femminile: spiritual, healthy, conscious, rebel, glam. 

Anche i capi sporty diventano eco-friendly: Freddy lancia una linea totalmente Made in italy con capi pensati per lo yoga in partnership con Brugnoli, azienda specializzata in tessuti tecnici come il poliammide lavorato attraverso la tecnologia Br4. Il risultato è un tessuto elastico, innovativo e leggero pensato per i capi da yoga, con jogger pants, top, leggings, felpe e t-shirt. 

Non solo moda: anche il campo dell’home decor ha lanciato creazioni a tema “earth“  Buccellati, infatti, ha creato dei componenti per l’arredo a tema, come portacenere, svuota tasche, oggetti per la casa che raffigurano elementi naturali come animali marini, piante, fiori. 

Earth Day compie 50 anni. Lo speciale reportage di Ricky A Swaczy

In occasione della Giornata della Terra, che promuove la formazione di una nuova coscienza ambientale, abbiamo pensato di raccogliere alcune immagini ispirazionali.  Il 2020 è inoltre un anno speciale perché si celebrano i 50 anni dell’Earth Day.

Lo speciale reportage di Ricky A Swaczy (Creative director e Founder di Wabisabi Culture) coglie l’essenza di una natura magica e illusoria, che anche dall’oscurità svela la quiete dell’arte della contemplazione. Una cornice di vita transitoria. Il potere evocativo della Natura impermanente.

Instagram: @wabisabiculture

Earth day 2020, parlano gli influencer

Earth Day (Giornata della Terra) è la più grande manifestazione ambientale del pianeta, l’unico momento in cui tutti i cittadini del mondo si uniscono per celebrare la Terra e promuoverne la salvaguardia. La Giornata della Terra, momento fortemente voluto dal senatore statunitense Gaylord Nelson e promosso ancor prima dal presidente John Fitzgerald Kennedy, coinvolge ogni anno fino a un miliardo di persone in ben 192 paesi del mondo.

Quest’anno abbiamo voluto riunire i pensieri di fotografi, designer e influencer con immagini rappresentative di questo evento. Ecco come alcuni influencer italiani affrontano questo tema nella quotidianità e riscoprono attraverso i loro viaggi come la natura influisce positivamente su di noi e quindi la necessità di proteggere il pianeta.

Anselmo Prestini (@anselmoprestini)

“Nella mia attività di influencer, che si manifesta prevalentemente in viaggi, ho sempre avuto un occhio di riguardo per i luoghi e gli animali che vedevo. Ho collaborato più volte con WWF, supportandoli nella campagna di raccolti fondi per aiutare i koala. Ho sempre appoggiato campagne no profit, come ad esempio più brand che hanno svolto attività social a favore del plastic free. Penso che oggi CSR sia la chiave strategica per ogni brand”.



Ludovica Ragazzo (@ludovicaragazzo)

“Amo partecipare a progetti green e mi piace quando la moda aderisce a queste iniziative mostrando come l’essere più attenti al nostro pianeta non voglia dire andare contro corrente o meglio “contro trend”. Dovrebbe essere una cosa che va di pari passo. Penso non ci sia cosa più bella e necessaria di mostrare amore, rispetto e gratitudine per la nostra terra”. 


Treedom Trees x Intimissimi.

Gloria Bombarda (@gloriabombarda)

“Amo la natura in tutte le sue forme e proteggerla per me é fondamentale. Cerco di stare sempre attenta ai prodotti che uso e alle aziende che scelgo. A casa, provo ad utilizzare pochissima acqua sotto la doccia, consumare poco detersivo, e ovviamente rispetto la raccolta differenziata ! Le piccole accortezze possono aiutare molto la terra”.



Chiara Sbardellati (@chiarasbardellati)

“Fin da piccola ho sempre avuto un legame molto profondo con la natura e quando viaggio cerco di svolgere attività che mi permettano di entrare in contatto con essa. L’esperienza a Maison Elephant a Bali è stata unica. Lo staff è composto da persone speciali che dedicano la loro vita a salvare questi elefanti dalla cattività, entrando cosi in sintonia con questi pachidermi così da diventare una cosa sola”.



Lorenzo Bacchin (@lorenzobacchin)

“In questo momento sono preoccupato in particolare per i nostri mari e di tutte le preziose specie che li popolano. Si stima che ogni anno più di un milione e mezzo di animali muoia a causa dell’inquinamento degli oceani, fenomeno che è diventato una crisi globale. Oggi, nella giornata mondiale della terra, invito le persone a riflettere, con la speranza che acquisiscano più consapevolezza e che nel loro piccolo facciano il possibile per vivere nel rispetto della natura, adottando stili di vita sostenibili”.



Alessandro Magni (@ale_magni)

“In occasione della giornata della terra ricordo quei momenti che ho trascorso sul Mar Morto durante un viaggio in Israele, una sensazione unica. Non solo per l’esperienza speciale che ho provato galleggiando nelle sue acque e per i diversi benefici alla pelle e al sistema nervoso dovuti alle sue proprietà benefiche, ma anche perché ero circondato da un paesaggio surreale in cui ho percepito un incredibile senso di libertà e di attaccamento alla natura. La terra in quei luoghi mi ha trasmesso tanta energia”.



Roberto De Rosa (@robertoderosa)

“Dobbiamo preservare il nostro pianeta per poter continuare a godere del lusso della libertà. Solo unendo le nostre forze potremo vincere la sfida e continuare a beneficiare di tutte le risorse che il mondo ha da offrire”.


Beauty alert: LAFCO New York

Fondato nel 1992 da Jon Bresler a New York, il brand LAFCO abbina l’artigianato tradizionale agli ingredienti più puri per creare fragranze per la casa e prodotti per la cura personale. La collezione di lusso di saponi, lozioni, diffusori e candele è composta da oli essenziali di provenienza rigorosa. I prodotti vengono creati a mano utilizzando allo stesso tempo un’antica tecnica di produzione botanica e una tecnologia all’avanguardia. Le fragranze sono pensate per evocare una reazione emotiva e sensoriale. Abbiamo incontrato il fondatore e qui potrete trovare la nostra conversazione: 

Come e quando avete sviluppato e avviato il vostro brand? Quali sono i valori e la filosofia che ci sono dietro?

Il nostro fondatore, Jon Bresler, ha avuto l’idea di creare il brand LAFCO dopo aver lasciato New York City per trasferirsi in Svizzera negli anni ’90. Vivendo in Europa, ha scoperto e si è innamorato delle tradizioni del continente che avevano a che fare con l’aromaterapia e la botanica. La sua passione per il viaggio, unita al nuovo amore per le fragranze e l’artigianato del mondo antico, l’hanno portato a visitare le bellissime città dell’Italia, del Portogallo e della Grecia. E fu proprio lì che ebbe le sue prime esperienze grazie alle quali propose alcuni brand unicamente europei al mercato americano; brand come Santa Maria Novella, Claus Porto e Karres Natural Skin Care, oggi tutti riconoscibili a livello mondiale. Nel 2010 Jon inaugurò la sua prima linea di fragranze, LAFCO New York, basata sulle tradizioni europee, ma con una svolta moderna Newyorkese. 

La nostra idea principale è sempre stata quella di creare una piena ambientazione con gli elementi dello stato d’animo, del profumo e del colore. Disegniamo le nostre fragranze per la casa avendo questi dettagli in mente e poi li associamo con un preciso luogo della casa o un tipo di ambientazione. Per esempio, la nostra candela alla camomilla e lavanda ha un profumo calmante, e il colore del contenitore in vetro è un beige neutro e caldo che evoca l’effetto rilassante di una camera da letto. La fragranza della nostra candela Office, invece, combina note di rosmarino ed eucalipto, entrambe essenze rinvigorenti e rivitalizzanti. Il colore del vetro è un verde vibrante, colore stimolante, che rende questa candela una scelta perfetta per l’ufficio. 

Dato che LAFCO New York affonda le sue radici nella botanica, nelle fragranze naturali e nella skin care e visto che la nostra filosofia è quella di creare dei prodotti che abbiano un buon profumo (e che siano buoni per voi), per noi era molto importante utilizzare gli ingredienti più sicuri e più puliti che avessimo a disposizione. Infatti, creiamo le nostre candele bruciando una miscela di cera di soia, senza petrolio. La fragranza dei nostri diffusori per ambienti non contiene alcol, quindi non solo non è dannosa per voi, ma il profumo dura anche più a lungo. Inoltre, tutto il vetro delle nostre candele è soffiato a bocca, utilizzando le tecniche delle più antiche fabbriche di vetro della Boemia. Ogni pezzo di vetro è una creazione unica come i nostri clienti!

Quali sono i vostri prodotti chiave?

Signature Candle è una nostra creazione originale, ha un tempo di combustione di 90 ore e viene colata qui negli Stati Uniti.

Signature Diffuser è un diffusore a bastoncini per ambienti che ha un design innovativo che gli permette di essere completamente ricaricabile; è un lusso ecologico! Il contenitore in vetro è lavorato artigianalmente e può essere utilizzato per molti anni. 

Hand Care Collection (sapone liquido + crema per le mani + saponetta) viene lavorato artigianalmente in Italia ed in Portogallo. Inoltre, questa collezione utilizza ingredienti naturali, senza solfati, para beni od olio di palma che sono delicati per la vostra pelle così come per l’ambiente. 

Possiamo avere un messaggio di speranza e di supporto per le altre medio-piccole imprese che da New York sono arrivate in Italia? 

Visto che in questo momento gli affari stanno rallentando e ci siamo dovuti fermare tutti insieme a causa dell’invito alla pubblica sicurezza, la nostra speranza è quella di riuscire a ricordare alle persone che nel mondo c’è ancora molta bellezza. Ora più che mai, le persone stanno cercando il loro brand preferito per prendere ispirazione e scappare. Sentiamo che la nostra missione, così come quella di tutti i brand, è di continuare ad essere connessi con i nostri clienti durante questo periodo impegnativo e aggrapparci alle loro idee e alle loro storie. Supereremo questa oscurità insieme e mentre lo faremo, impareremo una lezione preziosa che non rafforzerà solo noi, ma anche le nostre imprese. 

Scegli i tuoi 5 prodotti preferiti e spiega perché lo sono

Feu de Bois 3 Wick Candle: il mio studio di New York City non ha un camino, ma credo che sarà la prossima cosa che metterò. Infatti, amo come le note legnose del cedro e del sandalo si combinano tra di loro per creare l’effetto caloroso del fuoco scoppiettante durante le fredde sere d’inverno. Durante l’estate invece, questa candela mi ricorda i falò della mia infanzia. Mi piace tantissimo e la accendo tutto l’anno.

Amber Signature Candle: L’ambra è sempre stata una fragranza dalla quale sono stato attratto e questa candela cattura perfettamente la sua essenza. Il colore blu intenso del vetro la rende moderna e intramontabile allo stesso tempo.

Sea and Dune Classic Disffuser: il nostro Classic Diffuser ha un nuovo design che abbiamo introdotto solo quest’anno. La piccola taglia del diffusore gli permette di adattarsi anche agli spazi più piccoli, come una stanza per gli ospiti o un armadio. A volte non ho il tempo di accendere una candela e questa è una fantastica soluzione per dare un po’ di profumo alla stanza. La fragranza Sea and Dune ti trasporta in una casa sull’oceano. Portatevela dietro come regalo ovunque voi andiate e vi garantisco che il/la padrone/a di casa vi inviterà ancora e ancora. 

Discovery Trio: è semplicemente stupendo! Se state facendo shopping online, la vera sfida è che non potete sentire la fragranza attraverso il computer. Quante volte vi siete imbattuti in un prodotto online e avete desiderato di poter sentire il suo profumo? Il Discovery Trio è l’idea che abbiamo pensato per voi. Selezionate 3 fragranze di candele a vostra scelta. Ogni campioncino è una mini-candela, così potrete provare il prodotto prima di comprare il pieno formato. È un bellissimo regalo per tutti coloro che hanno difficoltà ad acquistare per gli amici!  

Wick Trimmer + Snuffer: Ho un’ossessione per le candele (chiaramente), quindi capisco quanto sia importante prendersi cura di esse. La mia regola d’oro è che devi tagliare lo stoppino ogni volta che accendi la candela. Altrimenti, nella cera si creeranno dei buchi e il vetro diventerà di un color nero fumo. E non c’è niente di peggio! Il nostro Wick Trimmer + Snuffer è un design ingegnoso che il nostro team ha creato per spegnere la fiamma della candela e tagliare lo stoppino contemporaneamente. Nessun disordine e soprattutto la vostra candela si accenderà perfettamente. 

Dove si possono trovare i vostri prodotti? 

I prodotti LAFCO si possono trovare in molte boutique, hotel e Spa negli Stati Uniti. Inoltre, sono disponibili nei grandi magazzini come Neiman Marcus, Saks Fifth Avenue e Bloomingdales. Ovviamente consegniamo anche in tutto il mondo grazie al nostro negozio e-commerce LAFCO.COM