Duo Porta Nuova, il primo hotel Tribute Portfolio by Marriott di Milano

In seguito a un processo di rebranding e a una profonda ristrutturazione, del valore totale di 8 milioni di euro, il Four Points Milan Center, proprietà del brand Marriott International, diventerà Duo Milan Porta Nuova, il primo, lussuoso hotel del portafoglio Tribute a Milano e il secondo in Italia, dopo quello di Roma.

Duo Milan Porta Nuova: la location perfetta un soggiorno deluxe

Situato nel cuore pulsante della metropoli lombarda, tra piazza Gae Aulenti e la Stazione Centrale, la struttura del gruppo alberghiero americano è contraddistinta da un design innovativo e una lobby dall’ambiente aperto e flessibile, pronta ad accogliere gli ospiti nella movimentata realtà meneghina. Ampie e confortevoli sono anche le 239 camere del building, ispirate alla doppia personalità del quartiere, divisa tra gli imponenti grattacieli che definiscono lo skyline milanese e il fervore tipico della nightlife cittadina.

Duo Milan Porta Nuova
L’accogliente lobby

hotel Marriott Milano
L’elegante reception del Duo Milan Porta Nuova

La punta di diamante del Duo Milan Porta Nuova è rappresentata, però, dall’esclusivo lounge bar e dal ristorante peruviano Alegrìa, entrambi situati al dodicesimo piano, con una vista mozzafiato che consente agli avventori di abbracciare con lo sguardo l’intera città. I locali, aperti anche al pubblico esterno, si candidano a diventare il nuovo place to be della scena milanese, un punto di riferimento per chi intende concedersi un viaggio culinario alla scoperta dei sapori sudamericani, o uno dei numerosi, ricercati cocktail creati dai sapienti mixologist del bar, da sorseggiare durante serate raffinate, animate da dj-set.

Duo Milan Porta Nuova è parte, come detto, di Tribute Portfolio by Marriott, una famiglia di hotel indipendenti e di carattere, accomunati dalla passione per il design accattivante e dalla volontà di creare momenti di vivace socialità con gli ospiti e gli abitanti del luogo in cui si trovano. Con oltre 70 struttuure in tutto il mondo, dagli Stati Uniti all’Asia, al Vecchio Continente, Tribute Portfolio si rivolge a viaggiatori alla costante ricerca di esperienze indipendenti, che il soggiorno in uno di questi raffinati alberghi aiuta ad instaurare un legame inscindibile con la comunità che li ospita.

Nell’immagine in apertura, un interno del ristorante Alegrìa dell’hotel

Base V Juicery, la nuova oasi della cucina vegetale

Un paradiso green per gli amanti della cucina vegetale, con due indirizzi gourmet a Firenze e uno nel cuore di Milano, presso il Mercato Centrale della metropoli lombarda. Si potrebbe riassumere così l’attività di Base V Juicery, che nel capoluogo toscano ha trovato casa in via de’ Neri, strada conosciuta anche come Borg’unto (nome datogli dai detrattori); il locale offre un’ampia gamma di piatti vegani e vegetariani, rivolti veramente a tutti. Lo scopo vuole essere, infatti, quello di far avvicinare chiunque a un’alimentazione più eco-sostenibile, dimostrando di non dover necessariamente rinunciare al gusto. Una scelta importante, quella dei proprietari, che sanciscono, nel loro piccolo, un ulteriore passo in avanti nella lotta contro l’ingente produzione di carne e derivati animali.

Base V Juicery
La sede del locale in via de’ Neri, a Firenze

Un ristorante plant-based dove buon cibo e sostenibilità si incontrano

Il nome, Base V, sta per “base vegetale”, traduzione del termine inglese plant based. L’idea è dei tre proprietari, Cesare Achille Cacciapuoti, Silvia Bartolomei e Nicolò de Gregorio, che nel tempo hanno fatto salire a tre il numero delle location; le altre due si trovano in via de’ Guicciardini, sempre a Firenze, e, come detto, presso il Mercato Centrale meneghino. Il ristorante di via de’ Neri, però, corrisponde anche alla sede del laboratorio, dove vengono realizzate le varie preparazioni, ammirabile dall’esterno grazie alle ampie vetrate trasparenti (la produzione a vista delle pietanze, tra l’altro, caratterizza anche l’indirizzo milanese).

Oltre a piatti interamente vegani, il menù offre anche una limitata selezione di portate a base di carne, pesce e derivati. Inoltre, il locale si impegna a utilizzare materie prime nostrane, processate il meno possibile, per mantenerne inalterati il gusto e le proprietà.

Si va, nello specifico, dai signature toast (di produzione propria), a base di avocado e hummus con un’aggiunta di patate dolci americane, scaglie di grana, pomodorini, quinoa e uovo, alle insalate con verdure al forno, iceberg, valeriana, rapa rossa, riso venere, tofu, formaggio vegano, vari tipi di semi oleosi e frutta secca. Disponili anche i wrap, sempre a base di hummus e avocado. Per chi lo volesse, inoltre, è possibile personalizzare gli ingredienti, a seconda dei propri gusti culinari.

Base V cucina
Piatti di Base V, accompagnati dai succhi dell’insegna

Da non perdere, ancora, il succoso Açai, rinomato frutto brasiliano, da gustare in abbinamento a banana, mango e fresca frutta di stagione. Menzione speciale per il caffè, servito nelle due linee della Mokaflor, una classica e l’altra specialty, per i veri appassionati del chicco. Per accompagnare il pasto, infine, avrete a disposizione una vasta scelta di cold press juices, succhi dalle combinazioni originali e dissetanti, oltre agli smoothies ottenuti dal latte vegetale, prodotto in loco.

Base V Juicery: la meta perfetta per ogni momento della giornata

A rendere l’atmosfera ancora più green è la scelta degli interni; la sala nel retro, ad esempio, è decorata da una meravigliosa carta da parati, che ricrea la vegetazione tipica della giungla. Tutti i tavoli, invece, sono realizzati interamente in legno. Alla luce di quanto detto, Base V può diventare senz’altro la vostra personale oasi vegetale, adatta ad ogni momento della giornata, dalla colazione al pranzo, o persino per un aperitivo in puro stile milanese. La meta perfetta, dunque, dove buon gusto e sostenibilità si uniscono in un unico, arduo intento: “sgrassare” via de’ Neri (e, già che ci siamo, anche le convenzioni culinarie di Firenze e Milano).

Base V Juicery Milano
Il logo del ristorante

IF! 2022: un successo da record per la nona edizione del festival

È calato il sipario sulla nona edizione dell’IF!Italians Festival, l’evento organizzato e promosso da ADCI – Art Club Directors Italiano e UNA – Aziende della Comunicazione Unite, con la partecipazione del main partner Youtube e del comitato IF!, sotto la direzione artistica di Alessandra Lanza. L’attesissimo appuntamento annuale si è svolto, come di consuetudine, presso i palinsesti di BASE Milano, dal 7 al 12 novembre.

L’ingresso dell’IF!Italians Festival 2022

In particolare, dal 7 al 10 novembre si è tenuto l’IF!DIGITAL PREMIÈRE: il format dedicato alla formazione digitale, con iscrizione gratuita, al quale hanno partecipato oltre 35 professionisti del settore. Erano 16, in tutto, gli appuntamenti previsti, andati letteralmente sold out con più di 1700 iscrizioni. L’11 e il 12 novembre, invece, si è tenuto l’IF!LIVE, con numerosi incontri dal vivo. Sono stati 8200 i partecipanti all’evento, un numero da record che ha confermato il desiderio di ritornare a vivere la magia del palco e della condivisione. Un’edizione dal successo senza precedenti, quest’ultima, che ha ospitato ben 63 ospiti nazionali e internazionali, per un totale di 31 incontri.

Un calendario colmo di eventi e ospiti per un focus sul multi-sfaccettato tema della gentilezza

Il primo importante concetto emerso è stato quello di Nudge, o “spinta gentile”, trattato nel workshop di Nicola Zanardi, CEO Hublab, Marco Giovannelli, direttore di Varese News, e Maria Croci, assessore alla Gentilezza del Comune di Malnate. Il tema, usato come trampolino di lancio per altre importanti riflessioni, è strettamente connesso all’impellente e necessario cambiamento culturale da attuare nelle aziende. Un obiettivo, questo, raggiungibile attraverso comportamenti sempre più sostenibili, in linea con l’ambiente e l’evoluzione umana.

Il Creative Business Partner Giorgio Ferretti ha illustrato invece, il significato della parola SHIFT, un termine che supporta i brand nel dialogo fra le tematiche di CSR (Corporate Social Responsability) e le strategie comunicative.

Il pubblico in sala (ph. courtesy of IF!Italians Festival)

Nella presentazione online, dal titolo Il POP, la rivoluzione gentile dei brand, Samantha Giuliani, Stefano Pagani e Antonio Incorvaia hanno delineato le nuove dinamiche dei brand, sempre più dipendenti dai racconti delle persone. Gentilezza, trasparenza e comunicazione si coniugano, pertanto, come i mezzi vincenti per imboccare la giusta via della sostenibilità.

Il talk A Piedi Nudi

La gentilezza è anche sottrazione, come hanno raccontato nel dibattito live A Piedi Nudi Elio Germano e Folco Terzani. A guidarli sul palco la giornalista Paola Maugeri, che con loro condivide e promuove uno stile di vitato talmente distaccato dalle attitudini di massa.

L’IF! Talk con Aurora Ramazzotti e Valeria Locati

Ma non è tutto, gentilezza vuol dire anche relazioni che funzionano. Valeria Locati e Aurora Ramazzotti, infatti, sono partite proprio da questo concetto, per poi fare un affondo da un punto di vista psicoterapeutico e generazionale. Giuseppe Morici, invece, intervistato da Giuseppe Mastromatteo, ha parlato del suo nuovo libro Leader ma non troppo, spiegando come è riuscito a fare di questo principio un vero e proprio stile di leadership.

Giuseppe Morici all’IF!Italians Festival 2022

IF! 2022 è poi riuscito a trovare, nella personalità di Omar Hassan, il connubio perfetto di forza e gentilezza. Il pugile e artista di fama internazionale, nell’intervista L’arte in pugno, firmata da Giuseppe Mastromatteo, ha raccontato al pubblico l’origine delle sua arte, realizzata colpendo le tele con i tanto amati guantoni da boxe intrisi nella vernice.

L’artista e pugile Omar Hassan

In seguito, i partecipanti hanno avuto modo di valicare i confini del mondo dell’hard con l’intervento de I Parlamondo, il trio composto da Saverio Raimondo, Diletta Parlangeli e Valentina Nappi. Nello specifico, i tre ospiti hanno parlato del ruolo della creatività nel mondo del porno.

Il trio I Parlamondo

Tuttavia, anche la gentilezza e la creatività dimostrano spesso di avere limiti. A questo proposito, IF!Italians Festival 2022 ha cercato di scardinarli, attraverso l’intervento di Guia Soncini, giornalista e scrittrice, e Davide Boscacci, membro del comitato organizzativo dell’evento. Nel loro talk, i due hanno analizzato pregi e difetti delle campagne pubblicitarie, spesso al limite del “tragicomico”, per cercare di rispondere allo spinoso quesito: “non possiamo davvero più dire nulla?”

Guia Soncini e Davide Boscacci

Marco Cappato, attivista politico, ed Edoardo Camurri, ci hanno messi di fronte a un tema estremamente delicato quanto visionario, quello della depressione; i dati in merito, pubblicati dall’OMS, sono infatti sconcertanti. Attualmente, 300 milioni di persone nel mondo sono affette da questa grave malattia, e tra questi circa il 20 % è resistente a qualsiasi tipo di cura consentita dal sistema. Pertanto, i due hanno voluto lanciare, sul palco di IF!, una nuova sfida comune: trovare terapie alternative che non inibiscano le capacità cerebrali dell’individuo di provare emozioni positive.

IF!Italians Festival 2022, La scommessa psichedelica

Inoltre, a calcare il palco di IF! ci sono stati anche due attesissimi intellettuali contemporanei: Umberto Galimberti e Roberto Saviano. Il primo ha tenuto un intervento dal titolo La creatività abita l’incerto confine tra ragione e follia, mentre Saviano ha chiuso in bellezza l’ultima giornata del festival con un’illuminante e sentita intervista, guidata da Giacomo Zanni, sul legame odierno tra brand e gentilezza.

Infine, l’IF!Italians Festival 2022 si è concluso, come da tradizione, con l’assegnazione dell’ADCI Awards, il riconoscimento dell’Art Directors Club Italiano che premia il talento di artisti emergenti in ambito pubblicitario. Quest’anno, ad aggiudicarsi la vittoria è stata la famosa agenzia Publicis Italy, con la campagna Bottega for Bottegas, realizzata per la griffe del lusso italiano Bottega Veneta.

In apertura, una foto del profilo instagram ufficiale del festival

NH Collection Milano CityLife: l’eccellenza italiana dell’hospitality

Tra case di lusso, appartamenti di prestigio e imponenti grattacieli, spicca lo straordinario NH Collection Milano CityLife, il nuovissimo hotel 4* di NH Hotel Group, parte di Minor Hotels. Il grandioso progetto, che domina l’omonimo quartiere milanese, uno dei più moderni ed esclusivi della città, costituisce il 12esimo hotel del leader mondiale dell’hôtellerie.

La struttura, inaugurata lo scorso 14 novembre, rappresenta un continuum con l’anima del capoluogo lombardo, forgiata nei suoi tratti durante tutto il Novecento e diventata, oggi, promotrice di cambiamento e innovazione. A renderla unica nel suo genere è, però, la scelta della location originaria, su cui sorge: l’antica Chiesa del Cristo Re, in via Colleoni 14. Il risultato della ristrutturazione, volta a valorizzarne e conservarne l’inestimabile patrimonio artistico, ha dato vita a uno degli hotel attualmente più suggestivi e scenografici della città della Madonnina.

NH Collection Milano CityLife: il nuovo emblema dell’eccellenza architettonica e del Made in Italy

È il 2017 quando, con un’ordinanza, l’allora vescovo di Milano decide di sconsacrare la Chiesa del Cristo Re, risalente al 1934 e abbandonata nel 1990. In seguito, il gruppo Igefi e CLH srl, insieme allo studio di progettazione architettonica Quattroassociati, decide subito di rilevarla, avviando un progetto di rinnovamento architettonico al quale prenderà parte anche NH Hotel Group. Nello specifico, il piano di ristrutturazione prevedeva un mix di antico e nuovo, accostando l’innovativo edificio alla scena architettonica neoclassica milanese. E così è stato.  

L’ingresso della nuova struttura NH Collection Milano CityLife

La struttura della chiesa in muratura, sviluppata su una pianta a croce latina a tre navate, è stata in parte volutamente conservata, come anche i portoni in legno, gli archi a tutto sesto e le campate delle navate laterali. A lasciare senza fiato gli ospiti è, però, la maestosità delle pareti, che si estendono in linea verticale conferendo un ingresso di grande impatto scenico. A farlo da padrona vi è, inoltre, la lesena, in puro stile classico, nonché fil-rouge di tutta la struttura.

Il nuovo NH Collection Milano CityLife visto dall’esterno

L’elemento verticale è ripreso sia all’interno che all’esterno, a partire dalla torre di ben 13 piani. Vi è poi il meraviglioso organo dorato, che adorna la reception, la scenografica cascata di luce e le fasce del pavimento in seminato veneziano.    

Come spiega Michele Reginaldi, architetto responsabile del progetto per lo studio Quattroassociati: “Trasformare e valorizzare un edificio di culto, rendendolo un luogo di incontro dedicato all’ospitalità è stata un’impegnativa sfida professionale. Abbiamo cercato di reinterpretare gli spazi dell’hotel, sempre salvaguardando i caratteri della spazialità dell’edificio esistente, nel rispetto dell’apparato decorativo e degli elementi architettonici più significativi, al fine di affermare un principio di continuità e permanenza nel divenire storico di questa architettura.”

NH Collection Milano CityLife, il soggiorno ideale per vivere la città in tutta la sua bellezza

Sono molteplici gli aspetti che rendono questo hotel degno di nota, a partire dalle 185 camere, di cui 10 suite duplex collocate appena sopra la navata centrale; la possibilità di soggiornare in una chiesa degli anni ’30 del Novecento costituisce, infatti, un’esperienza unica, che solo pochi hotel al mondo possono offrire. Inoltre, 6 suite sono dotate di una meravigliosa terrazza panoramica, da cui è possibile scorgere le Tre torri del CityLife e i grattacieli del quartiere Garibaldi.

Le 175 camere restanti, invece, si distribuiscono lungo i piani della torre, tutte contraddistinte dai dettagli inconfondibili del savoir-faire italiano. Tra questi troviamo le lampade, dei brand Flos e Firmamento, e le fotografie che ritraggono modelle in abiti sartoriali degli anni ’50 e ’60.

Le lampade made in italy firmate Flos e Firmamento

La struttura, inoltre, dispone di 6 spaziose sale meeting, allestibili in 11 modalità differenti e contenenti fino a 520 persone. All’esterno si estende, invece, un ampio e meraviglioso giardino privato, cornice ideale per eventi o esposizioni. Infine, l’hotel accoglie anche un parco macchine, per un totale di 43 posti auto, di cui 3 per veicoli elettrici, un efficiente impianto fotovoltaico e una palestra, accessibile 24 ore su 24, con macchinari garantiti Technogym.

L’accogliente giardino privato esterno dell’NH Collection Milano City Life

La vera chicca di NH Collection Milano CityLife è rappresentata, però, dall’esclusivo attico con piscina, dove poter sfoggiare i costumi firmati Le Chiappette; si tratta di un brand italiano di beach & resort wear Made in Italy, con cui l’hotel ha avviato una collaborazione in occasione dell’apertura. Inoltre, il rooftop ospita un raffinato cocktail bar, The District, che si trasforma, dalle 19.30, nel place-to-be della movida milanese.

La piscina dell’hotel

L’offerta food & beverage, inno alla cucina tradizionale italiana

Aperto sia agli ospiti che agli esterni, Tailors, il ristornate dell’hotel, costituisce una vera e propria esperienza culinaria; qui, infatti, è possibile degustare piatti che, come suggerisce il nome, sono “cuciti” sui gusti dei clienti. A soddisfare i vostri palati ci sarà lo chef Gabriele Grisolia che, attraverso l’unione di antico e nuovo, creerà per voi piatti dagli accostamenti sorprendenti.

Il ristorante Tailors

Il tutto è immerso in un’atmosfera accogliente e curata nei minimi dettagli, arricchita da uno storytelling fotografico che rimanda alla Milano sartoriale degli anni ’50 e ’60, per poter respirare appieno la magia e l’essenza di uno dei quartieri pulsanti del capoluogo meneghino.

Da K-Way a Sebago, le novità P/E 2023 dei brand di BasicNet

Nonostante l’inverno debba ancora ufficialmente iniziare, il mondo della moda al solito si è già portato avanti, cominciando a dettare le tendenze per la primavera/estate 2023. I brand del gruppo BasicNet, nello specifico, puntano su pezzi pratici e confortevoli, senza tuttavia rinunciare alla ricercatezza stilistica e all’attenzione meticolosa per i dettagli. Grande protagonista della stagione è il colore, per collezioni in cui si passa dalle tonalità pastello – che trasmettono calma e armonia – a nuance calde e avvolgenti, evocative dei tipici tramonti estivi. Da sottolineare anche il tema della sostenibilità ambientale, con l’utilizzo di materiali di riciclo e tecniche di produzione sempre più eco-friendly.
Dimentichiamoci per un istante della pioggia e del freddo, e andiamo a scoprire, in anteprima, le collezioni S/S 2023 dei marchi nell’orbita di BasicNet.

Comfort e praticità per lo stile in movimento di K-Way

La collezione P/E 2023 targata K-Way si distingue per il design attento e ricercato dei capi, combinato ai tratti classici, contemporanei e funzionali al tempo stesso, caratteristici della griffe. Da questa unione è nata un’ampia selezione di articoli, dai volumi estremamente attuali e versatili, adatti a qualsiasi evenienza. Tre le linee che compongono l’offerta della label, Le Vrai, Klassic e L’Action, contraddistinte da cromie tenui, richiamo a una natura che, in primavera, riscopre i suoi toni più suggestivi. Notevolissima la scelta dei tessuti, a partire da quelli morbidi e confortevoli impiegati per le giacche in denim.

K-way giacche
Il modello K-Way Denim 3L di puro cotone (ph. courtesy BasicNet)

Le giacche in nylon ripstop e quelle in nylon ultraleggero, invece, sanciscono l’incontro degli stilemi K-Way con l’outdoor, pensate come sono per accompagnare anche gli spiriti più avventurieri. Si presentano dunque come pezzi pratici e funzionali, dalle forme over, come nel caso del poncho full zip, del bomber e dei pantaloni dalla vestibilità baggy.

La collezione viene completata da una linea di polo e t-shirt, ideali per le infuocate giornate estive, perfettamente abbinabili a pantaloncini e bermuda da bagno. Iconica, poi, la partnership con Superga, nome mitico del footwear. I due brand, infatti, hanno concentrato il loro know-how avanguardistico in sneakers intramontabili quali Club S, Superga Sport – en pendant con le cromie del guardaroba – e Alpina, che riprende il materiale ripstop dei giacconi.

Novità di tutto rilievo, inoltre, nel segmento accessori, tra i quali spiccano lo zaino – dalla forma più femminile, la capiente borsa per il mare e il porta borraccia.

Robe di Kappa, la p/e 2023 è all’insegna del preppy

Quest’anno, lo storico marchio torinese Robe di Kappa ha debuttato a Pitti immagine Uomo 102 con una collezione in puro stile preppy. Ogni singolo capo, curato nei minimi dettagli, esalta l’appeal nineties dei look collegiali americani. Gli outfit sono infatti costruiti su capi evergreen, combinati a modelli più tipicamente sportivi per un’allure da “bravo ragazzo” 4.0. Anche in questo caso, è il colore a farla da padrone, con tonalità che spaziano dal giallo al viola, dall’ottanio al panna.

Robe di Kappa primavera estate 2023
Look P/E 2023 di Robe di Kappa (ph. courtesy BasicNet)

Il classico logo della griffe, composto dai due Omini e dal lettering originario, è ricamato a contrasto su felpe e t-shirt. Riproposti, inoltre, i grandi classici della casa, tra cui i pantaloni chino, i gilet, la giacca college, i bermuda e le tute in coordinato felpa+jogger pants.

Robe di Kappa 2022
Il logo del marchio ricamato a contrasto (ph. courtesy BasicNet)

Sebago, una collezione pensata per “durare nel tempo ed essere senza tempo”

Sebago, storica realtà americana di calzature d’impronta casual, presenta la nuova collezione Q1Q2, nata dall’unione di eleganza made in Usa ed esclusive tecniche di lavorazione artigianale. Nel dettaglio, sono tre le proposte del marchio a stelle e strisce, deciso a reinventare in chiave moderna i propri capisaldi. A partire da Docksides, l’iconica linea pensata per chi ama salpare al largo. I modelli della gamma, ricavati da materiali naturali, sono il Portland in pelle, il Waxed e il Flesh Out. A questi si aggiunge lo Scotch Grain in pelle martellata, reso unico dalla texture tridimensionale e dai lacci che ne seguono sinuosamente la silhouette. La suola di gomma, progettata per adattarsi comodamente al piede, è dotata di una soluzione antiscivolo, per agevolare la camminata anche nelle giornate più uggiose.

Portland Sebago
Portland Flesh Out, collezione donna (ph. courtesy BasicNet)

La novità stagionale è rappresentata però dai modelli 10 Summers, contraddistinti da una patina vintage di grande fascino. La tecnica con cui sono realizzate, infatti, dona alle calzature un aspetto “vissuto”, rendendole le compagne ideali per le prossime “dieci estati”, appunto.

Sebago mocassini 2022
Proposte della linea 10 Summers (ph. courtesy BasicNet)

Con Citysides, invece, verrete catapultati all’ombra degli alti building americani. Il pezzo forte della collezione è rappresentato dal Classic Dan, intramontabile mocassino in pelle. Per la stagione calda, il loafer simbolo dell’azienda amplia la sua tavolozza con tre nuove tinte, il rosa, il rosa antico e tricolor (bianco, rosa e grigio), per potersi abbinare alle mise urban più femminili. Completano la collezione i Dan Met, declinati nelle sfumature oro e argento, i Dan Studs, impreziositi da borchie, e i Dan Multi Tassel, mocassini con sei tassel in tre colori differenti.

Sebago 2022
L’intramontabile mocassino Classic Dan di Sebago (ph. courtesy BasicNet)

Impossibile non menzionare Campsides, linea pensata per le lunghe passeggiate all’aria aperta, tra i laghi e le foreste di sequoie che punteggiano i panorami del New England. Ai modelli Askook, Keuka, Cayuga e Seneca si aggiungono ora gli Askook Rocky Mountains, dall’anima ecosostenibile, che riportano sul tallone grafiche di monti, pini e canoe. Da non perdere, infine, lo Scout, trattato con particolari oli e cere, apprezzato per l’estetica pulita, confortevole.

Superga, la collezione P/E 2023 reinterpreta i grandi classici

Design inconfondibile e calzata confortevole sono gli elementi che, più di tutti, hanno reso Superga un’autentica istituzione, dall’appeal immune allo scorrere del tempo. I modelli più noti dell’azienda torinese, infatti, hanno saputo mettere d’accordo intere generazioni. Non sorprende, perciò, che per la primavera/estate vengano riproposti i grandi classici del brand, rivitalizzati dall’energia e dalla leggerezza tipiche dei mesi caldi.

Must di stagione è, naturalmente, la sneaker 2750, che sancì il successo di Superga in tempi non sospetti. Le nuove proposte riguardano le silhouette Straps, Hi Top, Platform e Mid Platform, per completare con stile ogni outfit. L’alternativa alla classica tomaia in cotone, poi, è rappresentata da pelle e nappa, declinate in cromie pastello o calde. Anche Alpina, scarpa da trekking ispirata ai modelli degli anni ’40, assume diverse altezze (low-top, mid-top e high-top), con una zip laterale che avvolge la caviglia garantendo il massimo comfort.

Superga sneakers 2022
Il modello da trekking Alpina (ph. courtesy BasicNet)

Un arcobaleno di colori accende anche le diverse varianti della collezione Super, dalle shape creative e vivaci, pensate per affrontare le giornate che verranno col mood giusto. Si va, in questo senso, dalle Multicolor Liquefy Sole alle Revolley Platform, per passare poi alle fantasie Leopard o alle ciabatte arricchite dal maxi lettering. Imperdibile, infine, il nuovo design della collezione Archivio, coi modelli sportivi OG, College e Military.

Nell’immagine in apertura, la collezione Superga P/E 2023 della linea Artifact (ph. courtesy BasicNet)

Betony Vernon, un viaggio “proibito” con la regina dell’Eros

La sessualità è da sempre considerata un tabù nella nostra società; un vero e proprio universo celato e inesplorabile, soprattutto se trattato pubblicamente. Ad oggi, infatti, quando si discutono tematiche relative al sesso, si è spesso sottoposti a forme di censura. Una realtà decisamente bizzarra, questa, se pensiamo che, all’alba del XXI secolo, esistano ancora limiti mentali e culturali verso questi argomenti. La mancanza di comunicazione a riguardo, inoltre, ha portato a vivere la propria sfera intima in modo sbagliato, totalmente privo di autoconsapevolezza. Pertanto, arrivati a questo punto, è doveroso chiedersi quale sia l’origine di questa concezione del tema e, in particolare, con quali modalità sia possibile cambiarla. Per rispondere a queste e molte altre domande in materia, abbiamo deciso di dare la parola alla designer e artista americana Betony Vernon.

Betony Vernon 2022
Betony Vernon (ph. by Guillaume Thomas)

Riconoscibile per la sua folta chioma rossa, gli occhi verdi, l’incarnato di porcellana e un talento ineguagliabile in tutto ciò che fa, Betony è anche un’intellettuale e attivista, ricercatrice nel mondo dell’erotismo; nel tempo ha sapientemente unito le sue due più grandi passioni, gioielli e sessualità, dando vita a quelli che lei definisce strumenti-gioiello. Si tratta di accessori che possono essere indossati come ornamento per il corpo, per poi trasformarsi, in determinate occasioni, in oggetti di piacere per se stessi o il proprio partner.

In occasione dell’uscita del suo nuovo libro Paradise Found: An Erotic Treasury for Sybarites, e dell’anniversario dei suoi trent’anni di carriera, la regina dell’eros si racconta a MANINTOWN in un’intervista colma di spunti.

Betony Vernon book
La copertina di Paradise Found: An Erotic Treasury for Sybarites

A cosa ti ispiri per disegnare i tuoi gioielli?

La mente, il corpo e lo spirito umano, soprattutto – ma non solo – in relazione all’arte di amare, sono le mie più grandi fonti di ispirazione… E di infinita meraviglia.

“Ogni società vede il sesso in modo differente”

Durante i tuoi anni in Italia, hai notato qualche differenza nel modo di vivere la sessualità rispetto a quello americano?

Gli italiani, pur essendo inevitabilmente plasmati dai punti di vista della Chiesa cattolica, quando si tratta di sesso e piacere in fondo sono sibariti! Il piacere sensuale è una parte inevitabile della vita quotidiana in Italia. Purtroppo, se parliamo di sesso, l'”american way” puritana è gradualmente penetrata nella cultura occidentale nel suo complesso, così l’importanza del piacere nella nostra vita, il suo impatto positivo sul singolo, sulla coppia e quindi sull’intera società, è ancora ignorato dalla maggior parte delle persone, indipendentemente dal luogo in cui si trovano, perché l’educazione al piacere viene ancora sistematicamente vietata dall’establishment. Il recente rovesciamento della Roe v. Wade negli Usa è un esempio lampante di come non dobbiamo mai sederci sugli allori quando si tratta della nostra libertà sessuale e di scelta.

Ad oggi, nella maggior parte dei paesi, il sesso è ancora usato come elemento di controllo, non di libertà. L’infelice relazione tra sesso e potere è qualcosa che mi ha richiesto tempo e maturità per essere compresa appieno. Grazie ai miei design erotici, mi è stata concessa una visione rara, non filtrata dello stato attuale delle relazioni intime. Negli ultimi trent’anni le mie scoperte, spesso poco rassicuranti, sono servite a rafforzare la mia determinazione nell’attenermi alla missione di consentire agli adulti sessualmente maturi di sperimentare un piacere maggiore. Nonostante le difficoltà che tutto ciò può comportare, sia on che offline, smantellare il tabù del piacere, non solo in Occidente ma in tutto il mondo, rimane la mia massima ambizione.

Betony Vernon jewels
Un gioiello della designer americana

“Ho sentito la responsabilità di sfatare miti secolari che ci hanno impedito di esplorare il potere e l’importanza di una maggiore soddisfazione sessuale nella nostra vita”

Pensi che esistano ancora tabù legati all’uso di oggetti di piacere? Se sì, da dove credi che derivino?

Il tabù relativo agli oggetti del piacere sessuale, compresi quelli dedicati alla stimolazione extragenitale, persiste tuttora. È emerso molto tempo fa con la crescente separazione tra corpo, mente e spirito attuata da Socrate e, in seguito, da Aristotele. L’avvento del monoteismo ha rafforzato questa divisione filosofica e l’idea che la mente sia “buona” e il corpo “impuro”. Nonostante la commercializzazione attuale di tutto ciò che è sessuale, la diffusione di informazioni a favore del piacere sessuale, che non ruoti intorno alla sola procreazione o penetrazione, viene ancora censurata o semplicemente vietata. Per questo ho scritto il mio primo libro, The Boudoir Bible: The Uninhibited Sex Guide for Today.

“Viviamo in una società traumatizzata dal punto di vista sessuale”

Hai iniziato a tenere corsi di benessere sessuale nel 2002 e ad offrire consulenze individuali, di coppia e di gruppo. Qual è il consiglio più importante che dai alle persone per vivere al meglio la propria sensualità e sessualità?

Affrontare questo e qualsiasi altro trauma che inibisce il piacere è essenziale per ripristinare la nostra persona sessuale, prendendo così le redini del piacere. Uno dei più grandi miti che lo inibiscono risiede nella concezione che imparare qualcosa sull’argomento uccida il mistero del sesso; quest’idea sbagliata dev’essere infranta, perché solo con la conoscenza e la comprensione possiamo smettere di annaspare, iniziando a sperimentare il regno del piacere. In tutta onestà, confondere l’ignoranza sessuale con il mistero non ci porta da nessuna parte in quest’ambito.

“Ho coniato il termine “strumento-gioiello” per descrivere i modelli Paradise Found, discretamente impregnati della possibilità di compiacere se stessi o un’altra persona importante”

Nel tuo ultimo libro Paradise Found: An Erotic Treasury for Sybarites, hai raggruppato tutte le tue opere più iconiche. Qual è, se dovessi scegliere, la tua opera preferita, la più sfidante?

Uno dei miei pezzi preferiti è l’anello Massage Double Sphere. Lo indosso tutti i giorni e in coppia, uno per ogni dito medio. Mi sento nuda se esco di casa senza. Come la maggior parte degli oggetti della collezione Paradise Found, si possono portare con discrezione, come ornamento del corpo, ma girando le sfere sui palmi delle mani si scopre il loro massimo potenziale.

Una creazione di Betony Vernon (ph. by Nicola Carignani)

Le creazioni più impegnative della collezione sono di gran lunga quelli specificamente progettate per adornare e, ovviamente, stimolare l’interno del corpo. Pubblicare immagini di questi strumenti-gioiello, o parlare apertamente del loro uso in rete, è pericoloso nella nostra “cultura della cancellazione”. Proprio la censura mi ha costretto ad accettare la sfida di continuare a realizzare questi oggetti e, dal 2018, sono tornata molto volentieri alla mia politica del “solo su appuntamento”; possono essere ordinati su misura durante le visite private, senza mettere a rischio né me né la mia presenza online.

“Sono consapevole della fortuna di aver trovato la mia strada nella vita fin dalla più tenera età”

Quest’anno festeggi trent’anni di carriera, qual è il segreto del tuo successo?

Un ingrediente essenziale della mia definizione di successo è che amo quello che faccio. Nonostante la censura montante, che nel 2015 ha reso quasi impossibile la promozione della maggior parte del mio lavoro su qualsiasi social, ogni giorno che passa porta la mia missione e i miei sforzi creativi a compiere un ulteriore passo in avanti. I continui, imprevedibili colpi di scena fanno parte di questo viaggio wild e, per fortuna, non mi annoio mai. Non avrei però potuto intraprendere questo cammino, né avere la possibilità di ispirare altri ad adottare un punto di vista favorevole al piacere, se non fosse stato per il sostegno dei miei collezionisti e per quello di giornalisti di mentalità molto aperta come te. La diffusione di informazioni sul tema è cruciale per la nostra evoluzione sessuale, così come la soddisfazione sessuale lo è per la nostra salute e felicità in generale, quindi ti ringrazio.

Betony Vernon Numéro
 Veneration Tickler (ph. by Guillaume Thomas)

Nell’immagine in apertura, un ritratto di Betony Vernon (ph. by Raul Higuera)

Nuvolari, il nuovo orologio Eberhard & Co. che omaggia il grande pilota italiano

Ci sono storie che, nonostante il passare dei decenni, restano impresse nella mente e nel cuore delle persone. Il merito è di – illustri – protagonisti che, con la loro personalità, cambiano il corso degli eventi, segnando un’epoca. Rientra sicuramente tra questi l’immenso Tazio Nuvolari, uno dei più grandi piloti automobilistici di sempre. Il “mantovano volante”, com’era soprannominato, ha appassionato intere generazioni di fan per le sue eccelse doti al volante.

Non solo imprese motoristiche però, Nuvolari è diventato infatti un emblema dello sport tout court per la perseveranza, il sacrificio e la fatica spesi nel raggiungimento dei suoi obiettivi. Erano stati proprio questi tratti, nel 1992, a spingere il marchio Eberhard & Co. a dedicargli un’esclusiva collezione di cronografi, ispirata al mondo delle quattro ruote. In occasione del 130esimo anniversario della nascita di “Nivola” (altro soprannome dell’asso italiano), la casa di alta orologeria elvetica torna a rilanciarne il mito con un nuovo segnatempo.

Eberhard & Co 2022
L’Eberhard & Co. ref. 31075 (ph. courtesy Eberhard & Co.)

Il meglio dell’orologeria svizzera al servizio di una leggenda dell’automobilismo italiano

Erano i cosiddetti “anni ruggenti” quando, sulle strade di tutto il mondo, gli appassionati iniziavano a sfrecciare a velocità inaudite, guidando veicoli privi di ogni dispositivo di sicurezza. Nello stesso periodo, un giovane e talentuoso Tazio Nuvolari, classe 1892, sanciva il suo esordio nel settore automobilistico tagliando, uno dopo l’altro, i traguardi dei più importanti circuiti nazionali. Il successo definitivo arrivò però nel 1932, quando, a bordo della sua 8 cilindri Alfa Romeo, collezionò importanti vittorie in diverse gare e campionati. Pertanto, a novant’anni da quell’evento, e in occasione dell’anniversario della sua nascita, la maison di La Chaux-de-Fonds rende nuovamente omaggio al pilota lombardo col modello che ne porta il nome.

Le caratteristiche del nuovo segnatempo Tazio Nuvolari

Contraddistinto da un’innovativa cassa delle dimensione di 41 mm, il Nuvolari ripropone il design del prototipo originario, impreziosendolo però attraverso dettagli inediti; il più originale è, senza dubbio, il simbolo stilizzato con le iniziali del campione, ispirato alla spilla a forma di tartaruga regalatagli dal poeta Gabriele D’Annunzio, posizionato in corrispondenza delle ore nove. La scala tachimetrica, invece, riporta un dettaglio speciale in giallo, come il colore del maglione che Nuvolari indossava per le competizioni. La stessa tonalità è ripresa anche sull’estremità della lancetta dei secondi cronografici.
L’ampio quadrante è stato appositamente studiato per semplificarne la lettura; aspetto, quest’ultimo, agevolato dalla presenza delle cifre arabe bianche, in contrasto col fondo scuro. A rimanere inalterata, invece, è la caratteristica lavorazione “a rosette”, realizzata sulla lunetta e sul fondo della cassa.

Eberhard & Co Nuvolari
Ph. courtesy Eberhard & Co.

Dulcis in fundo, il nuovo arrivato in casa Eberhard & Co. è stato personalizzato con la riproduzione in oro dell’iconica Alfa Romeo Tipo 12/C; subito sotto, spiccano le date 1892-2022, commemorative del 130esimo anniversario di un’indimenticabile leggenda delle competizioni automobilistiche.
Completato da un cinturino in pelle grigia – percorso da impunture gialle – dall’allure vintage, il cronografo sarà disponibile da dicembre presso i concessionari autorizzati del brand.

Eberhard & Co novità
Il retro del nuovo segnatempo Eberhard & Co. (ph. courtesy Eberhard & Co.)

Nell’immagine in apertura, il nuovo Tazio Nuvolari firmato Eberhard & Co. (ph. courtesy Eberhard & Co.)

“An Alchemic Experience”, il progetto di Jaguar in partnership con Artissima

Si è conclusa, lo scorso 6 novembre, la 29esima edizione di Artissima, la Fiera Internazionale d’Arte Contemporanea di Torino, incentrata quest’anno sul tema Transformative Experience. Per l’occasione, Jaguar ha rinnovato la già avviata collaborazione con l’esposizione fieristica, al fine di esaltare il loro comune interesse per la creatività, il design e l’estetica. A tal proposito, la casa automobilistica britannica ha dato vita al progetto An Alchemic Experience, per catapultare gli ospiti in una realtà altamente coinvolgente; un’idea di successo, quella della maison del giaguaro, che ha affascinato, nel corso della tre giorni della rassegna, moltissimi visitatori per la sua originalità e il grande impatto scenico.

Una performance suggestiva pensata per rivelare l’essenza profonda del brand di lusso

Jaguar, da sempre espressione di individualismo, passione e spirito d’avventura, ha intrapreso, dal 2019, una partnership con Artissima, ottenendo un immediato consenso da parte del pubblico. Così facendo, il brand ha consolidato la sua presenza nel mondo dell’arte, conseguendo persino il titolo di Partner Automotive dell’evento. Già nelle passate edizioni, inoltre, aveva selezionato alcuni dei maggiori talenti emergenti, per condurli in un viaggio alla scoperta dello sconfinato universo artistico. Un’occasione, questa, che ha riconfermato il sostegno e la fiducia che l’azienda inglese ripone, da anni, nelle nuove generazioni.

Artissima 2022
L’installazione An Alchemic Experience

L’installazione, concepita come un tunnel immersivo, ha proiettato i visitatori nella dimensione visionaria di Jaguar, grazie a una combinazione di suoni, luci variopinte e colori. I partecipanti hanno sperimentato, al contempo, una vera e propria avventura alchemica, diventando invisibili in un contesto notturno e mutevole.

Jaguar installazione

Jaguar partner Artissima
I giochi di luce e colori di An Alchemic Experience

L’esperienza in questione è stata progettata per il brand da Anderson Tegon, art director e fondatore di Pepper’s Ghost, agenzia creativa digitale che dà forma a performance di questo genere.

Infine, Jaguar ha omaggiato Artissima della presenza di Laurie Anne Paul, filosofa americana nonché autrice del volume Transformative Experience (che, come si intuisce dal titolo, è stato d’ispirazione per il fil rouge dell’edizione 2022 della fiera), al centro di un interessante talk nel corso della seconda giornata.

Laurie Anne Paul Artissima
Laurie Anne Paul con Anderson Tegon (ph. courtesy of Perottino-Piva-Peirone)

La pubblicità della forma: la storia di Andy Warhol raccontata attraverso le sue opere

Dopo lo strabiliante successo riscosso a Roma, è tornata a Milano la mostra Andy Warhol. La pubblicità della Forma, interamente dedicata al grande protagonista della pop art americana. Con oltre 300 opere presenti, l’esposizione ripercorre la carriera dell’artista nato a Pittsburgh, dall’inizio degli anni Cinquanta all’ultimo decennio degli Ottanta. L’evento, inaugurato lo scorso 22 ottobre, sarà aperto al pubblico fino al 26 marzo 2023 presso la Fabbrica del Vapore milanese. Gli enti promotori, che ne hanno reso possibile l’organizzazione, sono il Comune di Milano-Cultura e Navigare, con la partecipazione di Art Motors, BMW e Hublot. Prezioso anche il contributo di Achille Bonito Oliva, curatore della mostra, e di Edoardo Falcioni, che omaggia la sua città adottiva di questa ricca collezione. Si tratta, dunque, di un’opportunità imperdibile per tutti coloro che vogliono scoprire da vicino i capolavori di questo gigante dell’arte novecentesca.

Andy Warhol mostra Milano
Manifesto della mostra Andy Warhol. La pubblicità della Forma (ph. Giovanni Daniotti)

Andy Wharol: una vita consacrata all’amore per l’arte

Andrew Warhola (nome successivamente modificato in Andy Warhol), nasce nel 1928 a Pittsburgh, in Pennsylvania. Dopo la laurea, si trasferisce nella Grande Mela, dove inizierà a lavorare come pubblicitario nelle riviste più prestigiose, tra cui Vogue, il New Yorker e Glamour. In questi anni, inizia un fase di intensa sperimentazione artistica, che lo porterà a consolidare una tecnica del tutto singolare. L’intuizione a cui arriva, infatti, quella che sancirà definitivamente il suo successo, prevede la ripetizione in serie della medesima immagine.

Andy Warhol opere
Andy Warhol, Green Coca-Cola Bottles, 1962, New York, Whitney Museum of American Art (credits: The Andy Warhol Museum)

Green Coca-Cola Bottles e Thirty Are Better Than One sono gli esempi più emblematici della sua produzione in serie, nel caso della seconda opera la Monna Lisa viene rappresentata addirittura trenta volte. A tal proposito, scrive Falcioni: «Comprendiamo immediatamente che per l’artista è proprio la quantità a prevalere sull’originalità del soggetto raffigurato: è infatti ripetendo la stessa immagine che egli riesce a portare e mettere in scena il panorama consumistico nel mondo dell’arte: compito dell’artista non è più creare, ma riprodurre».

Per ottenere quest’effetto, utilizza un metodo di serializzazione, supportato da un impianto serigrafico, che agevola la produzione e ne riduce notevolmente i tempi. Warhol si serve di questa tecnica già nel 1962, per realizzare l’opera Campbell’s Soup Cans: trentadue tele raffiguranti i barattoli di zuppa dell’omonima azienda.

La sua notorietà, però, inizia ad affermarsi con i ritratti delle più importanti celebrities dell’epoca, che diventano per un vero e proprio must have, una conferma del loro status sociale. Tra queste ricordiamo Mao Zedong, Che Guevara, Michael Jackson, Elvis Presley, Elizabeth Taylor, Brigitte Bardot, Marlon Brando, Liza Minnelli, Gianni e Marella Agnelli, la regina Elisabetta II, l’imperatrice iraniana Farah Pahlavi, Grace Kelly, Diana Spencer. Immancabile anche la Gold Marilyn Monroe, raffigurata su sfondo oro come le Madonne nei dipinti del Trecento.

Un artista dirompente e visionario, voce del consumismo americano

Contrariamente a quello che si può pensare, le opere di Warhol non furono immediatamente comprese dalla critica di quei tempi. Gli esperti, infatti, le giudicarono come un’ingiuria all’espressionismo astratto, allora ancora largamente diffuso negli Stati Uniti, non comprendendone appieno la genialità. Il celebre gallerista Leo Castelli, ad esempio, deciderà per questo di non ammetterlo nella sua scuderia. Il vero e proprio turning point arriverà con le Brillo Box, sculture identiche alle confezioni delle pagliette saponate Brillo, che si tramutano nel manifesto della pop art Usa degli anni ’60. Warhol, difatti, con il suo talento dirompente e visionario, seppe dare voce alla nuova società americana del consumismo, dal post-guerra fino agli anni ‘80.

Andy Warhol Brillo Box
Andy Warhol, Brillo Box (Soap Pads), 1964, New York, MoMA (credits: Museum of Modern Art)

La mostra milanese, pertanto, si prefigge di raccontare tutto questo, e molto altro, attraverso le sue meravigliose opere. Oltre alle tele più iconiche, potrete vedere esposte le serigrafie su seta, cotone e carta, disegni, fotografie, dischi originali, t-shirt e il computer Commodore Amiga 2000 con le sue illustrazioni digitali. A seguire anche i primi NFT della storia, la BMW Art Car, accompagnata dal video della sua realizzazione, la ricostruzione fedele della prima Factory e una parte multimediale, con proiezioni tridimensionali. Si tratta, dunque, di un chiaro invito da parte degli organizzatori a godere della sua incomparabile, coraggiosa e innovativa arte.

BMW Art Car Warhol
La BMW Art Car realizzata da Warhol (ph. Giovanni Daniotti)

Andy Warhol autoritratto
Autoritratti dell’artista esposti alla Fabbrica del Vapore (ph. Giovanni Daniotti)

Andy Warhol disegni
Ph. Giovanni Daniotti


In apertura, un’immagine raffigurante le opere esposte alla mostra presso Fabbrica del Vapore

Accessori uomo: i 5 must-have dell’Autunno/Inverno 2022-23

Gli accessori uomo si sono confermati, ancora una volta, i protagonisti indiscussi della stagione autunno inverno 2022-23. Le fashion week settembrine hanno, infatti, puntato i riflettori su cappelli, guanti, stivali, borse e gioielli per completare i loro look in passerella; ornamenti sofisticati che catturano lo sguardo giocando con contrasti di colore, stampe animalier e tessuti lucidi. Inoltre, la classica pochette ha lasciato spazio alla pratica shopper, borsa ideata e sviluppata per contenere il nécessaire femminile che diventa, in questo caso, indispensabile per l’uomo. Il vero cult della stagione è, però, rappresentato dalla collana di perle, resa simbolo indiscusso di raffinatezza ed eleganza da icone come Marilyn Monroe, Grace Kelly, Audrey Hepburn e Lady D. Come vedremo, infatti, il famoso filo di madreperla fa oggi il suo ritorno, con un carattere glam-rock tutto nuovo, e in veste di dettaglio genderless. Sebbene le gelide temperature fatichino ancora ad arrivare, andiamo ugualmente a scoprire una selezione di accessori uomo must-have dell’autunno/inverno 2022-23, presi direttamente dalle sfilate.

Il grande ritorno del basco, il tipico cappello parigino degli anni ’90

Quando la nostalgia per gli anni ’90 si fa sentire, le maison dell’alta moda provvedono subito, rilanciandone i grandi classici. Tra questi rientra il basco, tipico copricapo dell’epoca che racconta, in realtà, una storia molto più lunga. Indossato per la prima volta dai contadini nei Paesi Baschi, da cui prende il nome, si è poi universalmente diffuso come componente delle divise militari. Nel Novecento fu indossato da diversi personaggi, tra cui Picasso e Hemingway, ma è con la Nouvelle Vague, movimento cinematografico francese, che si trasforma nel cappello bohémien che noi oggi conosciamo. Pertanto, non potevano non essere i marchi del lusso parigino a riportarlo in auge. Dior e Kenzo, ad esempio, lo hanno proposto in numerose varianti, rendendolo di diritto il protagonista della stagione.

Guanti in pelle: l’accessorio uomo immancabile per la stagione fredda

Con il freddo pungente è fondamentale tenere al caldo anche le mani. Lo sa bene Prada che ha inserito, nella sua ultima collezione, una vasta gamma di guanti in pelle dalle nuance più disparate. In particolare, la maison li ha abbinati ai suoi outfit per dare vita a un effetto monocromatico di grande tendenza. Anche Louis Vuitton ha deciso di puntare su questo accessorio, seppur in modo differente; la griffe ha, infatti, optato per il modello mitena in stoffa, ovvero il guanto che copre solo il palmo della mano, ricavato da un foro negli indumenti.

La shopping bag: per avere sempre tutto a portata di mano

Pratica e capiente, la shopper si presenta come uno degli accessori uomo irrinunciabili per l’autunno-inverno, da portare rigorosamente sottobraccio. Dior l’ha pensata in colori tenui, abbellita da elementi floreali e stampe monogram, così come Fendi. Iconica anche la proposta di Versace che propone, invece, un intramontabile total black di pelle morbida e con la Greca in rilievo.

La collana di perle, l’accessorio glamour imprescindibile per un look sofisticato

Già protagonista della scorsa primavera/estate, la collana di perle si riconferma uno dei gioielli di lusso più in voga della stagione. Capace di dare luce anche alle mise dai toni scuri, si è fatta di nuovo strada con uno stile più glamour e deciso. Le celebrities non hanno perso tempo e l’hanno subito sfoggiata sui più importanti red carpet, sancendone definitivamente il ritorno in grande stile.

Stivali con il tacco: la moda francese li rilancia per l’autunno inverno 2022-23

I più informati sapranno che i tacchi sono stati storicamente pensati per gli uomini; il Re Sole, ad esempio, li sfoderava orgogliosamente nei suoi più celebri ritratti. Con il tempo, però, questa usanza è andata lentamente scomparendo e le scarpe svettanti si sono tramutate in una prerogativa tutta al femminile. Tuttavia, Saint Laurent, pilastro della moda francese, da sempre portavoce di charme e ricercatezza, li ha (ri)portati in passerella con un modello di stivale in vinile. Sicuramente una scelta audace da parte del brand, che molte star hanno, però, prontamente accolto e incluso nei loro outfit.

In apertura, un’immagine della campagna A/I 2022-23 di Saint Laurent con Romeo Beckham

Rosa Chemical: un grido alla diversità nel nuovo singolo ‘Non è normale’

Che cos’è normale oggi? Chi sceglie cosa è nella norma e cosa non lo è?”: è la questione al centro del nuovo singolo di Rosa Chemical, fuori oggi, 4 novembre, su tutte le piattaforme musicali. Il celebre rapper torinese, classe 1998, torna alla ribalta con il brano Non è normale, prodotto da lui insieme a Michele Canova, per ridefinire i confini della normalità odierna. Sin dai suoi esordi l’artista, all’anagrafe Manuel Franco Rocati, si è subito distinto per la  personalità eccentrica e totalmente fuori dall’ordinario, che lo ha imposto di diritto nel panorama musicale urban. Dopo i successi di Polka, Polka 2, Polka 3, Londra e britney 😉, il cantante originario di Grugliasco ci presenta il suo ultimo brano, ulteriore conferma dell’esigenza di esprimersi a 360 gradi sui temi di attualità, senza freni né timori.

canzoni rap 2022
La cover di Non è normale

Un inno alla diversità, con il sarcasmo e la provocazione tipici di Rosa Chemical

Partendo dalla definizione di “normale” del dizionario Treccani (che recita: «Che segue la norma, conforme alla norma, quindi consueto, ordinario, regolare»), l’artista del politically uncorrect dichiara a gran voce il suo rivoluzionario punto di vista. Ad oggi, infatti, non può, e non deve, esistere un’unica prospettiva condivisa di normalità, a cui tutti devono attingere. Rosa Chemical invita, pertanto, a non sentirsi sbagliati o in difetto se si è fuori dagli schemi, proclamando un’idea di normalità del tutto soggettiva, imprescindibile per l’epoca in cui viviamo.  

Infatti, come lui stesso racconta: “Nella società attuale ciò che è normale per qualcuno spesso non lo è per molti altri, e chi è diverso o semplicemente fuori dall’ordinario viene giudicato come sbagliato, da rimettere a posto. L’ho testato sulla mia pelle, siate ciò che volete, vivete in libertà e soprattutto non limitatevi. Non c’è nulla di più bello che convivere e ispirarsi l’uno con l’altro nelle proprie diversità”.

Non è normale si coniuga, dunque, come un inno alle difformità, così da abbattere, una volta per tutte, i luoghi comuni e gli stereotipi a cui siamo costantemente sottoposti. Facendo ricorso a note di sarcasmo e provocazione, che lo contraddistinguono da sempre, l’autore ci regala un nuovo singolo frizzante e spensierato, da ascoltare in loop.

Rosa Chemical
L’artista e rapper Rosa Chemical

Nell’immagine in apertura, un ritratto di Rosa Chemical

MILANO-LIMONA, la nuova linea della collezione Seletti Codalunga

Arredare casa è forse uno dei momenti più attesi quando si compra un nuovo alloggio. È qui, infatti, che ciascuno può dare libero sfogo alla propria fantasia, creando interni “su misura” e in linea con la propria personalità. Non a caso, negli ultimi anni, si è arrivati a parlare di “arte dell’arredamento”. Inoltre, l’atmosfera di comfort e relax passa proprio dalla scelta dei vari complementi; è quindi buona norma sceglierli con cura, al fine di creare ambienti piacevolmente vivibili. Ancora meglio quando, alla funzionalità degli oggetti, si unisce la creatività e la genialità di artisti del calibro di Nico Vascellari; è esattamente ciò che deve aver pensato Seletti, azienda italiana di design figurativo, scegliendo di collaborare con Codalunga, il progetto indipendente di Vascellari. Alla loro già ricca collezione, lanciata nel 2021 e intitolata Codalunga crashes Seletti, si aggiunge oggi la nuova linea MILANO-LIMONA, ricca di prodotti dal design inconfondibile.

Una collezione stravagante e seducente che gioca con l’identità della città di Milano

I pezzi della nuova linea si coniugano come una seducente interpretazione dell’anima del capoluogo lombardo e si aggiungono alle precedenti edizioni DREAM-MERDA, RESIST-SISTER, SANTA-SATAN e DREAM-MADRE, che hanno reso gli anagrammi di Codalunga delle iconiche lampade. Nello specifico, MILANO-LIMONA si contraddistingue per una grafica/anagramma in black and white e comprende lampade, cuscini, specchi, tappeti, piatti, tazze e persino pochette, per avere sempre tutto a portata di mano. Si tratta di complementi dal design unico e ricercato che dimostrano, ancora una volta, l’abilità del marchio di décor mantovano di trasformare gli oggetti in vere e proprie opere d’arte.

Seletti collaborazioni 2022
CODALUNGA crashes SELETTI, MILANO-LIMONA, ph. Matteo Calò

Seletti x Codalunga
Un cuscino della collab CODALUNGA crashes SELETTI, MILANO-LIMONA

“Sono molto felice di continuare questa intesa con Nico, artista che ormai conosco da tempo e di cui sono un grande fan”, racconta Stefano Seletti, direttore artistico del brand. “Per il mondo della creatività Milano è un punto di riferimento di libertà e di opportunità. Questo progetto è il nostro modo ironico e sopra le righe per dichiararle il nostro amore”.  

Altrettanto positiva la risposta di Nico Vascellari, che sostiene: “A Codalunga siamo tutti entusiasti che la collaborazione con Seletti prosegua verso territori nuovi a noi sconosciuti”.

Nico Vascellari
Stefano Seletti e Nico Vascellari, ph. Matteo Calò

I due artefici della collab hanno presentato la nuova linea lo scorso 27 ottobre, nello showroom Seletti in Corso Garibaldi a Milano. All’evento hanno partecipato anche numerosi volti dello spettacolo e della musica, tra cui i Coma CoseGiovanni CaccamoFederico RussoAnnie MazzolaYuri AncaraniPaola ManfrinPaolo Dalla MoraAdriana e Luciana ToledoParide Vitale. Con loro anche altri personaggi dell’universo social come l’Estetista Cinica Cristina Fogazzi, gli Gnambox Riccardo Casiraghi e Stefano PaleariValentina DallariMaria Giovanna AbagnaleAnselmo Prestini. Per l’occasione, gli ospiti hanno avuto modo di personalizzare i vari prodotti con gli anagrammi Codalunga.

  

MILANO-LIMONA Seletti
La personalizzazione di una t-shirt con l’anagramma MILANO-LIMONA, ph. Matteo Calò

Coma Cose 2022
Il duo Coma Cose all’evento di lancio del nuovo capitolo della collab, ph. Matteo Calò

IF!Italians Festival 2022: “La Rivoluzione della Gentilezza”

È tutto pronto per la prossima edizione dell’IF!Italians Festival, l’evento promosso e organizzato da ADCI – Art Directors Club Italiano e UNA- Azienda delle Comunicazioni Unite in collaborazione con il main partner YouTube e il comitato IF!. Sei giornate dense di incontri e approfondimenti imperdibili che si svolgeranno dal 7 al 12 novembre. Nello specifico, dal 7 al 10 novembre si terrà l’IF!DIGITAL PREMIÈRE, dedicato alla formazione online, con iscrizione gratuita, tenuta da professionisti italiani e internazionali del settore. I giorni 11 e 12 sono, invece, consacrati all’IF!LIVE, con talk, interviste ed eventi organizzati presso i palinsesti di Base Milano, in Via Bergognone 34. Il tema di quest’anno, dal titolo La Rivoluzione della Gentilezza, farà da apripista a questioni etiche, sostenibili e inclusive. Lo scopo vuole essere, infatti, quello di sensibilizzare il pubblico a guardare la realtà sotto un’altra prospettiva, quella della gentilezza (appunto). A dare il loro personale contributo sull’argomento ci saranno, inoltre, numerosi ospiti di fama internazionale. Un appuntamento fisso, dunque, per tutti coloro che vogliono continuare ad espandere le proprie conoscenze e la propria visuale sul mondo. Confermata anche la presenza di nuovi partner, tra cui MANINTOWN, nel ruolo esclusivo di media partner.

Un evento ricco di incontri e workshop con protagonisti e partner internazionali

Il primo ospite a calcare il palco di IF! sarà Omar Hassan, celebre pugile e artista. Partito dalla boxe, la “Nobile Arte”, è arrivato ad esporre le sue opere nelle più importanti città del mondo. Con il suo motto “I’m not punching to destroy, I’m creating”, racconterà al pubblico la sua arte, espressione dei momenti di crisi che la vita gli pone davanti.

Il pugile e artista Omar Hassan

Diversa sarà la riflessione de I Parlamondo , il trio composto da Valentina Nappi, Saverio Raimondo e Diletta Parlangeli. Valentina Nappi, famosa attrice di film per adulti, desta da sempre scalpore per il suo lavoro e le sue idee in controtendenza con la politica italiana. Saverio Raimondo è, invece, un autore e conduttore, di recente premiato per il podcast Da uno bravo, che con Diletta Parlangeli, giornalista e conduttrice, presenta Prendila Così, su Radio2. I tre affronteranno, in chiave ironica, il ruolo della figura femminile nel porno e lo stretto legame che ha con il mondo del web.

La psichedelia sarà, invece, al centro del talk di Marco Cappato, attivista e politico italiano, ed Edoardo Camurri, scrittore e conduttore televisivo. L’argomento visionario e futuristico è, però, ancora poco trattato in Italia. Cappato e Camurri sfideranno, dunque, la dicotomia “proibizionismo-antiproibizionismo” per spiegare come “godere a pieno dei benefici del progresso scientifico e delle sue applicazioni”, dal microdosing al viaggio creativo. Interverrà, poi, Giulia Soncini, giornalista e autrice di volumi come L’era della suscettibilità e L’economia del sé: Breve storia dei nuovi esibizionismi, che sarà sul palco di IF! per un’intervista-focus sulla concezione della fragilità odierna.

Giulia Soncini

Riconfermati, inoltre, i due format IF!Lecture e IF!Interview. Il primo, con il filosofo, accademico e psicanalista italiano Umberto Galimberti, farà un affondo sul tema della gentilezza e della creatività, in bilico tra ragione e follia. Giuseppe Morici, manager, consulente e scrittore, terrà invece il secondo con una dissertazione sui nuovi valori della leadership. Cruciale sarà anche la presenza di Stephan Vogel, CCO di Ogilvy EMEA e Creative Charmain di Ogilvy Germania che omaggerà il Festival con una personale riflessione sulla Rivoluzione della Gentilezza.

ADCI ritorna poi con Il grande venerdì di Enzo, questa volta in versione digital chat, con la partecipazione straordinaria di Ananya Rao. La Creative Strategist Dentsu India che ha vinto il Titanium Lion e l’ambitissimo Global Agency of The Year, per la prima volta asseganto all’India.

Google, Urban Vision, Miami Ad School, Shutterstock e WPP, i nuovi partner di questa edizione, daranno poi il loro contributo attraverso incontri formativi e i format Panel&Stories, Workshop e Digital Chat. Tanta l’attesa anche per il workshop sul green marketing, powered by Google, dal titolo S.H.I.F.T. Sustainable.

Visto il successo dello scorso anno, si terrà nuovamente il Talent Award di WWP, il contest che sostiene i giovani studenti. Questa volta il gruppo ha messo in palio, per i vincitori, la possibilità di svolgere uno stage presso una delle loro agenzie. Infine, nella giornata di chiusura del Festival si terranno, dalle 21:00 alle 23:00, gli ADCI Awards, la cerimonia di premiazione dei talenti emergenti in ambito pubblicitario.

Per partecipare ai talk e agli eventi è necessario acquistare i biglietti che, per questa edizione, sono di due tipologie: 2-Day Pass e 2-Day Pass Promo/ Associati Una. Le associazioni ADCI e UNA hanno, infatti, deciso di offrire il loro incisivo contributo all’evento con due importanti iniziative, a riprova del valore che la gentilezza rappresenterà per l’occasione. Se volete scoprire la lista completa dei partecipanti e degli eventi previsti, potete consultare il sito ufficiale dell’IF!Italians Festival.

In apertura, la locandina dell’edizione 2022 del Festival.

Imperial Spa, un angolo di Thailandia nel cuore di Milano

La Thailandia, terra millenaria e culla del buddismo, è da sempre famosa per le sue spiagge paradisiache, i templi maestosi e le innumerevoli tradizioni, che affascinano ogni anno milioni di turisti. Ma non solo, questo paese è rinomato anche per l’antica e benefica arte dei massaggi, che chiunque desidererebbe provare almeno una volta nella vita. Ebbene, da oggi non avrete più bisogno di prenotare un volo per l’Asia, vi basterà affidarvi ad Imperial Spa, nuova spa boutique sorta in via Marco d’Oggiono, a pochi passi dal centralissimo corso Genova, che vi permetterà di vivere la magia, i profumi e i colori di questa meravigliosa terra. Vi accoglieranno un’atmosfera evocativa (punto in comune con la sede bresciana) e il personale altamente qualificato, pronto a prendersi cura di voi, anche solo per qualche ora. A renderla unica non è però solo la gamma di servizi offerti alla persona, bensì gli eleganti arredi interni in puro stile thailandese.

Una location raffinata con suoni, colori e profumi della Thailandia

I 600 mq di superficie, distribuiti su due piani, costituiscono una vera e propria opera d’arte. Il merito è di Gianni Ragnoli, proprietario con Massimo Campadelli, che, con grande passione e cura, ha ricreato l’atmosfera tipica thailandese. Tutto nella struttura, dalle rifiniture alle statue decorative, è stato pensato nei minimi dettagli, anche grazie all’aiuto di artigiani locali. Infatti, come lui stesso racconta, «Tutti i mobili e gli elementi decorativi che arredano le due spa, quella milanese e quella bresciana, sono stati creati e realizzati in base al mio personale gusto direttamente in Thailandia, paese che amo e in cui ho trascorso lunghi e frequenti soggiorni, sempre alla ricerca del meglio». A partire da vari disegni manuali, sono nati i mobili, gli specchi, i serramenti ed altri complementi d’arredo, costruiti con materiali pregiati come il teak e il mogano. A lasciare senza fiato sono anche i bassorilievi delle porte, ottenuti con la storica tecnica a scalpello.

spa thailandese Milano
Gli interni di Imperial Spa a Milano

Gli interni, inoltre, ospitano numerose statue, tipiche della tradizione, che rappresentano le proiezioni mitiche del buddismo thai. Troviamo gli uomini-drago, guardiani dei templi, che qui vegliano sul benessere e il relax, l’uomo e la donna uccello, messaggeri di Buddha, e il Buddha stesso, interamente ricoperto di foglia d’oro, posto all’ingresso della spa. Non mancano, infine, i draghi portafortuna e l’Albero della Vita, realizzato in ferro e ricoperto di foglia d’oro.

Imperial Spa 2022
Due meravigliosi draghi da arredamento

Un’oasi di pace e benessere per sfuggire ai ritmi frenetici della città

Per quanto riguarda invece i trattamenti proposti da Imperial Spa, c’è solo l’imbarazzo della scelta; si va dagli scrub corpo ai numerosi Ritual Benessere, pensati per rispondere ad ogni tipo di esigenza. In particolare, il locale è specializzato nel massaggio Thai. Qui, infatti, lo potrete trovare in più varianti, da quelle tradizionali alle più innovative, eseguite da terapiste di origine thailandese. Inoltre, ogni rituale di benessere, adatto sia al singolo che alla coppia, si svolge con i prodotti HUR, 100% naturali e Made in Italy. Infine, per chi lo desidera, è possibile riservare l’imponente Imperial Suite, dotata di idromassaggio e bagno turco privati, totalmente personalizzabile a seconda del tempo e del relax di cui si vuole usufruire. Insomma, una vera e propria esperienza di comfort e pace assoluti, ideale per ritrovare il benessere e l’armonia di corpo, mente e cuore.

I prodotti HUR, 100% naturali e vegani

“On Jewels”, l’antica arte orafa raccontata da Giovanni Raspini

L’arte orafa è, senza dubbio, uno dei mestieri più antichi e affascinanti del mondo. Sin dalle origini, le varie civiltà hanno dato prova della propria maestria nel confezionare gioielli che adornassero sfarzosamente i loro corpi. Una tradizione lunga secoli che si è tramandata fino ai giorni nostri, che continua a stupire con creazioni dal valore inestimabile. Oggi, però, i preziosi non sono solo il risultato di ideazione e creazione; ciò che li precede è, infatti, l’unione delle due con tecniche innovative, strategie di marketing  e di vendita che ne testimoniano l’unicità. Ed è proprio di questo che ci parla Giovanni Raspini, fondatore e ideatore dell’omonimo marchio di gioielleria, nel suo ultimo libro dal titolo On Jewels.

Un viaggio alla scoperta dei segreti e delle tecniche del mondo dei preziosi

Il volume, pubblicato da Giunti Editore, racconta, con grande accuratezza e dedizione, l’esperienza dell’architetto e designer toscano nell’universo della gioielleria, custodendo il risultato di una vita consacrata a questa nobile arte. Come lui stesso afferma: ‹‹Ho studiato per essere architetto ma poi mi sono accasato con l’argento e ne è venuto fuori un amore grande e duraturo. Nel libro parlo di storia del gioiello, di tecnica, progettazione e marketing, dei gioiellieri che amo e delle mie esperienze di vita professionale. Parlo soprattutto della bellezza contemporanea e di quella eterna, senza tempo››. Tra le sue pagine è possibile scoprire l’affascinante procedimento alla base di ogni singola creazione, passare in rassegna le diverse tecniche di lavorazione, come la fusione a cera persa, e conoscere gli innumerevoli metalli preziosi, le pietre e i carati.

Giovanni Raspini On Jewels
La modellazione della cera in un’immagine tratta da On Jewels (ph. courtesy of Giovanni Raspini)

Un “gioiello” dell’editoria che vi farà appassionare, pagina dopo pagina

Il libro contiene anche gli aneddoti “preziosi” (appunto) dell’autore, svela i suoi gioiellieri prediletti e mostra lo stile inconfondibile delle sue creazioni più iconiche . I lettori avranno, dunque, tra le mani un vero e proprio “gioiello” editoriale di oltre 200 pagine. ‹‹I testi e gli approfondimenti››, continua Giovanni Raspini, ‹‹in On Jewels si intrecciano con le fotografie, le immagini e i disegni. Nel libro c’è gioia e colore. Permettetemi anche un concetto importante, che ripeto spesso a me stesso e che mi piacerebbe faceste vostro: nella gioielleria contemporanea, prezioso e non prezioso sono ormai categorie del passato; infatti, come puntualizzo nel libro, ciò che conta veramente è l’identità del brand, il concept e il progetto creativo dello stilista orafo. Così, rispetto al passato, oggi il “gioiello moda” vive di valori nuovi, ma altrettanto importanti, sia dal punto di vista estetico che commerciale››.

Giovanni Raspini collezioni
I gioielli di Antonio Palladino

On Jewels, scritto in collaborazione con Francesco Maria Rossi, sarà disponibile nelle migliori editorie italiane e si rivolge non solo agli amanti del settore, ma anche a coloro che vogliono avvicinarsi a questa antica arte, con l’augurio di apprezzarne le meraviglie. ‹‹Per quanto mi riguarda››, conclude Raspini, ‹‹a me dei gioielli piace soprattutto inventarli, disegnarli e costruirli. Mi piace farli scintillare nelle vetrine e vederli indossati. E i migliori, naturalmente, poterli regalare. Buona lettura››.

Giovanni Raspini libro
La copertina del libro

“Canzonette”, l’omaggio di Gucci e Bomba Dischi a Pier Paolo Pasolini

Ritenuto uno dei maggiori intellettuali italiani del secolo scorso, Pier Paolo Pasolini è stato un artista a tutto tondo e dalla personalità eccelsa, amante della poesia, della scrittura e del cinema. Si è distinto, infatti, per aver diretto numerosi capolavori cinematografici del nostro tempo. La sua risaputa passione per la musica, inoltre, lo ha reso autore di diversi brani della cultura pop(olare), protagonisti delle colonne sonore dei suoi film. Pertanto, in occasione del centenario della sua nascita, Gucci e Bomba Dischi gli rendono omaggio con un’opera d’arte formato vinile, dal titolo Canzonette.

La cover interna di Canzonette

Una limited edition che ripropone in chiave moderna alcuni tra i suoi più grandi successi

Il progetto è frutto della collaborazione dello storico marchio di lusso fiorentino con Bomba Dischi, etichetta discografica indipendente, sotto la cura di Clara Tosi Pamphili e Giuseppe Garrera. Nello specifico, il vinile racchiude cinque tra i più celebri brani di Pasolini, scelti e interpretati da musicist* emergenti del panorama musicale italiano. La prima è Arianna Del Giaccio, in arte Ariete, cantautrice romana classe 2002, che intona per l’occorrenza il Valzer della Toppa. Segue Giorgio Poi, che propone la sua personale interpretazione di Che cosa sono le nuvole del leggendario Domenico Modugno. Il cantante italo-africano CLAVDIO presta, invece, la sua voce per Violino tzigano, tratto dal film Mamma Roma, mentre Cancello tra le rose, del memorabile Claudio Villa, è cantata da Franco126, all’anagrafe Federico Bertollini. Infine, Pop X, il progetto audiovisivo di Walter Biondani e Davide Panizza, e Giacomo Laser, poeta torinese, ci propongono la loro originale rivisitazione di Amara terra mia, sempre di Modugno.

Pasolini Gucci
La grafica di Canzonette, realizzata da Martoz

La grafica del vinile è opera di Martoz, talentuoso fumettista e street artist, che nel realizzarla si è ispirato ad alcune fotografie di Pasolini scattate sul Monte dei Cocci a Roma, nel cuore di Testaccio. Il disco, però, non è finalizzato alla vendita ma è stato realizzato per la mostra Pier Paolo Pasolini. Tutto è santo. Il corpo poetico. L’evento in questione, visitabile dal 19 ottobre al 26 febbraio 2023 presso il Palazzo delle Esposizioni romano, accompagnerà i visitatori alla scoperta dell’indimenticabile carriera dell’artista. Le canzoni saranno dunque ascoltabili, in esclusiva, sonorizzando il percorso espositivo.

Nell’immagine in apertura, la cover interna di Canzonette

‘Non vale’, l’incomunicabilità al centro del nuovo singolo di Federico Baroni

Federico Baroni, riminese classe 1993, è uno dei busker più conosciuti d’Italia. Dopo la sua iniziale esperienza a X-Factor, nel 2016, decide di entrare nella scuola di Amici, il famoso talent condotto da Maria De Filippi, che gli spalancherà definitivamente le porte del successo. Con numerosi brani all’attivo e il suo album d’esordio Non pensarci, del 2019, collocatosi al 22esimo posto della classifica FIMI dei dischi più venduti in Italia, il cantante ha pubblicato il 18 ottobre un nuovo singolo dal titolo Non vale. La canzone, scritta a quattro mani da Federico Baroni e Pierdavide Carone e prodotta da Riccardo Scirè, affronta un argomento molto delicato dei rapporti umani, quello dell’incomunicabilità.

Federico Baroni Non vale
La cover del nuovo singolo di Federico Baroni

Un brano frutto di una riflessione dell’artista, che invita al dialogo intrapersonale

A pensarci bene, infatti, l’incapacità di esprimere ciò che pensiamo o proviamo costituisce una delle principali cause di deterioramento dei rapporti, siano essi familiari, di coppia o di amicizia. A questo proposito, il cantautore si è interrogato su cosa vale e cosa invece “non vale” fare, all’interno di una relazione, per preservare i legami inestimabili che nel tempo coltiviamo con le persone a noi care. Il nuovo singolo, però, non nasce con l’intento di “giudicare”, piuttosto è il frutto di una riflessione personale dell’autore. Infatti, come lui stesso sostiene: «Questo brano è molto importante perché parla di una situazione che ho vissuto in prima persona. Quella che può sembrare una critica rivolta a qualcun altro in realtà è rivolta proprio a me stesso. Molte volte non ho detto quello che pensavo realmente, lasciando che i rapporti con le persone cui volevo veramente bene finissero senza una vera spiegazione».

Si tratta, in definitiva, di un brano dal tema estremamente attuale che invita a riflettere su se stessi e sul proprio modo di rapportarsi con gli altri. Per tutti i fan, che hanno atteso con ansia l’uscita del pezzo, e per chiunque volesse ascoltarlo, Non vale è disponibile sulle diverse piattaforme musicali.
Accompagnano l’articolo alcune foto esclusive dell’artista, scattate dal fotografo Andrea Sacchetti.

Federico Baroni
Polo shirt PT Torino, trousers Zara

Federico Baroni canzoni
Jacket Diesel

Federico Baroni Non pensarci

Credits

Talent Federico Baroni

Photographer Andrea Sacchetti

Stylist Paolo Vecchies

Nell’immagine in apertura, Federico Baroni indossa polo PT Torino e pantaloni Zara (ph. by Andrea Sacchetti)

Medicina estetica, le nuove tecnologie di Lumenis per la cura della persona

La tecnologia ha compiuto negli ultimi anni, e continua tuttora a farlo, sorprendenti passi da gigante; un settore in continua evoluzione, che sta ormai oltrepassando ogni tipo di confine per mettersi al servizio della persona. Strumenti innovativi, frutto di una ricerca all’avanguardia, sono, infatti, destinati ad ambiti sempre più vari. Lo sa bene Lumenis, azienda israeliana che da tempo opera in questa branca. Fondata nel 1966, è attualmente leader mondiale nel settore delle tecnologie cliniche mininvasive in chirurgia, oftalmologia e medicina estetica, noncheé impresa cardine nello sviluppo e nella vendita di tecnologie basate su nuove fonti energetiche quali laser, luce pulsata e radiofrequenza. A questo proposito, Lumenis ha presentato, lo scorso 10 ottobre, quattro nuovi macchinari sviluppati per offrire le soluzioni migliori alle esigenze estetiche più diffuse. Per tutti quelli che amano prendersi cura del loro corpo, e per coloro che vorrebbero iniziare a farlo, andiamo subito a scoprirli nel dettaglio, per trovare il trattamento più adatto ai nostri bisogni.

Maximus REVIVE, la nuova tecnologia per il rimodellamento del corpo e il ringiovanimento cutaneo

Maximus REVIVE – Lumenis

Grazie alla combinazione di radiofrequenza tripolare e tecnologia DMA (Attivazione Muscolare Dinamica), Maximus REVIVE agisce efficacemente sulle adiposità cutanee. L’innovativa energia RF Tripollar stimola, sin da subito, il rilascio del grasso dalle cellule attraverso la produzione di calore nel derma e nel tessuto sottostante. Questo effetto termico, che attiva il rimodellamento del collagene e il metabolismo, si unisce poi all’azione drenante della DMA. Maximus REVIVE è, dunque, il trattamento ideale per chi vuole ridurre i centimetri, la cellulite o distendere le rughe.

GeneO+, la piattaforma pensata per prendersi cura della pelle del viso

GeneO+ – Lumenis

Gli amanti della cura del viso non possono non provare questa nuova tecnologia. GeneO+ plus è, infatti, la soluzione definitiva per la pelle del volto. I benefici dell’Oxygeneo, dell’energia Tripollar e degli Ultrasuoni sono qui racchiusi in un unico, potente trattamento. Il primo permette di accelerare l’assorbimento dei nutrienti, anche grazie all’esclusiva Capsugen, e svolge una tripla azione di esfoliazione, infusione e ossigenazione. L’energia Tripollar e gli Ultrasuoni lavorano, invece, per la rigenerazione del derma e per consentire una maggiore penetrazione degli agenti nutritivi.

LightSheer, il laser a diodo per un’epilazione che non teme confronti

LightSheer – Lumenis

Completamente indolore, LightSheer è il primo laser a diodo ad alta potenza, il più diffuso e utilizzato al mondo. Il macchinario, dotato di due manipoli, assicura risultati rapidi ed efficaci, senza l’impiego di gel e oli. Il manipolo HS, con una tecnologia ad alta velocità, garantisce un’epilazione sicura e confortevole con l’uso di bassa fluenza. Il manipolo XC, invece, è sviluppato per le zone piccole e grandi che necessitano di più alti livelli di frequenza.

Divine, il trattamento ideale per contrastare i segni del tempo

 

Divine – Lumenis

Se non volete ricorrere alla chirurgia estetica ma volete comunque mantenere la pelle del viso soda e luminosa, Divine è la soluzione perfetta. Attraverso le tecnologie a ultrasuoni e RF con microaghi VoluDerm, otterrete una pelle più distesa e idratata. Il trattamento con aghi, minimamente invasivo, stimola infatti la naturale produzione di acido ialuronico, collagene ed elastina. Inoltre, Divine è efficace anche nei punti del viso generalmente più ostici da trattare come collo, contorno occhi e labbra.

‘L’immagine della città’: Milano raccontata attraverso foto e illustrazioni

Si è tenuta a Milano, il 4-5-6 ottobre, allo Spazio CB32 di via Balbo, la mostra organizzata da Jacopo Ascari, illustratore modenese classe 1993, e da Massimiliano Donghi, fotografo e content creator varesino classe 1984. L’esposizione, dal titolo L’immagine della città ׀ Dialogo tra un illustratore e un fotografo, ha visto gli artisti impegnati in un viaggio sentimentale alla scoperta dei luoghi più celebri del capoluogo lombardo.

Un’indagine sulla struttura della città che si consolida in un nuovo esempio di “urbanistica spostiva”

I due creativi hanno, prima di tutto, toccato con mano i materiali urbani rappresentati e, dopo una lunga e rigorosa indagine, hanno dato vita a un nuovo esempio di “urbanistica spostiva”. Erano dieci, nello specifico, le aree meneghine selezionate per l’occasione: dal quartiere di Portello a quello di San Babila, da Scalo Romana alle Cinque Vie. Le varie zone, scelte in comune da Ascari e Donghi, sono state da loro liberamente interpretate attraverso il ricorso a due strumenti altamente evocativi: l’illustrazione nel caso del primo, la fotografia in quello del secondo. La collezione che ne è risultata, composta da venti opere realizzate nell’infuocata estate 2022, ha voluto proporre una visuale del tutto innovativa sul panorama urbano milanese.

Nel corso delle tre giornate destinate alla mostra, i numerosi visitatori hanno avuto modo di ammirare gli incantevoli scorci milanesi e condividere con gli autori l’amore incommensurato per questa splendida città, dall’anima frenetica e mutevole. Per coloro che invece se la fossero persa, non temete, vi proponiamo di seguito alcune immagini delle opere esposte durante la tre giorni de L’immagine della città ׀ Dialogo tra un illustratore e un fotografo.

L’allestimento de L’immagine della città ׀ Dialogo tra un illustratore e un fotografo

Massimiliano Donghi Milano
Alcuni scorci milanesi nelle foto di Massimiliano Donghi

Massimiliano Donghi photographer
L’uscita di una fermata metro scattata da Massimiliano Donghi

Jacopo Ascari mostra Milano
Un’illustrazione di Jacopo Ascari esposta alla mostra

Jacopo Ascari Milano
Artwork di Jacopo Ascari

Jacopo Ascari artista
L’illustrazione live di Jacopo Ascari eseguita durante l’evento

Nell’immagine in apertura, un’opera realizzata da Jacopo Ascari ed esposta alla mostra

Il profumo dell’Autunno 2022 in 4 nuove fragranze imperdibili

Ormai si sa, il profumo è diventato un vero e proprio must have per tutte le stagioni. C’è chi preferisce averne uno, a cui è eternamente legato, e chi, invece, ama scoprirne sempre di nuovi, a tal punto da collezionarli. È a tutti gli effetti un accessorio, che non completa solamente il look ma rispecchia l’identità di colui che lo indossa e ne ravviva nella mente emozioni e ricordi. Mai come oggi, infatti, la scelta di una fragranza implica valutazioni attente e rigorose, con percorsi olfattivi personalizzati e immersivi. Inoltre, il design ricercato, le materie prime di alta qualità e il rispetto dell’ambiente giocano un ruolo sempre più strategico al momento dell’acquisto, in quanto tratti distintivi di ogni marchio. Per il profumo dell’Autunno 2022, lasciamoci conquistare dalle nuove fragranze del gruppo Beauty San e andiamo a scoprire le appassionanti storie che stanno all’origine della loro realizzazione per trovare l’alternativa più adatta ai nostri gusti.

Visionary Eye, il profumo dell’Autunno 2022 che coniuga passato e futuro

Il fervore culturale della Berlino del 1976 e il genio eclettico di David Bowie sono da ispirazione per Visionary Eye, la nuova fragranza firmata Jusbox Perfumes. Il presente sposa il futuro dando vita a una combinazione olfattiva del tutto insolita. I sentori frizzanti e pungenti di bergamotto, assenzio e timo incontrano un cuore prezioso e raffinato di cannella, lavanda e iris mentre il fondo di legno di sandalo, l’accordo di vaniglia e il muschio bianco si rivela in un inno all’eleganza e alla bellezza. Visionary Eye diventa allora il profumo ideale per chi vuole fare un tuffo nel passato pur conservando uno spirito avanguardista.

Free D’Homme, la fragranza per l’uomo che non ha paura di osare

Anticonformista, libera e metropolitana è l’anima racchiusa in questa nuova fragranza maschile. Free D’Homme di Costume National è, infatti, un’ode alla libertà dell’uomo moderno: un nuovo cowboy metropolitano che evade dalla realtà per andare incontro al futuro con energia e positività. Qui le note agrumate del limone si uniscono a quelle del lime messicano, mentre nel cuore il fiore di zafferano abbraccia il sentore legnoso di cypriol. Il fondo, invece, si compone dall’assoluta di cisto, estratta con tecniche artigianali, e dall’incenso mistico.

Ego Stratis, il profumo dell’Autunno 2022 di Juliette Has a Gun dalle molteplici personalità

Ego Stratis è la nuova fragranza genderless firmata Juliette Has a Gun. Pensata per le donne è, infatti, adatta anche agli uomini e invita a giocare con le molteplici sfaccettature del proprio ego. In un istante le contraddizioni e i confini si sfumano e la personalità diventa fluida, rivelandosi nella trasparenza di una bottiglia androgina blu petrolio. Le note acquatiche del Calone si fondono alle essenze più decise di bergamotto, mandarino e limone e l’unione con il neroli, il mirtillo e il muschio dà vita a una danza sensuale e misteriosa.

Rose Dunes: il fascino del deserto arabico

Le seducenti dune di sabbia fanno da sfondo alla protagonista di questo profumo: la rosa del deserto. L’azienda londinese Molton Brown ha scelto, infatti, di celebrare questa singolare formazione di minerali nella sua ultima creazione, Rose Dunes. Grazie all’unione tra rosa e zafferano verrete avvolti dal fascino orientale e ipnotico del deserto arabico di cui non potrete più fare a meno. L’eau de Parfum si apre con una nota distintiva di Patchouli Sulawesi, una varietà sostenibile e di alta qualità, che conferisce profondità alle note legnose e cuoiate del fondo di questa variante. L’eau de Toilette è, invece, una rivisitazione più fresca e floreale. Ottenuta dai sentori di pepe e geranio, si unisce alla base terrosa e ambrata creando un contrasto armonico e inconfondibile.

‘Calvins or Nothing’, Romelu Lukaku e Coco Rebecca nella nuova campagna Underwear di Calvin Klein

Martedì 27 settembre 2022 Calvin Klein ha lanciato a livello internazionale la campagna underwear Calvins or Nothing. L’adv mette in risalto una collezione dal design minimal e ricercato, che porta in scena la sensualità e la sexyness tipiche degli anni ’90, al centro delle mitiche pubblicità CK di allora, tra le più ricordate – e imitate – di sempre, finite dritte negli annali della comunicazione fashion.

Calvin Klein underwear campagna 2022
Romelu Lukaku fotografato per Calvin Klein da Gray Sorrenti (ph. courtesy Calvin Klein)

Lukaku Calvin Klein
(Ph. courtesy Calvin Klein)

Tratti che si riflettono anche negli scatti semplici, ma di grande impatto visivo, realizzati da Gray Sorrenti e che ritraggono l’attrice e musicista Maya Hawke, celebre per il suo ruolo nella serie cult di Netflix Stranger Things (nonché figlia d’arte, i genitori sono infatti le star hollywoodiane Uma Thurman ed Ethan Hawke), e il numero 90 dell’Inter Romelu Lukaku, asso del campionato di calcio tricolore, tra gli attaccanti più prolifici in assoluto.

Una campagna in puro stile Nineties, dal cast stellare

La seconda parte della campagna, curata invece dalla fotografa e videomaker Sarah Piantadosi, vede protagoniste: l’attrice Coco Rebecca (giovane attrice italiana salita alla ribalta grazie al ruolo di Summer, personaggio della serie teen Summertime); la rapper, cantautrice e DJ inglese Shygirl; la star tedesca dei social media Nic Kaufmann. Il punto focale della collezione è rappresentato, senza alcun dubbio, dai nuovi modelli di underwear proposti per questa occasione: si va dall’iconico Modern Cotton, rivisitato per essere in linea con i trend attuali dell’abbigliamento intimo, all’Embossed Icon; e ancora, dal Bonded Flex, che assicura un sostegno privo di cuciture grazie all’impiego delle nuove tecnologie sviluppate dal marchio, al CK Black, che reinterpreta l’intramontabile intimo in pizzo nero dell’etichetta a stelle e strisce.

Nic Kaufmann Calvin Klein
Nic Kaufamnn (ph. courtesy Calvin Klein)

Shygirl rapper Calvin Klein
Shygirl (ph. courtesy Calvin Klein)

La collezione è già disponibile ed acquistabile sullo store ufficiale del brand, calvinklein.com.

Nell’immagine in apertura, Romelu Lukaku in uno scatto della campagna underwear del brand (ph. courtesy Calvin Klein)

Tendenze uomo Autunno/Inverno 2022-23: il cappotto oversize

Linee extralarge, silhouette rivisitate e volumetrie ispirate agli anni ’80: sono queste le tendenze uomo dettate dagli stilisti per l’Autunno-Inverno 2022/23. Una stagione che dice addio ai cappotti annodati per fare spazio a capispalla lunghi, dalle maniche ampie e che danno particolare risalto alle spalle, con forme squadrate e raffinate. Un dettaglio, quest’ultimo, che non è di certo passato inosservato sulle grandi passerelle e porta in scena una nuova figura di uomo moderno, che indossa capi dalle proporzioni esasperate. Con la stagione autunnale ormai iniziata, non facciamoci trovare impreparati e, per capire meglio ciò di cui stiamo parlando, andiamo a dare uno sguardo ai look più iconici proposti dalle varie maison in occasione delle settimane della moda.

Il trench in pelle di Prada gioca con volumi e strutture

Corpo enfatizzato, spalle e punto vita delineati: il trench oversize in pelle di Prada rappresenta il connubio perfetto tra lusso ed eleganza. Un capo dalle linee quasi architettoniche, a cui non possiamo sicuramente rinunciare per questa stagione.

Sinuosità ed eleganza protagoniste dell’inverno firmato Versace

Colori e tessuti luminosi sono le scelte di Versace per questa collezione. Un capospalla dalle linee pulite e fluide, che si accosta grintosamente al pantalone fuxia dal taglio sartoriale. Una mise rappresentativa di quella “versione contemporanea del lusso” che la griffe si impegna a trasmettere.

Il rosa sostituisce il rosso Valentino, anche nella moda maschile

Valentino Pink pp uomo
Valentino A/I 2022

Pierpaolo Piccioli con Valentino ci propone, invece, una collezione rigorosamente monocromatica. La nuance realizzata grazie alla collaborazione con Pantone interessa, infatti, anche i capispalla maschili, che con forme sempre più allungate e vestibilità over danno vita a look di grande impatto visivo.

Il cappotto secondo Louis Vuitton, tributo ai capolavori dell’arte

La moda si fonde con la pittura in occasione dell’ultima sfilata ideata da Virgil Abloh per Louis Vuitton. Il designer americano ha voluto, infatti, rendere omaggio a Giorgio de Chirico e Gustave Courbet, riproponendone alcuni celebri dipinti nei capi della collezione. I cappotti lunghi, dalle linee spigolose, diventano quindi le tele perfette per i quadri di artisti senza tempo.

I cappotti di Gucci: un chiaro richiamo agli anni ’70 e ’80

Colori metallici, blazer doppiopetto e silhouette marcate contraddistinguono il ritorno in grande stile di Gucci per questo Autunno/Inverno. La collezione, in collaborazione con Adidas, unisce la praticità dello sportswear ai tratti inconfondibili del marchio di prêt-à-porter, con un evidente richiamo agli anni ’70 e ’80.

Nell’immagine in apertura, uno scatto dal backstage della collezione Prada Autunno/Inverno 2022 (ph. by Philip Meech per Prada)