Pulizia viso uomo: perché è importante farla e ogni quanto

La pulizia del viso è una delle attività più importanti ed efficaci per prevenire impurità della pelle ed acne. Questo trattamento prevede la rimozione delle cellule morte e la pulizia dei pori, impedendone l’ostruzione e la conseguente nascita di comedoni e imperfezioni, che, infiammandosi, arrivano a diventare brufoli, e nei casi più gravi, acne.

Pulizia del viso uomo

Molti uomini sono convinti che la pulizia del viso è prerogativa della cura femminile. In realtà la pelle degli uomini soffre o può soffrire delle stesse problematiche di quella delle donne.

Si crede spesso, inoltre, che sia prerogativa di chi ha una pelle problematica ed acneica, ma anche in questo caso, questa convinzione non ha fondamento. La pulizia del viso dovrebbe essere una routine che ognuno di noi, in casa, oppure da un professionista dovrebbe inserire tra le abitudini igieniche.

Cos’è una pulizia del viso

La pulizia del viso è un trattamento estetico per nulla invasivo che consta di diverse fasi, tutte finalizzate ad una pulizia e una detersione profonda della pelle del viso.

La prima fase prevede una detersione con latte detergente, che scioglie il sebo e lo smog che si posa sulla nostra pelle, soprattutto se si vive nelle grandi città.

Dopo aver rimosso il latte detergente, risciacquandolo è il momento dello scrub. In questa fase viene massaggiato sul viso un prodotto cremoso con all’interno dei microgranuli che delicatamente rimuove le impurità più profonde, liberando i pori della pelle dai residui che il latte detergente non è riuscito a rimuovere.

Infine si passa alla premitura. Il metodo tradizionale prevede l’utilizzo del vapore per favorire la dilatazione dei pori, negli ultimi anni però, sono state sperimentate delle creme viso che favoriscono comunque la dilatazione, scongiurando la dilatazione eccessiva dei capillari, come si rischia, invece con il vapore. Semplicemente, ma con molta attenzione, si preme con delicatezza sui pori, per far fuoriuscire quella parte di impurità che si trovano nella parte più profonda de pori.

La fase finale è quella della maschera viso, che deve essere scelta in base alla tipologia di pelle. Dopo averla lasciata in posa circa dieci minuti, si può procedere ad un massaggio rilassante e rigenerante, la parte che più ci piace e che ci ricorda che prendersi cura di sé stessi e del proprio corpo fa bene anche all’umore.

La pulizia viso uomo ha le stesse fasi di quella della donna e i prodotti cosmetici da utilizzare possono essere anche gli stessi.

Ogni quanto fare la pulizia del viso

La pulizia viso uomo è consigliata ogni due mesi, o almeno, ad ogni cambio di stagione. La pulizia del viso non è soltanto un trattamento per l’eliminazione dei punti neri, ma un momento per capire le esigenze della propria pelle e se è il caso di modificare qualcosa nella propria routine quotidiana per mantenerla sempre morbida e protetta.

Sneakers vintage: 3 brand da seguire

Nel vasto oceano di sneakers che popolano lo scenario moda attuale ci sono scarpe da ginnastica retrò perfette per ogni stile e da tenere assolutamente nel proprio guardaroba. L’ispirazione sono gli anni’70- ‘80, ma anche la moda anni ‘90. Ma lo sai perché le sneakers si chiamano così? Nella lingua inglese il verbo “to sneak” significa muoversi in silenzio, senza far rumore. Le prime scarpe da ginnastica furono inventate negli Stati Uniti nel 1800 e si chiamavano “plimsolls” ma gli fu dato il soprannome di sneakers poiché non facevano alcun rumore.

3 Brand di sneakers vintage

Adidas Stan Smith e Adidas Superstar

In pelle bianca immacolata, con la loro punta tonda e il peso leggero, le Adidas Stan Smith sono le scarpe da ginnastica bianche vintage a metà strada tra la divisa da club di tennis e il college inglese. Ma perché si chiamano così? In onore di Mr. Stan Smith, una star del tennis americano degli anni ‘60 che scelse di indossare per la prima volta scarpe in pelle e non in tessuto per giocare a tennis. Per chi ama le scarpe bianche sporty chic sono perfette le Adidas originals Superstar, nate sui campi di basket nel 1969 ai piedi dei migliori giocatori del mondo. Dopo quasi mezzo secolo, non hanno perso un pizzico del loro fascino e continuano ad essere super amate.

Converse All-Stars

Nel 1917 nascono le Converse All-Stars come scarpe da ginnastica per giocare a basket. Nel 1923 nascono le mitiche Chuck Taylor All-Stars che tutti noi amiamo, dal nome del giocatore dell’Indiana Chuck Taylor. Il modello perfetto però è quello del 1970 che presentano la suola in gomma vulcanizzata e la patch con la stella sulla caviglia.

Vans Old Skool

Le Vans compaiono nel 1977 con il nome di Style 36 e decorate con un semplice disegno ideato dal suo fondatore Paul Van Doren e subito spopolano fuori dal mondo skate dove sono nate. Le Vans Old Skool riportano una banda laterale in pelle ed è il loro segno distintivo un simbolo iconico per un modello di sneakers che sono state definite in tutto il mondo “jazz stripe” (banda jazz). La linea di queste scarpe è bianca ed è rimasta inalterata nel corso di questi lunghi quarant’anni, insieme al collo rinforzato, la suola in gomma e il tessuto scamosciato.

Prevenire i brufoli: 5 trucchi per limitare i danni

A chi non è capitato di svegliarsi una bella mattina e di scoprire un brutto brufolo sulla fronte o sul mento? I brufoli sono un problema dermatologico molto comune e rappresentano un fastidio più dal punto di vista estetico e psicologico che per la salute.

Inutile dire che non bisogna spremerli, anche se la tentazione è forte, perché si peggiora solo la situazione e restano segni sul viso.

Tutti sappiamo che prevenire è meglio che curare. Ma come fare per prevenire i brufoli? Scopriamolo insieme.

Come prevenire i brufoli?

I brufoli (o foruncoli) sono nient’altro che un’infiammazione cutanea provocata dall’ostruzione dei pori a causa dell’eccesso di sebo e cellule morte. Questa situazione causa il proliferare dei batteri che sono i diretti responsabili dei brufoli che tanto odiamo.

5 trucchi per prevenire i brufoli

Il primo trucco per prevenire i brufoli è l’igiene. Lavare il viso quotidianamente mattina e sera contribuisce a eliminare cellule morte e batteri. È importante però usare un detergente adatto naturale e delicato che rispetti il ph della pelle. A tal proposito consigliamo di controllare sempre la formulazione ossia la lista ingredienti o INCI.

Il secondo trucco riguarda l’idratazione della pelle del viso per la quale bisogna usare prodotti idratanti e nutritivi ma a base acquosa non oleosa. Il secondo trucco è evitare di toccarsi continuamente il viso perché le mani sono fonte di batteri e sporcizia.

Il terzo segreto per evitare la comparsa di brufoli è struccarsi sempre la sera e non dormire con il viso trucco. A tal proposito è bene ricordare che usando sempre il fondotinta non è consigliabile, bisogna lasciare la pelle libera di respirare.

Il quarto consiglio è controllare l’alimentazione. Bisogna bere tanta acqua ed avere un’alimentazione sana che migliora anche il benessere della pelle del viso. Sconsigliamo di mangiare spesso latticini e carne rossa e di preferire verdure e frutta rossa ricca di antiossidanti.

Il quinto segreto è tenere a bada lo stress. Difficile, ma non impossibile. Meglio incanalare lo stress non nel cibo e nella negatività, ma nello sport come yoga e pilates.

Infine ricordiamo che ad ogni zona del viso dove compare un brufolo corrisponderebbe un organo specifico coinvolto. I brufoli della zona del mento sono connessi agli ormoni e agli organi genitali, quelli sulla fronte all’intestino e così via. Interessante vero?

Rocky Balboa: 5 luoghi da visitare a Philadelphia

Rocky Balboa è stato molto amato dalle diverse generazioni e forse ancora oggi i giovani lo vedono volentieri.

Sicuramente chi ha amato i film di Rocky, desidera vedere i luoghi famosi dove Sylvester Stallone ha emozionato milioni di persone con la sua storia di amore e tenacia. Siete pronti per un tour di Philadelphia?

5 luoghi di Philadelphia da visitare in memoria di Rocky Balboa

La scalinata di Rocky

La celebre scalinata di Rocky ogni anno è meta di milioni di turisti da tutto il mondo. Chi non desidera correre sulla famosa scalinata che porta al Philadelphia Museum of Art dove Rocky si allenava?

La statua di Rocky

Ai piedi della scalinata del Museum of Art o meglio ai piedi della famosa scalinata di Rocky c’è una statua di Rocky che alza i pugni al cielo in segno di vittima. In passato la statua era in cima alle scale dove oggi ci sono le impronte dei piedi di Rocky.

La casa di Rocky

Un altro luogo super amato dai fan, dopo la scalinata, è senza dubbio la casa del noto pugile che si trova al 1818 Tusculum Street di Philadelphia. Nello specifico è la casa del pugile nei film Rocky I, Rocky II e Rocky III. Appare così come era all’epoca del film del 1976 con i mattoncini rossi dei muri, le scalette e il numero 1818 sbiadito all’entrata. La casa si trova a 15 minuti dal centro città.

La palestra di Rocky

Un luogo cult, la palestra dove si allenava il campione dista solo pochi minuti dalla sua abitazione. La Mighty Mick’s Gym è la palestra più famosa della storia del cinema. In verità non è mai stata una palestra e oggi è un locale abbandonato. C’è solo un disegno di guantoni all’esterno. Nei pressi spesso c’è un sosia di Rocky per intrattenere i turisti.

Il pet shop di Adriana

Il negozio di animali di Adriana si trova sulla stessa strada dove c’è la palestra. Anche in questo caso è un locale in disuso oggi e non un negozio attivo.

Il nostro consiglio è di visitare questi luoghi in autonomia. Gli ultimi tre citati si trovano a North Philly, un sobborgo popolare che dista 20 minuti dal centro e si raggiunge in metropolitana.

6 località sciistiche insolite e con pochi turisti

Chi ama sciare, spesso sceglie destinazioni note in montagna e super affollate di turisti. C’è però chi preferisce optare per mete insolite per sciare. Esistono luoghi non famosi per la loro cultura sciistica e che potrebbero piacevolmente sorprenderti.

Scopriamo insieme 6 destinazioni insolite dove andare a sciare. Siete curiosi?

Località sciistiche insolite dove andare a sciare

Dubai

Caldo, deserto, sole, mare. Certo quando si pensa a Dubai, non viene certo alla mente lo sci. Infatti a Dubai non ci sono famose località sciistiche naturali. C’è però un luogo dove sciare, la stazione sciistica coperta nel Mall of Emirates di Dubai di ben 22.500 metri quadrati. Ci sono anche una montagna artificiale di 60 metri e 5 pendii con diversi livelli di difficoltà, una torre di arrampicata e piste per slittini.

Australia

Anche in questo caso pensando all’Australia si pensa a un paese caldo e soleggiato tutto l’anno. In realtà ci sono bellissimi posti dove sciare, come Ben Lomond e Mount Mawson sull’isola della Tasmania o Victoria sul Monte Buller e le piste di Kiandra nel Nuovo Galles.

Corea del Sud

Yongpyong è la “Mecca asiatica per gli sport invernali”. Ci sono tantissime piste (ben 31) dove sciare e fare snowboard e 15 impianti di risalita. Negli anni passati si sono anche tenute qui gare per la Coppa del Mondo di sci alpino.

Hawaii

Non solo sole, mare e spiagge alle Hawaii, ma anche neve. Dove? Sul Monte Kea a gennaio e febbraio. Dimenticate però piste attrezzate o impianti di risalita.

Marocco

A soli 45 miglia a sud di Marrakech, ci sono le montagne dell’Atlante. Non deserti e strade polverose, ma sciate emozionanti vi aspettano. La stazione sciistica di Oukaimeden è la più alta dell’Africa intera con la sua seggiovia che sale sulla vetta di Jebel Attar fino a 3258 metri.

Repubblica Ceca

Per chi desidera sperimentare piste insolite lontane dalle mete gettonate e magari anche scegliere una destinazione più economica, la Repubblica Ceca è la meta europea perfetta con le sue favolose stazioni sciistiche come Sky Area di Mlyn, Ski Region, Jested e il Comprensorio dello Spicak e Sumava.

5 cose che non sai sulle noci

Sin dall’alba dei tempi le noci hanno rivestito un ruolo importante nell’alimentazione rurale. Viste le sue proprietà nutrizionali, era un alimento prezioso soprattutto nei periodi di carestia. A seguire sono diventate ingrediente di diverse ricette culinarie e consigliate anche da moltissimi nutrizionisti per un regime alimentare sano ed equilibrato.

Oggi, però, vi sveleremo delle curiosità sulle noci che sicuramente vi stupiranno!

5 curiosità sulle noci

Le noci e la notte di San Giovanni

Secondo la tradizione, nella notte di San Giovanni devono essere raccolte le noci per realizzare il nocino, un liquore ricavato dai malli delle noci ancora acerbe. Sempre secondo la tradizione, dovevano essere raccolte dalla donna più esperta nella preparazione di questo liquore che si arrampicava sull’albero a piedi nudi. Una volta raccolte, dovevano essere esposte alla rugiada tutta la notte.

Sognare le noci

Sognare le noci è legato a notizie positive e tesori da scoprire. Nella simbologia popolare portare una noce in tasca porta successo e allontana la cattiva sorte. E così anche nei sogni.

Il noce di Benevento e le streghe

A Benevento, all’epoca dell’imperatore Domiziano, si venerava la dea egiziana Iside (legata alla luna) che veniva identificata con la dea Diana. A venerarla erano le donne esperte di medicina naturale ed erbe officinali che venivano identificate come streghe dalla comunità locale. Secondo la leggenda, per secoli si riunirono intorno a un albero di noce per praticare i loro rituali. Fu il sacerdote Barbato ad abbattere il noce maledetto, che però, sempre secondo la leggenda, ricrebbe più vigoroso di prima.

La Ghianda di Giove

Il noce fa parte della famiglia delle Junglandacee. Il termine deriva dal latino e significa “ghianda di Giove”. Non a caso questo maestoso albero che cresce in luoghi isolati, lontano dalle altre specie arboree, veniva paragonato per sacralità e forza al re degli dei.

Tintura

Il mallo delle noci contiene tannino, usato nel Medioevo come inchiostro per scrivere. In cosmetica le foglie macerate di questa pianta, mescolate ad aceto rosso, scuriscono i capelli e possono anche essere usato per i pediluvi.

Massaggio lomi lomi: perché è diventato famoso

Il massaggio hawaiano noto come lomi lomi è una tecnica ispirata ai rituali degli antichi sciamani. L’atmosfera deve essere calda e rilassante, i movimenti fluidi ed armoniosi e le mani del massaggiatore riproducono esattamente il movimento dell’oceano. I movimenti sono profondi e ciclici e imitano il movimento delle onde del mare.

Questo massaggio rilassante si effettua usando un unguento e con il sottofondo di musica esotica. Il massaggio lomi lomi affonda le sue radici negli antichi rituali hawaiani di iniziazione. A farlo era uno sciamano (kahuna) che attraverso questi movimenti univa il cuore e la mente e conduceva l’anima a un nuovo livello vitale.

Ecco perché spesso questo massaggio viene anche chiamato “massaggio del cambiamento”. A fine seduta la persona si sente rinata, rigenerata e cambiata in meglio. Il massaggio lomi lomi consiste nell’alternanza di movimenti dolci e movimenti energici, e quindi è allo stesso tempo rilassante e tonificante, intenso e leggero.

Benefici e controindicazioni del massaggio lomi lomi

Questo massaggio è drenante e rilassante. Si allontanano tensioni fisiche e muscolari ed emotive. Trasmette serenità e calma e migliora la circolazione sanguigna e le funzionalità dell’apparato digerente e urogenitale. Si pensa che un evento negativo si manifesta fisicamente sotto forma di contratture muscolari che attraverso il massaggio lomi lomi si punta a sciogliere.

C’è da dire che a fine seduta si ritrova “unti”, il che può non piacere ad alcune persone. Il massaggio lomi lomi ha il potere di alleviare:

  • stress
  • affaticamento mentale
  • depressione lieve
  • dolori muscolari, ossei e articolari, anche cronici
  • dolori dovuti a infortuni o traumi

Prima di eseguire il massaggio, è importante fare un colloquio preliminare per conoscere esattamente lo stato psicofisico del paziente.

Controindicazioni del massaggio lomi lomi

Nonostante si tratti di un massaggio e si potrebbe pensare non abbia controindicazioni è bene sapere che il massaggio lomi lomi non va effettuato in presenza di febbre, patologie cutanee (eczemi, dermatiti, ustioni) e patologie cardiovascolari (flebiti, ipertensione, arteriosclerosi).

Curiosità

Il massaggio lomi lomi viene chiamato “massaggio dell’anima” o “loving hands massage”. In lingua hawaiana si chiama “lomi lomi nui”. L’obiettivo è ridare serenità e amore alla persona e ristabilire l’equilibrio tra anima e corpo. Il benessere mentale e psicofisico vengono  ristabiliti grazie a questo massaggio che punta a ristabilire l’energia vitale (mana) dell’individuo.

Come riconoscere lo stile beat?

La storia della beat generation nasce negli Stati Uniti agli inizi degli anni ‘50 per poi approdare in Europa. Alcuni membri di spicco, come Ginsberg, Corso e Burroughs, giungono a Parigi ed eleggono l’Hotel Rachou il “Beat Hotel” e successivamente si spostano a Milano.

Lo stile di vita della beat generation è fondato sulla rivendicazione della libertà personale contro i valori condizionanti e autodistruttivi della società consumistica. Tanti giovani portano i capelli lunghi (in italiano saranno chiamati “capelloni”) come segno di profondo dissenso nei confronti della società borghese e anticonformista.

Decidono di condurre una vita on the road, libera e senza agi. Libertà sessuale, uso di droghe psichedeliche ed esplorazione di religioni alternative sono le basi della beat generation. Bob Dylan, i Beatles e i Rolling Stones sono i loro miti.

Stile della beat generation

Lo stile dei ragazzi della beat generation ha segnato un’epoca. Zaini in spalle, camicie ariose, occhiali tondi e giacche corte: ecco alcuni tratti distintivi dello stile beat, proprio come li indossava il fondatore del movimento Allen Ginsberg.

Cosa rendeva così affascinanti questi giovani ribelli e anticonformisti negli anni Cinquanta? Oltre agli ideali e alla propaganda, un guardaroba distintivo, che era parte del loro manifesto che rifiutava i canoni classici dello stile dell’epoca. Sicuramente era un abbigliamento composto da capi pratici e comodi, adatti a una vita in movimento, in viaggio, on the road, dall’Oregon a San Francisco e caratterizzato dai colori della terra, beige, sabbia, rossi desaturati, grigi dalle sfumature dorate, che ricordavano le route americane lambite dal deserto.

I pantaloni morbidi, le pinces, i blazer senza struttura, e i materiali lino e cotone. Lo stile beat è solo apparentemente casual, ma ha una sua anima profonda e una sua identità. Le camicie sono caratterizzate da stampe vivaci, gli zaini in spalla hanno pattern floreali su fondi neutri.

Alla fine degli anni ‘50, il San Francisco Chronicle definisce questi giovani con il termine dispregiativo “beatnik”. Il look diventa total black e le scarpe bicolore.

Oggi molti ragazzi sono affascinati dallo stile beat e da quello che rappresentava un tempo e cercano di vestirsi e vivere come fu a quei tempo, purtroppo i tempi sono cambiati e anche questo stile ha segnato un periodo che nessuno dimenticherà in particolare chi lo ha vissuto davvero vivendo on the road.

Storia cravatta: 5 passaggi chiave importanti

La cravatta è da sempre il simbolo dell’eleganza maschile, un accessorio senza tempo che conferisce charme e fascino a qualsiasi tipo di abbigliamento. Sono finiti i tempi in cui era indossata solo dai business men in carriera e solo nelle occasioni formali.

Oggi la cravatta è un accessorio cool usato con nonchalance anche nei look più casual e nel tempo libero, grazie ai diversi modelli, colori e ai diversi stilisti che le abbinano nei loro look più svariati.

Questa icona di stile è stata reinventata da tanti brand, ma quali sono le sue origini? Scopriamole insieme.

Le origini della cravatta

Incredibile ma vero, la cravatta risale all’epoca egizia. A quei tempi, durante i riti funebri, sottili lembi di stoffa colorata venivano annodati al collo dei defunti. Il motivo di questa usanza è sconosciuto.

Nel Seicento furono i militari croati a diffonderla in tutta Europa, anche se fu Re Luigi XIV a decretare la nascita di questo accessorio di stile. Durante la guerra dei 30 anni, i soldati croati indossavano le cravatte e i francesi ne restarono affascinanti e decisero di introdurre la cravatta anche nella loro nazione.

Fu il Re Sole a sancire il successo di questo accessorio, introducendolo a corte, e istituendo una nuova professione, quella del “cravattaio”, colui che realizzava cravatte per i gentiluomini. Dopo aver conquistato la corte del Re Sole, la cravatta sbarcò in Inghilterra dove non conobbe però immediata fortuna.

Nel 1880 un gruppo di studenti di Oxford la scelse come segno distintivo di una protesta annodandola intorno ai loro cappelli di paglia. La cravatta ha poi conquistato il mondo dell’arte (come dimenticare l’opera di Modigliani “Ritratto di donna con cravatta nera”?) e quello del cinema (dai Blues Brothers a Christian Grey).

Negli anni ‘90 un noto matematico svedese Mikael Vejdemo Johansson ha scoperto, tramite una complessa formula matematica, che esistono ben 200.000 modi di annodarla. C’è stata addirittura una proposta, con tanto di raccolta firme, per istituire un Cravatta Day, una giornata dedicata ad omaggiare questo accessorio cult. Oggi in Croazia l’8 ottobre è il giorno dedicato alla cravatta poiché questa nazione vanta la paternità di questo oggetto, anche se è oramai opinione comune che la cravatta moderna sia nata in realtà in Inghilterra nel 1850 nel Surrey. 

Locali Francoforte: dove bere ottima birra

Francoforte è una città bellissima da visitare in qualsiasi stagione dell’anno. Città natale del famoso scrittore scrittore Johann Wolfgang von Goethe e meta turistica per diversi motivi, fra cui senz’altro i tour della birra.

Per gli amanti della birra un viaggio in Germania è una grande tentazione, con o senza Oktoberfest. I bevitori appassionati non possono progettare un viaggio a Francoforte, senza pensare a degustazioni di bionde e rosse

Ecco quindi 5 locali dove bere ottima birra a Francoforte, ma prima vediamo quali sono le birre tedesche assolutamente da provare.

Birre tedesche da provare assolutamente

Non sapete quale birra bere nella patria della birra tedesca? Ecco le più celebri birre tedesche da provare:

  • Augustiner: questa birra è uno dei fiori all’occhiello della tradizione bavarese. Dal sapore fresco e leggermente speziato, perfetta da aperitivo o per accompagnare piatti di carne
  • Hofbräu: dal sapore dolce, questa birra è da gustare rigorosamente in un boccale da un litro accompagnato a un bel piatto tipico tedesco a base di carne
  • Kölsch: dal sapore leggero e piuttosto amare, si lascia bere facilmente a tavola, quindi non ci si limita mai a un bicchierino
  • Paulaner: un grande classico che piace a tutti e sta bene con tutto.

5 locali Francoforte dove bere birra

Ora vi portiamo e conoscere i locali di Francoforte dove bere ottima birra:

  • Doctor Flotte: Un tipico pub caratteristico nel cuore della città dove bere un grande boccale di birra.
  • Drosselbart: un beer garden che ha posto all’interno e propone piatti caldi tipici, accompagnati da tanti tipi di birra
  • Paulaner Am Dom: a Domplatz 6, nei pressi della famosa Cattedrale, c’è questa famosa birreria con interni in legno e botti di rame. Qui si consuma ovviamente la famosa birra Paulaner con ricco cibo tedesco.
  • Zum Gemalten Haus: beer garden accogliente dove bere ottima birra tedesca
  • Bier-Hannes: un tipico birrificio con pub e biergarten (ovvero un giardino della birra tipico tedesco). Tre le birre che propone alla spina: Zwickel Pils, Export Dunkel e Hefeweizen. Ci sono anche birre stagionali disponibili però solo in bottiglia. Qui si possono consumare anche piatti tipici tedeschi. Non è in centro a Francoforte ma in periferia, ma ne vale davvero la pena.

Infine per gli amanti delle visite cittadine, ma che non vogliono rinunciare alla birra tedesca potreste optare per il BierBike, ovvero un tavolo mobile dove si pedala mentre si beve birra grazia ad una botte sotto il tavolo con uno spillatore. Qui è necessario essere in più persone visto che i posti a sedere sono 16, ma è un’alternativa davvero carina no?!