Pulizia viso uomo: perché è importante farla e ogni quanto

La pulizia del viso è una delle attività più importanti ed efficaci per prevenire impurità della pelle ed acne. Questo trattamento prevede la rimozione delle cellule morte e la pulizia dei pori, impedendone l’ostruzione e la conseguente nascita di comedoni e imperfezioni, che, infiammandosi, arrivano a diventare brufoli, e nei casi più gravi, acne.

Pulizia del viso uomo

Molti uomini sono convinti che la pulizia del viso è prerogativa della cura femminile. In realtà la pelle degli uomini soffre o può soffrire delle stesse problematiche di quella delle donne.

Si crede spesso, inoltre, che sia prerogativa di chi ha una pelle problematica ed acneica, ma anche in questo caso, questa convinzione non ha fondamento. La pulizia del viso dovrebbe essere una routine che ognuno di noi, in casa, oppure da un professionista dovrebbe inserire tra le abitudini igieniche.

Cos’è una pulizia del viso

La pulizia del viso è un trattamento estetico per nulla invasivo che consta di diverse fasi, tutte finalizzate ad una pulizia e una detersione profonda della pelle del viso.

La prima fase prevede una detersione con latte detergente, che scioglie il sebo e lo smog che si posa sulla nostra pelle, soprattutto se si vive nelle grandi città.

Dopo aver rimosso il latte detergente, risciacquandolo è il momento dello scrub. In questa fase viene massaggiato sul viso un prodotto cremoso con all’interno dei microgranuli che delicatamente rimuove le impurità più profonde, liberando i pori della pelle dai residui che il latte detergente non è riuscito a rimuovere.

Infine si passa alla premitura. Il metodo tradizionale prevede l’utilizzo del vapore per favorire la dilatazione dei pori, negli ultimi anni però, sono state sperimentate delle creme viso che favoriscono comunque la dilatazione, scongiurando la dilatazione eccessiva dei capillari, come si rischia, invece con il vapore. Semplicemente, ma con molta attenzione, si preme con delicatezza sui pori, per far fuoriuscire quella parte di impurità che si trovano nella parte più profonda de pori.

La fase finale è quella della maschera viso, che deve essere scelta in base alla tipologia di pelle. Dopo averla lasciata in posa circa dieci minuti, si può procedere ad un massaggio rilassante e rigenerante, la parte che più ci piace e che ci ricorda che prendersi cura di sé stessi e del proprio corpo fa bene anche all’umore.

La pulizia viso uomo ha le stesse fasi di quella della donna e i prodotti cosmetici da utilizzare possono essere anche gli stessi.

Ogni quanto fare la pulizia del viso

La pulizia viso uomo è consigliata ogni due mesi, o almeno, ad ogni cambio di stagione. La pulizia del viso non è soltanto un trattamento per l’eliminazione dei punti neri, ma un momento per capire le esigenze della propria pelle e se è il caso di modificare qualcosa nella propria routine quotidiana per mantenerla sempre morbida e protetta.

Sneakers vintage: 3 brand da seguire

Nel vasto oceano di sneakers che popolano lo scenario moda attuale ci sono scarpe da ginnastica retrò perfette per ogni stile e da tenere assolutamente nel proprio guardaroba. L’ispirazione sono gli anni’70- ‘80, ma anche la moda anni ‘90. Ma lo sai perché le sneakers si chiamano così? Nella lingua inglese il verbo “to sneak” significa muoversi in silenzio, senza far rumore. Le prime scarpe da ginnastica furono inventate negli Stati Uniti nel 1800 e si chiamavano “plimsolls” ma gli fu dato il soprannome di sneakers poiché non facevano alcun rumore.

3 Brand di sneakers vintage

Adidas Stan Smith e Adidas Superstar

In pelle bianca immacolata, con la loro punta tonda e il peso leggero, le Adidas Stan Smith sono le scarpe da ginnastica bianche vintage a metà strada tra la divisa da club di tennis e il college inglese. Ma perché si chiamano così? In onore di Mr. Stan Smith, una star del tennis americano degli anni ‘60 che scelse di indossare per la prima volta scarpe in pelle e non in tessuto per giocare a tennis. Per chi ama le scarpe bianche sporty chic sono perfette le Adidas originals Superstar, nate sui campi di basket nel 1969 ai piedi dei migliori giocatori del mondo. Dopo quasi mezzo secolo, non hanno perso un pizzico del loro fascino e continuano ad essere super amate.

Converse All-Stars

Nel 1917 nascono le Converse All-Stars come scarpe da ginnastica per giocare a basket. Nel 1923 nascono le mitiche Chuck Taylor All-Stars che tutti noi amiamo, dal nome del giocatore dell’Indiana Chuck Taylor. Il modello perfetto però è quello del 1970 che presentano la suola in gomma vulcanizzata e la patch con la stella sulla caviglia.

Vans Old Skool

Le Vans compaiono nel 1977 con il nome di Style 36 e decorate con un semplice disegno ideato dal suo fondatore Paul Van Doren e subito spopolano fuori dal mondo skate dove sono nate. Le Vans Old Skool riportano una banda laterale in pelle ed è il loro segno distintivo un simbolo iconico per un modello di sneakers che sono state definite in tutto il mondo “jazz stripe” (banda jazz). La linea di queste scarpe è bianca ed è rimasta inalterata nel corso di questi lunghi quarant’anni, insieme al collo rinforzato, la suola in gomma e il tessuto scamosciato.

Prevenire i brufoli: 5 trucchi per limitare i danni

A chi non è capitato di svegliarsi una bella mattina e di scoprire un brutto brufolo sulla fronte o sul mento? I brufoli sono un problema dermatologico molto comune e rappresentano un fastidio più dal punto di vista estetico e psicologico che per la salute.

Inutile dire che non bisogna spremerli, anche se la tentazione è forte, perché si peggiora solo la situazione e restano segni sul viso.

Tutti sappiamo che prevenire è meglio che curare. Ma come fare per prevenire i brufoli? Scopriamolo insieme.

Come prevenire i brufoli?

I brufoli (o foruncoli) sono nient’altro che un’infiammazione cutanea provocata dall’ostruzione dei pori a causa dell’eccesso di sebo e cellule morte. Questa situazione causa il proliferare dei batteri che sono i diretti responsabili dei brufoli che tanto odiamo.

5 trucchi per prevenire i brufoli

Il primo trucco per prevenire i brufoli è l’igiene. Lavare il viso quotidianamente mattina e sera contribuisce a eliminare cellule morte e batteri. È importante però usare un detergente adatto naturale e delicato che rispetti il ph della pelle. A tal proposito consigliamo di controllare sempre la formulazione ossia la lista ingredienti o INCI.

Il secondo trucco riguarda l’idratazione della pelle del viso per la quale bisogna usare prodotti idratanti e nutritivi ma a base acquosa non oleosa. Il secondo trucco è evitare di toccarsi continuamente il viso perché le mani sono fonte di batteri e sporcizia.

Il terzo segreto per evitare la comparsa di brufoli è struccarsi sempre la sera e non dormire con il viso trucco. A tal proposito è bene ricordare che usando sempre il fondotinta non è consigliabile, bisogna lasciare la pelle libera di respirare.

Il quarto consiglio è controllare l’alimentazione. Bisogna bere tanta acqua ed avere un’alimentazione sana che migliora anche il benessere della pelle del viso. Sconsigliamo di mangiare spesso latticini e carne rossa e di preferire verdure e frutta rossa ricca di antiossidanti.

Il quinto segreto è tenere a bada lo stress. Difficile, ma non impossibile. Meglio incanalare lo stress non nel cibo e nella negatività, ma nello sport come yoga e pilates.

Infine ricordiamo che ad ogni zona del viso dove compare un brufolo corrisponderebbe un organo specifico coinvolto. I brufoli della zona del mento sono connessi agli ormoni e agli organi genitali, quelli sulla fronte all’intestino e così via. Interessante vero?

Rocky Balboa: 5 luoghi da visitare a Philadelphia

Rocky Balboa è stato molto amato dalle diverse generazioni e forse ancora oggi i giovani lo vedono volentieri.

Sicuramente chi ha amato i film di Rocky, desidera vedere i luoghi famosi dove Sylvester Stallone ha emozionato milioni di persone con la sua storia di amore e tenacia. Siete pronti per un tour di Philadelphia?

5 luoghi di Philadelphia da visitare in memoria di Rocky Balboa

La scalinata di Rocky

La celebre scalinata di Rocky ogni anno è meta di milioni di turisti da tutto il mondo. Chi non desidera correre sulla famosa scalinata che porta al Philadelphia Museum of Art dove Rocky si allenava?

La statua di Rocky

Ai piedi della scalinata del Museum of Art o meglio ai piedi della famosa scalinata di Rocky c’è una statua di Rocky che alza i pugni al cielo in segno di vittima. In passato la statua era in cima alle scale dove oggi ci sono le impronte dei piedi di Rocky.

La casa di Rocky

Un altro luogo super amato dai fan, dopo la scalinata, è senza dubbio la casa del noto pugile che si trova al 1818 Tusculum Street di Philadelphia. Nello specifico è la casa del pugile nei film Rocky I, Rocky II e Rocky III. Appare così come era all’epoca del film del 1976 con i mattoncini rossi dei muri, le scalette e il numero 1818 sbiadito all’entrata. La casa si trova a 15 minuti dal centro città.

La palestra di Rocky

Un luogo cult, la palestra dove si allenava il campione dista solo pochi minuti dalla sua abitazione. La Mighty Mick’s Gym è la palestra più famosa della storia del cinema. In verità non è mai stata una palestra e oggi è un locale abbandonato. C’è solo un disegno di guantoni all’esterno. Nei pressi spesso c’è un sosia di Rocky per intrattenere i turisti.

Il pet shop di Adriana

Il negozio di animali di Adriana si trova sulla stessa strada dove c’è la palestra. Anche in questo caso è un locale in disuso oggi e non un negozio attivo.

Il nostro consiglio è di visitare questi luoghi in autonomia. Gli ultimi tre citati si trovano a North Philly, un sobborgo popolare che dista 20 minuti dal centro e si raggiunge in metropolitana.

6 località sciistiche insolite e con pochi turisti

Chi ama sciare, spesso sceglie destinazioni note in montagna e super affollate di turisti. C’è però chi preferisce optare per mete insolite per sciare. Esistono luoghi non famosi per la loro cultura sciistica e che potrebbero piacevolmente sorprenderti.

Scopriamo insieme 6 destinazioni insolite dove andare a sciare. Siete curiosi?

Località sciistiche insolite dove andare a sciare

Dubai

Caldo, deserto, sole, mare. Certo quando si pensa a Dubai, non viene certo alla mente lo sci. Infatti a Dubai non ci sono famose località sciistiche naturali. C’è però un luogo dove sciare, la stazione sciistica coperta nel Mall of Emirates di Dubai di ben 22.500 metri quadrati. Ci sono anche una montagna artificiale di 60 metri e 5 pendii con diversi livelli di difficoltà, una torre di arrampicata e piste per slittini.

Australia

Anche in questo caso pensando all’Australia si pensa a un paese caldo e soleggiato tutto l’anno. In realtà ci sono bellissimi posti dove sciare, come Ben Lomond e Mount Mawson sull’isola della Tasmania o Victoria sul Monte Buller e le piste di Kiandra nel Nuovo Galles.

Corea del Sud

Yongpyong è la “Mecca asiatica per gli sport invernali”. Ci sono tantissime piste (ben 31) dove sciare e fare snowboard e 15 impianti di risalita. Negli anni passati si sono anche tenute qui gare per la Coppa del Mondo di sci alpino.

Hawaii

Non solo sole, mare e spiagge alle Hawaii, ma anche neve. Dove? Sul Monte Kea a gennaio e febbraio. Dimenticate però piste attrezzate o impianti di risalita.

Marocco

A soli 45 miglia a sud di Marrakech, ci sono le montagne dell’Atlante. Non deserti e strade polverose, ma sciate emozionanti vi aspettano. La stazione sciistica di Oukaimeden è la più alta dell’Africa intera con la sua seggiovia che sale sulla vetta di Jebel Attar fino a 3258 metri.

Repubblica Ceca

Per chi desidera sperimentare piste insolite lontane dalle mete gettonate e magari anche scegliere una destinazione più economica, la Repubblica Ceca è la meta europea perfetta con le sue favolose stazioni sciistiche come Sky Area di Mlyn, Ski Region, Jested e il Comprensorio dello Spicak e Sumava.

5 cose che non sai sulle noci

Sin dall’alba dei tempi le noci hanno rivestito un ruolo importante nell’alimentazione rurale. Viste le sue proprietà nutrizionali, era un alimento prezioso soprattutto nei periodi di carestia. A seguire sono diventate ingrediente di diverse ricette culinarie e consigliate anche da moltissimi nutrizionisti per un regime alimentare sano ed equilibrato.

Oggi, però, vi sveleremo delle curiosità sulle noci che sicuramente vi stupiranno!

5 curiosità sulle noci

Le noci e la notte di San Giovanni

Secondo la tradizione, nella notte di San Giovanni devono essere raccolte le noci per realizzare il nocino, un liquore ricavato dai malli delle noci ancora acerbe. Sempre secondo la tradizione, dovevano essere raccolte dalla donna più esperta nella preparazione di questo liquore che si arrampicava sull’albero a piedi nudi. Una volta raccolte, dovevano essere esposte alla rugiada tutta la notte.

Sognare le noci

Sognare le noci è legato a notizie positive e tesori da scoprire. Nella simbologia popolare portare una noce in tasca porta successo e allontana la cattiva sorte. E così anche nei sogni.

Il noce di Benevento e le streghe

A Benevento, all’epoca dell’imperatore Domiziano, si venerava la dea egiziana Iside (legata alla luna) che veniva identificata con la dea Diana. A venerarla erano le donne esperte di medicina naturale ed erbe officinali che venivano identificate come streghe dalla comunità locale. Secondo la leggenda, per secoli si riunirono intorno a un albero di noce per praticare i loro rituali. Fu il sacerdote Barbato ad abbattere il noce maledetto, che però, sempre secondo la leggenda, ricrebbe più vigoroso di prima.

La Ghianda di Giove

Il noce fa parte della famiglia delle Junglandacee. Il termine deriva dal latino e significa “ghianda di Giove”. Non a caso questo maestoso albero che cresce in luoghi isolati, lontano dalle altre specie arboree, veniva paragonato per sacralità e forza al re degli dei.

Tintura

Il mallo delle noci contiene tannino, usato nel Medioevo come inchiostro per scrivere. In cosmetica le foglie macerate di questa pianta, mescolate ad aceto rosso, scuriscono i capelli e possono anche essere usato per i pediluvi.

Massaggio lomi lomi: perché è diventato famoso

Il massaggio hawaiano noto come lomi lomi è una tecnica ispirata ai rituali degli antichi sciamani. L’atmosfera deve essere calda e rilassante, i movimenti fluidi ed armoniosi e le mani del massaggiatore riproducono esattamente il movimento dell’oceano. I movimenti sono profondi e ciclici e imitano il movimento delle onde del mare.

Questo massaggio rilassante si effettua usando un unguento e con il sottofondo di musica esotica. Il massaggio lomi lomi affonda le sue radici negli antichi rituali hawaiani di iniziazione. A farlo era uno sciamano (kahuna) che attraverso questi movimenti univa il cuore e la mente e conduceva l’anima a un nuovo livello vitale.

Ecco perché spesso questo massaggio viene anche chiamato “massaggio del cambiamento”. A fine seduta la persona si sente rinata, rigenerata e cambiata in meglio. Il massaggio lomi lomi consiste nell’alternanza di movimenti dolci e movimenti energici, e quindi è allo stesso tempo rilassante e tonificante, intenso e leggero.

Benefici e controindicazioni del massaggio lomi lomi

Questo massaggio è drenante e rilassante. Si allontanano tensioni fisiche e muscolari ed emotive. Trasmette serenità e calma e migliora la circolazione sanguigna e le funzionalità dell’apparato digerente e urogenitale. Si pensa che un evento negativo si manifesta fisicamente sotto forma di contratture muscolari che attraverso il massaggio lomi lomi si punta a sciogliere.

C’è da dire che a fine seduta si ritrova “unti”, il che può non piacere ad alcune persone. Il massaggio lomi lomi ha il potere di alleviare:

  • stress
  • affaticamento mentale
  • depressione lieve
  • dolori muscolari, ossei e articolari, anche cronici
  • dolori dovuti a infortuni o traumi

Prima di eseguire il massaggio, è importante fare un colloquio preliminare per conoscere esattamente lo stato psicofisico del paziente.

Controindicazioni del massaggio lomi lomi

Nonostante si tratti di un massaggio e si potrebbe pensare non abbia controindicazioni è bene sapere che il massaggio lomi lomi non va effettuato in presenza di febbre, patologie cutanee (eczemi, dermatiti, ustioni) e patologie cardiovascolari (flebiti, ipertensione, arteriosclerosi).

Curiosità

Il massaggio lomi lomi viene chiamato “massaggio dell’anima” o “loving hands massage”. In lingua hawaiana si chiama “lomi lomi nui”. L’obiettivo è ridare serenità e amore alla persona e ristabilire l’equilibrio tra anima e corpo. Il benessere mentale e psicofisico vengono  ristabiliti grazie a questo massaggio che punta a ristabilire l’energia vitale (mana) dell’individuo.

Come riconoscere lo stile beat?

La storia della beat generation nasce negli Stati Uniti agli inizi degli anni ‘50 per poi approdare in Europa. Alcuni membri di spicco, come Ginsberg, Corso e Burroughs, giungono a Parigi ed eleggono l’Hotel Rachou il “Beat Hotel” e successivamente si spostano a Milano.

Lo stile di vita della beat generation è fondato sulla rivendicazione della libertà personale contro i valori condizionanti e autodistruttivi della società consumistica. Tanti giovani portano i capelli lunghi (in italiano saranno chiamati “capelloni”) come segno di profondo dissenso nei confronti della società borghese e anticonformista.

Decidono di condurre una vita on the road, libera e senza agi. Libertà sessuale, uso di droghe psichedeliche ed esplorazione di religioni alternative sono le basi della beat generation. Bob Dylan, i Beatles e i Rolling Stones sono i loro miti.

Stile della beat generation

Lo stile dei ragazzi della beat generation ha segnato un’epoca. Zaini in spalle, camicie ariose, occhiali tondi e giacche corte: ecco alcuni tratti distintivi dello stile beat, proprio come li indossava il fondatore del movimento Allen Ginsberg.

Cosa rendeva così affascinanti questi giovani ribelli e anticonformisti negli anni Cinquanta? Oltre agli ideali e alla propaganda, un guardaroba distintivo, che era parte del loro manifesto che rifiutava i canoni classici dello stile dell’epoca. Sicuramente era un abbigliamento composto da capi pratici e comodi, adatti a una vita in movimento, in viaggio, on the road, dall’Oregon a San Francisco e caratterizzato dai colori della terra, beige, sabbia, rossi desaturati, grigi dalle sfumature dorate, che ricordavano le route americane lambite dal deserto.

I pantaloni morbidi, le pinces, i blazer senza struttura, e i materiali lino e cotone. Lo stile beat è solo apparentemente casual, ma ha una sua anima profonda e una sua identità. Le camicie sono caratterizzate da stampe vivaci, gli zaini in spalla hanno pattern floreali su fondi neutri.

Alla fine degli anni ‘50, il San Francisco Chronicle definisce questi giovani con il termine dispregiativo “beatnik”. Il look diventa total black e le scarpe bicolore.

Oggi molti ragazzi sono affascinati dallo stile beat e da quello che rappresentava un tempo e cercano di vestirsi e vivere come fu a quei tempo, purtroppo i tempi sono cambiati e anche questo stile ha segnato un periodo che nessuno dimenticherà in particolare chi lo ha vissuto davvero vivendo on the road.

Storia cravatta: 5 passaggi chiave importanti

La cravatta è da sempre il simbolo dell’eleganza maschile, un accessorio senza tempo che conferisce charme e fascino a qualsiasi tipo di abbigliamento. Sono finiti i tempi in cui era indossata solo dai business men in carriera e solo nelle occasioni formali.

Oggi la cravatta è un accessorio cool usato con nonchalance anche nei look più casual e nel tempo libero, grazie ai diversi modelli, colori e ai diversi stilisti che le abbinano nei loro look più svariati.

Questa icona di stile è stata reinventata da tanti brand, ma quali sono le sue origini? Scopriamole insieme.

Le origini della cravatta

Incredibile ma vero, la cravatta risale all’epoca egizia. A quei tempi, durante i riti funebri, sottili lembi di stoffa colorata venivano annodati al collo dei defunti. Il motivo di questa usanza è sconosciuto.

Nel Seicento furono i militari croati a diffonderla in tutta Europa, anche se fu Re Luigi XIV a decretare la nascita di questo accessorio di stile. Durante la guerra dei 30 anni, i soldati croati indossavano le cravatte e i francesi ne restarono affascinanti e decisero di introdurre la cravatta anche nella loro nazione.

Fu il Re Sole a sancire il successo di questo accessorio, introducendolo a corte, e istituendo una nuova professione, quella del “cravattaio”, colui che realizzava cravatte per i gentiluomini. Dopo aver conquistato la corte del Re Sole, la cravatta sbarcò in Inghilterra dove non conobbe però immediata fortuna.

Nel 1880 un gruppo di studenti di Oxford la scelse come segno distintivo di una protesta annodandola intorno ai loro cappelli di paglia. La cravatta ha poi conquistato il mondo dell’arte (come dimenticare l’opera di Modigliani “Ritratto di donna con cravatta nera”?) e quello del cinema (dai Blues Brothers a Christian Grey).

Negli anni ‘90 un noto matematico svedese Mikael Vejdemo Johansson ha scoperto, tramite una complessa formula matematica, che esistono ben 200.000 modi di annodarla. C’è stata addirittura una proposta, con tanto di raccolta firme, per istituire un Cravatta Day, una giornata dedicata ad omaggiare questo accessorio cult. Oggi in Croazia l’8 ottobre è il giorno dedicato alla cravatta poiché questa nazione vanta la paternità di questo oggetto, anche se è oramai opinione comune che la cravatta moderna sia nata in realtà in Inghilterra nel 1850 nel Surrey. 

Locali Francoforte: dove bere ottima birra

Francoforte è una città bellissima da visitare in qualsiasi stagione dell’anno. Città natale del famoso scrittore scrittore Johann Wolfgang von Goethe e meta turistica per diversi motivi, fra cui senz’altro i tour della birra.

Per gli amanti della birra un viaggio in Germania è una grande tentazione, con o senza Oktoberfest. I bevitori appassionati non possono progettare un viaggio a Francoforte, senza pensare a degustazioni di bionde e rosse

Ecco quindi 5 locali dove bere ottima birra a Francoforte, ma prima vediamo quali sono le birre tedesche assolutamente da provare.

Birre tedesche da provare assolutamente

Non sapete quale birra bere nella patria della birra tedesca? Ecco le più celebri birre tedesche da provare:

  • Augustiner: questa birra è uno dei fiori all’occhiello della tradizione bavarese. Dal sapore fresco e leggermente speziato, perfetta da aperitivo o per accompagnare piatti di carne
  • Hofbräu: dal sapore dolce, questa birra è da gustare rigorosamente in un boccale da un litro accompagnato a un bel piatto tipico tedesco a base di carne
  • Kölsch: dal sapore leggero e piuttosto amare, si lascia bere facilmente a tavola, quindi non ci si limita mai a un bicchierino
  • Paulaner: un grande classico che piace a tutti e sta bene con tutto.

5 locali Francoforte dove bere birra

Ora vi portiamo e conoscere i locali di Francoforte dove bere ottima birra:

  • Doctor Flotte: Un tipico pub caratteristico nel cuore della città dove bere un grande boccale di birra.
  • Drosselbart: un beer garden che ha posto all’interno e propone piatti caldi tipici, accompagnati da tanti tipi di birra
  • Paulaner Am Dom: a Domplatz 6, nei pressi della famosa Cattedrale, c’è questa famosa birreria con interni in legno e botti di rame. Qui si consuma ovviamente la famosa birra Paulaner con ricco cibo tedesco.
  • Zum Gemalten Haus: beer garden accogliente dove bere ottima birra tedesca
  • Bier-Hannes: un tipico birrificio con pub e biergarten (ovvero un giardino della birra tipico tedesco). Tre le birre che propone alla spina: Zwickel Pils, Export Dunkel e Hefeweizen. Ci sono anche birre stagionali disponibili però solo in bottiglia. Qui si possono consumare anche piatti tipici tedeschi. Non è in centro a Francoforte ma in periferia, ma ne vale davvero la pena.

Infine per gli amanti delle visite cittadine, ma che non vogliono rinunciare alla birra tedesca potreste optare per il BierBike, ovvero un tavolo mobile dove si pedala mentre si beve birra grazia ad una botte sotto il tavolo con uno spillatore. Qui è necessario essere in più persone visto che i posti a sedere sono 16, ma è un’alternativa davvero carina no?!

Vini cinesi: perché stanno invadendo il mercato europeo?

Dopo fiumi di parole e tanta attesa, sono arrivati finalmente in Italia i vini cinesi. La curiosità è davvero tanta. Il Gruppo Meregalli ha importato nel Belpaese ben quattro etichette di Chateau Changyu Moser XV. Ma come sono i vini cinesi? Conquisteranno i palati nostrani? Perché stanno invadendo il mercato europeo? Scopriamolo insieme.

Come sono i vini cinesi

La Cina rappresenta oggi il nono produttore di vino al mondo. I vini di questo straordinario paese sono tanti e il distretto principale è Helan Mountain in Ningxia, la regione identificata dal governo come cuore della produzione vitivinicola.

Ci troviamo nel centro del paese, in una zona desertica protetta dalle montagne e caratterizzata da clima continentale con scarse precipitazioni e inverni rigidi, ma un’ottima esposizione al sole. Questa provincia, grazie a significativi investimenti, ha conosciuto negli ultimi 20 anni una grande espansione e oggi sono ben 130 le cantine presenti, di cui alcune sul modello degli chateaux francesi e altre più piccole.

Changyu Moser XV è una cantina fondata nel 2013 con un investimento di 70 milioni di euro. I macchinari sono tutti altamente tecnologici. Il primo vino di cui parliamo è Helan Mountain Wine, un bianco, caratterizzato da aromi di pompelmo, frutta esotica e agrumi e come il rosso della stessa linea, Helan Mountain Red, non fa passaggi in legno ma solo acciaio. Il prezzo di ciascuna di queste bottiglie si aggira intorno ai 17 €.

L’altro vino bianco, invece, il Moser Family, di cui sono state prodotte 200mila bottiglie e il cui prezzo si aggira intorno ai 60€, è affinato in barrique francesi ed è una perla della produzione cinese.

Il vero vino di punta è però il Purple Air Comes From The Est, invecchiato per 24 mesi in ben 5 diversi tipi di botti francesi. Viene descritto come un vino con intensi profumi di frutti rossi e neri e con sentori di cedro, tabacco e un caldo tocco di vaniglia. Il prezzo si aggira oltre 200€ e quindi è un vino di alta fascia come quello prodotto da LVMH in Yunnan, provincia meridionale della Cina, e noto come Ao Yun.

L’Italia è uno dei primi produttori di vino al Mondo e forse non abbiamo bisogno di questo genere di vini, ma è bene conoscere le alternative sul mercato per non essere mai da meno e offrire al consumatore sempre una scelta varia.

Fondotinta per uomo: sì, avete letto bene

Il fondotinta, uno dei prodotti per il make up più utilizzato dalle donne, oggi vede la sua forma come fondotinta per uomo. Il suo impiego aiuta a correggere le piccole imperfezioni del viso maschile, ma offre anche una maggiore sicurezza di sé nella vita quotidiana.

L’uomo moderno non usa solo il profumo per sedurre e conquistare, ma anche la bellezza del proprio viso curato. Il make up uomo viene usato comunemente per coprire e nascondere occhiaie, brufoli, macchie, rughe e segni del tempo. Anche lo stress influisce non poco sulla bellezza della pelle del viso maschile e i segni di affaticamento si notano subito sul volto.

Esistono linee cosmetiche come Chanel, Clarins, Collistar, Biotherm, che hanno creato set di bellezza specifici per il trucco maschile. Per un uomo oggi è fondamentale essere sempre bello e impeccabile e “a prova di scatto”. Non solo per i social network che sono una presenza incombente nelle nostre vite, ma anche per un colloquio di lavoro o un’occasione speciale.

Fondotinta uomo per una pelle perfetta

Quali sono i migliori cosmetici maschili da usare? Se è vero che esistono prodotti make up per un trucco che c’è ma non si vede (basti pensare al fondotinta e al correttore), ci sono altri prodotti specifici per sottolineare l’estro maschile (come eyeliner e smalti).

Noi ci focalizzeremo sui prodotti per un effetto naturale. Prima di applicare qualsiasi make up e in particolare il fondotinta uomo, è bene usare un gel detergente viso per la pulizia quotidiana della pelle, una crema antirughe idratante e una crema contorno occhi. Senza dimenticare di tenere anche in ordine la barba.

Dopo questi passaggi essenziali, si può passare all’applicazione del fondotinta. C’è chi preferisce la BB cream, ossia una crema colorata leggera e idratante più semplice da applicare. Il fondotinta copre maggiormente le discromie del viso e le piccole imperfezioni, rende la pelle bella e luminosa e ha un effetto anti-age.

Si può applicare con i polpastrelli e spalmarlo come una qualsiasi crema o usare un pennello specifico. Inoltre il fondotinta è solitamente a lunga durata, no transfer e con protezione solare inclusa. Disponibile in decine di tonalità diverse, è importante scegliere la tonalità giusta per la propria pelle per evitare l’effetto mascherone finto. Meglio radersi prima di applicarlo ed evitare la zona occhi.

Cardigan sotto la giacca: sì o no? 4 regole di stile

Ci sono indumenti che non passano mai di moda, ma che si trasformano, adattandosi ai gusti del tempo, e che resistono a qualsiasi moda passeggera. Uno di questi è sicuramente il cardigan. Per capire come indossarlo sotto la giacca, è bene scoprire prima le caratteristiche di questo modello intramontabile.

Come indossare il cardigan

Il cardigan è un indumento camaleontico. Simile a un maglione, ma con un’apertura frontale come quella di una giacca, il cardigan non ha un colore iconico, come il beige per il trench, né un tessuto particolare. Ed è proprio questa la sua forza: si adatta a qualsiasi tipo di stile ed è unisex

Il secondo punto di forza di questo indumento è che si può indossare in qualsiasi stagione. In inverno come sotto giacca, prestando attenzione agli abbinamenti di colore e ai tessuti, in estate nelle sere fresche e nelle mezze stagioni per salvare l’outfit quando non sappiamo come vestirci.

4 regole di stile per indossare il cardigan in modo corretto

Ecco 4 regole di stile per indossare il cardigan come sotto giacca:

  • se è troppo aderente, è la taglia sbagliata. Il cardigan perfetto è morbido e non fascia le forme. Non deve essere neppure lungo o largo. Per capire la misura basta fare attenzione alla cucitura delle spalle e per la lunghezza deve coprire la cintura, ma non andare oltre le tasche dei pantaloni.
  • il colore è importante. Se gli abbinamenti non sono il vostro forte, scegliete uno a tinta unita e colori come beige per la donna e blu, grigio, marrone, bordeaux per l’uomo. Sono molto utilizzate anche le fantasie come scacchi e rombi. In questo caso la camicia sottostante badate bene che sia a tinta unita e lo stesso vale per la giacca.
  • il cardigan ideale ha i bottoni, ma per un look più casual c’è la versione con cerniera. Per un look da vero dandy, basta abbinare il cardigan come sotto la giacca a pantaloni dal taglio sartoriale, stivaletti in pelle e camicia. Il tocco in più è una sciarpa in cashmere da indossare aperta, senza girarla intorno al collo.
  • Bottoni e cerniera in questo caso i bottoni sono simbolo di eleganza e quindi in caso di un incontro formale optate per un cardigan con bottoni, un cardigan con cerniera è invece ideale nel tempo libero per un abbigliamento pratico e casual.

Cucina fusion: 3 ristoranti a Roma da provare

L’amore per la cucina fusion è in costante crescita anche nella bella capitale italiana- Roma-  I piatti nipponici ben si prestano alla contaminazione culinaria: dal Perù alle Hawaii, dalla Francia al Brasile..

Vediamo cos’è la cucina fusion e i ristoranti che troviamo a Roma.

Cos’è la cucina fusion

Il termine stesso indicata fusione, quindi facile capire che cucina fusion sta ad indicare la fusione di diversi ingredienti nella creazione del piatto, ma in particolare questo tipo di cucina unisce, gli ingredienti che arrivano da diverse tradizioni culinarie. La realizzazione è quindi quella di un prodotto culinario moderno e dal sapore unico.

Un esempio può essere l’unione di ingredienti della cucina francese, italiana e giapponese per realizzare un primo o un secondo piatto che soddisfi i palati più esigenti.

Nel senso pieno del termine con cucina fusion si intende quel tipo di cucina che sposa ingredienti ed elementi provenienti da diverse tradizioni culinarie per dar vita a qualcosa di nuovo, di moderno e globalizzato.

Roma: 3 locali con cucina fusion

Ecco 3 ristoranti con cucina fusione da provare a Roma per gli amanti di questo tipo di prelibatezza culinaria:

Coropuna

In via di Pietralata c’è Coropuna, un ristorante nikkei, ossia che tratta cucina nippo-peruviana. Nel menù si trovano patate dolci, buns di granchio o maiale e uramaki con olio alla menta o latte di cocco, accompagnati da mandarino cinese e Aji amarillo (un peperoncino peruviano con note di zenzero). Da provare le ceviche, ossia piatti a base di pesce crudo marinato nel lime con spezie e i tiradito, ossia il sashimi peruviano con spigola e leche de tigre.

Le Asiatique

Ben 300 mq e 100 coperti per questo locale nato dall’idea di Michelle Sermoneta e Stefano Calò. Il menù fonde Oriente ed Occidente: speck d’anatra affumicato con tartufo, i gyoza di foie gras con pecorino di Pienza, ceviche di orata marinata con cipolla rossa di Tropea. Anche il sushi incontra i sapori nostrani come uramaki con pomodori secchi di San Marzano o con gorgonzola e pera glassata. Disponibile anche una carta dei tè e menù pranzo in scatola monopasto giapponese.

Mahalo

In via Flaminia c’è un locale nippo-hawaiano firmato dallo chef Augustina Clara Mazzetti. L’ambiente ricorda i colori delle isole hawaiane, l’oceano e la cucina è a vista. Il piatto forte del menù sono le poke, a base di pesce crudo marinato in olio di sesamo con frutta esotica, avocado e verdura fresca. A tema “Pacifico” sono i rolls, con gamberi in panatura di cocco e farcito con mango e banana e le chips di taro (patate tropicali delle isole hawaiane). Imperdibile è anche la zuppa di gamberi alla tahitiana con rum e cocco.

Bar famosi a San Francisco

San Francisco è una città dalla vivace vita notturna. Ci sono tanti bar dove bere un drink fino a tarda notte, ma anche dove fare un’ottima colazione. Se vi trovate in questa splendida città per dovere/lavoro o per piacere dovete andare almeno una volta in uno di questi locali a degustare un’ottima colazione o un cocktails.

Ecco quali sono i bar famosi di San Francisco da non perdere.

8 bar famosi a San Francisco

Mama’s è uno di questi. Situato al 1701 St. Street, apre dalle 8 di mattina alle 3 del pomeriggio ed è quindi il luogo ideale per fare una golosa colazione, per chi desidera i veri pancakes americani ai frutti di bosco e sciroppo d’acero.

Cafe Du Nord a Castro, invece, è un bar situato al 2170 Market Street, e sta lì da prima del Proibizionismo. Si tratta di uno dei luoghi storici più amati in città dove sorseggiare cocktail al ritmo di musica dal vivo.

A Chinatown c’è Far East Cafè, al 631 Grant Street. Si respira aria di un’epoca ormai passata. Accanto a un bel drink, si gusta cucina cantonese e cinese.

Aub Zam Zam è un pezzo di storia a San Francisco, divenuto famoso per l’approccio antipatico del padrone di casa che cacciava letteralmente chi ordinava drink che non erano di suo gradimento.

The Bus Stop” è un bar famoso storico che ha visto la sua gloria nei mitici anni’60. Oggi è una meta più turistica che altro.

 Al 2301 Folsom Street c’è un locale del 1906 che era attivo anche durante il proibizionismo: “The Homestead”. Interni d’epoca e cocktail squisiti lo rendono un bar molto noto ancora oggi.

A Nob Hill c’è il “Tonga Room & Hurricane Bar” che risale al 1945 ed è famoso per il suo aspetto kitch e per la sua cucina.

“House of Shields” invece è un bar aperto nel 1944 come club solo per uomini (le donne furono accettate solo a partire dal 1976). Si tratta di un altro bar storico di San Francisco che merita una visita.

Infine consigliamo il “Vesuvio Cafe” al 255 Colombus Avenue, che era nei decenni passati luogo di ritrovo per hippies e per gli amanti del jazz.

7 curiosità su Harvey Specter di Suits

L’uomo ideale, quello che tutte noi vorremmo avere al nostro fianco esiste? Chiedetelo alle fan di Suits, la famosa serie TV americana ormai giunta alla settima stagione.

Harvey Specter è l’uomo più desiderato del momento. Elegante (adora gli abiti di Tom Ford), sicuro di sé e delle sue risorse, brillante, talentuoso, carismatico ma anche arrogante, cinico, arrivista, e maniacalmente ossessionato alla cura della sua immagine. Ma è la sua personalità che attrae in modo irresistibile.

Harvey è un uomo istintivo, molto colto (è laureato ad Harvard), sensibile e altruista. Il protagonista di Suits è impersonato dal bell’attore Gabriel Macht.

Oggi vi sveliamo 5 curiosità che non sapete del vostro avvocato del cuore. Siete curiose?

7 cose che non sai sull’attore di Suits

Gabriel Macht interpreta Harvey, il classico uomo d’affari di New York, l’avvocato affamato di successo e bramoso di potere. Lui è il fulcro della serie, il cui nome Suits si riferisce proprio agli abiti di alta sartoria che lui ama indossare.

Nel corso delle stagioni si è svelata la sua più grande paura, ossia la solitudine, l’essere abbandonato dalle persone che ama e la sua corazza è stata violata. Harvey infatti riversa nel lavoro tutti gli insuccessi della vita privata.

Ecco 7 curiosità su Gabriel Macht:

  1. Il suo mentore è John Travolta.
  2. Ha un profilo Instagram seguitissimo con oltre 2,5 milioni di followers, dove pubblica diverse cose su di sé, ma lo usa anche per farsi auto romoziuone.
  3. Al contrario del personaggio di Suits, Gabriel è sposato e ha 2 figli ed è molto legato alla famiglia.La moglie è Jacinda Barrett.
  4. Con la collega Sarah Rafferty è molto amico, già da prima di Suits, fin dal 1993.
  5. Vorrebbe che la serie TV fosse girata a New York. Suits, pur essendo ambientata nella Grande Mela, viene girata a Toronto, perché la location è più economica per la produzione. Gabriel ama New York, essendo la sua città natale.
  6. Gabriel Macht è vegetariano dal 2008 e ha dichiarato che da quando lo è si sente molto meglio.
  7. E’ nato a New York il 22 gennaio del 1972 ed è alto 183 centimetri.

Reflusso gastrico: come curarlo naturalmente e che cibi evitare

Il reflusso gastrico (o reflusso gastroesofageo) è un disturbo molto comune che può interessare persone di qualsiasi età. In molti per contrastarlo si affidano alla Farmacia per combattere il bruciore alla bocca dello stomaco, ma in realtà la prima cosa da fare è modificare il proprio stile di vita.

Alimentazione, sonno e fumo sono tutti fattori che influiscono sul reflusso gastrico. Alcuni cibi come i fritti, il cioccolato, gli alimenti piccanti, il caffè, il latte intero, le cipolle, i formaggi a pasta molle, gli alcolici e la menta, andrebbero evitati. Altri invece come gli agrumi e i pomodori nonché le bibite gassate andrebbero limitati perché aumentano l’acidità gastrica.

Alcuni accorgimenti possono limitare i problemi, ecco alcuni rimedi naturali per combattere il reflusso gastrico.

Rimedi naturali per il reflusso gastrico

Buona abitudine deve essere andare a dormire non prima di 3 ore dalla cena e non mangiare porzioni abbondanti che potrebbero causare risvegli e insonnia. In generale non bisogna mai sdraiarsi dopo aver mangiato neanche sul divano, ma restare in posizione seduta.

I sintomi con cui si manifesta il reflusso gastrico sono:

  • nausea
  • rigurgito acido
  • dolore toracico non cardiaco
  • bruciore retrosternale
  • sensazione di nodo alla gola
  • raucedine
  • mal di gola
  • gengivite
  • alitosi
  • tosse stizzosa
  • difficoltà di deglutizione

Si possono usare alcuni rimedi naturali per contrastare il reflusso gastrico fra cui: l’altea comune e la malva, ma anche la piantaggine. Piante officinali indicate per lenire i sintomi di questo disturbo. Si possono preparare infusi da bere, ma in ogni caso meglio consultare un medico di fiducia prima di assumerli.

Consigliati sono anche il gemmoderivato di fico e i frutti di mirtillo. Il primo ha un’azione disinfiammante e calma l’iperacidità e allevia i bruciori di stomaco. Il secondo ha un’azione protettiva e cicatrizzante dello stomaco. Per il mirtillo si può bere un bicchiere di succo 3 volte al giorno oppure 300 mg di estratto secco in pillole per 3 volte al giorno. Il fico invece va assunto sotto forma di macerato glicerico, 30 gocce in un dito d’acqua dopo i pasti 3 volte al giorno.

Attrici danesi famose nel mondo: 5 nomi da ricordare

Quando si parla di attrici spesso la mente vola verso gli Stati Uniti e la magica Hollywood ma vi sono attrici danesi degne di nota. Si perché la Danimarca non ha solo una bellissima città come Copenhagen, ma anche attrici che ne portano alta la bandiera di questo paese scandinavo in giro per il mondo.

Ecco i nomi delle 5 attrici danesi famose nel mondo.

5 attrici danesi famose nel mondo

Connie Inge-Lise Nielsen

Questa bella attrice e modella è nata a Frederikshavn nel luglio del 1965. Apparsa nel film italiano “Vacanze di Natale ‘91”, è nota però al grande pubblico per il suo ruolo seducente di Cristabella Andreoli ne “L’avvocato del diavolo”, al fianco di Al Pacino e Keanu Reeves, e per il ruolo della principessa Lucilla nel film Oscar “Il gladiatore” di Ridley Scott.

Brigitte Nielsen

Una delle super icone degli anni Ottanta, Brigitte è un’attrice, modella e conduttrice danese. Conosciuta per il suo fisico statuario (185 cm), è stata un sex symbol per un’intera generazione. Inizio subito dopo gli studi come modella possedendo tutti i canoni richiesti al tempo per entrare a lavorare come modelle. Fu poi notata da Dino De Laurentiis e portata in Italia. La carriera come attrice la vede recitare in particolare  in “Yado” con Shwarzenegger e poi in “Rocky IV” e “Cobra” con Sylvester Stallone. Qui i due attori si innamorano e solo dopo 9 mesi di fidanzamento si sposano, il matrimonio dura poco meno di due anni e come per il matrimonio anche la separazione fu ricca di scandali e clamore. Al fianco di Eddie Murphy recitò invece in “Beverly Hills Cop II”.

Sidse Babett Knudsen 

Questa attrice danese classe 1968, ha vinto il Premio César per la miglior attrice non protagonista nel film “La corte”. Ha recitato anche in “Inferno” e “Aspettando il re”.

Rie Rasmussen

Questa modella, attrice, regista e fotografa danese classe 1978, ha vissuto in California. Fu notata a New York e lì iniziò la sua carriera come top model internazionale. Come attrice esordisce in “Femme fatale” di Brian De Palma. Nel 2009 è uscito il film “Human Zoo” che la vede sia attrice che regista.

Ghita Norby

Figlia di un cantante lirico e una pianista, è stata sposata 5 volte. Nella sua carriera come attrice ha recitato in numerose pellicole tra cui: “Oskar”, “Amour”, “Il misantropo”, “La vita di Gauguin”, “The Kingdom 2” e “L’eredità”.

Bar di tendenza: 6 indirizzi a New York

La Grande Mela è una città che non vi deluderà mai. C’è davvero l’imbarazzo della scelta in tema di locali. Oggi però vogliamo proporvi solo quelli più trendy, originali, famosi e diversi dal solito. Come per lo shopping, anche per i bar la “Città che non dorme mai” saprà stupirvi! Siete curiosi di conoscere i bar di tendenza di New York? Ecco la nostra selezione dei 6 più trendy.

6 bar di tendenza a New York

Boom Boom Boom

Situato nel quartiere più mondaiolo della città, questo luogo merita sia per i cocktail strepitosi e la buona musica sia per la favolosa vista sull’High Line e sul fiume Hudson. Questo locale chic e glamour è collocato al 18esimo piano dello Standard Hotel del Meatpacking District.

Apotheke Cocktail Bar

Davvero insolito questo bar nel cuore di Chinatown al 9 Doyers Street. I baristi come divisa indossano un camice bianco e servono cocktail da dietro un vecchio bancone da farmacia.

Beauty Bar

Siete amanti dei saloni beauty? Questo è il posto giusto per voi. Aperitivo e manicure in un bar super fashion al 231 E 14th Street.

St Cloud a Knickerbocker Hotel

Per chi vuole provare la vera New York, consigliamo un rooftop bar esclusivo come il St Cloud che offre cocktail in stile anni ‘20 e una selezione di vini e liquori di altissima qualità. Aperto anche d’inverno, non c’è obbligo di consumazione.

The Press Lounge a Kimpton Ink48 Hotel

Nel quartiere di Hell’s Kitchen, sulla terrazza del Kimpton Ink48 Hotel, c’è uno dei rooftop bar più esclusivi della Grande Mela. La vista dal 16esimo piano dove è collocato è davvero mozzafiato: lo skyline di Manhattan è semplicemente la cosa più bella del mondo.

La specialità sono i cocktail accompagnati da raffinati stuzzichini. ll costo è piuttosto elevato ma ne vale senz’altro la pena almeno una volta nella vita, in particolare se siete solo di passaggio da New York.

Salon de Ning all’Hotel Penisula

Questo bar si trova al 23esimo piano dell’Hotel Penisula nel cuore della Fifth Avenue a Manhattan. Oltra alla vista spettacolare, a colpire è l’arredamento orientale ispirato alla casa di Madame Ning, una dama dell’alta società di Shangai degli anni’30.

Gel per capelli: come utilizzarlo nel modo corretto

Che abbiate un taglio di capelli medio, lungo o corto, lo styling è sicuramente il passaggio fondamentale per valorizzarlo. Esistono diversi prodotti per capelli da usare: spume, gel, olii e cere, ciascuno con effetti e risultati diversi.

Oggi parleremo del gel per capelli e di come utilizzarlo nel modo corretto.

Che cos’è il gel per capelli

Si tratta di un composto fluido morbido usato per fissare i capelli, ma ha molteplici funzioni. Il gel infatti modella i capelli a seconda dello styling che desiderate ottenere e, in base al tipo di gel (forte, medio, estremo) consente di creare un look scolpito o bagnato o naturale.

Il gel per capelli consente anche di tenere a bada le ciocche ribelli quando i capelli stanno crescendo e sono ingestibili. Sicuramente il gel può essere usato su tutti i tipi di capelli, senza distinzioni, ma è adatto soprattutto a chi ha un taglio corto, cortissimo, e volendo anche medio. Invece è sconsigliato per i capelli lunghi, per i quali è preferibile usare un olio o una schiuma modellante.

Come scegliere il gel per capelli

A seconda del tipo di capelli che avete e dell’effetto che desiderate ottenere, potete scegliere il vostro gel valutando l’intensità e la tenuta.

Potete optare per un gel leggero o spumoso per un look giovanile e disordinato, se detestate i capelli rigidi. Un gel a tenuta media è perfetto per chi desidera i capelli a punta dritti in testa o un bel look bagnato e definito. Infine un gel dalla tenuta estrema è scelto per la prestazione, ossia per chi desidera tenere in ordine i capelli tutto il giorno.

Come si usa il gel

Si prende un po’ di prodotto sul polpastrello e si strofinano le mani tra loro e poi si passano in testa tra i capelli in modo uniforme.

A seconda della lunghezza dei capelli potete variare l’applicazione:

  • se sono corti, potete modellare le ciocche con le dita e creare il look desiderato
  • se sono lunghi, una volta passato il gel nei capelli usate un pettine bagnato

Errori da evitare quando si usa il gel per capelli

Evitate di applicare il gel sui capelli troppo bagnati, sui capelli sporchi o se avete già applicato un altro prodotto per lo styling. Il rischio in questo caso è di far sembrare i capelli sporchi e trasandati.

Perché fare i fanghi è una buona idea

Quando si parla di fanghi si pensa subito ai numerosi benefici in campo cosmetico curativo. Per fango si intende una miscela composta da materiale solido argilloso e una certa quantità di acqua termale.

I trattamenti a base di fango sono sempre più richiesti come cura per inestetismi cutanei quali acne, cellulite, punti neri, smagliature, pelle a buccia d’arancia. Vengono persino consigliati come trattamento per la forfora. 

Sono tanti i medici che consigliano i fanghi anche per le loro proprietà antinfiammatorie in caso di dolori reumatici, articolari, osteoporosi e nevralgia. Per potenziarne l’effetto, è possibile arricchirli con oli essenziali o estratti fitoterapici. Per esempio nel caso di un fango anticellulite, si può aggiungere centella asiatica, ippocastano o edera per migliorare la microcircolazione, favorire il drenaggio dei liquidi ed eliminare le tossine.

Cos’è la fangoterapia

Si tratta di una terapia termale che consiste nell’applicazione di fango termale maturo, direttamente sulla pelle, ad una temperatura tra i 37° e i 38° per 20 minuti circa. Dopo il trattamento, la persona si sottopone a doccia calda e poi si immerge in una vasca termale con acqua alla temperatura di 37° 38° per 10 minuti circa.

Infine c’è il massaggio con oli. Il calore sulla pelle si combina ai benefici dei fanghi per un risultato davvero eccezionale.

Controindicazioni dei fanghi

Nonostante non si tratta di un trattamento medico, i fanghi non sono indicati per tutti. In particolare vanno evitati in caso di gravidanza, epilessia, ulcere emorragiche e artropatie acute.

Se avete dubbi sul loro utilizzo perché soffrite di malattie croniche o disturbi di vario genere, chiedete prima consiglio al vostro medico curante, se vi da l’ok potete prenotare la vostra seduta sempre facendo presente i vostri disturbi.

Perché utilizzare i fanghi

Ogni arma per combattere gli odiosi inestetismi della pelle è lecita. Per qualche tempo i fanghi, complice l’applicazione un po’ laboriosa, sono caduti nel dimenticatoio e si sono preferiti altri prodotti cosmetici meno efficaci.

Ecco 6 buoni motivi per fare i fanghi:

  • potenziano qualsiasi trattamento anticellulite
  • migliorano la grana della pelle (hanno un effetto anche esfoliante e il risultato è una pelle più compatta, ma anche più liscia e luminosa)
  • non interferiscono con il sole (ci si può esporre al sole subito dopo il trattamento)
  • donano leggerezza alle gambe che appaiono più sgonfie
  • ottimo rapporto qualità-prezzo

Infine non va dimenticato che fare i fanghi permette di dedicarsi del tempo per sé, rilassarsi e rigenerarsi anche mentalmente non solo fisicamente.

Le più belle spa italiane: 5 indirizzi da ricordare

Come allontanare stress, stanchezza e preoccupazioni? Il modo migliore è concedersi un bel break rilassante in una spa. Poche ore o un intero weekend in una delle migliori spa italiane bastano per sentirsi completamente rinati, rigeneranti e nuovamente carichi di energie e buoni propositi.

Massaggi orientali, percorsi rigeneranti, musica rilassante, atmosfera intima e accogliente: tutto rende le spa un luogo ideale di relax e benessere. Sauna, bagno turco, aromaterapia, piscina termale, fanghi: chi non pensa di meritare un’esperienza sensoriale di benessere? Ecco le migliori spa italiane che vi consigliamo.

5 SPA italiane fra le più belle

Vair, Borgo Egnazia

In dialetto pugliese “vair” significa “vero, autentico” e questo luogo di benessere, infatti, consente di coniugare il benessere di mente, corpo e spirito nel cuore della Puglia. I trattamenti sono tutti ispirati alla psicosomatica e alla naturopatia. Resterete incantati dalla terapia dell’acqua, della musica e degli aromi.

Bauer Palladio, Venezia

Un luogo storico oggi divenuto un luogo di benessere di prima qualità. In un ex convento del ‘700 sull’isola di Giudecca, di fronte Piazza San Marco, si trovano le terme di Bauer Palladio per coccolare mente e corpo. Un santuario di tranquillità e pace per rimettersi in sesto con vasche di vapore, massaggi, idromassaggio, hammam e vista mozzafiato sulla basilica.

Spa Tiberio, Capri

L’isola più bella del mondo è un luogo ideale per rigenerare mente e corpo e concedersi un momento di benessere. La SPA del Tiberio Palace è un centro di trattamenti benessere con sauna finlandese, bagno di vapore, frigidario e docce sensoriali (connettiva, emozionale, scozzese, e quella dei getti). Importanti anche i trattamenti viso con infusi di vitamine e minerali marini e i massaggi svedese e shiatsu.

Casta Diva, Blevio Como

A Villa Roccabruna, sul ramo del lago di Como celebre per il Manzoni, c’è il nucleo del Casta Diva Resort. Le ville e le suite con vista lago e il centro benessere sono tra i più particolari d’Italia. I rituali a base di cellule staminali vegetali e l’ambiente che ricorda un vecchio battello a vapore meritano una visita.

Kami Spa Avignonesi, Roma

Indimenticabile è il massaggio “Balinese Palm Message”, un rituale balinese fatto con il palmo delle mani con l’olio extravergine di cocco. Questa Spa nel cuore di Roma evoca il fascino dell’Asia con la sua grande vasca onsen e i bagni turchi, ma anche i massaggi fatti dallo staff buddhista.

Doccia fredda: perché ne stanno parlando tutti

La doccia fredda è importante per avere una buona salute, un animo sereno e un corpo giovane e tonico, perché? Cosa succede quando il nostro corpo entra in contatto con il getto di acqua fredda?

Lo Ishnaan è il termine con cui si indica una forma di idroterapia nata in Oriente e che consiste nella la doccia fredda come beneficio del corpo e dell’anima. Nasce dall’unione di due parole: ISH “malattia” e NAAN “non esiste”.

La doccia fredda favorisce il ricambio sanguigno, poiché il tocco freddo sulla pelle costringe il cuore a raggiungere i capillari più esterni nel tentativo di riscaldare il corpo. Il risultato è una pelle più tonica di un colorito migliore, un alleviamento delle tensioni e dello stress e un’iniezione di giovinezza.

Come si pratica lo Ishnaan

Si tratta di una pratica molto sofisticata e precisa che consiste nel fare una doccia fredda, ma seguendo precisi movimenti. Con il getto d’acqua fredda sulla parte superiore del braccio massaggiando si agisce sullo stomaco. Anche lo spazio tra il gomito e il polso influenza il tratto digestivo. Il polso corrisponde al fegato e le punta delle dita al cervello.

I benefici della doccia fredda

Tantissimi sono i benefici dell’acqua fredda, al punto che andrebbe fatta sempre non solo d’estate per rinfrescarsi, ma anche nella stagione invernale. Si solo al pensiero molti sentiranno già freddo e penseranno che sia una pazzia, ma una volta che avrete letto i benefici della doccia fredda forse cambierete idea.

I benefici della doccia fredda sono:

  • mantiene la pelle luminosa, tonica e bella
  • aiuta a mantenersi giovani
  • migliora la circolazione sanguigna
  • allevia la depressione, l’ansia, lo stress e i malesseri mentali
  • migliora la qualità del sonno
  • favorisce il coraggio
  • aumenta le energie e la forza di volontà
  • rinforza il sistema nervoso
  • disintossica il corpo ma anche la mente
  • migliora il sistema immunitario
  • previene la menopausa precoce
  • contrasta la cellulite
  • favorisce la perdita di peso e velocizza il metabolismo
  • mantiene i capelli forti e sani
  • regola la temperatura corporea
  • migliora la respirazione
  • aumenta la produzione ormonale (sono utili per gli uomini che vogliono migliorare la propria fertilità)

Se si vuole favorire ancor più la circolazione si può puntare sulla doccia di contrasto, ossia alternando acqua calda e fredda durante la doccia e favorendo il processo di “vasocostrizione e vasodilatazione”.

I parchi più belli di Tokyo: itinerario nella natura

Tokyo non è solo la città dei grattacieli, dell’incrocio di Shibuya (il più trafficato al mondo), dei giardini zen, dei manga e dei negozi di videogiochi. Tokyo è anche la città dei parchi, quelli in cui sdraiarsi a sognare o a mangiare un bento box. Il periodo migliore per visitare la capitale del Giappone è quello della fioritura dei ciliegi (Hanami), ossia ad Aprile. Si tratta di uno spettacolo di pura emozione che rimarrà per sempre nei vostri cuori.

7 parchi più belli di Tokyo da vedere

Ginza

Un parco enorme, rigoglioso, curatissimo e bellissimo, dove passeggiare o fare pausa pranzo. Pagode, laghetti e alberi di ciliegio in fiore rendono questo luogo un incanto.

Maronouchi- Giardini orientali del Palazzo Imperiale

Il più importante parco del Palazzo Imperiale, non è a pagamento ed è super curato. Ci sono delle costruzioni antiche quali i resti di una prigione sotterranea, delle torri e un castello mai finito.

Shinjuku Goyen

Forse è il più bel parco di tutta Tokyo. Lo spettacolo della fioritura degli alberi di ciliegio è meraviglioso. Altrettanto bella è la fioritura dei crisantemi. Impossibile non restarne incantati. Si tratta di un parco a pagamento e chiude tutti i giorni alle 17.

Ueno Koen

Non è un vero e proprio parco, ma merita sicuramente una visita. Un bel laghetto che si può visitare a bordo di un pedalò a forma di cigno e che nel periodo dell’Hanami diventa un tappeto di petali rosa di ciliegio. I viali sembrano come quelli dei manga giapponesi: una bellezza da togliere il fiato. L’ideale è fare una bella passeggiata, contemplando le meraviglie della natura e fermarsi sotto un albero di ciliegio a mangiare un bento box o dell’ottimo street food.

Santuario di Meiji e Parco di Yoyogi

Questo santuario shintoista merita una visita per il suo meraviglioso giardino. Tanti sentieri, prati, percorsi ciclabili lo rendono una meta giovanile super amata.

Koishikawa Korakuen

Questa incantevole zona verde si trova a nord del Palazzo Imperiale. Bellissimo lo stagno, l’isoletta, il piccolo fiume. Tutto ricorda un tipico giardino da passeggio giapponese.

Valle Todoroki

Valle Todoroki è una vera oasi di pace, qui ci si immerge nella natura, si passeggia ascoltando i bellissimi rumori della natura e ci si lascia inebriare dai profumi dei fiori quando in fiore. Il fiume è attraversato da ponticelli e vi sono statue che decorano il parco in modo suggestivo con cascate.

Passeggiando in questo parco vi sono da ammirare diversi tesori di valore culturale e storico come monumenti e templi, un santuario e il tradizionale giardino giapponese.

Valle Todoroki è uno dei 100 posti più belli di Setagaya e amato dai turisti di tutto il mondo.

Orologi da uomo per mostrare il proprio stile

L’orologio è un emblema di stile e un oggetto di desiderio per molti uomini. Per coloro che apprezzano il “galateo” abbinare l’orologio all’abito è fondamentale.

Ovviamente si è liberi di indossare il proprio orologio preferito con qualsiasi tipo di abbigliamento a proprio piacimento. L’orologio è un accessorio da sfoggiare con classe e determinazione e come tale deve abbellire il look senza però dominarlo o rovinarlo.

Come abbinare un orologio a un outfit

Abbinare l’orologio all’abbigliamento non è affatto complicato, basta solo prestare attenzione ai dettagli.

Il primo consiglio è quello di abbinare i metalli fra loro: oro con oro, argento con argento e così via. Basta notare gli elementi metallici del tuo outfit (anelli, gemelli, fibbie della cintura) e abbinarli all’orologio.

A seguire presta attenzione al cinturino. Un cinturino in pelle deve abbinarsi ad altri accessori in pelle nel tuo look come le scarpe o la cintura. Altrettanta attenzione meritano le scarpe. Se sono eleganti e classiche, vanno abbinate a un orologio formale, se sono da ginnastica e casual possono essere abbinate a un orologio sportivo.

Un’altro aspetto da considerare è il quadrante dell’orologio. Se è di colore chiaro, è più adatto a un outfit diurno, se è di colore nero, marrone, kaki o grigio è perfetto per un abbigliamento serale.

Infine vi è la forma del quadrante qui la scelta è molto personale rotondo, quadrato, rettangolare?! Dipende molto dalla grandezza del proprio polso. Senz’altro il rotondo è molto più armonioso.

Su quale polso va indossato l’orologio?

Ognuno ha le sue preferenze e il suo stile. Come regola andrebbe indossato sulla mano meno dominante, ossia la sinistra. La mano dominante viene usata per tutte le attività e quindi sull’altra va l’orologio per guardare l’ora. Secondo il galateo, l’orologio non dovrebbe mai uscire da sotto il polsino della camicia quando sei in piedi, ma dovrebbe mostrarsi solo quando il braccio è piegato.

Dress watch- orologio elegante

Quando si indossa un orologio elegante? Se vuoi avere un solo orologio, meglio scegliere uno da sera ed elegante e abbinarlo anche al jeans oltre che all’abito da ufficio e usarlo per riunioni formali, eventi, colloqui e feste.

Field watch- orologio militare

Sono quegli orologi progettati per resistere a tutte le condizioni estreme e quindi sono duri e resistenti e leggibili di notte. Hanno lancette luminose, quadrante grande, numerazione bianca e sono di grandi dimensioni. Ideali per chi fa sport e ama ad esempio stare all’aria aperta anche di notte come fare campeggio.

Professione Naso: come diventare un esperto di profumi

La professione naso, meglio nota come maitre parfumeur o profumiere, indica quella persona che realizza i profumi e li firma, ma di cui quasi mai conosciamo il nome. Ciò avviene perché i maestri profumieri lavorano con realtà specializzate nella creazione dei profumi e non per i brand. Poco nota al grande pubblico, in verità si tratta di una professione molto ricercata.

Di cosa si occupa un professionista del naso?

Si tratta di un lavoro molto particolare. Il profumo è un potente strumento di comunicazione. Esso deve trasmettere le caratteristiche e i valori del brand che lo mette in vendita, ma deve incontrare anche i gusti del target del pubblico di riferimento: uomo, donna, bambino. Tenere in considerazione oltre al sesso a cui si rivolge anche l’età. Non sempre a 50 anni si usa ancora il profumo che si usava a 20 anni.

Il profumiere traduce un’idea, un’ispirazione in una creazione profumata. Carta e penna alla mano segna la formula che ha in mente, poi cerca di realizzare in laboratorio. Essenziale è la ricerca appassionata delle materie prime (naturali o chimiche) e delle essenze provenienti da tutto il mondo.

Quando nasce la professione naso?

Il maestro profumiere è un mestiere molto antico che vede le sue origini addirittura nell’Antico Egitto. È risaputo che i Faraoni avevano un loro profumo sacro: il celebre Kyphy. Nei secoli il mestiere è passato attraverso laboratori, alambicchi ed esperimenti alchemici fino all’epoca odierna.

Professione naso: talento naturale o percorso formativo?

Un aspirante maestro profumiere deve essere dotato di creatività e di una buona memoria olfattiva. Si perché è fondamentale che possamemorizzare ben 3000 sentori contro i 1000 di noi comuni mortali, se così vogliamo chiamarci.

Non solo un “professione naso” deve essere anche in grado di memorizzare gli odori e distinguere le note di testa, le note di cuore e quelle di fondo.

È evidente che profumieri si nasce, ma non è detto che non lo si possa diventare. Per formarsi servono anni di esperienza e un percorso specifico. Il maestro profumiere deve possedere una particolare sensibilità, un grande bagaglio artistico e tanta volontà che consente di trasformare le esperienze in creazioni profumate.

Vi abbiamo convinto ad intraprendere questo percorso e chissà domani essere i nuovi profumieri di un grande Brand?!

8 spiagge dove fare surf in Europa

Se siete degli appassionati surfisti sempre alla ricerca dell’onda perfetta, sarete curiosi di scoprire le migliori spiagge europee dove fare surf. Certo quando si pensa al surf, tutti immaginiamo le favolose coste australiane, o magari quelle californiane, rese famosi dai telefilm americani. Non è necessario però andare così lontano per fare surf, poiché anche in Europa esistono fantastiche spiagge, come quelle della Spagna, dell’Irlanda e del Portogallo, da scegliere come destinazione. Siete curiosi?

Spiaggia di Sotavento (Fuerteventura), Spagna

I venti qui non smettono mai di soffiare e le onde sempre presenti l’hanno resa un paradiso per i surfisti. Si può andare tutto l’anno ed è adatta anche ai principianti.

Spiaggia di Mundaka (Vizcaya), Spagna

Essendo collocata nella Riserva della Biosfera di Urdabai, questa favolosa spiaggia lunga 90 m e larga 100, è poco urbanizzata ed è ideale per gli amanti della natura incontaminata. L’onda di Mundaka è considerata una delle migliori d’Europa: arriva quasi a 400 metri di lunghezza. Consigliata per gli esperti di surf come destinazione, è preferibile non andare in estate.

Spiaggia di Los Lances (Tarifa), Spagna

Questa spiaggia di sabbia finissima bianca, rinomata per la sua bellezza, è un’attrazione per i turisti di tutto il mondo. Adatta agli esperti, questa meta è consigliata tutta l’anno per il surf, eccetto d’estate.

Spiaggia di La Gravière (Hossegor), Francia

Famosa per le sue onde e i venti potenti, è un must per i surfist esperti e che amano le spiagge poco urbanizzate e che vogliono starsene lontani dalla folla.

Spiaggia di La Palue (Isola di Crozon), Bretagna

Surfabile solo con l’alta marea, è caratterizzata da onde lunghe e potenti ed è consigliata come meta per surfisti esperti tutto l’anno.

Spiaggia di Lafiténia (Saint-Jean-de-Luz), Francia

Una bellissima spiaggia selvaggia dove fare surf tutto l’anno, anche d’inverno, e magari anche campeggio. Adatta anche ai surfisti principianti.

Spiaggia di Bundoran, Irlanda

La migliore spiaggia d’Irlanda per gli appassionati di surf di tutti i livelli. Anche la zona circostante (un pittoresco villaggio di pescatori) è da esplorare.

Spiaggia di Easkey, Irlanda

Un’atmosfera rilassante e tranquilla caratterizza questa spiaggia dove è possibile fare surf tutto l’anno. Adatta anche a principianti.

8 posti da visitare nella Francia del Sud

La maggior parte dei visitatori afferma che i paesini più belli sono nel Sud della Francia. Tante sono le città famose che meritano una visita poiché sono veri gioielli di arte, architettura e archeologia, ma anche mete gastronomiche interessanti.

Scopriamo insieme quali sono le 7 mete imperdibili da visitare nella Francia del Sud.

8 luoghi da vedere nel sud della Francia

Nimes

Una città storica ricca di fascino è Nimes. Vi consigliamo di visitare la Cattedrale di Notre Dame nel centro cittadino, i Giardini della Fontana e la Maison Carrée, un antico tempio romano perfettamente conservato.

Montpellier

Un luogo dove è semplice trovare edifici ricchi di fascino ad ogni angolo. In centro c’è la celebre Place de la Comédie con l’Opéra Comédie e la Fontana delle Tre Grazie. Degni di una visita sono anche la Cattedrale di San Pietro, l’acquedotto di San Clemente e Porte du Peyrou.

Nizza

Vista la sua posizione, qui la principale attrattiva è il mare e i meravigliosi panorami al tramonto di cui consigliamo di godere dalla favolosa collina di Chateau. Non dimenticate una bella passeggiata per Piazza Massena.

Carcassone

Una delle città medievali più grandi d’Europa. Qui, tra antichi edifici, vicoli, castelli e fortezze, è facile fantasticare sul passato.

Arles

Questo pittoresco paesino è noto per il suo Anfiteatro e per il Teatro Romano. Degno di una visita è anche lo Spazio Van Gogh dove poter ammirare tante opere del celebre pittore.

Avignone

Sicuramente avrete sentito parlare di questa cittadina leggendo i libri di storia. Avignone è uno scrigno di gioielli architettonici come il famoso Palazzo dei Papi, in stile gotico.

Aix-en-Provence

I turisti visitano questa cittadina non per i suoi gioielli architettonici, ma principalmente per i suoi campi di lavanda, bellissimi e straordinariamente profumati. Tra metà giugno e la fine di agosto la Provenza si tinge di lilla. Uno spettacolo imperdibile!

Gordes

Gordes è definito fra i più bei villaggi presenti in Francia. Si trova arroccato su di una collina nel parco di Luberon. Caratterizzato da case con tetti in terracotta e facciate in pietra. Si trova anche un castello del IX secolo e il Museo etnografico de Les Bories.

Lavare barba: come lavarla in maniera corretta

Quando un uomo decide di farsi crescere la barba, è importante che sappia fin da subito come curarla, ma soprattutto che abitudini adottare per avere un risultato soddisfacente. Lavare la barba è sicuramente una pratica che rientra nella routine quotidiana.

Mano a mano che cresce, la barba tende a diventare terreno fertile per batteri e a catturare microparticelle di polvere e polline. Per non parlare dei caldi mesi estivi, quando il sudore complica le cose. 

Il lavaggio quotidiano è essenziale per prevenire problematiche come prurito e forfora. Bisogna usare prodotti specifici, formulati proprio per lavare la barba. Devono essere delicati, ma devono anche ammorbidire, districare ed idratare. Non bisogna mai usare i normali shampoo o bagnoschiuma perché sono prodotti molto aggressivi e quindi irritanti.

Scopriamo insieme step by step come lavare la barba correttamente.

Come si lava la barba? Vediamolo in 4 step

Bisogna in primis bagnare la barba con acqua alla giusta temperatura: deve essere tiepida, né troppo calda che danneggia i peli, né fredda che chiude i pori.

Il secondo step è il sapone da applicare in piccola quantità sulla barba, massaggiando delicatamente con movimenti circolari usando la punta delle dita.

Il terzo step è il risciacquo che deve avvenire sempre con acqua tiepida. È importante togliere bene tutti i residui di sapone, andando dall’alto verso il basso.

Dopo la lavatura si passa all’asciugatura. Non è consigliabile usare il phon, meglio un asciugamano. Il phon, infatti, danneggia i peli con la sua alta temperatura. Infine, bisogna passare l’olio per la barba e spazzolare per metterla in ordine.

Un’ultima accortezza è quella di utilizzare una colonia profumata per la barba, ma questo è un dettaglio molto soggettivo.

Ogni quanto lavare la barba?

Sarebbe buona abitudine lavarla quotidianamente, o almeno ogni 2 giorni. La barba si sporca facilmente in particolare se si fa un lavoro a contatto con polvere o altre sostanze come ad esempio cemento. E’ bene tenere alla larga batteri e microbi e prevenire pruriti ed irritazioni, che qualora si verificassero potrebbero anche infiammare la pelle al punto di dover essere costretti a tagliare tutta la barba. Allora si che sarebbe un problema, per chi porta la barba magari da anni e fatica ad abbandonare questo look. L’importante è usare sempre prodotti specifici per la pulizia di barba e cute e farla con costanza!

Viaggi esoterici: 3 luoghi misteriosi in Italia

Sono sempre di più i turisti che scelgono di fare un viaggio esoterico, alla scoperta di luoghi magici e misteriosi in giro per l’Italia. L’importante è che le località prescelte suscitano curiosità, o anche timore o terrore. Chiese sconsacrate, porte dell’Inferno, castelli abitati da fantasmi: infinite sono le opportunità per chi ama l’esoterismo e desidera indagare sugli aspetti nascosti e segreti dei luoghi da visitare.

Scopriamo insieme 3 luoghi misteriosi in Italia che meritano una visita.

3 luoghi per i tuoi viaggi esoterici in Italia

Da nord a sud in Italia vi sono diversi luoghi esoterici degni di nota e da segnare per i tuoi viaggi esoterici, qui ne abbiamo selezionati tre che speriamo ti piacciano.

Cappella San Severo, Napoli

Un principe alchimista maledetto e dedito alle arti oscure, Raimondo di Sangro, Principe di San Severo e Gran Maestro della massoneria napoletana e la sua Cappella nel cuore del centro storico di Napoli, colma di segreti ancora da scoprire. Seconda la leggenda fece uccidere due suoi servi per imbalsamare i corpi e assassinare ben 7 cardinali con le cui ossa e pelle fece realizzare delle sedie.

Un’altra leggenda narra che riuscì a “marmorizzare” attraverso un processo alchemico il velo della famosa scultura nota come “Cristo Velato”. Quando era in punto di morte, si fece tagliare a pezzi da un servo e deporre in una cassa al fine di risorgere, ma la famiglia, che non era al corrente dei suoi malefici, aprì la cassa prima del tempo quando il corpo era ancora in fase di ricomposizione e il principe morì definitivamente lanciando un urlo e dannando le loro anime.

Faraglioni dei Ciclopi di Aci Trezza, Sicilia

La leggenda di questo luogo è raccontata nel nono libro dell’Odissea ed attribuisce l’origine dei Faraglioni all’ira del Ciclope Polifemo, che dopo essere stato accecato da Ulisse, avrebbe lanciato contro l’eroe grandi cime rocciose per impedirne la fuga in mare. I sassi sono appunto i Faraglioni che ancora oggi si ammirano ad Aci Trezza.

Ponte del Diavolo, Lucca

Il Ponte della Maddalena è noto come “Ponte del Diavolo”. La leggenda narra che a costruirlo fu niente meno che Satana in persona. Il muratore incaricato di finire l’opera, stanco del duro lavoro, una notte scese a patti con il Diavolo che gli promise di completarlo in una sola notte in cambio però della prima anima che avrebbe attraversato il ponte medievale. Il Diavolo però fu ingannato: la prima anima che passò fu quella di un cane e non di umano. Ancora oggi il Signore delle Tenebre è in cerca dell’anima che l’ha truffato.

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