Cosa farai dopo il lockdown: Marcello Arena

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Il lockdown dovuto all’emergenza Covid-19 potrebbe durare ancora qualche settimana ma questo non ha impedito ai milanesi di meditare su un futuro positivo e un ritorno alla normalità. Abbiamo selezionato 5 creativi che hanno fatto di Milano la loro casa e a cui abbiamo domandato: Che cosa farai appena potrai uscire? Quali sono le abitudini che più ti mancano?

Un paesaggista, un interior designer, una stylist, un visual artist e un fotografo ci hanno raccontato le loro esperienze in questo delicato momento e la loro voglia di revenge.

Marcello Arena – Fotografo

@marcello_arena

Vivo a Milano da sette anni, mi ricordo ancora il primo quartiere “a sud” in cui abitavo, prima di trasferirmi dall’altra parte, “a nord”.

Posso dire di aver vissuto questa città da tutti i punti di vista, in lungo e in largo.

È una città che mi ha dato tanto, mi ha fatto correre fin dal primo giorno e non mi sarei mai aspettato che da un momento all’altro si fermasse e con lei tutti noi.

Ho bisogno di spazio, di stare all’aperto, di riprendere contatto con la natura e se domani potessi uscire, farei una passeggiata al parco Lambro vicino casa, è uno di quei posti talmente “infiniti” da perdersi.

Mi siederei su una panchina vicino alla cascata che c’è nel parco e ricomincerei a respirare per riprendermi l’aria che mi è stata tolta.

Uno dei quartieri che mi manca è quello di Paolo Sarpi, vorrei fare un brunch da Otto, ordinare i miei piatti preferiti e gioire della spensieratezza che un po’mi sfugge.

Da lì m’incamminerei verso la Galleria Sozzani, in Corso Como, la raggiungerei a piedi per vedere se tutto è cosi come me lo ricordo.

Vorrei vedere una mostra del fotografo David Sims, purtroppo in Italia non lo espongono mai.

Uscendo dalla galleria mi fermerei allo store di 10 Corso Como, ho bisogno di cose belle e di farmi ispirare, un salto al bookstore per comprare compulsivamente riviste e libri, mi piacerebbe trovarne uno di Paolo Roversi che ancora non ho.

Un veloce caffè da un’amica in Cairoli per poi terminare la giornata da Ugo, il mio bar preferito sui navigli e chiederei al cameriere un paio di Hugo con quel sapore di fiori di sambuco e menta, mi ricorda la primavera che forse non c’è ancora stata.

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