Earth Day 2020, 6 artisti raccontano la bellezza della Terra

Mother Earth Day

22 | aprile | 1970

FOTO

La “Giornata della Terra” compie oggi 50 anni, mezzo secolo di amore e di unione con lo scopo comune di salvarla.

Il “Mother Earth Day” nasce il 22 aprile del 1970 a seguito di un enorme disastro ambientale che provocò la morte di 10.000 animali: nel ’69 una piattaforma di trivellazione nel canale di Santa Barbara aveva provocato una fuoriuscita di petrolio, quasi 100.000 barili di greggio riversati nelle acque californiane. Si sentì così il dovere comune di chiamare a raccolta il mondo intero per risvegliare le coscienze e chiedere con urgenza riforme in ambito ambientale.

Tutti scesero in piazza a manifestare e le voci arrivarono all’attivista per la pace John McConnell, al senatore del Winsconsin Gaylord Nelson e allo studente universitario Denis Hayes, il trio che semino’ il terreno dell’Earth Day. In quel lontano 22 aprile 1970, ben 20 milioni di cittadini americani risposero all’appello del senatore democratico Nelson e si mobilitarono in una manifestazione a favore del pianeta; marce dal motto “green”, conferenze dedicate ai temi ambientali, messaggi educativi e formativi di responsabilizzazione; da allora fino ad oggi, il popolo sta dimostrandosi sensibile alla causa.
Ma non basta, ed ora più che mai, chiusi nelle nostre case per aver sfruttato l’ambiente e la natura a nostro unico ed egoista vantaggio (non è forse un monito questa pandemia?), dobbiamo dare dimostrazione di un serio cambiamento comportamentale, e festeggiare la Giornata della Terra in formato digitale.

Altri 192 Paesi nel mondo si coordineranno per l’evento, gli scienziati stanno dandoci degli ultimatum con l’avvertimento che avremo poco più di 10 anni per dimezzare le emissioni ed evitare gli effetti devastanti del cambiamento climatico.

Il nostro paese ha creato un palinsesto eccezionale per la giornata, da Earth Day Italia che andrà in onda su Ray Play dalle 8.00 alle 20.00 del 22 aprile 2020: 12 ore consecutive in cui scienziati, giornalisti, artisti, rappresentanti istituzionali e chiunque vorrà partecipare, si scambieranno consigli e messaggi di speranza e approfondimento in una diretta streaming.

Tutti gli spettatori potranno interagire tramite i social e la piattaforma web (https://onepeopleoneplanet.it) utilizzando gli hashtag della giornata #OnePeopleOnePlanet, #CosaHoImparato, #EarthDay2020, #iocitengo, #VillaggioperlaTerra, #focolaremedia.

In occasione di una così importante manifestazione, noi di Manintown, vicini e attenti al tema di sostenibilità, salvaguardia ambientale e amore per la Terra, abbiamo raccolto una serie di immagini scattate da fotografi e artisti di fama internazionale che hanno raccontato, ciascuno con il proprio stile unico e riconoscibile, il concetto di bellezza e di rapporto uomo/natura. Il progetto fotografico vuole essere uno spazio, una voce, un aiuto, in linea con l’evento mondiale, volto alla sensibilizzazione umana verso la Madre Terra, grembo da cui nasciamo e braccia dentro cui nuotiamo la nostra vita, dono unico, immenso, e prezioso.

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Pietro Lucerni

“Io credo che dalle sofferenze e dalle tragedie umane e personali che il Coronavirus ha provocato, dovremmo trarre insegnamento. Dovremmo (ri)imparare ad ascoltare i segnali che la natura ci manda. Dovremmo prendere coscienza del fatto che siamo ospiti su questo pianeta e che non ne siamo i padroni e che, come dice Papa Bergoglio, “non possiamo stare bene su un pianeta che sta male.” Se coglieremo questa opportunità, allora avremo buone possibilità di ripartire verso un futuro migliore per noi e per il nostro pianeta.

I paesaggi innevati e ghiacciati di Pietro Lucerni sono distese silenziose in cui la natura agisce indisturbata, sono panorami desolati e freddi in attesa che arrivi luce a scaldarli.

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Mariavittoria Backhaus

“La bellezza avrebbe dovuto salvare il mondo e invece il mondo si è fermato. Ma la natura no. Noi siamo immobili e lei va velocissima su una Terra che fiorisce e cresce senza sosta”.
Maria Vittoria Backhaus fa parlare le piante della terra, still life di gambi, boccioli e foglie in bianco e nero, un negativo bellissimo che attende di essere colorato dall’uomo e da esso, salvato.

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Maurizio Galimberti

Fotografo noto per le sue scomposizioni paesaggistiche e di ritratto fatte di Polaroid, Maurizio Galimberti ci porta in città deserte, composte da silenzi e uomini senza testa, dove solo le lenzuola danzano libere. Sembrano i luoghi del Covid-19, desolati ambienti nostalgici frutto della nostra immaginazione, luoghi di ricordi resi ancora più malinconici dall’effetto vintage della fotografia; auto in fiamme che ci allertano del disastro ambientale, immagini sfocate come se stessero per svanire da un momento all’altro.

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Emilio Tini

“La vita e la bellezza non potranno mai prescindere da un reale ascolto sensibile e profondo del mondo che ci circonda”
così descrive le sue immagini Emilio Tini, fotografo di moda che con la figura umana ci lavora quotidianamente.
In questa serie mette in rapporto l’uomo e la natura, in una convivenza armonica e complementare, la natura si mescola al corpo e diventa un prolungamento di un braccio, di una mano. E’ sul volto di una donna che sbocciano i fiori, in un rapporto complesso, naturale e imprescindibile.

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Piero Gemelli

Una linea continua che forma due mondi, quello dell’uomo e della donna, che si uniscono in un infinito bacio. E’ questo il mondo che vorrebbe Piero Gemelli; mondi conosciuti e sconosciuti che abbiano l’intento comune di amarsi e rispettarsi. Nell’immagine forte di un nudo di donna, il cuore di Piero Gemelli è fatto di terra, colei da cui proveniamo.

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Giovanni Gastel

Sono ninfe nate da Madre Natura, sono donne che si vestono di fiori, di foglie, per metà umane e per metà eteree essenze impalpabili portatrici di nobili messaggi. Per Giovanni Gastel, poeta nell’uso dell’immagine, la bellezza è la fusione armonica tra uomo e natura, un sodalizio indissolubile portatore di armonia, forza, e grazia.

A cura di Federico Poletti

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