FACE TO FACE WITH BEN AINSLIE

PHOTOS COURTESY OF LAND ROVER

Inizia ad andare a vela a soli 8 anni, in Cornovaglia, vicino a casa. A 16 è già campione del mondo su Laser Radial e a 19 vince la prima medaglia d’argento olimpica alle Olimpiadi di Atlanta. Quattro anni più tardi, ha realizzato il sogno di ogni sportivo, con l’oro olimpico alle Olimpiadi di Sydney. Un atleta completo e molto concentrato sui propri obiettivi, ma con un savoir-faire tipicamente britannico: Sir Ben Ainslie è uno che va veloce, che sa cosa vuole e al quale piace vincere. D’altronde, l’adrenalina delle regate gli corre nelle vene da sempre dato che suo padre, Roddy, era un velista che ha corso il giro del mondo con la Volvo Ocean Race. Prossima tappa? L’America’s Cup, che si terrà a fine maggio alle Bermuda, per la quale si sta preparando assiduamente con il suo team Land Rover Bar con un solo traguardo: riportare la coppa a casa. Quando è sulla terraferma, guida una Range Rover Sport, ma come i migliori gentleman moderni, ha un Aston Martin in garage per i giorni di svago.

Quando hai cominciato ad amare l’oceano e la vela?
Sono cresciuto in Cornovaglia, nel Sud Ovest dell’Inghilterra, dove il mare e la vela sono parte della vita di tutti i giorni. La prima volta che sono uscito a vela da solo è stata su un Optimist, uno scafo molto piccolo che ricorda un po’ una vasca da bagno, ma è quello con cui tutti i bambini imparano a navigare. Avevo otto anni e mio padre mi ha spinto fuori da solo e la sensazione di sentire l’acqua scorrere sotto la barca, stare da solo, avere il totale controllo e il senso di libertà è stata incredibile. È lì che è nato il mio amore per lo sport e per l’oceano.

Quando non ti alleni o non gareggi, che tipi di sport ti piacciono?
La Formula 1, il golf, il ciclismo e il calcio, ma a essere onesti mi piace guardare qualsiasi sport agonistico.

Com’è una tua giornata normale se non devi allenarti?
Se non abbiamo gli allenamenti mi piace trascorrere del tempo con mia moglie, Georgie, e mia figlia, Bellatrix di 5 mesi, godendomi la casa. Faccio comunque un po’ di allenamento tutti i giorni, ed è più facile quando non siamo in squadra, perché ho più tempo. Mi piace molto anche leggere.

Insieme al tuo team vi state allenando per la prossima Coppa America, quanto è importante e che tipo di sfida è?
Si tratta di una sfida enorme. È ovviamente molto difficile vincere la Coppa, soprattutto al primo tentativo, ma il nostro obiettivo è quello. Significa molto per noi, essendo una squadra britannica: la prima gara si è tenuta intorno all’Isola di Wight nel 1851 e da allora non abbiamo mai più vinto, è questo che ci spinge veramente. Cercare di riportare a casa il trofeo.

Hai mai provato paura quando sei fuori a vela?
Le barche con le quali navighiamo (foiling AC45s e barche America’s Cup Class, ndr.) sono incredibilmente veloci e usarle al massimo delle loro potenzialità significa essere sempre al limite. Sicuramente bisogna essere molto consapevoli dei pericoli e avere molto rispetto per la potenza di queste imbarcazioni. Quando navighi su questo tipo di scafi, sei molto concentrato.

Nel 2013, sei diventato Sir, da allora come fai a mantenere l’equilibrio tra Sir Ben Ainslie e “Ben Ainslie il vincitore olimpico”?
Credo che, invecchiando, si cambi un po’, naturalmente. Sposarmi, mettere su famiglia, essere capace di fondare una squadra sportiva e un business, hanno cambiato il mio approccio verso alcuni aspetti della vita. Il bello della vela, inteso come sport, è che, una volta in acqua, si sente subito la competizione e c’è un solo modo per vivere questa esperienza, cercando di vincere. Quando si torna sulla terraferma, però il personaggio cambia.

Cos’è che fa di un uomo un gentiluomo?
Il rispetto per tutti e le buone maniere. Secondo me sono queste le caratteristiche veramente importanti.

Quanto è importante avere il proprio stile (nelle abitudini, moda, etc.)?
Molto. Credo che, sentire di essere un individuo con il proprio personale stile e il modo di affrontare la vita sia decisivo. La moda cambia come passa il tempo, è inevitabile, e allo stesso modo il gusto di un individuo cambia man mano che si cresce, e ancora una volta, è inevitabile. È tutto in evoluzione e nulla rimane mai fermo. È proprio questo il bello.

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