Gabriel Garko: “ho fatto un giro di boa e sono pronto a raggiungerla di nuovo”

Attore, modello, scrittore e sex symbol, Gabriel Garko è oggi uno dei personaggi più chiacchierati del piccolo schermo. Con un’ importante carriera nel mondo del cinema, dello spettacolo e del teatro, l’attore sta lavorando oggi ad un secondo progetto editoriale dopo il successo del suo primo libro “Andata e Ritorno” dello scorso novembre.

Lo abbiamo intervistato per ripercorrere la sua carriera e anticiparci qualche indiscrezione sui suoi progetti futuri. 


Come è iniziata la tua carriera?

Il desiderio di fare l’attore l’ho avuto sin da quando avevo nove anni. Non so perché c’era, all’inizio era un desiderio intrinseco senza un particolare motivo. Ho sviluppato la voglia e la necessità di fare un lavoro che mi piacesse e per il quale nutrivo e nutro tutt’ora una forte passione. Facendo l’attore hai la possibilità di fare entrare le persone in nuovi mondi che magari neanche esistono, e lo stesso vale per i periodi storici. Il cinema riesce ad immergere i protagonisti in epoche esistite in precedenza o addirittura che mai esisteranno.

Ho iniziato a 16 anni a “rompere le scatole”  andando in giro per agenzie e bussando nella speranza di farmi notare. Nella mia vita ho sempre pensato di fare questo, avevo le idee chiare sin da principio: ero anche abbastanza incosciente, un ingrediente essenziale per questo lavoro. A 17 anni ho fatto il mio primo film con Dino Risi dal quale poi è iniziato tutto…ù


La famiglia che ruolo ha avuto nella tua vita ?

La mia famiglia vedeva il mio desiderio come un sogno nel cassetto che forse non sarei mai riuscito a realizzare. Quando sei adolescente hai mille cose per la testa. Inizialmente erano preoccupati perché non pensavano che un giorno avrei realizzato il mio sogno e, come genitori premurosi quali sono, avevano paura per me, soprattutto mia madre. Ad oggi sono contenti: mi hanno sempre trattato come figlio e non come personaggio! Mi hanno sempre tenuto con i piedi per terra. In famiglia siamo in quattro: ho tre sorelle ma questo non ha mai influito sull’affetto ricevuto da mamma e papà. Oggi sono fieri di me e io lo sono di loro.

Ti senti completamente realizzato dal punto di vista lavorativo?

Non mi sentirò mai realizzato, soprattutto in una professione in continuo movimento. Nel cinema hai sempre nuove cose da imparare e da offrire. Sentirsi realizzato significa  vedere la scritta “arrivo”, ma se vedi quella scritta la gara è finita. Adesso posso dire di avere fatto un giro di boa: sono arrivato ma poi sono tornato indietro, per poi raggiungerla di nuovo.

Oltre al mondo del cinema, ti sei lanciato anche in quello editoriale. Hai pubblicato un libro, “Andata e ritorno” lo scorso novembre, ed ora stai già lavorando al secondo. Come mai questo bisogno di scrivere oltre che recitare?

Scrivere un libro, il primo libro, è un po’ come fare un milione di sedute dallo psicanalista. Forse ne avevo bisogno perché l’ho scritto proprio un anno primo di fare coming out. Nel primo libro, Andata e ritorno, ho scritto solo verità, omettendo alcune parti salienti che ho chiarito in seguito. Chi rilegge il libro oggi, coming out avvenuto, forse leggerà il libro in maniera più chiara e completa.

Il secondo libro al quale sto lavorando è molto diverso, ci sarebbe molto da raccontare ma ancora non posso. Posso sottolineare che è diverso, una storia inventata. Ho pensato questa storia facendo un viaggio da solo da Roma a Milano in macchina mentre guidavo. Volevo scrivere un libro che raccontasse la storia di cinque personaggi che devono affrontare una verità con se stessi. Alla fine mi sono focalizzato solo su un personaggio, ma il resto lo scoprirete leggendo…

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