Giancarlo Commare parla di Maschile plurale, da giugno su Prime Video

Giancarlo Commare

Maschile plurale è arrivato nelle sale il 15 febbraio 2024, a due anni dall’uscita su Prime Video del precedente Maschile singolare, opera prima di Alessandro Guida. In occasione del Pride Month, la piattaforma di streaming partecipa ai festeggiamenti lanciando questo secondo capitolo il 20 giugno. Abbiamo contattato Giancarlo Commare, l’attore protagonista del progetto, per parlarne.

Giancarlo Commare by Vincenzo Valente
Jacket Carlo Pignatelli 

«Amo questo progetto da sempre, dal primo film. Per me è stato davvero un regalo enorme. Amo la storia, amo quello che racconta e amo le persone che ne fanno parte. Ho instaurato dei rapporti indelebili con ciascuno di loro. Ti assicuro che è molto raro in un ambiente di lavoro così frenetico. Però in questo caso davvero tutti, dai tecnici ai truccatori, dalla produzione agli attori, ci si sono dedicati con tantissimo amore. Considera che abbiamo girato il film in soli 17 giorni! Ti lascio immaginare la complessità. Ma il fatto che ne sia uscito qualcosa di così bello testimonia quanto amore ci sia dietro».

Questa passione traspare dalla pellicola e raggiunge i cuori di tutti gli spettatori che, con Maschile plurale, hanno avuto l’occasione di ritrovare i personaggi a cui si erano affezionati, per vederli crescere. Il sequel è stato prodotto da Fabula Pictures e Rufus Film in collaborazione con Prime Video e permette di osservare l’evoluzione del rapporto tra Antonio (Giancarlo Commare) e Luca (Gianmarco Saurino), dopo la drammatica scomparsa di Denis (Eduardo Valdarnini). Oltre all’amica storica di Antonio, Cristina (Michela Giraud), troviamo Tancredi (Andrea Fuorto) ossia il nuovo fidanzato di Luca. Le altre new entry del cast sono Francesco GheghiGiulio CorsoNicole RossiClaudio Colica e Lidia Vitale.

«Pensa che all’inizio nessuno ci credeva. Nessuno voleva investire in questo film» mi confida Giancarlo. «I ragazzi (Alessandro Guida, il produttore Matteo Pilati e lo sceneggiatore Giuseppe Paternò Raddusa ndr) in un primo momento lo hanno autoprodotto. Una volta finito e confezionato è arrivato Prime, che lo ha apprezzato e ha scelto di investirci, permettendogli di avere successo». Prosegue: «Questo aspetto è uno di quelli che più mi piace del mio lavoro: l’effetto sorpresa. Le svolte nei progetti fatti col cuore che, nonostante i dubbi e le difficolta, alla fine vengono premiati».

Il passaggio da (Maschile) singolare a plurale

Il passaggio da singolare a plurale nel titolo riflette il contenuto della trama. Nel primo capitolo, Antonio impara a fare i conti con se stesso quando si ritrova “da solo”, dopo il divorzio col marito. In questo nuovo film, invece, dovrà apprendere a stare nuovamente con gli altri.

Amare se stessi è l’unico modo per riuscire ad amare qualcun altro. Nella nostra società, però, questo concetto viene spesso confuso con l’individualismo, che con l’amore non ha niente a che fare. Anziché sentirsi parte di un insieme, le persone tendono a vivere come proiettili sparati nella storia: veloci, violenti e soli. «È un argomento di cui parlavo con un amico poco tempo fa, quindi cadi a fagiolo!» mi confida Giancarlo Commare. «Credo che la difficoltà stia nel fatto che viviamo in una società che corre veramente troppo. Io stesso soffro questa cosa, perché mi sento spesso in ritardo. Parlando con chi mi circonda, però, mi accorgo che è una sensazione che in realtà accomuna quasi tutti».

Prosegue: «Mi reputo fortunato, perché in questo momento della mia vita ho la possibilità e il privilegio di potermi fermare, smettere di correre e tirare il fiato. Di restare semplicemente in ascolto. Così mi rendo conto che non sono effettivamente in ritardo, ma che si tratta di un modo in cui il confronto con gli altri mi fa sentire. Penso che molti di noi vivano questa sensazione, e che alcuni siano entrati in questo loop così a fondo, da trasformarsi in dei “proiettili”, come dici tu».

Giancarlo racconta di come ne abbia fatto esperienza in prima persona: «Prenderne coscienza e riuscire a fermarsi significa volersi bene. Io mi sono sentito un proiettile per tanto tempo, sempre alla rincorsa del complimento altrui, sempre con l’ansia di dover dimostrare qualcosa a qualcuno. È una dinamica che col tempo ha trasformato il mestiere che amo in una sorta di lotta; qualcosa che non mi faceva più stare bene. Ho dovuto affrontare delle esperienze che mi hanno aperto gli occhi su questo malessere e da quel momento ho imparato a dire qualche no. Ho capito che si trattava di rispettarmi, di amarmi».

«Sono un attore, racconto storie. Se non vivi, che storie racconti?»

Tornando al film, in Maschile plurale Antonio trascorre i tre anni che noi non vediamo rincorrendo l’obiettivo di diventare pasticcere. Punta al traguardo senza godersi il viaggio, per ritrovarsi profondamente insoddisfatto una volta oltrepassata la linea d’arrivo. «Ripenso alla poesia “Itaca” di Konstantinos Kavafis, dove l’autore invita i lettori proprio ad apprezzare il viaggio» dice Giancarlo. «È giusto e importante prefissarsi degli obiettivi, ma bisogna cogliere tutto ciò che circonda il percorso. Infine, è necessario concedersi del tempo per festeggiare, per assaporare l’esperienza. In caso contrario, non si sarà mai soddisfatti e mai contenti. Se lasci Itaca è per arricchirti di esperienze e conoscenze e non per tornarci nello stesso modo in cui sei partito».

Giancarlo Commare by Vincenzo Valente
Jacket, shirt and trousers Moschino 
Shoes Marsèll

L’importanza del viaggio e della rappresentazione

Sentirsi persi una volta raggiunta la meta è un altro sentimento universale, un’esperienza condivisa da molti, Giancarlo compreso: «Succede che carichiamo quei traguardi di aspettative esagerate. Oppure che fantastichiamo su come sarà una determinata situazione, e ne rimaniamo delusi quando la viviamo nella realtà. Ciò accade per diversi motivi: possiamo aver sopravvalutato quella meta oppure, nel frattempo, siamo cambiati noi e i nostri desideri».

Quindi hai vissuto questa sensazione nella tua carriera?

Assolutamente sì. Ma la vita è sorprendente. Ho riscoperto la magia dell’essere attore proprio in seguito a quei momenti difficili, quando ho acquisito una maggior consapevolezza rispetto a certi argomenti. La stessa magia che ricordo di aver percepito la prima volta che sono salito su un palco, all’età di 10 anni circa.

Giancarlo Commare by Vincenzo Valente Maschile plurale
Jacket Carlo Pignatelli 

Da un punto di vista di ricezione da parte del pubblico, ti sembra che progetti di questo tipo vengano accolti in maniera positiva e ampia o sono ancora considerati prodotti di nicchia rivolti a una minoranza?

Trovo che la prova di quanto siano universali questi progetti stia nella quantità di persone che puoi vedere nelle strade e nelle piazze in questi giorni.

Questi film catturano la realtà, raccontano di persone vere, che esistono, che vivono gioie e dolori quotidiani tanto quanto chiunque altro. Mi sembra assurdo che nel nostro Paese qualcuno che dovrebbe garantire il benessere di tutti i cittadini scelga di discriminare ancora dei gruppi di persone. O che tenti di propinarci un modello di società “migliore”, come se alcune persone fossero più meritevoli di vivere appieno le loro vite rispetto ad altri. Si rivolgono a una società che semplicemente non esiste, perché non corrisponde in alcun modo a quella in cui viviamo davvero. Evidentemente è più facile rintanarsi in vecchi retaggi noti, che provare a mettersi in discussione e andare incontro al cambiamento. Però vedo che le nuove generazioni sono diverse dalle precedenti, quindi ho speranza nel futuro.

Giancarlo Commare by Vincenzo Valente Maschile plurale
Trench coat, trousers and gloves Dolce e Gabbana 
Boots Marsèll

A proposito di cambiamenti, un altro pilastro di Maschile plurale è il concetto di sequel, sia a livello di prodotto culturale che di relazione amorosa. In amore, tu credi nelle seconde occasioni?

No, onestamente fatico a crederci. Certo esistono sempre le eccezioni, ma a livello generale trovo difficile che quando una relazione finisce sia possibilità riprenderla e portarla nel futuro. Personalmente mi sentirei come se stessi tornando indietro, e non credo abbia senso. Cresciamo come individui, ognuno a modo proprio e con le proprie esperienze. Perciò trovo che il rischio di ritrovarsi e non essere sulla stessa lunghezza d’onda sia troppo alto. Per funzionare, una seconda occasione dovrebbe trovare entrambe le parti cresciute e consapevoli del proprio cambiamento e pronte ad andare avanti insieme. Non è impossibile, ma sicuramente molto difficile.

Giancarlo Commare by Vincenzo Valente
Jacket Gentile Milano 

Credits

Photographer Vincenzo Valente

Stylist Simone Folli

Fashion assistant Nadia Mistri

Make up Claudia Ferri

Press office Manzo Piccirillo

FacebookLinkedInTwitterPinterest

© Riproduzione riservata