“ROMANA GIOVENTÙ!”, IL CORTO DI FEDERICO CIANFERONI CHE INSEGNA A SOGNARE ED ESSERE LIBERI

Trovare il proprio posto nel mondo è una missione per niente scontata: quante volte ci siamo sentiti impotenti non riuscendo a realizzare un nostro grande sogno? E quante volte il non percepirsi all’altezza ci ha portati all’immobilità, al non oltrepassare i nostri limiti per raggiungere l’obiettivo? Ogni essere umano, chi più chi meno, ha sperimentato almeno una volta nella vita questa situazione “paralizzante”. È più che normale, l’importante, però, è continuare a perseverare; ogni ambizione, in fondo, può avverarsi. Bisogna solo capire come.

Questa tematica, ieri e oggi sempre attuale, viene esaminata da un cortometraggio che pone al centro i giovani, i Millenial per l’esattezza, mostrandone aspirazioni, paure e incertezze. Sotto la regia di Federico Cianferoni, Romana gioventù! – questo il titolo dello short film – accende i riflettori sulla storia di Luke, un ragazzo che vorrebbe sfondare nel mondo del cinema ma non ci riesce. Interpretato da Michele Favaro, il giovane trova conforto negli amici e negli amanti, unica via d’uscita di fronte alle difficoltà che sembrano sovrastarci.

Proiettato in diverse sale in giro per il mondo – da Roma a Londra, da Mumbai a Lima – il corto Romana gioventù! ha conquistato il pubblico grazie alla sua forza comunicativa che induce anche ad auto-analizzarsi. Lo spettatore, infatti, è portato a fare propri i messaggi veicolati dalla narrazione, rivedendosi nei personaggi e stabilendo con loro un rapporto intimo.

Ora, a due anni dalla sua realizzazione, il corto continua a riscuotere uno straordinario successo. I due principali interpreti, Alan Cappelli Goetz e il sopracitato Michele Favaro, proseguono nel loro giro intorno al mondo (in Asia in particolar modo), sbarcando su una piattaforma con sede a Taiwan e un milione di utenti attivi al mese. Parliamo di GagaooLala, il più grande portale streaming di contenuti LGBTQIA+.

«L’Asia ci ha sempre accolto a braccia aperte con grande calore e riuscire a entrare in GagaOOLala è davvero un privilegio» ha affermato il regista Federico Cianferoni. «In Italia il mercato dei cortometraggi è molto limitato, per fortuna siamo riusciti ad avere un’allure internazionale. È incredibile quanto Roma e l’Italia siano amati all’estero e siamo davvero grati di questa opportunità. Speriamo che anche il pubblico italiano si fiondi su GagaOOLala a vedere il nostro film!».

Di questo e molto altro ci parla il Luke del corto, Michele Favaro, che abbiamo avuto il piacere di intervistare, curiosi di approfondire il film e scoprire qualche suo retroscena.

Romana gioventù!
Romana gioventù!, short film by Federico Cianferoni

«Romana gioventù! è un film onesto, vero, crudo e folle. Ha una visione diretta e, piaccia o non piaccia, ha comunque una grande forza comunicativa ed espressiva»

Sei uno dei protagonisti nello short film Romana gioventù! Potresti parlarci brevemente del tuo personaggio? Individui somiglianze tra lui e te stesso?

Nello short film mi calo nei panni di Luke, un artista in pena, bloccato da prospettive decadenti, troppo avvinghiato su se stesso e sul “suo modo” di fare le cose. È una condizione in cui “ci” (mi) si trova spesso quando ci si affaccia al mondo artistico; è tutto apparentemente molto patinato e facile da ottenere, ma la realtà delle cose è ben diversa. Serve tanta dedizione, tanta pazienza e il solito briciolo di fortuna: il sacro trio che porta tante belle menti a desistere, per un motivo o un altro. Luke a suo modo, lamentandosi e struggendosi tiene duro perché a volte non si può prescindere dalle proprie necessità comunicative e in questo mi ritrovo, ci sguazzo proprio. 

Romana gioventù! ha riscosso un grandissimo successo in diversi Paesi in giro per il mondo (e ora sbarca anche su GagaOOLala, la più grande piattaforma streaming di contenuti LGBTQIA+). A cosa è dovuta, secondo te, una tale risonanza?

È un film onesto, vero, crudo e folle. Ha una visione diretta e, piaccia o non piaccia, ha comunque una grande forza comunicativa ed espressiva. Credo che questo arrivi sempre a toccare più o meno nel profondo le sensibilità di chi guarda. È uno spaccato di una vita comune che grazie alla potenza delle immagini viene innalzata e diventa un qualcosa di “altro”. A volte bisogna semplicemente fare, realizzare, mettersi in gioco e questo rischio spesso paga. Chi è davvero in ascolto, poi, non solo recepisce, ma intimizza e ritrova pezzi di sé. 

«C’è e ci sarà sempre un grande bisogno di libertà»

Un momento che ricordi con il sorriso ripensando alle riprese dello short film?

La verità è questa: tutta l’esperienza di set è stata folle, quindi ogni piccolo momento è stato divertente. Una dinamica del genere non è affatto scontata, ma quando tutti si mettono in gioco e si procede per un obiettivo comune, allora tutto diventa un sorriso. Abbiamo girato in soli due giorni, con i vari cambi di location, di vestiti ecc. La troupe? Quattro persone. Una piccola follia. Una sorridente piccola, grande follia. 

Quali sono i principali messaggi che lo short film veicola? E quali tra questi senti più vicini a te?

È una sceneggiatura frutto del lockdown Covid, è un film che grida e ricerca libertà e non ha paura nel manifestarla. Libertà di dire, fare, essere, di lamentarsi e di criticare. Chi può essere libero, spesso non se ne rende conto e capita di chiudersi in prigioni più o meno dorate e non riuscire ad uscirne. Credo che più di tutto, Romana Gioventù! parli di libertà e di quanto ancora ci sia bisogno di sentirla, toccarla e purtroppo in un certo senso vedersela “donata” da qualcuno. C’è e ci sarà sempre un grande bisogno di libertà.

Romana gioventù!
Romana gioventù!
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