Couple Quarantine su Instagram

“Lockdown” è stata certamente una delle parole chiave durante la pandemia. Ci siamo chiesti come deve essere stato per chi ha avuto la fortuna (o la tragica sorte per altri) di viverlo in coppia soprattutto per influencer e personaggi noti.

Tra gli influencer ne abbiamo selezionati alcuni per cui il fil rouge delle risposte sembra essere una maggiore introspezione, nuove consapevolezze e priorità.

GIORGIO MERLINO E VERONICA FERRARO

Dall’inno di Italia cantato al balcone passando per i decreti, questa quarantena ci ha visti tutti coinvolti. Voi come coppia come avete reagito?

G: Abbiamo reagito cercando di rielaborare una routine, di ricrearci una nostra quotidianità che ci desse l’energia per affrontare le giornate senza che ci sembrassero  “buttate via”. 
Io personalmente ho ripreso a studiare per dare altri esami che potrebbero tornarmi utili per il lavoro, e che avevo accantonato. 

V: Abbiamo reagito con la consapevolezza di essere molto fortunati a essere in salute, ad avere una casa in cui stare e ad essere insieme. 
Ovviamente rimanere positivi non è stato sempre facile, i momenti di “down” li abbiamo avuti entrambi e li abbiamo tuttora. È un evento inedito per la nostra epoca e la domanda che ci facciamo quotidianamente è “Cosa accadrà dopo?”

Quale è stata la lezione più bella che ti ha insegnato la tua dolce metà durante il lockdown?

G: A differenza di Veronica che è molto socievole, io sono stato sempre un tipo piuttosto chiuso, con la tendenza a isolarsi… in questo periodo ho capito quanto sia importante coltivare i rapporti, non contare sempre solo sulle proprie forze. Veronica mi ha fatto capire quanto sia importante condividere ogni momento felice e, come in questo caso, di sconforto. 

V: Giorgio è sempre stato l’ottimista della coppia. Mi ha insegnato che fasciarsi troppo la testa non serve a niente, che l’umore può condizionare anche la salute e che rimanere positivi è sempre la scelta migliore. 

Interiormente questa chiusura forzata in casa ti ha migliorata/o o comunque ti ha fatto comprendere qualcosa di nuovo?

G: Non particolarmente, ha solo confermato quello che già sapevo ovvero che sia importante godersi ogni momento della vita come se fosse l’ultimo e che i rapporti umani sono davvero l’unica cosa che conta. Quando mancano quelli, il resto è superfluo.

V: Mi ha fatto capire quanto fossi fortunata a fare la vita che facevo, a viaggiare, lavorare facendo ciò che amo, trascorrere tanto tempo con famiglia e amici. Nessuna di queste cose sarà più data per scontato e verrà vissuta mille volte più intensamente di prima.

FILIPPO GRAZIANI E CAT POULAIN

Dall’inno di Italia cantato al balcone passando per i decreti, questa quarantena ci ha visti tutti coinvolti. Voi come coppia come avete reagito?

F: Ci siamo abbandonati l’uno all’altra, combattendo l’ansia e quel senso di impotenza di fronte ad una emergenza cosi grande e sconosciuta.

C: Noi come coppia abbiamo reagito abbastanza bene, non abbiamo mai litigato e siamo rimasti sempre molto uniti. Gli alti e bassi ci sono sempre ma insieme si riescono ad affrontare.

Quale è stata la lezione più bella che ti ha insegnato la tua dolce metà durante il lockdown?

F: Non vorrei sembrare banale ma l’insegnamento più grande è stato che l’amore e l’affetto reciproco sono un arma fenomenale contro la paura.

C: Sicuramente l’imparare a vivere una quotidianità che di solito non abbiamo mai, cercare di svegliarsi ad un orario regolare, fare colazione tutte le mattine, fare workout quasi tutti i giorni.. tutte cose che probabilmente non avrei fatto e sarei rimasta nella mia sregolatezza.

Interiormente questa chiusura forzata in casa ti ha migliorata/o o comunque ti ha fatto comprendere qualcosa di nuovo?

F: Un evento così epocale e devastante non può non provocare cambiamenti dentro di noi, in meglio o in peggio forse è ancora presto per dirlo ma è sicuro che quando torneremo ad uscire guarderemo il mondo con uno stupore totalmente nuovo.

C: Mi ha fatto aprire gli occhi, ho capito che il mondo in cui viviamo è malato, la natura aveva cercato di darci molti segnali, dagli scioglimento dei ghiacciai agli incendi in Australia, l’inquinamento. Ho capito che stavamo sbagliando il nostro modo di vivere e quanto sia importante la comunità rispetto al singolo, quanto è importante non essere egoisti, perché il bene del prossimo è anche il tuo bene. Spero che anche le altre persone abbiano capito qualcosa e abbiano elevato il loro spirito.

MARCO FANTINI E BEATRICE VALLI

Dall’inno di Italia cantato al balcone passando per i decreti, questa quarantena ci ha visti tutti coinvolti. Voi come coppia come avete reagito?

Siamo una coppia da un po’ di anni ormai e mai avremmo immaginato che una situazione simile potesse avverarsi. 
È stata una cosa talmente inaspettata che, come tutti, non eravamo preparati ad affrontare.
Ad essere sinceri siamo stupiti della nostra reazione, perché ci siamo uniti ancora di più ed abbiamo imparato ad ascoltarci di più durante questa quarantena. Abbiamo imparato a lasciar correre quelle piccole cose che ci possono dare fastidio l’uno dell’altro, ma anzi, ci siamo sforzati di riderci su insieme! 
Inoltre abbiamo dato adito alla nostra creatività, escogitando ogni giorno nuove idee per cercare di far sorridere i nostri figli e per rendere un po’ speciale questa quarantena anche per loro, e speriamo che quando da grandi ci ripenseranno, avranno solo il ricordo dei bei momenti trascorsi insieme alla mamma ed al papà.

Quale è stata la lezione più bella che ti ha insegnato la tua dolce metà durante il lockdown?

B: Marco ha un grandissimo pregio: sa far divertire i bambini con niente. Mi ha insegnato a rendere speciale il tempo che trascorriamo con loro e soprattutto mi ha fatto riscoprire quanto sia bello divertirsi insieme a loro. 
Mi ha insegnato che non posso avere sempre il controllo su tutto, mi ha insegnato a lasciarmi andare alle emozioni ed ai momenti, senza dare troppo peso alle cose che mi circondano.

M: Bea è una donna fortissima e molto determinata. Nessuno era mai riuscito a fermarla, tranne la quarantena.
Ma grazie a lei, osservandola in questi giorni, ho imparato che bisogna sempre avere un obiettivo da raggiungere, che sia esso giornaliero o mensile. Se non hai degli obiettivi nella vita rischi di perdere di vista le cose veramente importanti!

Interiormente questa chiusura forzata in casa ti ha migliorata/o o comunque ti ha fatto comprendere qualcosa di nuovo?

La quarantena ci ha fatto capire che ogni tanto è giusto staccare dal lavoro, dalla società e prendersi cura di se stessi e della propria famiglia. Prima del lockdown vivevamo a dei ritmi troppo frenetici, che spesso senza accorgercene, ci portavano ad ammalarci, ad essere più stressati e litigare di più. Grazie a questa quarantena abbiamo riscoperto l’importanza di NOI stessi come persone e come esseri viventi. 
Una mente sana in un corpo sano, mai verità più grande fu detta.

LAURIE HARDING E GILDA KORAL FLORA

Dall’inno di Italia cantato al balcone passando per i decreti, questa quarantena ci ha visti tutti coinvolti. Voi come coppia come avete reagito?

L: Ci siamo preoccupati per le nostre famiglie, i nostri genitori e nonni. E non avrei mai immaginato all’inizio che sarebbe durata cosi tanto e si sarebbe estesa a livello globale.

G: Devo ammettere in modo molto bilanciato, ognuno di noi ha mantenuto i suoi spazi  e le occasioni invece di condivisione sono ancora piu’ intense. Ridiamo moltissimo ! Poi ho provato a far cantare Laurie l’inno di Mameli ma… non è stato un grande successo (l’argomento Bimbe di Conte non è stato neanche toccato!!!)

Quale è stata la lezione più bella che ti ha insegnato la tua dolce metà durante il lockdown?

L: Ho imparato che potremmo anche dividere una cella di una prigione! Siamo stati produttivi, ho studiato dall’italiano al marketing e ci siamo divertiti moltissimo. 

G: Laurie mi ha insegnato che non ho bisogno di tutte le sovrastrutture che la societa’ vorrebbe per noi donne , dalla manicure impeccabile all’abito sempre perfetto. E che sono bellissima anche in pigiama! Piu’ che una lezione , è stata un’infusione di autostima!

Interiormente questa chiusura forzata in casa ti ha migliorata/o o comunque ti ha fatto comprendere qualcosa di nuovo?

L: La gente puo’ essere terribile ed egoista, ma il sentimento di comunità deve prevalere. Ne usciremo tutti insieme, “ Whatever it takes”!!

G: Sicuramente rivedrò le mie priorità. E spegnero’ più spesso il telefono.

40ine collage: l’arte di Caterina Adele Michi ai tempi della quarantena

Caterina Adele Michi è nata in Toscana nel 1995. Viene da una famiglia dove la ricerca del bello è sempre stata oggetto di interesse: i suoi genitori, primi sostenitori del suo talento, la incoraggiano nel frequentare l’Istituto Marangoni di Milano dove si laurea come creative director e fashion stylist nel 2018.

In questo periodo di stallo imposto dal covid-19 la creativa ha dato vita a 40ine collage, un progetto visivo in cui realizza collage appunto per musicisti, brand e influencer tra cui Tommy Kuti, Helen Nonini e Fabri Fibra.

Michi vanta collaborazioni presso testate prestigiosi e collaborazioni con brand di moda (emergenti e non) per la creazione di contenuti.

Dal 2019 lei e la sua metà creativa (il consulente d’immagine Davide Turcati) fanno team e hanno lavorato come stylist per artisti del calibro di Luchè, Mondo Marcio, Doll Kill e molti altri.

I lavori pensati per il neonato progetto colpiscono per l’impatto visivo sospeso tra l’iconografia punk inglese e la wave californiana, uniti a quel pizzico di creatività italiana, ossia l’heritage culturale di Caterina.

Cosa farai dopo il lockdown: Lorenzo Rebediani

Il lockdown dovuto all’emergenza Covid-19 potrebbe durare ancora qualche settimana ma ciò non ha impedito ai milanesi di meditare su un futuro positivo e un ritorno alla normalità.

Abbiamo selezionato 5 creativi che hanno fatto di Milano la loro casa e a cui abbiamo domandato: Che cosa farai appena potrai uscire? Quali sono le abitudini che più ti mancano?

Un paesaggista, un interior designer, una stylist, un visual artist e un fotografo ci hanno raccontato le loro esperienze in questo delicato momento e la loro voglia di revenge.

Lorenzo Rebediani – Architetto Paesaggista e co-founder di Rebediani Scaccabarozzi Paesaggisti

@lorenzorebediani
www.vslr.it

In questi giorni di disorientamento viviamo una dimensione emozionale inedita, perché le premesse del mondo di ieri sembrano non valere più. 

I presupposti della mobilità globale e senza limiti, la densità di offerta e di servizi che tanto amiamo della nostra città, tutto ciò che plasma l’egemonia del modello spaziale metropolitano, è ora in discussione.
 
Se penso ora a Milano, svuotata dei suoi valori, la immagino come una grande mappa nuda. 
Ma nel giro di qualche settimana, la torneremo ad abitare.

La nostalgia dei luoghi sarà sicuramente uno degli strumenti che ci guiderà nel processo di riappropriazione della città e penso sia un bell’esercizio quello di immaginare una giornata milanese in alcuni dei nostri luoghi preferiti, quelli cui adesso aneliamo come alla libertà: se il desiderio sarà alla base della ricostruzione, e lo sarà, dovremmo prepararci a desiderare bene.

Subito m’intrufolerei in Via Corsico, a due passi dal Naviglio Grande, dove trovo la concentrazione di eccellenze che mi rende Milano simpatica e superba. Faccio una breve passeggiata e incrocio tre dei locali che preferisco: la mia gastronomia, la Macelleria Masseroni, il mio ristorante: 28 Posti e il mio cocktail bar preferito Elita Bar

Esaudito il desiderio di ritorno alla mondanità, andrei a visitare la Fornace Curti, non molto distante, che dal ‘400 è il luogo della tradizione lombarda di terracotta, dove aleggia un’atmosfera tuttora magica che intreccia sapere artigiano, storie d’arte e architettura.

Infine vorrei tornare ad Abraxa, nel cuore di Nolo, un giardino disegnato lo scorso anno da me e Vera Scaccabarozzi, in collaborazione con Space Caviar. 

Poiché “a garden is not an object but a process” (Ian Hamilton Finley) ci prendiamo cura dei nostri progetti anche dopo la realizzazione, seguendone l’evoluzione nel tempo e monitorandone lo sviluppo ecologico.

Nato da una corte industriale, questo giardino è stato progettato come uno spazio sperimentale d’intrattenimento e agricoltura urbana per creativi, architetti e designer, secondo un modello di conversione virtuosa delle periferie in spazi di grande qualità urbana.

Cosa farai dopo il lockdown: Alessia Fagioli Galeone

Il lockdown dovuto all’emergenza Covid-19 potrebbe durare ancora qualche settimana ma questo non ha impedito ai milanesi di meditare su un futuro positivo e un ritorno alla normalità. Abbiamo selezionato 5 creativi che hanno fatto di Milano la loro casa e a cui abbiamo domandato: Che cosa farai appena potrai uscire? Quali sono le abitudini che più ti mancano?

Un paesaggista, un interior designer, una stylist, un visual artist e un fotografo ci hanno raccontato le loro esperienze in questo delicato momento e la loro voglia di revenge.

Alessia Fagioli Galeone – Stylist e Fashion editor Nordstrom 

@alessiafagioligaleone

Solo l’idea di una revenge quarantine mi riempie il cuore di gioia, inoltre vorrei che quel giorno fosse sabato, perché è il mio preferito. 

Riattiverei subito i cinque sensi in quei luoghi a me cari che mi darebbero la giusta carica per ricominciare, un po’ come quando riparte un nuovo anno.

Mi sveglierei presto, mi manca quel momento in cui tutti dormono e posso godere a pieno del mio quartiere, andrei a comprare i fiori freschi da Potafiori, per poi addentare un cannolo siciliano da LUbar che mi porterebbe subito con la mente in Sicilia e io amo il mare.

Un salto da Passatempo per regalarmi qualcosa che scandisca le ore di questa nuova era, qualcosa di surreale, un orologio. 

Un rifornimento consistente da Aesop che produce prodotti naturali per la cura del corpo, perché un altro processo innescato da questa quarantena è stato prendermi cura della mia mente e del mio corpo, ho avuto più tempo da dedicarci.

L’Hangar Bicocca è tra le cose che mi sono più mancate, vorrei vedere una delle loro mostre underground e avanguardistiche, terminando la visita con uno sguardo alle torri di Kiefer.

Ho trovato molto valida l’iniziativa delle mostre virtuali, ma l’emozione che si accende quando puoi vedere un’opera dal vivo è un’altra cosa.

Chissà se le sale cinematografiche proiettano qualcosa d’interessante, vorrei vedere un film al cinema e stare seduta lì, sulle poltrone rosse di velluto con lo schermo gigante davanti ai miei occhi, mi manca non andarci.

Finirei la giornata in un ristorante unico, da Arlati, dove mangerei il mio piatto preferito: l’insalata di carciofi e parmigiano stagionato 36 mesi.

Voglio festeggiare, voglio rivedere i volti che mi mancano e i luoghi che per tante settimane ho desiderato.

L’entusiasmo credo sia incontenibile.

Cosa farai dopo il lockdown: Marcello Arena

Il lockdown dovuto all’emergenza Covid-19 potrebbe durare ancora qualche settimana ma questo non ha impedito ai milanesi di meditare su un futuro positivo e un ritorno alla normalità. Abbiamo selezionato 5 creativi che hanno fatto di Milano la loro casa e a cui abbiamo domandato: Che cosa farai appena potrai uscire? Quali sono le abitudini che più ti mancano?

Un paesaggista, un interior designer, una stylist, un visual artist e un fotografo ci hanno raccontato le loro esperienze in questo delicato momento e la loro voglia di revenge.

Marcello Arena – Fotografo

@marcello_arena

Vivo a Milano da sette anni, mi ricordo ancora il primo quartiere “a sud” in cui abitavo, prima di trasferirmi dall’altra parte, “a nord”.

Posso dire di aver vissuto questa città da tutti i punti di vista, in lungo e in largo.

È una città che mi ha dato tanto, mi ha fatto correre fin dal primo giorno e non mi sarei mai aspettato che da un momento all’altro si fermasse e con lei tutti noi.

Ho bisogno di spazio, di stare all’aperto, di riprendere contatto con la natura e se domani potessi uscire, farei una passeggiata al parco Lambro vicino casa, è uno di quei posti talmente “infiniti” da perdersi.

Mi siederei su una panchina vicino alla cascata che c’è nel parco e ricomincerei a respirare per riprendermi l’aria che mi è stata tolta.

Uno dei quartieri che mi manca è quello di Paolo Sarpi, vorrei fare un brunch da Otto, ordinare i miei piatti preferiti e gioire della spensieratezza che un po’mi sfugge.

Da lì m’incamminerei verso la Galleria Sozzani, in Corso Como, la raggiungerei a piedi per vedere se tutto è cosi come me lo ricordo.

Vorrei vedere una mostra del fotografo David Sims, purtroppo in Italia non lo espongono mai.

Uscendo dalla galleria mi fermerei allo store di 10 Corso Como, ho bisogno di cose belle e di farmi ispirare, un salto al bookstore per comprare compulsivamente riviste e libri, mi piacerebbe trovarne uno di Paolo Roversi che ancora non ho.

Un veloce caffè da un’amica in Cairoli per poi terminare la giornata da Ugo, il mio bar preferito sui navigli e chiederei al cameriere un paio di Hugo con quel sapore di fiori di sambuco e menta, mi ricorda la primavera che forse non c’è ancora stata.

10 album da riascoltare in quarantena

La musica, si sa, é catartica, ci consola, ci rallegra, é una musa ispiratrice e anche un rifugio dove “nascondersi” nei momenti di nostalgia. E in questo periodo così difficile per il mondo intero, non possiamo far altro che consolarci ascoltando gli album che hanno fatto la storia e quelli che, invece, diventeranno dei cult. 

Ecco, quindi, una lista di 10 album in cui immergersi e che faranno da sottofondo alle vostre giornate in isolamento: alzate il volume del vostro dispositivo e abbandonate la negatività ascoltando l’album che più vi piace. 

Trovate anche il link per un ascolto “on the go” tra gli album che abbiamo scelto . 

Pink Floyd – Wish you were here (1975) 

É il nono album in studio del gruppo rock inglese Pink Floyd . Probabilmente dedicato a Syd Barrett ex membro della band, l’album esplora i temi dell’assenza , dell’industria musicale e del declino mentale di Syd. L’album ebbe subito  successo raggiungendo la prima posizione nella Billboard 200 per ben due settimane. L’album ci riporterà agli anni del progressive rock! 

The Beatles – Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band (1967)

Ottavo album della band leggendaria , é considerato come uno degli album più importanti del ventesimo secolo . L’album si caratterizza per la complessità di stile, testi , contenuto, scelte creative e tecnologie utilizzate. Un’icona del cosiddetto periodo “psichedelico” , premiato con ben quattro Grammy Awards. Immergetevi nel fantastico mondo dei Beatles, 

George Michael – Faith (1987) 

É il primo album solista dell’ex membro degli Wham! , prodotto e scritto dallo stesso George Michael . É il tipico album anni ‘80 ascoltato anche dalle generazioni successive, divenuto un cult per la musica pop di quel periodo. Tra le hit più ricordate c’è “I want your sex”, chiaro riferimento a Prince per sonorità e ritmo.  Da ascoltare in modalità “chilling “ per i vostri momenti di relax. 

Frank Ocean – channel ORANGE (2012) 

É l’album di debutto del cantautore americano e si affaccia sul grande mondo della “black music” . Ricco di generi , l’album si presenta come un capolavoro della musica del suo genere, in cui a far da protagonista sono le parole, i testi quindi, e la sua voce. Perfetto per chi vuol immergersi nel sound “black” . 

Madonna – Confessions on a dancefloor (2005)

È il decimo album in studio della cantante americana che si discosta dal precedente, (American LIFE ). Le sue sonorità dance sono tipiche degli anni ‘70 e ‘80  con un occhio alla musica elettronica contemporanea. Strutturato come un DJ set , le tracce sono un continuum musicale : sono suonate continuamente senza interruzione. Le canzoni attraversano un viaggio : le prime sono allegre e divertenti per poi mutare in “oscure” con  testi che descrivono sentimenti e situazioni personali. Portate il volume al massimo e cominciate a ballare. 

Radiohead – OK Computer (1997) 

Musica sperimentale e testi astratti , questi i cardini del terzo album della band britannica m considerato dalla critica come uno dei migliori album rock di sempre. L’album diede una svolta grazie alla sua impronta rock alternativa , malinconico  e atmosferico . Un salto nel passato in cui la musica rock sveglierà i vostri animi. 

Rosalía – El Mal Querer (2018) 

É il secondo album dell’artista spagnola che scala subito le classifiche mondiali , diventando uno degli album più ascoltati di tutti i tempi. Il segreto ? L’artista mixa sonorità pop, r’n’b, folkloristiche in un complesso filo di musica sperimentale in cui la cantante ci porta in un viaggio che attraversa il ritmo del flamenco e delle sonorità spagnole , per approdare a un mix in cui la tradizione spagnola viene impreziosita da impronte contemporanee , elettroniche, tra le digitali. Perfetto per le giornate in cui vi viene voglia di ballare. 

Sade- Love Deluxe (1992)

Sonorità pop arricchite da un’impronta sfacciatamente jazz con un ritmo decisamente anni ‘90. 

Un album che scava a fondo l’animo umano , con le sue fragilità ma non solo: il disco declina tutte le sfaccettature dell’amore. Precursore di quello che poi avremmo chiamato “trip-hop” . 

L’album è da ascoltare in sottofondo a una cena, un momento speciale, grazie alle sue sonorità sensuali e non scontate. 

Lucio Battisti – Una donna per amico (1978) 

La sua musica risuona anche oggi, soprattto oltre oceano , in cui Battisti sembra essere uno dei simboli della musica italiana nel mondo . Il tredicesimo album di Battisti , è rimasto per ben quattordici settimane nel picco delle classifiche divenendo uno dei più grandi successi del cantautore. Da cantare a squarciagola , magari organizzando delle sessioni di karaoke in quarantena. 

Queen – A night at the Opera (1975)

Quarto album del gruppo musicale britannico, viene definito dalla critica come  l’album migliore della loro discografia”. Il disco abbraccia una varietà di stili musicali non indifferenti come ballate, music hall, hard rock, rock progressivo, inciso con vari strumenti come l’arpa, il banjo, l’ukuele. Non a caso viene inserito nella Grammy Hall of Fame grazie al suo successo planetario. Da ascoltare per chi ha bisogno di una carica esplosiva! 

Cosa farai dopo il lockdown: Alessandro Simonini

Il lockdown dovuto all’emergenza Covid-19 potrebbe durare ancora qualche settimana ma questo non ha impedito ai milanesi di meditare su un futuro positivo e un ritorno alla normalità. Abbiamo selezionato 5 creativi che hanno fatto di Milano la loro casa e a cui abbiamo domandato: Che cosa farai appena potrai uscire? Quali sono le abitudini che più ti mancano?

Un paesaggista, un interior designer, una stylist, un visual artist e un fotografo ci hanno raccontato le loro esperienze in questo delicato momento e la loro voglia di revenge. Cominciamo con il primo:

Alessandro Simonini – Visual artist 

@alexandrosimonini

L’emergenza, senza mezzi termini, ci ha costretto a comprendere quello che etimologicamente è: l’emergere in superficie di ciò che è sommerso. 

Una volta fuori, sarà proprio la staticità di questo momento, non senza difficoltà, a far ri-emergere la Milano che ho scelto otto anni fa e che amo.

Lo studio, in Porta Romana, sarà la mia prima meta dopo la quarantena. 

Insieme agli artisti con i quali lo condivido, ripenseremo allo spazio e alle modalità di fruizione in vista dell’apertura, durante la seconda edizione di Walk-In Studio festival

Perché l’arte in mostra è negli atelier, disseminati per la città, e da lì trae le sue origini e si sviluppa.

Sempre in zona raggiungerei a piedi, passando per il Duomo, la storica Libreria Esoterica in Galleria Unione, lì si che faccio girare l’economia.

Poi senza dubbio cena da Alhambra in Porta Venezia, dove lasagna e spezzatino di seitan farebbero ricredere anche Hannibal Lecter.

Dulcis in fundo, il mio augurio per la rinascita, sarà riprendere le passeggiate al Monumentale, luogo magico di Milano, nel rispetto di una morte troppo strumentalizzata ma latrice di cambiamento che forse, al servizio dell’eternità e più rivoluzionaria che mai, reclama la sua personale revenge.

x

x