La bottiglia iconica di CECI 1938, una lavagna ricca di messaggi!

Le cantine CECI 1938 danno forma ai pensieri proponendo il Lambrusco più iconico della winery in una bottiglia dal concept unico. Una bottiglia/lavagna che si fa portavoce di messaggi da lasciare al compagno, mentre attendete una cena a lume di candela, o all’amica, accompagnandolo al regalo di questo vino semplice ed elegante.

TO YOU è il frutto dello spirito conviviale e giovane tipico del lifestyle promosso da CECI 1938 che raggiunge la massima espressione con questa proposta che abbina il piacere del Lambrusco fresco e vivace alla voglia di esprimersi, con il segno. Una bottiglia di vetro nero opaco diventa una vera e propria lavagna, una tela intonsa su cui scrivere o disegnare. In dotazione, con la bottiglia, due gessi bianchi e un cancellino, il tipico di feltro arrotolato, oggetto dei ricordi che ci riporta tutti a scuola!


La bottiglia, chiusa da un tappo a corona, ha il sovra tappo color rame metallizzato con il logo CECI 1938.
To You propone un vino dall’anima social, un Lambrusco che esprime gioia di vivere attraverso il fascino delle bollicine in rosso. Un vino da gustare in compagnia, da condividere in differenti occasioni, un pranzo, un aperitivo, una cena. Un vino che può essere protagonista di ricorrenze e occasioni speciali. Lambrusco dal colore rosso rubino, To You ha un profumo intenso e profondo che rimanda ai frutti rossi e a note speziate oltre ai richiami floreali di viola. Il gusto, fruttato e complesso, avvolge di freschezza.

To You è proposto in bottiglia da 0,75 litri.

(nell’immagine di copertina l’opera del fotografo José Gallego, “Tributo a Caravaggio“)

Nasce OriginalItalia, eCommerce slow per le aziende del vino

Narrare la storia di realtà vitivinicole e i loro prodotti, questo l’intento di OriginalItalia, il portale eCommerce “slow” che dà voce ai piccoli produttori di vino italiani. 

Una nuova piattaforma e-commerce slow che attraverso un sistema innovativo e tradizionale allo stesso tempo ha come obiettivo quello di cambiare la percezione del vino italiano nel mondo, dando valore alle piccole realtà e con loro anche i valori connessi alla produzione di vino italiano. 

Autenticità, qualità e unicità i valori alla base del progetto: i piccoli produttori vinicoli italiani hanno così la possibilità di promuovere le proprie eccellenze. Non solo un e-commerce per la vendita dei prodotti, ma anche un portale attraverso cui raccontare storie, tradizioni e passioni delle cantine aderenti. 

Alla base, anche il rispetto dell’ambiente e di tutte quelle realtà che producono vino pensando al bene del pianeta: il progetto accomuna realtà che dal cognato alla vinificazione prediligono dei processi come la vendemmia manuale, la riduzione dei solfiti, le buone pratiche di risparmio energetico e la gestione dei rifiuti. “Vogliamo dare la giusta visibilità alle piccole realtà produttive italiane – spiega Marino Casucci, CEO di OriginalItalia Srl – frutto della biodiversità di questo pianeta attraverso il prodotto che più dà gusto e passione: il vino”. 

Tra i produttori che hanno partecipato virtualmente alle presentazione del progetto: Massimo Palmieri della Tenuta San Marcello (Marche), Lidia Serra e Stefano Gabellini della Tenuta La Viola (Emilia Romagna) ed Enrico Druetto (Piemonte).

Dall’ 11 gennaio 2018 riparte la terza edizione del Master in Filosofia del cibo e del vino, sinergie tra enogastronomia e comunicazione

Stretta la collaborazione tra l’Università Vita-Salute San Raffaele e la redazione Food del Corriere della Sera per il Master in Filosofia del cibo e del vino: iscrizioni aperte fino al 30 novembre 2018. Un master per insegnare ai giovani come raccontare il cibo: dal prossimo 11 gennaio riparte la terza edizione del Master in Filosofia del cibo e del vino, nato dalla stretta collaborazione della Facoltà di Filosofia dell’Università Vita-Salute San Raffaele, l’Italian Signature Wine Academy (Iswa) e il gruppo bancario Intesa Sanpaolo. Ma quest’anno il corso interdisciplinare, grazie all’apporto della redazione Food del Corriere della Sera, che ha lanciato da pochi giorni anche il suo inserto speciale Cook, sarà in grado di formare dei comunicatori a tutto tondo che sappiano muoversi nell’enogastronomia. L’obiettivo infatti è quello di formare figure professionali che possano inserirsi sia in realtà aziendali che in media specializzati del settore. Un percorso di studi trasversale, che spazia da filosofia, etica, antropologia, storia, geografia dei territori e letteratura, a marketing,foodwriting e nutrizione. Tra i docenti, lo storico della gastronomia Alberto Capatti, i filosofi Massimo Donà (direttore del master), Massimo Cacciari, Andrea Tagliapietra e Francesco Valagussa, lo scrittore vincitore del Premio Strega Tiziano Scarpa, la condirettrice del corso e responsabile editoriale della redazione Food del Corriere Angela Frenda, il caporedattore centrale del quotidiano di via Solferino e critico enologico Luciano Ferraro e altre firme del giornale. Il percorso sul tema della nutrizione è affidato ai responsabili del Progetto Eat (dedicato all’alimentazione sostenibile), portato avanti dal Gruppo Ospedaliero San Donato Foundation. Un corso post laurea per valorizzare l’unicità del Made In Italy nel settore agroalimentare e vitivinicolo e riposizionare i prodotti sui nuovi canali del mercato. Da qui partiranno le future leve del grande settore food italiano.

 

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Fabio Canino, dalla TV alla produzione di vini, con un occhio attento al sociale.

Ho di recente avuto la possibilità di conoscere Fabio Canino, durante una conferenza alla quale entrambi eravamo invitati a Mantova. Ovviamente da showman istrionico quale Canino è, l’incontro ha coinvolto moltissimi argomenti, ben oltre il tema della conferenza stessa, e ho potuto confermare l’ottima opinione che mi ero fatto di lui seguendolo come giudice, mai fazioso o eccessivo, a “Ballando con le stelle”, show che gli ha dato una notorietà mainstream, ma anche in precedenti avventure televisive e radiofoniche, dove la sua ironia ha sempre rivelato uno sguardo particolarmente acuto e attento sul nostro quotidiano, su quello che ci circonda, che sia politica, tematiche LGBTQ, o più genericamente pop culture. Autore anche di libri, come il recente “Rainbow Republic”, mi ha sorpreso venire a sapere che recentemente alle sue molte attività si è aggiunta quella di produttore di vini. Incuriosito, grazie anche ad un legame preciso che la produzione di questi vini ha con problematiche sociali importanti, ho deciso di intervistarlo per farvi conoscere questo aspetto così inatteso. Ecco quindi la mia chiacchierata con Fabio Canino.

Come ti sei avvicinato a questo progetto così diverso dal tuo normale ambito professionale? Come è nata l’idea e in che modo sei coinvolto?

In realtà per un toscano come me non è lontana la cultura del vino e quindi della terra di provenienza. L’idea è dei miei due amici, adesso soci, Bruno Tommassini ed Edoardo Marziari coppia da 40 anni, stilisti di gran successo per griffe internazionali che, vivendo in una splendida tenuta in Toscana vicino ad Arezzo, avevano iniziato a produrre del vino per gli amici. L’enologo che seguiva la produzione però notò che il vino era di alta qualità e consigliò di ampliare la produzione inserendo altre uve e quindi producendo altri tipi di vino.
Sono nati così i bianchi, i rossi e i prosecchi sotto il nome di Vinocchio e Uvagina. Nomi volutamente provocatori ed ironici che però richiamano chiaramente il progetto che questi vini promuovono: tolte le spese di produzione una parte degli introti va a tutte le associazioni che si occupano di contrastare il bullismo, ed in particolare il bullismo omofobico. Il progetto mi piacque subito, tanto da entrare in società con loro! Io, Bruno ed Edoardo sappiamo di essere stati fortunati nella vita, di essere privilegiati e questo ci sembra un bel modo per restituire un po’ di quello che abbiamo avuto, creando la società Prodigiodivino.

Quanto è importante in questo momento storico affrontare argomenti come questo?
Importantissimo! Il bullismo è un gravissimo problema che esiste da sempre e solo negli ultimi anni si cerca di parlarne e cercare di arginarlo. È sempre stato sottovalutato, come fosse una bravata tra giovani, ma in realtà i danni di chi viene bullizzato sono danni psicologici seri. Vorreste mai avere un insegnante che è stato bullizzato? Un avvocato, un politico o un datore di lavoro che ha subito bullismo? Chiaramente no! Perché  spesso ripagano con la stessa moneta, trasformandola in  mala autorità e non autorevolezza.

Una piccola domanda sul lavoro per il quale ti conosciamo e seguiamo. Quali dei tanti progetti, fra televisione, cinema e teatro, ti è più caro?
Sono molto legato al teatro, con il quale tutto è partito, ma un programma tv è rimasto nel mio cuore, sia per il successo del programma stesso, sia per le belle persone che mi ha fatto conoscere. Sto parlando di Cronache Marziane che andò in onda su Italia Uno anni fa.

Prima di lasciarti. Dove troviamo i vini e dove troveremo te in futuro?
Potete trovare i vini in mille posti, da Eataly, in varie enoteche e ristoranti in Italia, ma si possono acquistare anche via Amazon o sul nostro sito www.prodigiodivino.com dove troverete anche tutta la nostra storia.
Per il mio futuro professionale, oltre allo storico programma su Radio2 Miracolo Italiano con La Laura che riprenderà a settembre, e a cui sono molto affezionato, sto iniziando a scrivere il mio secondo romanzo e finalmente torno a teatro con ben due spettacoli. Un musical e uno spettacolo molto comico di cui però è ancora troppo presto per parlarne. Stay Tuned!

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Save the date: 21 Maggio, Roma, vino e…arte

Sì svolgerà il 21 maggio a Roma, presso il Casino dell’Aurora Pallavicini, un evento che unisce la degustazione del vino all’arte di un luogo stupendo. 50 aziende vinicole, le migliori in assoluto, guideranno i visitatori per sorseggiare il meglio della produzione italiana. A partire dalle 15.30, fino alle 19.30, sarà possibile, con visita guidata, ammirare la collezione privata del Casino dell’Aurora, gioiello del Barocco Romano fatto costruire ai primi del 1600 dal cardinale Scipione Borghese, sul colle del Quirinale. La seconda edizione di Vino e Arte, l’anno scorso svoltasi a Palazzo Patrizi, sarà l’occasione, oltre alla degustazione di 300 etichette, di far conoscere agli appassionati d’arte e non, i tesori di valore inestimabile della raccolta. Si spazia da opere di artisti come Luca Giordano, Annibale Carracci, Antonio Tempesta, Guido Reni, autore dell’affresco sul soffitto “Il Carro dell’aurora” (da cui il nome del Casino) a busti, statue, sarcofagi marmorei di straordinaria bellezza e stato di conservazione. Questo luogo, così storicamente prezioso ed esclusivo, sarà sicuramente garanzia di un evento davvero speciale.

 

Casino dell’Aurora Pallavicini
Via Ventiquattro Maggio, 43, 00187 Roma
Ingresso: € 25,00
Sconto del 40% a tutti i sommelier

Drinking Bio: sai che c’è di nuovo

“Il futuro del vino cambia direzione”. Potrebbe iniziare così un viaggio attraverso le novità del biologico in fatto di drinks e distillati, che sempre più assurge a trend per i consumatori, soprattutto i più giovani e in cerca di nuove tendenze. A conclusione della mostra Live Wine tenutasi a Milano a febbraio di quest’anno, si può affermare il grande successo ottenuto da vini e birre biologici. La richiesta di questi prodotti, oltre che dall’Italia, viene soprattutto da Germania e Stati Uniti e, anche se il prodotto è leggermente più caro rispetto ai vini tradizionali, i risultati di vendita sembrano non scoraggiare le aspettative. Le regioni più alla avanguardia nella viticoltura Bio sono la Sicilia, la Puglia, la Toscana, seguite dalla Calabria, con i vini di Cirò aiutati dal terreno fertile dal quale, ai tempi degli antichi greci, si ricavava il vino da offrire ai vincitori delle olimpiadi. Le aziende che hanno deciso di investire in questo settore, avvalendosi di enologi esperti, si sono trovate, nonostante i dubbi iniziali, a farla da padroni sul mercato mondiale. L’Italia infatti è fra i primi produttori di vino biologico a livello internazionale. Sicuramente una svolta importante è dettata dalla tendenza del momento riguardo al mangiar sano, all’importanza del cibo veg e, in fatto di bere, dalla necessità di lavorare sulle questioni solfiti, mosti concentrati e additivi. Oltre alle grandi aziende, ci sono tanti piccoli produttori che, con impegno e pazienza, stanno ottenendo dei validi risultati, offrendo varietà di vitigni diversi dai soliti cabernet, merlot, chardonnay, imprenditori che presentano uve autoctone, che “parlano” della terra e del suolo da cui nascono.
Questi piccole realtà si stanno affermando anche sulla birra, che sempre al live wine quest’anno ha visto il trionfo del birrificio artigianale Baladin, fondato da Teo Musso. All’ultima edizione hanno partecipato 257 aziende, testimonianza, oltre che di grande interesse verso la materia prima, di inventiva, qualità e fantasia. La vasta geografia birraria vede Lombardia, Trentino e Veneto, oltre alle Marche, nelle prime posizioni in fatto di realizzazione. Sostenibilità e legame con il territorio sono le armi vincenti dei nostri distillati. Tornando fra le viti, un vigneron di nicchia è l’azienda siciliana Alice Bonaccorsi, che produce vino Bio con certificato ICEA alle falde dell’Etna, mentre le cantine Nicosia sempre vicino al vulcano affrontano le etichette Bio vegan. La cantina Di Cato produce vino Bio sulle colline di Vittorito, in provincia dell’Aquila e il suo fiore alla occhiello è un ottimo Montepulciano. Per quanto riguarda la birra, è d’obbligo un assaggio della Wayan di Baladin, in provincia di Cuneo, o un sorso di una birra di Eko’, birrificio specializzato in birre di puro malto. Dalle prealpi bellunesi arriva invece il progetto Ofen, birra distribuita con parsimonia e prodotta con materie prime provenienti da circuiti equo-solidali. Anche i primi erboristi a Milano hanno iniziato a commercializzare questo tipo di prodotti.
Cheers, eco.



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