IL RICHIAMO MAGNETICO DEL TRUE CRIME: PERCHÉ NE SIAMO TANTO AFFASCINATI?

Per definizione, con il termine “dualismo” si intende “la coesistenza di due essenze o principi contrastanti e distinti”. Due sfere agli antipodi insomma, che pur essendo l’una l’antitesi dell’altra, continuano a sussistere come facce opposte di un’unica medaglia. Guardando alla storia e alle innumerevoli indagini che in molti hanno sfoggiato riguardo l’uomo, la sua identità e l’esistenza, è possibile mettere in luce diversi esempi di dualismo. Dal pensiero platonico che distingue mondo sensibile e intellegibile alla filosofia kantiana per cui esistono noumeno e fenomeno, la presenza di ossimori sembra essere da sempre radicata nell’esperienza umana. Uno fra tutti, però, nonostante il passare dei secoli, sembra essersi mantenuto più degli altri iper contemporaneo, inducendo ancora oggi a un’attenta riflessione. Parliamo del dualismo bene-male, quel contrasto tra bianco e nero che fin dall’alba dei tempi si cela nell’animo di ciascuno.

True Crime
Esempio di scenario True Crime

Per sua stessa natura, l’uomo è costantemente portato all’essere curioso e alla necessità di esplorare ciò che ancora non conosce. Se da un lato capire e sperimentare il bene risulta piuttosto facile, in quanto accettato positivamente dalla società, dall’altro non si può dire lo stesso del male. La natura oscura di alcuni comportamenti, infatti, non riproducibile nella realtà (a meno che non si voglia andare incontro a spiacevoli conseguenze), è assai ostica da comprendere. Talmente ostica da spingere l’uomo (curioso, come si accennava sopra) a volerne sapere di più. Ma come? In che modo è possibile esplorare i meccanismi attivati nella mente di un criminale, senza poterli (giustamente) sperimentare?

Questa voglia implacabile di indagine viene colmata da un genere, cinematografico e letterario, al giorno d’oggi più che mai tra i prediletti del grande pubblico. Un filone in cui il volto del male diventa protagonista, accompagnato da un’approfondita analisi circa fatti, persone e moventi: il True Crime. Portato all’apice del suo successo da Truman Streckfus Persons, ribattezzato poi Truman Capote, il genere mostra sì il lato più tenebroso – e a tratti macabro – di serial killer, assassini e criminali di ogni genere, ma al tempo stesso affascina in quanto mette in scena la condizione umana più buia e malvagia. In una narrazione di questo tipo, dove il crimine non è finzione ma realtà a tutti gli effetti, i temi in gioco sono molteplici e piuttosto delicati.

True Crime
True Crime

Di fronte a crudeli omicidi, frodi, rapine e processi, infatti, si è inevitabilmente portati a riflettere su questioni quali giustizia e moralità. Per non parlare poi della psicologia umana, intricatissima, labirintica oseremmo dire, che, ad un certo punto, porta il criminale ad agire. Tutti questi diversi aspetti sommati tra loro danno vita a un quadro unico nel suo genere, uno scenario concreto e accurato che restituisce il vero crimine senza filtri.

Il fascino macabro (e ipnotico) di Dahmer – Mostro: la storia di Jeffrey Dahmer

Guardando al panorama attuale e alle piattaforme di streaming in particolar modo, Netflix (giusto per citarne una super popolare) offre un’ampia proposta True Crime, con film e serie tv seguitissime in ogni angolo del globo. Tra le più acclamate degli ultimi anni Dahmer – Mostro: la storia di Jeffrey Dahmer (2022), dieci episodi incentrati su uno dei più famosi e spietati serial killer di sempre. Noto al mondo come “il mostro di Milwaukee”, sua città natale, Dahmer si è macchiato di ben diciassette omicidi, oltre che di stupro. Il suo modus operandi, reiterato per anni senza essere mai scoperto, prevedeva pratiche a dir poco raccapriccianti tra cui necrofilia e smembramento dei corpi delle vittime in tante parti; parti che poi conservava come fossero trofei oppure (peggio ancora) per cibarsene.

Con una narrazione sviluppata a partire dal momento dell’arresto, avvenuto nel 1991, per poi ripercorrere la vita di Dahmer dall’infanzia sino alla cattura, lo spettatore viene completamento assorbito. Il tratto che senza dubbio più affascina è la psicologia malata del serial killer, un soggetto, come affermato dal padre Lionel Dahmer, da sempre piuttosto “ambiguo e compromesso dalla solitudine”. A giocare poi un ruolo chiave nel successo della serie (che ha registrato più di un miliardo di ore di visione in soli due mesi) è stata la straordinaria performance dell’attore Evan Peters, nei panni del mostro di Milwaukee.

Crimine vero
True Crime

Ma cosa ha reso questo prodotto Netflix tanto seguito? E perché ha suscitato un così grande interesse nonostante numerosi film e docu-film su Dahmer sugli schermi già da tempo? La risposta è ben evidente nella serie stessa e sottolinea la profonda abilità e sensibilità del regista, Ryan Murphy. Lo scenario delineato nel corso dei dieci episodi, infatti, si sofferma sì sulla psicologia morbosa e agghiacciante dimostrata dal serial killer, ma non solo. La narrazione ha voluto porre l’accento sulla cornice sociale in cui Dahmer è cresciuto; un contesto in cui omofobia e razzismo strisciavano dilaganti in modo individuale e sistemico, soprattutto tra le forze dell’ordine. Nonostante i diversi avvisi da parte di una donna afro-americana riguardo strani rumori e odori provenienti dall’appartamento di Dahmer, gli agenti di polizia per anni non sono mai intervenuti. E questo, forse, è uno tra gli aspetti che più lascia sconcertati.

Il racconto del vero crimine sbarca sui social con Elisa True Crime

Come dimostrato dai picchi di ascolto e dalla ricerca condotta da Express VPN, quindi, il True Crime sta conquistando via via sempre più terreno, svettando tra i generi maggiormente seguiti sulle piattaforme di streaming. La sua avanzata, senza alcun segnale di battuta d’arresto, prosegue poi sui social e nei podcast, assicurandosi un’audience ancor più ampia e diversificata. A tal proposito, un caso sicuramente esemplare è quello di Elisa De Marco, storyteller e youtuber italiana, che sui suoi canali vanta oltre 70 milioni di visualizzazioni.

Fin piccola appassionata di crimine e investigazione, la giovane torinese ha dato vita a un progetto, nato nel 2020 su YouTube, Elisa True Crime, ad oggi seguito da 1,12 milioni di follower. La cronaca nera diventa così per Elisa pane quotidiano, intrattenendo il pubblico a colpi di crimini efferati, enigmi irrisolti e misteriose sparizioni. «Ho unito la passione per il True Crime di mia mamma, al talento di storyteller di mio nonno» dice Elisa, che nel corso degli anni ha sviluppato un modo tutto suo di raccontare storie. Una narrazione estremamente coinvolgente che fa leva su resoconto dettagliato dei fatti e lato psicologico delle persone coinvolte. Un aspetto, quest’ultimo, che abbiamo capito apparire al pubblico come estremamente affascinante. 

Crimine vero
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