TERRA E VINO, L’ANIMA DELL’ALTO ADIGE IN CALICE

Tra alte vette e ampie vallate, paesaggi verdeggianti e un ricco patrimonio storico-culturale, l’Alto Adige è una terra preziosa, uno scenario ineguagliabile in cui la bellezza della natura regna sovrana. Meta imperdibile per gli appassionati di escursionismo e ideale per trascorrere piacevoli giornate all’insegna della quiete e della fresca aria di montagna, questo angolo di paradiso risulta piuttosto circoscritto ma straordinariamente grande in termini di ricchezza territoriale e prodotti tipici.

Dal celebre speck altoatesino alla variegata offerta vinicola, sapori autentici e genuini si fondono in un mix equilibrato e di carattere, restituendo una storia eno-gastronomica di assoluta eccellenza. Curiosi di saperne qualcosa in più, abbiamo incontrato alcuni tra i giovani produttori che in Alto Adige stanno portando avanti una tradizione antica, tramandata di generazione in generazione: quella del vino, punta di diamante entro il Südtirol e oltre. Parte di un’unica grande famiglia, il Consorzio Vini Alto Adige, gli operatori del settore enologico dedicano anima e corpo al lavoro in vigna e in cantina, firmando orgogliosi bianchi e rossi tra i più apprezzati al mondo.

Vino Alto Adige
Alto Adige, ph. Benjamin Pfitscher

«Le nuove generazioni si fanno certamente sentire sul nostro territorio. Tra tenute private, cantine sociali e piccoli viticoltori, le aziende altoatesine sono animate da tradizione e passione e stanno passando il testimone ai giovani – tra i 22 e i 40 anni – con l’obiettivo di elevare sempre più la qualità dei vini». Così afferma Andreas Kofler, presidente del Consorzio Vini Alto Adige, che poi continua dicendo: «Qui c’è una nuova generazione di vignaioli che sta facendo davvero “rumore”, con l’intenzione di farsi sentire e di portare avanti i progetti iniziati dai loro nonni e genitori. Sono giovani con grande entusiasmo e competenza, hanno alle spalle importanti percorsi di formazione ed esperienze in tutto il mondo. E tutti questi fattori consentono loro di portare una nuova energia nelle cantine».

Vino Alto Adige
Vino bianco Alto Adige DOC

Gewürztraminer: in Alto Adige, un vino che sa di territorio

Dai sentori fruttati del Pinot Bianco alla morbidezza della Schiava, dalla freschezza frizzante del Sauvignon all’aromaticità del Gewürztraminer, la proposta enoica offerta in Alto Adige è sfaccettata e rigorosamente di origine controllata. A giocare un ruolo essenziale nell’indiscutibile qualità di questi vini è il terroir di provenienza, il complesso intreccio di fattori climatici, geologici e geografici che si riversano poi in calice a prodotto finito. Nel caso specifico dell’Alto Adige, la vegetazione, la varietà dei suoli, la cultura alpina e quella mediterranea si intersecano in modo perfetto, consegnandoci vini che davvero sanno essere specchio del loro territorio. In essi, soprattutto grazie all’apporto di giovani produttori, si riscontra uno spiccato spirito di innovazione, senza però mai dimenticare la consolidata tradizione enoica altoatesina e, immancabile, uno sguardo attento al sostenibile.

Ripercorrendo le tappe più significative del nostro breve ma intenso soggiorno in Alto Adige, irrinunciabile un focus su una vera perla altoatesina: il sopracitato Gewürztraminer, ottimo come aperitivo o abbinato a svariate proposte culinarie. Quattro giovani vignaioli – Niklas Foradori della tenuta Hofstätter, Karoline Walch di Elena Walch, Johann Rottensteiner dell’azienda Brunnenhof a Mazon, e il secondo enologo della cantina Tramin Stefan Dissertori – sono il chiaro esempio di come le nuove generazioni si stiamo facendo carico di proseguire la storia enoica, e del Gewürztraminer in particolar modo, costruita nei decenni loro precedenti.

Con il suo colore giallo paglierino, un profumo leggero e piacevolmente secco, questo Alto Adige DOC esalta piatti a base di pesce e pietanze speziate, oltre ad essere eccellente in combinazione con un buon dessert. Tra le varietà a bacca bianca più gettonate in tutto il Südtirol, il vino di Termeno (Tramin in tedesco) vanta un passato glorioso, un presente brillante e un futuro tutto da esplorare.

Dove il vino è lavoro e passione: Cantina Valle Isarco e Cantina San Paolo

Il Gewürztraminer, però, non è l’unico vino altoatesino a far parlare di sé; dal Muller Thurgau al Riesling, dal Sylvaner al Pinot Grigio, infatti, questo territorio ha molto altro da offrire. Ne è testimone la Cantina Valle Isarco, fondata nel 1961, attualmente attiva su circa 150 ettari coltivati. Perseguendo una filosofia ben precisa, quella della qualità senza compromessi, l’azienda produce ad oggi 950 mila bottiglie l’anno, con vini prevalentemente bianchi dai sentori fruttati e minerali. Tra gli ultimi arrivati presso la cantina, situata presso il comune di Chiusa, un prodotto senza dubbio peculiare e di carattere: Granit 960, vino 100% Kerner affinato all’interno di un imponente cilindro in granito. Disponibile sul mercato dal mese di luglio 2024, questo bianco mostra più che mai la voglia di innovare, portando nel settore enoico una ventata di sperimentazione.

Cantina Valle Isarco
Cantina Valle Isarco, botte cilindrica in granito per l’affinamento del nuovo Granit 960, ph. Helmut Moling

Proseguendo nel nostro tour tra filari di vite e tenute, a San Paolo un nome importante nutre dal 1907 un amore incondizionato per il vino. Parliamo della Cantina San Paolo, fin dalle sue origini fondata su consapevolezza, coraggio e comunità. Con un terroir variegato che si alterna tra porfido, argilla e sabbia, e un microclima ideale con giornate calde e notti fresche, i vigneti dell’azienda si collocano in una cornice sicuramente privilegiata, culla di vini eccezionali dalla forte territorialità. Il Sanctissimus, per esempio, è il prodotto prediletto della cantina. Questo Pinot Bianco, corposo e raffinato, con una storia secolare alle spalle, è figlio di un vigneto rivolto a Sud, coltivato all’ombra della chiesa di Missiano. Nonostante i molti anni trascorsi dal primo imbottigliamento, il Sanctissimus non perde la sua forza, anzi, continua a imporsi deciso, contraddistinto da un carattere riconoscibilissimo e opulento.

Il vino della Cantina Kaltern incontra lo sport con il ciclo tour guidato alla scoperta dell’Alto Adige

Per chiudere in bellezza questo viaggio alla scoperta dell’Alto Adige vitivinicolo, in direzione lago di Caldaro, il più grande balneabile della regione, Cantina Kaltern apre le sue porte. Eleganti, autentici e complessi, i vini qui prodotti sfoggiano importanti influenze alpine e mediterranee, riflettendo così lo scenario suggestivo in cui si inseriscono. Pinot Bianco, Grigio e Nero, Chardonnay, Gewürztraminer e Sauvignon. E poi ancora, Schiava, Muller Thurgau e Lagrein. I protagonisti della produzione presso Cantina Kaltern sono molteplici, adatti a rappresentare la straordinaria varietà del territorio altoatesino.

Vino Alto Adige
Cantina Kaltern © Alex Filz

Ma non è tutto. Per esplorare il panorama vitivinicolo locale a tutto tondo, a partire dall’azienda Kaltern è possibile noleggiare una comoda e-bike e percorrere un tracciato immerso nel verde, attorno al famoso lago. Sotto la guida di esperti Bike Wine Ambassador – abili conoscitori del vino e del territorio – gli enoturisti vengono accompagnati in un itinerario unico; un ciclo tour tra vigneti e cantine volto a unire sport e vino. L’iniziativa, promossa dal Consorzio Vini Alto Adige e dall’Associazione Guide Mountain-Bike Alto Adige, è interamente personalizzabile sulla base delle richieste dell’ospite, il quale può così pedalare lungo le note strade del vino altoatesine, godendo di una vista mozzafiato.

Lago di Caldaro
Lago di Caldaro – Percorso immerso nel verde per ciclo tour guidato alla scoperta del vino altoatesino

L’Alto Adige è una terra speciale, dalle mille ricchezze, e la sua produzione enoica ne è la viva dimostrazione. Ciascun calice racconta una storia di cura, determinazione e passione; una narrazione che, sorso dopo sorso, restituisce la più autentica essenza del Südtirol e dei suoi abitanti (soprattutto dei moltissimi giovani oggi impegnati nel settore). I vini qui prodotti sanno dare piena voce al loro suolo di provenienza, definendo un mosaico miscellaneo ma ben coeso. E proprio questo aspetto rende gli stessi tanto preziosi.

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