When Stories Make History: la prima grande mostra di Vanity Fair

Palazzo Van Axel, nel cuore di Venezia, è il cuore dela mostra When Stories Make History, tenutasi il 4 Settembre, che ha celebrato il passato, il presente e il futuro della storica rivista.

Il  mondo Vanity Fair è stato ripercorso attraverso edizioni da collezione, filmati, proiezioni e installazioni in un viaggio multimediale: dal romanzo di William Makepeace Thackeray, da cui la rivista prende il nome agli scoop firmati Tina Brown e Graydon Carter, dal primo numero del settimanale italiano a un video di mash up con tutti i party più glamour alle copertine d’artista fino alle attività social che hanno contraddistinto gli anni recenti.

Ben 1085 copertine scelte tra le edizioni americana, italiana, spagnola e francese, arricchiscono la prima sala, ripercorrendo le tappe principali della storia del magazine illustrando i momenti salienti: dalla prima volta che compare l’espressione «fiera della vanità» all’ultima sterzata epocale impressa al magazine a livello internazionale.

“Esplorando” i corridoi di Palazzo Axel si scopre la sala dedicata alle aperture che hanno scritto la storia del brand: impossibile non citare il reportage di una giornata che Vanity Fair Italia ha trascorso con l’indimenticata Raffaella Carrà; il ritratto che Fabrizio Ferri ha scattato a una Monica Bellucci nuda in stato di grazia ed il racconto privato di Barack Obama.

La mostra si conclude con il racconto di come lo storytelling  della rivista si sia evoluto nel tempo, dalla carta stampata al sito, dal magazine alle pagine social, in una in costante e crescente formula editoriale-digitale che fonde informazione e intrattenimento.

A tavola siedono i volti dei personaggi che si sono raccontati degli anni a Vanity Fair: non manca Madonna che, in un’intervista con il direttore Simone Marchetti, illustra il suo punto di vista sull’emancipazione femminile a Emma Mackey, protagonista del serial tivù Sex Education. All’altro capo della sala, un cubo specchiato in cui letteralmente immergersi nell’universo digitale: in un loop da algoritmo tutti i progetti speciali che hanno caratterizzato gli ultimi due anni del brand, come video, monologhi scritti e letti in esclusiva da esponenti del mondo dello spettacolo.

La mostra-evento è stata resa possibile grazie al supporto di alcuni partner come  CampariISDINMoët & Chandon, e Millefiori® Milano, sostenendo Venetian Heritage, organizzazione internazionale non profit con sedi a Venezia e a New York che supporta iniziative culturali tramite restauri, mostre e  pubblicazioni.

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