Ai Golden Globe di scena il normcore con DG, Armani, Prada, Brioni e Versace

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Brand Pitt (Photo by Frazer Harrison/Getty Images)

Brad Pitt, Taron Egerton per ‘Rocketman’, Renée Zellweger per ‘Judy’, Joaquin Phoenix per Joker, Tom Hanks, Russell Crowe, The Crown, 1917, The Farewell, e infine Parasite: questi i vincitori assoluti dell’edizione 77 dei Golden Globe 2020. Ed è subito gara di stile. Sul red carpet l’altra sera a Los Angeles, al Beverly Hilton di Beverly Hills, si sono misurati a colpi di glamour e lustrini i divi e le star di Hollywood più cool che hanno sfoggiato dei look meno eccessivi del solito ma pur sempre molto sontuosi e siderali.

Torna il velluto (notevole il total velvet suit di Tom Ford per il sofisticato Ansel Elgort, molto dandy, interprete dell’indimenticabile film ‘Il cardellino’), il blu pantone, colore 2020 e spuntano toni inediti come il melanzana (molto posh lo smoking dai revers a lancia spaziali di Wesley Snipes) e il verde acido (quest’ultimo griffato Dior ed esibito coraggiosamente da Charlize Theron), mentre gli uomini hanno puntato sullo smoking più classico e bespoke (favoloso quello di Daniel Craig realizzato per lui da Anderson and Sheppard, sarto londinese di Savile Row molto apprezzato dai divi), con qualche nota di ‘follia’ che non può mancare. Vedi Billy Porter, famoso per i musical, in outfit bianco che fa la ruota con tanto di gonnellone di piume da pavone angelicato stile Wanda Osiris firmato Alex Vinash, davvero too much. Non ha mancato di farsi notare anche Beyoncè, palesatasi in un lungo in cady bianco ornato da maniche arricciate dorate firmato Schiaparelli. A parte questo, normcore è stata la parola d’ordine di questo tappeto rosso dove il presentatore, il comico inglese Ricky Gervais, che si è scatenato nei suoi monologhi comici al vetriolo non sempre politically correct, ha sfoggiato un Dries Van Noten portato in modo molto noncurante.

Elegante e understated, con il lupetto sotto la giacca, Pedro Almodovar si è presentato in nero assoluto Givenchy con tanto di occhialoni anni’80. In tema di eyewear molto fancy, nessuno può insidiare il primato di Elton John, presente alla cerimonia dei Golden Globe insieme al marito David Furnish, entrambi in look griffati Gucci. Elegantissimi Tom Hanks in Tom Ford (stilista che non per niente ha deciso di sfilare a Los Angeles due giorni prima degli Oscar) e il favoloso Chris Evans in Isaia, mentre Sacha Baron Cohen e Nicholas Braun hanno optato per il blu pantone rispettivamente Dolce & Gabbana e Prada che ha vestito anche Sam Rockwell e Paul Rudd.

Prestigioso e bellissimo, Brad Pitt, 56 anni portati magnificamente e un sorriso beffardo, vincitore del premio per miglior e attore non protagonista per ‘C’era una volta…a Hollywood’ di Quentin Tarantino, non offre fianco a critiche nel suo tuxedo couture tre pezzi e papillon firmato Brioni, la maison di Kering che quest’anno festeggia 75 anni di storia al salone di moda Pitti Uomo di Firenze. Da notare anche l’avvenente Joe Manganiello, star di ‘Magic Mike’, in un magnifico smoking nero sartoriale dai revers sciallati di Dolce&Gabbana accompagnato dalla flessuosa sirena Sofia Vergara anche lei in Dolce gran sera burgundy.

Molto stylish e dandy cool Josh O’Connor che sotto lo smoking black di Loewe ha sfoggiato un vezzoso fiocco nero po’ boho-rock. Sul versante genderless segnaliamo la bella giacca forgiata a guepière di Lulu Wang, regista dell’acclamato ‘The farewell’ anch’esso fra i 25 premiati, e la coppia lesbo chic Ellen DeGeneres e Portia de Rossi, vestite per la serata di gala da Hedi Slimane, anima creativa di Celine che ha conferito alle due attrici un piglio gentlewoman in smoking di cristalli. Alla corte di Re Giorgio si sono presentati in pole position vari attori e star di prima grandezza: da Leonardo DiCaprio a Martin Scorsese, da De Niro a Pacino, da Matt Bomer (un’icona queer di grande fascino) a Pierce Brosnan, da Taron Egerton a Stellan Skarsgard premiato per la serie ‘Chernobil’. Dulcis in fundo, dopo un Rami Malek super trendy in Saint Laurent che ha vestito anche Kit Harington (imperdonabile invece la caduta di stile di Kerry Washington in Altuzarra, da dimenticare!), ha calcato il red carpet una diva favolosa, Nicole Kidman, in rosso Atelier Versace, elegante e sensuale issata su sandali di Giuseppe Zanotti, da 10 e lode! Per quanto riguarda la serata, grandi sconfitti Scorsese con il suo ‘The irishman’ che era fra i favoriti, e Netflix tranne che per ‘Storia di un matrimonio’ con una magnifica Laura Dern in Saint Laurent by Anthony Vaccarello e ‘The crown’ con una raggiante Olivia Colman un po’ goffa nelle sue maniche a sbuffo, da bocciare.

Premio alla modestia all’attore Rami Youssef, palma d’oro alla vanità a Quentin Tarantino che in velluto dark ha tenuto un discorso di ringraziamento un po’ fuori luogo per i tre premi conferiti al suo nono film, peraltro innegabilmente il suo capolavoro. Da dimenticare anche l’esibizione testosteronica di Jason Momoa, l’attore di ‘Aquaman’, che ha letteralmente ‘mostrato i muscoli’ con una canotta molto tamarra, mentre ha piacevolmente colpito il discorso politico di Patricia Arquette, premiata per la serie ‘The act’, che sul palco ha asfaltato Trump. Ci è infine parso raffinato il casto nude look color marron glacé di Gwyneth Paltrow in lungo romantico di tulle guarnito da micro rouches firmato Fendi. Appuntamento alla notte degli Oscar, stay tuned.

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