Alla Portugal Fashion Week le nuove generazioni si raccontano. Tra sfilate en plein air e nuovi codici di comunicazione

Un’occasione non sprecata per la 47a Fashion Week portoghese. La presenza di pubblico ridotto, resa necessaria dalle nuove norme di sicurezza che rispondono alla emergenza pandemica in corso, rappresenta il punto di partenza per elaborare un nuovo linguaggio che racconti questa speciale edizione. La suggestiva cornice di Porto, a capital do norte (la capitale del nord), è teatro di performance al di sopra delle aspettative, per il pubblico presente e per chi ha seguito le dirette streaming, grazie a codici più intimisti, che ci hanno mostrato gli aspetti più profondi dei percorsi creativi dei designer.

Cortometraggi e performance si fondono in uno spettacolo che dà libero arbitrio a talento e immaginazione. Suoni e visioni d’avanguardia mettono in discussione inutili lustrini e una perfezione ormai decadente, per puntare i riflettori sugli aspetti più profondi della personalità di ogni collezione e scoprire le loro storie, costruzioni e qualità. Da Milano a Porto ci mostrano la moda nuova, tra fisica e digitale, espressiva più che mai.

David Catalan
Sahariane in ispirazione jungle che con le sue varianti cromatiche ci trasportano in un viaggio esotico tra le dune del deserto e le foreste tropicali, atmosfera resa ancora più intensa dai caratteristici copricapi della legione straniera e il richiamo alle divise rivisitate in chiave ottimista con i pantoni più vivaci della scala cromatica.

Ernest W. Baker
Un film che ci fa scoprire, con la discrezione di chi osserva dallo spioncino, un processo creativo che ha come punto di partenza un album di ricordi, di affetti, dei delicati e quanto mai importanti anni dell’adolescenza, fatti anche di momenti di preziosa solitudine con le nostre passioni giovanili. Sentiamo l’urgenza di tornare a uno stato d’innocenza, semplicità e valori familiari.

Di un’antica formazione fatta di affetti importanti, dell’ascolto affamato dei racconti dei nonni che hanno vissuto rapporti più semplici e onesti, al riparo dalle continue distrazioni dei social media. La cultura che abbiamo ereditato dai nostri antenati è parte di ciò che siamo, ogni nostra scelta ha conseguenze e responsabilità nei confronti di chi ci sta vicino.

Estelita Mendonca
Il nome già la dice tutta: “Outburst“, caos, big bang. Un concetto fondamentale per creare il vero rinnovamento. Una nuova società, un nuovo modo di vivere, necessitano come condizione primaria un caos virulento e contagioso che investa l’ambiente e la società umana. Da qui il mix violento di materiali e colori, sui tagli vivi ben visibili sulla pelle, materiali tecnici fluo, elementi rubati al mondo del fitness diventano couture. Le maglie destrutturate nella scelta pastello cadono sui fisici super-maschili e mettono in evidenza le forme plastiche del corpo. Un impermeabile si fonde con gli elementi di un kway, tshirt in pelle con un tascone in tulle, parola d’ordine contaminazione, per raggiungere qualcosa di nuovo, una nuova virilità.

Katty Xiomara
Anche questo è il caso in cui un film riesce ad entrare dentro l’anima più profonda della collezione. Un viaggio intimo che narra i dettagli di un capo: ogni singola piega, uno scollo, la leggerezza di un tessuto che accarezza la pelle. L’atto del vestirsi è una preparazione a una nuova esperienza per l’abito stesso. Perché l’abito ha una sua ragion d’essere, ha una relazione unica con il corpo e la vita che gli diamo, vive le nostre stesse esperienze, vibra di luce e muove le ombre, corre tra le sue pieghe e i suoi tagli, si accascia quando soffriamo e sente gli abbracci che riceviamo. Come avesse anima e corpo.

Forme romantiche disegnate da voile e macramè, abiti goffrati in vita o midi plissé e legati da nastri che mettono in evidenza corpo e femminilità in un’atmosfera glam rock new romantic, completata da calze a rete e biker. Raccontata attraverso la straordinaria regia di Monica Santos.

Marques’Almeida
Moda ad alto impatto per la donna digitalizzata. Tagli asimmetrici dai profili sfrangiati fluttuano insieme ai movimenti rapidi del corpo di una donna eclettica e dinamica. Sicura nei suoi maxi-voile come sculture, abiti a rete, maglie oversize destrutturate che cambiano il nostro modo di concepire le forme, il corpo è libero di esprimersi dentro volumi inconsueti che prendono vita, per donne in prima linea, protagoniste di una metropoli iperattiva.

Pe De Chumbo
Talento e femminilità nel trionfo dei filati, del ricamo, e del macramé. Una delle eccellenze coltivate da questo paese trova la sua massima espressione in questa collezione che lo sviluppa in un’infinita varietà di tagli e strutture. Abiti romantici con preziose maniche e gonne a ruota, body sensuali e giubbini dal gusto rock. Il tutto personalizzato da maxifiori dipinti, con uno stile riconoscibile come un marchio. La sera si sviluppa tra fili e frange che ricordano il procedimento iniziale della tessitura: la materia prima è in primo piano per ricordare il suo valore assoluto, su abiti svuotati e liberi dalle forme canoniche che raggiungono il più alto livello di sensualità.

Miguel Vieira
Da un giardino segreto a un cocktail in riva al mare. É il mondo spensierato e fresco di Miguel Vieira. Un desiderio di libertà e di bellezza come ancora di salvezza, che questa volta riguarda tutti i paesi del mondo, espressa con volti di ogni nazionalità carichi di carisma e personalità. Nello stile si trova una via d’uscita, una porta verso la poesia, grazie a sciarpe in paillettes e tessuti di pregio per giacche doppiopetto che cadono impeccabili o mostrano fodere insolite che parlano di lusso. Stampe digitali contemporanee su blazer trench spalmati per brillare sempre e ovunque.

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