All’Off/Off Theatre di Roma in scena l’amore senza etichette

C’è una piacevole commedia di scena a Roma che con garbo e brioso umorismo affronta un tema attualissimo e oggi molto dibattuto: l’inclusione. Un tema di cui non si parla mai abbastanza in questo strano paese pervaso da uno sgradevole e aberrante rigurgito di oclocrazia populista e omofoba.

Con ‘Siamo tutti gay’ Lucilla Lupaioli che ha scritto e diretto la pièce ispirata a un’idea di Marco Marciani e che l’Off/Off Theatre mette in scena fino al 16 febbraio, fa una riflessione semiseria sullo stato dell’arte della nuova fluidità di genere. La commedia parla soprattutto alle nuove generazioni sensibili al tema focale della pièce: la ricchezza delle differenze. “Mio figlio ventenne non è gay ma è attratto come i suoi coetanei dalla possibilità di sperimentare, il futuro segnerà il superamento dell’identità, la mia pièce è ambientata nel presente ma proiettata verso il futuro”, spiega nel backstage Lucilla Lupaioli.

E in occasione di S.Valentino l’OFF/OFF Theatre che sta diventando anche un elegante spazio per eventi, nella sua ricca e interessante programmazione che in teatro definiscono ‘un festival permanente’, propone una commedia frizzante e un po’ rétro sull’amore libero trainata dalla scoppiettante vis comica di Alessandro di Marco che riteniamo molto adatto al cinema considerata la sua preponderante presenza scenica, perfetta per Ferzan Ozpetek e Pupi Avati.

Istrionico, surreale e tranchant l’attore si mette in scena en travesti nei panni della diva teatrale Maggie e convince con una interpretazione che ha ritmo e stile e che trae spunto dalla rivisitazione delle icone queer del teatro e del cinema, somigliando a una Greta Garbo ibridata con Gloria Swanson genere ‘Viale del tramonto’, il tutto filtrato da una strepitosa comicità che ha il sapore di un musical di Broadway con scenografie abbastanza minimal.

Il fulcro della trama è il ribaltamento della prospettiva tradizionale riguardo agli orientamenti sessuali: l’omosessualità diventa la norma e l’eterosessualità un tabù. Gli eterosessuali vanno allo stadio, ascoltano il rap e non sanno abbinare i colori, ma sono comunque liberi di amare. Questo è il messaggio dell’autrice, attrice e scrittrice educata alla scuola di Patroni Griffi, stella dell’Eliseo e oggi docente di arte drammatica con un buon successo.

Lupaioli che sulla scena interpreta la compagna di Maggie, Tess e che è affiancata da un gruppo di giovani e brillanti virgulti dell’arte comica fra i quali spiccano Antonio De Stefano (William) e Armando Quaranta (Max), ma non sono da meno anche Maria Antonietta Monacelli (Sheyla) e Martina Montini (Lucy), ha lavorato a stretto contatto con alcuni degli attori italiani più brillanti e famosi della scena cinematografica e televisiva italiana: Paola Cortellesi, Libero Di Rienzo e Lucia Ocone, tanto per citarne alcuni.

Applausi a scena aperta per una bella sorpresa, ludica e illuminata che i sostenitori della comunità LGBT ma non solo sapranno apprezzare. Peccato per la breve durata dello spettacolo e per la breve permanenza a teatro dovuta a motivi indipendenti dalla compagnia di Lupaioli. Ma non è questa la sede per una disamina delle tare ataviche del sistema della politica culturale in Italia che certamente non favorisce gli artisti. Stay Tuned.

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