Io Fernando, non solo Alonso

Intervista esclusiva di Anna Maria Di Luca

Siamo al Baglioni Hotel Carlton, che guarda i tetti di Milano, in una bellissima e calda giornata di aprile. La suite è un set: luci, trucchi, mandorle e cioccolato fondente. Smoking per Alonso, accappatoio per Linda. E poi quel gesto che la imprigiona nuda tra le braccia di Fernando. Sono belli. Innamorati. L’odore d’asfalto e di gomme, l’eccitante rombo dei motori, tutto è lontanissimo, per spazio ma anche per tempo. Alonso due volte campione del mondo di F1 (Renault 2005 e 2006). Alonso, lo spagnolo chiamato “Magic”. Alonso senza casco, senza tuta, semplicemente Fernando che stringe la sua Linda e guarda l’obiettivo.

È insolito vederti in queste vesti, lontano da un circuito

La gente non mi vede mai così, ma il novantanove per cento della mia vita è Fernando, come ora, non è Alonso. C’è un Alonso che è il pilota e poi c’è Fernando persona.

Alonso c’è stato di sicuro fino al 2018, e poi?In verità c’è anche adesso, non ho smesso di gareggiare. Certo prima per venti domeniche l’anno c’era quel pilota, e poi dal lunedì al sabato c’era il figlio, l’amico o il fratello. Sono sempre stato una persona molto distante da quello che la gente vedeva in tv. Il pilota alla fine vive in un’atmosfera di competitività enorme e di pressione, per cui non ti comporti come sei veramente. 

Stai dicendo che c’è un “doppio” dentro di te? 

(ride)Gli sportivi trasmettono un’immagine diversa da quello che sono veramente nella quotidianità. 

Ed è anche inevitabile, quando in F1, subito dopo la gara ti levi il casco, hai ancora il volto madido e il battito altissimo e vai davanti alle telecamere, sei quello che vedono tutti in quel momento, ma sicuro non sei veramente te stesso, la tensione gioca un grande ruolo.

Quando l’anno scorso hai svuotato il tuo armadietto eri emozionato?

Si, c’era emozione. È  una parte della mia vita molto importante.Sin da bambino sognavo di correre in F1 ed ho anche avuto la fortuna di avere delle macchine molto competitive. Oggi so che la vita mi riserva altre e nuove tappe, le affronterò con lo spirito che lo sport mi ha aiutato a costruire.

Strano sentirti parlare come un ex pilota di F1, non è da te…

Non chiudo le porte a niente per il futuro, amo moltissimo i motori. Non corro in F1 ma ogni weekend mi ritrovo comunque con un volante tra le mani. In accordo con McLaren, voglio puntare allaTriple Crown(Tripla Corona)che va a chi vince F1, 24 Ore di Le Mans e 500 Miglia di Indianapolis, purtroppo questa volta non è arrivata la qualificazione in quest’ultima corsa storica dove gareggiare è pericoloso e romantico. Fino ad ora solo Graham Hill ha avuto la Tripla Corona. Farlo oggi nell’era moderna sarebbe una grande cosa. E comunque se la F1 mi si ripresentasse in maniera attrattiva, non ho dubbi, tornerei nel grande Circus.

Il grande Circus appunto, il problema era la macchina? 

La Formula 1 va a cicli, per alcuni anni abbiamo visto dominare Red Bull, per altri Mercedes, poi Williams, Ferrari, McLaren. Ci sono 5 o 6 squadre top che hanno periodi di dominio, è difficile capire quale è quella giusta in quell’anno e dove è meglio andare. Mi ritengo comunque fortunato, anche se a volte mi è mancata la macchina vincente.  Per due volte sono stato vicinissimo al titolo Mondiale, è vero, ma io lo avevo già vinto. Ci sono piloti che hanno talento e non hanno mai avuto la giusta possibilità per farcela.

Le occasioni sfumate sono il 2010 ed il 2012 vinte da Vettel, hai rimpianti?  

Se guardi indietro nella carriera dei piloti ci sono sempre scelte diverse da compiere, ma il futuro non si può prevedere, quindi va bene così. Io sono un istintivo e se in un momento mi sento di fare quella scelta vuol dire che devo farla. Non ho rimpianti in quel senso perché ho fatto quello che sentivo. 

Secondo te c’è un’età limite per i piloti? 

Come tutti gli sport non c’è una data di scadenza ma senti che il tuo corpo risponde meglio tra i 25 e i 30 anni. E quelli sono gli anni in cui io mi sono sentito fisicamente più forte e più adatto. Poi certo anche l’esperienza che viene con il passare del tempo ha la sua importanza.

La Ferrari è in cerca di una quadratura, ma anche di rinnovamento, Charles Leclerc è il giovane giusto?

Charles ha un grande talento ed esperienza in Alfa Romeo ed è della scuderia dei giovani Ferrari. Questo primo anno sarà dura, sentirà molto la pressione che si respira, dovrà assimilare, ma per il futuro credo che abbia tutte le carte in regola per avere un grande successo.

Parlando all’Alonso campione: cosa può servire in questo momento alla scuderia di Maranello?

Pazienza. Non è facile, quando ci sei dentro ad ogni weekend  ci si aspetta una vittoria, e Ferrari è il team più noto e amato al mondo. Quando gareggiavo io mancavano le competenze e le risorse tecniche ma eravamo molto competitivi, adesso lo è la macchina ma il clima di eccessiva pressione non aiuta. E poi la Mercedes è molto forte.

Per la McLaren oggi sei “ambasciatore”, impegnato anche a testare le macchine

Il ruolo di ambasciatore mi inorgoglisce. La squadra ha poi pensato che tutta la mia esperienza potrà essere utile a due piloti giovani come Carlos Sainz Jr e Lando Norris. 

Comunque pare che il tuo nome giri nel mercato, anche Mercedes

In passato ho avuto contatti con la Mercedes. Già nel il 2016 quando Nico Rosberg decise di smettere, parlai con Toto Wolff, ma alla fine non siamo mai arrivati a un sì definitivo; ero McLaren e non era facile trovare soluzioni. 

In futuro sono aperto a proposte interessanti. Se decido di tornare in F1 è solo se c’è la possibilità reale di vincere il Mondiale, non mi interessano i progetti che partono da zero, voglio una macchina vincente da subito.

Lasciamo per un attimo Alonso e parliamo di Fernando… hai più tempo libero?

Per ora la mia vita non è cambiata molto, il 16 giugno ho la 24 ore di Le Mans, poi per i test vado e vengo dal North Carolina. Diciamo che la normalità potrò ritrovarla dal 17 giugno. E finalmente potrò andare in vacanza, ovvio senza dover contare i giorni e incastrare le date come facevo quando correvo.

Ecco vacanza, quale preferisci?

La montagna mi piace, frequento le Dolomiti sia d’inverno sia d’estate, mi piace andare in mountain bike e il Trentino è davvero l’ideale per questo sport. Ma amo anche il mare: Grecia, Corsica o Sardegna, l’importante è che ci sia sempre modo di muoversi un po’. Mi piace rimanere attivo giocando a basket, calcio, tennis, per me la vacanza è questa, sfidare gli amici… 

Guardando i tuoi “cap” durante le interviste abbiamo imparato a conoscere Kimoa, il tuo marchio

Questa è un’altra sfida, mi sto mettendo in gioco come imprenditore, abbiamo iniziato puntando sugli accessori, ma produciamo anche abbigliamento e voglio far conoscere la linea attraverso blogger e social.  

Linda è parte integrante del progetto, come l’hai conosciuta?

Ci siamo incontrati al Gran Premio di Monte Carlo e poi dopo una settimana siamo usciti; mi ha cercato lei, mi ha scritto, non è stato difficile ero già molto colpito dalla sua bellezza.

Dopo tre anni la pensi sempre così?

Sono innamorato di Linda, altrimenti sarebbe difficile. Con i nostri lavori un forte sentimento è fondamentale per andare avanti.

Sei un tipo geloso? 

Direi di no, sono uno che vuole sentirsi semplicemente rispettato, e con Linda l’ho sempre avvertito. Lei però è più gelosa.

Linda si muove molto bene nel mondo della moda, a te piace? 

Non sono appassionato, ma cerco di seguire le tendenze, è parte anche del mio mondo, poi vivendo insieme a lei mi tengo aggiornato.

Come pilota del grande Circus ti senti mai solo?

Molte volte. Vedi, in effetti vivi come se fossi in una bolla, anche se tutti si preoccupano per te: squadra, sponsor, famiglia. Ma fai una vita in cui sei in giro per il mondo, solo con beauty e valigia. Al volante invece non mi sento mai solo, sto lavorando, sono concentrato, non c’è il tempo di pensare. La vita da sportivo comunque è una vita dura.

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Photographer: Paolo Santambrogio

Fashion Editor: Valentina Serra

Talents : Fernando Alonso e Linda Morselli

Hair : Domenico Civale per Aldo Coppola Agency

Make up : Karim Borromeo @wmmanagement

Stylist assistant : Giorgio Uggeri

Si ringrazia Baglioni Hotel Carlton, The Leading Hotels of the Worlds

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