Antonio d’Anna – head designer di Krizia – e la sua poetica del doppio

Artwork di Maria Angela Lombardi @_mariaalombardi_

Abbiamo incontrato Antonio D’Anna che sta facendo un percorso attento e rispettoso per riportare krizia sui suoi standard originari, ma con una particolare attenzione alle esigenze del mercato. La Maison, dal 2014 di proprietà della cinese Zhu Chongyun, nel corso degli ultimi 4 anni ha intrapreso un nuovo percorso, sotto la direzione creativa di Antonio D’Anna, con una formazione alla Marangoni e un’esperienza di cinque anni da Design Coordinator da MSGM.

Punto di partenza obbligato, il prezioso archivio di Mariuccia Mandelli, con l’intento di sviluppare una capsule collection che possa stabilire continuità e rispetto per gli elementi chiave che hanno reso Krizia autentica e inconfondibile.
Dai plissè definiti da volumi importanti, alla maglieria colonizzata da tigri, orsi e pantere, fino alle strutture architettoniche di abiti e giacche sartoriali.
La cravatta, elemento ricorrente nell’estetica storica del brand, declinata in versione maxi su una maglia intarsiata e, tagliata nel feltro, diventa anche un top ironico.

Se dovessi riassumerti a collezione con un concetto, è “il doppio” che si presenta in tutta la collezione. Per superare il comune utilizzo dei tessuti, per crearne uno nuovo, con più struttura e personalità.”
Cura nei dettagli, volumi ampi definiti da plissè, materiali doppiati da strati di seta con lana taglio vivo, grafismi e nude effect su long dress e la pantera, elemento molto caro a Mariuccia Mandelli, su maglie oversize asimetriche disegnate in versione trompe l’oeil.

Il candido cappotto in lana ingabbiata nella seta incarna perfettamente il suo tema di stagione. Un consapevole gioco di multilayering, con tagli sfrangiati lungo i profili e tutto il reverse: un capo dalla costruzione molto complessa, ma il risultato è pulito e mai eccessivo.
Il fatto di seguire una capsule, mi ha permesso di avere molta cura del capo, e di sperimentare tecniche di lavorazione couture, nel rispetto del dna originale che ha reso Krizia indiscutibilmente unica

Anche il plissè ingabbiato nella seta e le sue ampie maniche a ventaglio rievocano alcuni abiti iconici, a cui Krizia era molto affezionata. Maglie asimmetriche jaquard in cui irrompono motivi geometrici. Pricipe di galles, gessati e piede de poule perdono il loro germe maschile, per fondersi con il plissé tinto in capo o declinati su tailleur sartoriali rivoluzionati nella costruzione.
“Quel plisset, leggero e riflettente, tema ricorrente anche nelle lunghe borse, reminiscenza d’archivio in jersey
”.


I gioielli, lavorati a mano, diventano macro, vistosi e geometrici, ma svuotati e assemblabili, per ottenere leggerezza e varietà nella costruzione, in un equilibrio di spazi riempiti, rigorosamente in trasparenza, con smalto cattedrale.

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