Carisma e talento: l’ascesa di Giacomo Ferrara

Classe 1990, origini abruzzesi, Giacomo Ferrara è tra gli attori più talentuosi e carismatici della sua generazione. Si è fatto conoscere – e amare – dal pubblico nei panni del malavitoso Alberto “Spadino” Anacleti, tra i protagonisti del film Suburra e, soprattutto, dell’omonimo serial; un personaggio che, afferma, «porterò sempre con me, è entrato nella cultura pop italiana, lo vedo da ciò che mi scrivono le persone, riversando su di me l’affetto provato per lui». Prima della popolarità con la serie Netflix («una parentesi bellissima del mio percorso, iniziata nel 2015 e terminata l’anno scorso»), aveva già avuto modo di mostrare le proprie capacità col ruolo di Angelo de Il permesso – 48 ore fuori, valsogli il premio Guglielmo Biraghi ai Nastri d’argento del 2017.

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Total look 424

Ha preso parte inoltre alla pellicola dal côté fiabesco Guarda in alto (dove il suo Teco vive avventure surreali sui tetti di Roma), al fantasy Non mi uccidere, alla miniserie Sky Alfredino – Una storia italiana e, da ultimo, a Ghiaccio, esordio cinematografico del cantautore Fabrizio Moro (in tandem con Alessio De Leonardis), in cui è un giovane che, nel pugilato, cerca il riscatto da una vita a dir poco travagliata; nelle sue parole, «una storia d’amore in cui interpreto Giorgio, un ragazzo estremamente introverso, che finisce per cacciarsi in situazioni difficili. Entra così in gioco l’allenatore Massimo (Vinicio Marchioni, straordinario compagno d’avventura), che prova a riportarlo, attraverso lo sport, su una strada migliore». Per prepararsi alla parte, ad ogni modo, ha dovuto affrontare un duro training in quanto «la sfida era far risultare credibili le scene di boxe, perciò ci siamo sottoposti a sessioni davvero impegnative; mi allenavo nove volte a settimana, ho dovuto mettere su massa muscolare, seguire una dieta ferrea»

Opere e generi diversi, nei quali spiccano le sue interpretazioni spesso “estreme”, viscerali, dal citato Spadino (criminale borderline, lacerato da sentimenti contrastanti, diviso tra una quotidianità di violenza e sopraffazione, una sessualità repressa e l’ossessione di rivalersi su una famiglia che lo considera una testa calda, da tenere ai margini) allo stravagante Ago, il tossicodipendente dalla chioma rosa amico del protagonista di Non mi uccidere.
A Giacomo, del resto, «piace lavorare in toto su un ruolo, immedesimarmici completamente», nonostante tenga a precisare che «a prescindere da quanto sia carismatico, appariscente o “strano” il personaggio, è fondamentale trovare storie che abbiano un motivo per essere raccontate, che arrivino dritte al cuore, proprio come Ghiaccio».

Giacomo Ferrara filmografia
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La nostra intervista con Giacomo Ferrara

Parlaci del tuo ultimo film, Ghiaccio.

Più che un film sul pugilato è una storia d’amore in cui interpreto Giorgio, un ragazzo estremamente introverso, che finisce per cacciarsi in situazioni difficili. Entra così in gioco l’allenatore Massimo (Vinicio Marchioni, uno straordinario compagno d’avventura), che prova a riportarlo, attraverso lo sport, su una strada migliore.
La parte più difficile è stata la preparazione fisica, la sfida era far risultare credibili le scene di boxe, perciò ci siamo sottoposti a sessioni davvero impegnative; con Giovanni De Carolis, ex campione del mondo, mi allenavo nove volte a settimana, ho dovuto mettere su massa muscolare, seguire una dieta ferrea. In tutto ciò, tra me e Vinicio si è creato un rapporto molto bello, lo stesso che c’è sullo schermo. Un lavoro intenso, complesso, duro, costellato di sfide, come quelli che piacciono a me insomma.

Giacomo Ferrara Ghiaccio
Shirt Gucci

Com’è stato impersonare un personaggio come Spadino, penetrato in profondità nell’immaginario del pubblico?

Suburra è stata una parentesi significativa del mio percorso, iniziata nel 2015 con il film di Stefano Sollima e terminata l’anno scorso. Porterò sempre nel cuore Spadino, è entrato nella cultura pop italiana, come la serie d’altra parte, lo vedo da ciò che mi scrivono le persone, da come riversano su di me l’affetto provato per lui. Doveva finire però, com’è naturale, subito dopo ho lavorato a un progetto dopo l’altro, sono felice della piega che sta prendendo la mia carriera.

Giacomo Ferrara film pugile
Suit Çanaku

Che rapporto si è creato col resto del cast di Suburra?

Spesso sui set si creano dinamiche destinate a finire una volta conclusa la produzione, ci sono invece dei casi, com’è stato per Ghiaccio o, appunto, con il cast di Suburra, nei quali si instaurano rapporti che vanno talmente oltre il lavoro in senso stretto, da restare poi per sempre. Con Alessandro (Borghi, ndr) Eduardo (Valdarnini), Filippo (Nigro) e gli altri, per quanto non ci si senta tutti i giorni, ogni volta che ci rivediamo è come se non ci fossimo mai persi di vista.

Giacomo Ferrara e Vinicio Marchioni
Total look Valentino

Hai interpretato spesso personaggi dall’aspetto e modi appariscenti (Spadino, appunto, Teco di Guarda in alto, Ago di Non mi uccidere…), preferisci i ruoli molto “fisici”, che richiedano (anche) trasformazioni radicali?

Mi piace lavorare in toto su un ruolo, immedesimarmici completamente; a prescindere da quanto sia carismatico, appariscente o “strano” il personaggio, comunque, è fondamentale trovare storie che abbiano un motivo per essere raccontate, proprio come quella di Ghiaccio. È un film semplice che però arriva dritto al cuore, perché si fa portatore di sentimenti e messaggi se vogliamo popolari, eppure importantissimi in quest’epoca post-pandemica, segnata da tecnologie che ci spingono ad alienarci sempre di più, mentre l’arte nasce con tutt’altri scopi, per ispirarci e farci sognare.

Immagina di doverti raccontare a qualcuno che non ti abbia mai sentito nominare: chi è Giacomo Ferrara, professionalmente e umanamente?

Sicuramente partirei dalle mie origini, dai valori che la mia famiglia ha cercato di trasmettermi (lavoro, sacrificio, sudarsi le conquiste), spingendomi a diventare cocciuto, determinato. Ci tengo a dare il meglio, provo costantemente a superare i miei limiti, nella vita come sul set.
In fondo, credo che Giacomo sia semplicemente un ragazzo che ha sempre sognato in grande e, pian piano, sta riuscendo a realizzare ciò che sognava.

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Giacomo Ferrara intervista
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Credits

Talent Giacomo Ferrara

Editor in Chief Federico Poletti

Text Marco Marini

Photographer Davide Musto

Stylist Alfredo Fabrizio

Photographer assistant Valentina Ciampaglia

Stylist assistant Chiara Polci

Hair Alessandro Rocchi @simonebelliagency

Make-up Charlotte Hardy @simonebelliagency

Location Coho Loft Roma

Nell’immagine in apertura, Giacomo Ferrara indossa total look 424

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