Cinecult: Trafficanti di Todd Phillips

Courtesy of Warner Bros Pictures

Prendi due ragazzi di Miami, appena ventenni e dediti alle droghe leggere. Il primo è un giovane di belle speranze che massaggia l’alta società e ha un discreto successo con le donne ma in odore di matrimonio e poi accoppialo a un giovane uomo d’affari senza scrupoli, suo compagno di liceo pronto a giocare sporco pur di accaparrarsi la sua fetta di sogno americano. Da questa strana coppia nasce la vera storia di due trafficanti d’armi protagonisti dell’ultima fatica cinematografica di Todd Phillips, ‘Trafficanti’ distribuito da Warner Bros. Pictures e interpretato dal candidato al Premio Oscar Jonah Hill nel ruolo di Efraim il più spregiudicato dei 2 e poi da Miles Teller che ha il ruolo di David, che invece sembra avere una maggiore percezione della legalità e di una coscienza morale. Il primo durante la prima guerra in Iraq mette su un business di traffico d’armi sfruttando i tabulati del Pentagono che pubblicavano anche le commesse di fornitura di armamenti che gli altri rifiutavano. “Bisogna fare i soldi fra le righe” dice Efraim. E all’inizio le cose funzionano fino a quando i due accettano un appalto per la fornitura di pistole Beretta che però per via di un embargo non possono arrivare in Iraq e sono ferme in Giordania: per sbloccare la situazione i due si recano sul posto e ottengono il risultato desiderato. Ma la situazione precipita quando incontrano Bradley Cooper che nel film interpreta un tipo losco, coinvolto in attività terroristiche contro gli Stati Uniti che crea un contatto fra i due ragazzi e gli arsenali albanesi pieni di armi dei depositi dell’ex Unione Sovietica. A quel punto qualcosa va storto e il sodalizio di affari e amicizia fra David e Efraim va in frantumi. Il film, ben girato e diviso in vari capitoli, scorre bene e come tutti i film incentrati su una visione troppo estrema del Sogno Americano stigmatizza forse in chiave un po’ troppo moralistica l’avidità dei due protagonisti che peraltro sono ben assortiti come coppia sul grande schermo. E’ interessante notare come il mito di Efraim/Hill sia Tony Montana di Scarface: ciò ha convinto il costumista Michael Kaplan a creare un guardaroba griffato ed esibizionista tipico di chi vuole arrivare a ogni costo ed è pronto all’ascesa sociale: in certi momenti Hill assume atteggiamenti da gangster per calarsi meglio nel personaggio. Una storia avvincente che merita 8 a tutti i livelli.

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