“Classic Nudes”, la guida al nudo artistico di Pornhub

Nell’arte il nudo, si sa, è un filone praticamente inesauribile dalla notte dei tempi, e che un sito porno (non uno qualsiasi per giunta, ma il portale per adulti diventato una sineddoche dell’intera categoria, dall’alto dei suoi 3,5 miliardi di visite mensili) abbia una certa qual dimestichezza con il costume adamitico è lapalissiano. L’accoppiata Pornhub-nudo artistico, quindi, potrebbe essere meno strampalata di quanto non appaia, eppure è destinata inevitabilmente a far discutere.
Il sito a luci rosse ha varato infatti l’iniziativa “Classic Nudes”, audioguide alternative ai capolavori che, nei secoli, hanno indagato il tema della nudità, custoditi nei sancta sanctorum dell’arte sparsi nel globo (il Louvre e il Musée d’Orsay di Parigi, gli Uffizi di Firenze, il Met newyorchese, il Prado di Madrid, la National Gallery di Londra).



Facendo sfoggio di spirito filantropico – l’intento, viene specificato, è sostenere i musei, in difficoltà per la raffica di limitazioni e chiusure susseguitesi nei mesi scorsi – la piattaforma permette ora agli utenti interessati, che si trovino fisicamente a una mostra o la visitino online, di ascoltare dalla voce della pornodiva e Pornhub brand ambassador Asa Akira una spiegazione che promette di essere assai “hot”, una «guida interattiva ad alcune delle scene più sexy della storia nei musei più famosi», come si legge nell’homepage. L’elenco completo è consultabile nella sezione dedicata: sono presenti dipinti e sculture degli autori più noti in assoluto, dal Bacco di Caravaggio a L’origine del mondo di Courbet, da Le déjeuner sur l’herbe di Manet a Betsabea con la lettera di David di Rembrandt, fino alla selezione di Another Perspective, una miscellanea di artwork uniti dal fil rouge del nudo (tele di Munch e Artemisia Gentileschi, busti, bassorilievi, ceramiche giapponesi…); in alcuni casi sono disponibili anche riproduzioni video, piuttosto accurate, delle opere, ovviamente adults only.




D’altronde, precisa ancora la nota, «Il porno potrebbe non essere un’arte, ma alcune opere d’arte si possono sicuramente considerare porno», e quale testimonial migliore del programma se non un’icona osé quale Ilona Staller aka Cicciolina, ex moglie di Jeff Koons (uber artista assurto da tempo al rango di autore in attività più pagato al mondo)? Nel filmato promozionale, assume una posa plastica che richiama la Venere botticelliana, erta sulla conchiglia e contornata da due (improbabili) epigoni di Zefiro e Ora, (s)vestita di un bodysuit color nude che lascia poco o niente all’immaginazione; invita lo spettatore a scoprire un «tesoro pornografico dal valore inestimabile», insospettabilmente nascosto nei musei, appunto.

Le reazioni, com’era prevedibile, non si sono fatte attendere: la Galleria degli Uffizi (in cui si trovano diversi masterpieces descritti in “Classic Nudes”, realizzati da maestri quali il citato Caravaggio, Botticelli, Tiziano, Ammannati e altri ancora) si dichiara pronta a diffidare MindGeek, holding proprietaria di Pornhub, che non avrebbe chiesto (né tantomeno ottenuto) alcun permesso all’istituzione fiorentina per l’uso delle immagini, che in base al codice dei beni culturali italiano risultano sempre vincolate all’autorizzazione del museo.
Il “matrimonio”, o rapporto occasionale che dir si voglia, tra la piattaforma regina del porno online e l’establishment artistico, insomma, non è cominciato nel migliore dei modi.

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