Cosa farai dopo il lockdown: Francesco Gennaro

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Il lockdown dovuto all’emergenza Covid-19 potrebbe durare ancora qualche settimana ma ciò non ha impedito ai milanesi di meditare su un futuro positivo e un ritorno alla normalità.

Abbiamo selezionato 5 creativi che hanno fatto di Milano la loro casa e a cui abbiamo domandato: Che cosa farai appena potrai uscire? Quali sono le abitudini che più ti mancano?

Un paesaggista, un interior designer, una stylist, un visual artist e un fotografo ci hanno raccontato le loro esperienze in questo delicato momento e la loro voglia di revenge.

Francesco Gennaro – Interior designer 

@francesco_gennaro

Camminare su un filo teso tra la vita del ‘prima’ e la vita del ‘poi’.
Così penso alla mia quarantena, un tempo sospeso in cui riscoprire me stesso e sognare il momento in cui le mura domestiche non definiranno più il mio perimetro.

Si, vorrei uscire e se quel giorno fosse domenica, andrei a fare colazione da Sissi.
Un’intima pasticceria in stile bohemien, proprietà di una famiglia italo-senegalese.
Ho nostalgia del colore rosa che predomina lo spazio, ricoprendone pareti, tovaglie e grembiuli del personale, anche se ciò che mi manca di più sono le sue brioche, uniche.

Una volta riempita la pancia, la mia domenica proseguirebbe, probabilmente, con una passeggiata in Brera, il quartiere che preferisco.
I miei occhi curiosi, non vedono l’ora di ammirare le vetrine dei negozi unici: inizierei da RobertaeBasta per ammirare i nuovi pezzi di modernariato, annuserei le fragranze di Diptyque per scegliere quella che più si addice a questo momento di “revenge”, e mi specchierei nelle ceramiche di Richard Ginori.

A mancarmi non sono solo le passeggiate, ma anche la sensazione di “benessere” che provo in Fondazione Prada, struttura progettata dallo studio OMA, che stimo molto.
È uno spazio unico nel suo genere, una perla in mezzo a una città che corre sempre, dove l’arte contemporanea trova un ampio respiro.

Il posto perfetto per concludere il mio pomeriggio culturale, sarebbe sicuramente l’Osservatorio, galleria fotografica e distaccamento della Fondazione, sito in Galleria Vittorio Emanuele.
Finita la visita, mi concederei un aperitivo da Marchesi, storica pasticceria dalle pareti verde pistacchio e dalle ampie vetrate ad arco attraverso le quali ci si affaccia sulla frenetica galleria, vorrei che fosse davvero gremita di gente, come me la ricordo.

Infine per rendere speciale una cena qualunque sceglierei un’atmosfera conviviale, un ambiente che ispiri familiarità, come quello che sa offrire la Trattoria “da Mauro il Bolognese” sui Navigli, che considero un vero gioiellino.

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