Da Roma a Hollywood: il percorso di Alan Cappelli Goetz

Ph: Davide Musto

Styling: Vincenzo Parisi, Alfredo Fabrizio

Hair and make up: Cosimo Bellomo

Special thanks: Lorenzo Esposito

Location: La casa di Ganesh, Roma

Da Anversa a Roma, passando da Hollywood: questo è il percorso di Alan Cappelli Goetz, attore diventato un volto noto delle fiction Rai ma anche in alcuni importanti produzioni americane. La sua carriera è tutt’ora in ascesa e lo dimostra il fatto che lo abbiamo potuto vedere interpretare personaggi sempre più importanti nelle fiction e nelle serie TV in onda negli ultimi anni. Oggi, ci racconta della sua ultima produzione internazionale: The Poison Rose, un thriller in cui interpreta John Travolta da giovane.


Pantalone Etro, maglia ricamata Maison Laponte

Partiamo dal tuo ultimo film in uscita The Poison Rose, un thriller in cui interpreti John Travolta da giovane. Come è stato confrontarsi con grandi attori in questa produzione? Cosa ti ha lasciato questa esperienza?

Purtroppo o per fortuna per me i grandi attori sono rimasti a Hollywood e la parte italiana del film è stata girata integralemnte nel Lazio da noi italiani. Ti assicuro che anche solo l’idea di sapere che lo stesso Travolta visionava il materiale e lo approvava (essendo lui anche uno dei produttori del film) mi metteva abbastanza ansia ed emozione. Ci siamo poi incontrati al festival del Cinema di Roma.

Quali le scene di The Poison Rose per te più difficili? Come è stato lavorare con Alice Pagani (di cui ti innamori nel film) ?

Lavorare con Alice è stata una bella esperienza. E’ una grande attrice ed una professionista, ci siamo aiutati tanto, specialmente nelle scene di intimità e penso che alla fine il risultato si veda. Nonostante il mio personaggio (John Travolta da giovane) sia duro e riflessivo, mentre giravamo le scene, dentro mi sentivo sciolto dall’intima connessione che si era creata. 



Cosa puoi dirci invece del tuo ruolo ne “La Fuggitiva” ora in onda su Rai 1?

In questa serie interpreto un banchiere svizzero, ma non voglio anticipare troppo perchè ho un ruolo chiave nella riuscita dell’impresa dei due protagonisti (Vittoria Puccini e Eugenio Mastandea). Carlo Carlei, che è il regista di questa serie ( e precedentemente di altre serie in cui ho lavorato come i Bastardi di Pizzofalcone e Il Confine) mi ha voluto fortemente e ha proprio pensato a me per questo personaggio. Pensa che la colonna sonora presente ne “il Confine” compare anche in una scena andata in onda la scorsa settimana ne la Fuggitiva.

Raccontaci il tuo percorso fino ad oggi. Come è nata la tua passione per il cinema e teatro?

Ho da sempre desiderato fare questo mestiere. E’ come se non si scegliesse davvero, la passione esiste dentro da sempre, va solo ascoltata, e questa cosa vale per tutti i mestieri del mondo, secondo me. Sono arrivato a Roma a 19 anni, un passaggio ad Amici, poi lo studio matto e disperatissimo al centro sperimentale di cinematografia, dove sono stato notato da Francesco Vedovati, (forse il casting italiano più conosciutio all’estero) che mi ha lanciato nello spot della Tim diretto da Muccino. Da li è cominciato tutto. Tante serie e film, anche internazionali. Alcuni dei progetti che porto più nel cuore sono sicuramente Il principe abusivo, Tutti Pazzi per Amore, I Medici, Il confine diretto da Carlo Carlei e anche Crossing Lines.



Della tua città natale Anversa che ricordi hai? E’ considerata la patria della moda concettuale e dell’arte…tu che rapporti hai mantenuto con le tue origini belga?

Purtroppo non ci vado spesso quanto vorrei, ma amo molto le mie origini. penso sia una fortuna crescere contaminati da idee e culture diverse specialmente in questi tempi dove anche la politica vede l’aumento di forze nazionaliste di vecchio stampo, mi sento fortunato a non aver alcun dubbio al riguardo. Più siamo mischiati, contaminati, incrociati, meglio è.

Un personaggio tra quelli che hai interpretato a cui sei particolarmente legato?

Franz- de “Il Confine” (visibile anche su raiplay). Un ragazzo che esattamente come me è attraversato da due culture, quella italiana e quella austriaca, in questo caso il tutto condito in salsa 1914, prima guerra mondiale. Una storia d’amore in due direzioni, una fraterna e una romantica. Un ruolo che non dimenticherò mai anche grazie alle incredibili location nel Carso (dove hanno ricostruito le trincee) e per la verità della storia che raccontavamo. Vivere anche se solo sul set i drammi dei soldati 18enni mandati al massacro sul confine è qualcosa che ti lascia un grande senso di gratitudine verso la vita che vivi e di responsabilità na farne del mio meglio.

Con quali registi ti piacerebbe lavorare in futuro?

Uno su tutti, lo ripeto da anni, chissà che non gli arrivi prima o poi la pulce nelle orecchie, Xavier Dolan. L’ho anche incontrato a Parigi, ma non ho avuto il coraggio di propormi per un suo film…



Parlando di serie invece, una che stai apprezzando in questo periodo?

Sarà banale ma sto riguardando per la seconda volta tutto The Crown. 

Sei vegetariano e ambientalista, quali i tuoi progetti?

Cerco di divulgare il più possibile temi importanti e che possono veramente fare la differenza attraverso i social. Penso che sia responsabilità di tutte le persone con un seguito più o meno folto di sensibilizzare il mondo verso valori a loro vicini, oltre che usarli come autocompiacimento. Purtroppo in molti casi questo non accade e allora ci provo io a compensare. Battaglie contro l’abuso di alimenti di origine animale, la plastica, il fast fashion e contro chi non rispetta i diritti umani. Ci metto dentro un pò tutto quello in cui credo. Ma diciamo che il focus principale sono gli allevamenti intensivi e il modo brutale in cui è prodotta la carne oggi nel 90% dei casi. Questo disastro oltre che eticamente inaccettabile è anche un problema per la nostra salute e guarda un pò, anche per l’ambiente. Bisogna fare un piccolo sforzo e rivedere le nostre diete verso alimenti di base vegetale e limitare il consumo di proteine animali. E’ un imperativo che la scienza ci chiede, e anche L’OMS. Non vedo come sia possibile pensare che sia dietrologia o “propaganda” vegana. Non c’è nemmeno bisogno di essere vegani, per l’ambiente già una riduzione di 2-3 unità al mese è un passo avanti importante. Ognuno deve fare quel che può, l’importante è che faccia qualcosa. Non basta chiudere l’acqua del rubinetto quando ci laviamo i denti, pensa che un solo hamburger richiede per essere prodotto l’equivalente di due mesi di docce. Capisci perchè ce l’ho con la carne??

Oggi per te anche la moda deve essere ripensata in chiave sostenibile?

La moda o fa questa scelta o è destinata a finire come le pellicce nuove, nel dimenticatoio delle nuove generazioni e negli armadi di clienti show off ancorati a concetti del passato. Per fortuna tante aziende (come il gruppo VF) stanno facendo seri passi in avanti con l’utilizzo di nylon rigenerati, scarpe con suole eco-sostenibili ecc…


Total look Etro

Sei su Clubhouse, cosa ne pensi di questo nuovo social e come lo utilizzi?

Mi piace molto, ma non so se diventerò un abituè… Vedremo! Intanto mi sono iscritto subito alle stanze sulla sostenibilità!

I capi essenziali nel tuo armadio?

Maglietta bianca, jeans chiari e scuri, camicie anni Ottanta. 

Se potessi partire domani dove andresti?

In Giappone a finire di esplorare il sud del paese e le sue coste tropicali.

Dove ti vedi tra 10 anni?

Innamorato, immerso nella natura, circondato dagli amici migliori. Non troppo distante da come mi trovo ora a dire il vero…

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