Dal Festival di Venezia 77 alle sale dei cinema, ecco i titoli della regia Made in Italy

“MAINSTREAM” di Gia Coppola

Altra Coppola dei Coppola cineasti, Gia fotografa i tempi moderni, in modo volutamente grottesco, attraverso i personaggi dei social network, dei buonannulla con il gusto per il kitsch, volgari perché ignoranti, presi nella corsa alla felicità che dura il tempo di un like.

Un film per tutti che è specchio del disagio sociale, della vanità inutile e vuota, un piccolo seme che porta a riflettere sui temi dell’amicizia, dell’amore, della verità.
Chi recita sui social e chi è il vero purista? “Mainstream” lascia la risposta a tutti noi fruitori di social network. 

“Mainstream” di Gia Coppola

“LE SORELLE MACALUSO” di Emma Dante

Avremmo scommesso in tanti per il Leone d’Oro, ma “Le sorelle Macaluso” si aggiudica comunque il Premio Pasinetti al miglior film e per la migliore interpretazione femminile a tutto il cast. Emma Dante alla regia riporta un’Italia fatta in carne ed ossa, la periferia siciliana degli anni ’80, muri imbrattati e vecchi como’, credenze datate e i servizi di piatti “buoni” della domenica, e cinque sorelle orfane che devono tirare a campare.


C’è tutta la poesia della nostra terra e tutta la forza delle nostre donne, quelle le cui più grandi virtù sono la dignità e lo spirito di sacrificio; ci sono la fragilità e la transitorietà dell’esistenza, ma c’è anche l’elemento disturbante per spiattellarci tutta la drammaticità della vita, senza fronzoli, senza ricami, senza buonismo o finta pietà. 

Tra le malinconiche note di Eric Satie che escono dai carillon, l’inquadratura artistica che rimanda al Cristo Morto del Mantegna, le colombe libere nel cielo che ricordano quell’immagine astratta di una Venezia in bianco e nero di Gianni Berengo Gardin del 1960, Emma Dante ci riporta ancora in terra con “Sognare sognare” di Gerardina Trovato, la cantautrice siciliana esplosa nei ’90.

“Le sorelle Macaluso” di Emma Dante

” MISS MARX” di Susanna Nicchiarelli


Essere figlia è un difficile mestiere, essere figlia di un grande uomo politico ha l’aggravio della responsabilità d’esserne all’altezza, soprattutto quando questo padre si chiama Karl Marx. 
Se tutti conoscono le sue filosofie politiche, pochi sanno delle sue filosofie private, quelle della sfera sentimentale e familiare che, nel film di Susanna Nicchiarelli “Miss Marx”vengono alla luce attraverso la straordinaria interpretazione di Romola Garai. La Garai interpreta Eleanor Marx, quartogenita di Karl e Jenny von Westphalen, una donna che ha dedicato la sua esistenza agli altri, seguendo la scia del capofamiglia che per lei aveva una evidente predilezione “Tussy sono io”, diceva. 

Ho dedicato la mia vita agli altri”, dirà in una scena “ora è il momento che mi goda anche la mia”; un innato senso di giustizia ed empatia che l’hanno spinta, fino alla fine dei suoi giorni, a lottare per la classe operaia, per il suffragio universale, per l’abolizione del lavoro minorile nelle fabbriche.

Miss Marx” parla a tutte le donne che hanno subìto ingiustizie, nel lavoro, nella vita privata, in ambito familiare; a quelle donne che hanno dovuto accettare, per amore, la degradazione e la mancanza di rispetto E’ dedicato a chi ha lottato e chi ha creduto che qualcosa sarebbe cambiato, a quelle donne che, nell’unione, si sono fatte forza per migliorare non solo la propria posizione, ma quella di tutte noi presenti, oggi. 

“Miss Marx” di Susanna Nicchiarelli

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