Federico Cesari, protagonista di Skam Italia

- Advertisement -

Il pubblico lo conosce e lo segue nel ruolo di Martino Rametta in «SKAM Italia», una fortunata serie ora molto seguita su Netflix che parla alle nuove generazioni affrontando tematiche molto attuali, come sesso e bullismo. Federico è una vera promessa del cinema italiano, che già a ventitré anni può vantare un percorso di tutto rispetto. Romano di nascita, classe 1997, la sua carriera inizia prestissimo a soli 12 anni, quando ha interpretato Andy nei Cesaroni.

Prima di Skam, l’abbiamo visto in diversi ruoli, dalla tv (Tutti i pazzi per amore 2, La Guerra è Finita) al cinema dove ha partecipato a produzioni  di Pupi Avati (Il figlio più piccolo) e Non c’è campo di Federico Moccia. Personaggio per natura molto social e seguito su Instagram. Ecco il racconto del suo percorso.

Tutto inizia con una piccola partecipazione in un film di Pupi Avati, che come ha raccontato l’attore “è iniziata un po’ per gioco, ma pian piano la consapevolezza di ciò che facevo è cresciuta ed è diventata una vera passione”.

In Skam invece emerge una maggiore consapevolezza del suo ruolo, oltre ai diversi temi trattati, che si diversificano nelle varie stagioni, l’obiettivo è quello di raccontare i ragazzi in modo vero, privo di filtri e di sguardi adulti e moralisti sulle loro vite. È uno spaccato della quotidianità di tantissimi giovani, con vite semplici, con elementi di certo radicati nei nostri anni, ma con tante dinamiche che sono familiari anche alle generazioni più grandi.

 “Spero che questo prodotto piaccia e possa raggiungere un pubblico più vasto possibile, visti i temi trattati; mi auguro che la gente non sia solo spettatrice, ma che riesca ad entrare nel punto di vista dei personaggi, visti comunque i fatti che stanno accadendo questi giorni lo ritengo più che necessario”.

Nella serie si parla di religione, sessualità e bullismo e Federico oltre a combattere in prima persona i pregiudizi, pensa sia molto importante per il soggetto vittima di discriminazioni avere un ambiente familiare attorno in cui sentirsi libero di essere se stesso completamente, senza paura di essere giudicato. “Purtroppo è più facile a dirsi che a farsi e un ruolo molto importante in questo è svolto dalle associazioni”. 

La speranza per il futuro da parte sua, è quella che il cinema continui a seguire la via che ha già intrapreso, ossia dare spazio a tanti giovani che hanno passione e talento da offrire. “Nella mia wish list inoltre, vorrei lavorare con Luca Guadagnino, Lars Von Trier, Ludovico Bessegato e tanti altri…”

Credits photo: Davide Musto

®Riproduzione riservata / All rights reserved

Autore

Condividi