Il binomio (vincente) moda e sostenibilità nel report 2020 di Lyst

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Concetti come riciclo, ecologia, impatto ambientale, biodegradabilità e affini, entrati ormai stabilmente nel discorso pubblico, hanno un’incidenza sempre maggiore anche quando si tratta di abiti o accessori; sembra essere questo il dato saliente del Sustainability Fashion Report 2020 di Lyst, studio ad hoc pubblicato annualmente dal motore di ricerca di moda che aggrega migliaia tra retailer internazionali e brand.

I dati utilizzati dalla piattaforma, forte dei suoi 104 milioni di utenti e oltre 20 milioni di articoli caricati soltanto nell’ultimo anno, fanno riferimento alle ricerche effettuate su Lyst e Google, ai tassi di conversione e vendita, alle visualizzazioni delle pagine, tenendo presenti anche i social network e la copertura mediatica globale. L’analisi si avvale inoltre del sistema di valutazione dell’associazione Good on You, imperniato su tre principi, ossia persone, pianeta e animali.

Per quanto riguarda il menswear, il documento offre interessanti spunti di riflessione, che si tratti di griffe o specifiche categorie di prodotto. Tra le prime, una posizione di assoluto rilievo è occupata dalla francese Veja: le sue sneakers, rigorosamente eco, sono le calzature sostenibili di maggior successo su Lyst, con un aumento delle ricerche, rispetto al 2019, del 115%. In particolare le Veja Campo, bestseller del marchio, spiccano come accessorio non in pelle più gettonato dagli utenti, apprezzato in ugual misura dal pubblico maschile e femminile.

Va poi menzionato Nudie Jeans, brand svedese votato al green fin dalle origini che, tra le altre cose, garantisce alla clientela la riparazione gratuita a vita. Il modello di punta, in questo caso, è il Grim Tim Dry, un cinque tasche in denim grezzo dalla gamba affusolata.

Altra categoria decisamente popolare su Lyst è quella dei capispalla, e il nome di riferimento è senz’altro Patagonia: nell’ultimo anno si sono registrate oltre 100.000 ricerche di giacche dell’azienda di outdoor californiana, pioniera in fatto di etica e sostenibilità. Tra gli uomini è molto apprezzato il Lone Mountain Parka, un giubbotto con zip dal design basilare, proposto nelle “rassicuranti” tonalità del kaki e del verde oliva. Restando in tema outerwear, Lyst cita il designer Greg Lauren, che, lavorando su capi vintage d’ispirazione street o militare, scompone e ricompone, in modo ogni volta diverso, materiali e texture.


In termini generali, dall’inizio del 2020 l’aumento di ricerche relative alla sostenibilità è stato del 37%: soprattutto nel caso di sneakers, borse e orologi, gli utenti tendono a utilizzare termini quali “upcycled” (+42% nello scorso trimestre), “seconda mano” e “usato” (+45%). È significativa la cifra della social impression associata, nell’arco dei dodici mesi, all’espressione “slow fashion” (oltre 90 milioni), un approccio che contrappone alla bulimia produttiva dei vari Zara, H&M e simili la qualità di capi timeless, realizzati nel rispetto dell’ambiente e delle condizioni dei lavoratori.

Concentrando l’attenzione sul nostro paese, negli ultimi tre mesi la ricerca di moda riciclata ha visto un incremento del 64% e, su base regionale, i consumatori lombardi sono quelli maggiormente sensibili all’argomento. I numeri mostrano, infine, come le donne siano più ferrate in materia rispetto agli uomini: la ricerca di marchi di abbigliamento femminile sostenibile è stata superiore del 45% rispetto a quella delle controparti maschili.

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