Il pionerismo elettronico delle “SISTERS WITH TRANSISTORS”

“La storia delle donne è stata una storia di silenzio. La musica non è un’eccezione”. Così viene introdotto SISTERS WITH TRANSISTORS, un inno documentaristico sui primordi inesplorati di una scena musicale elettronica fatta di solitudini creative, libertà individuali, ma soprattutto fatta di donne. Sovversive, emancipate e geniali. Un racconto che parla del coraggio sperimentale di pioniere innovative, compositrici visionare e audaci spiriti controcorrente che hanno ridefinito i confini musicali attraverso l’uso liberatorio di macchine, proto-sintetizzatori, bobine, nastri magnetici e tecnologie primordiali.



Sono le “eroine” portate in scena dalla regista Lisa Rovner e raccontate dalla voce narrante di Laurie Spiegel, una di loro. Una sequenza di filmati d’archivio, interviste, performance e registrazioni audio che, in un viaggio evolutivo e intimisticamente polifonico, rompe il silenzio sulle figure tenaci ed eccentriche della musica elettronica, oscurate dall’egemonica società patriarcale del XX secolo e ridotte a cammeo artistico di un milieu di cultori. “Noi donne eravamo particolarmente attratte dalla musica elettronica in un’epoca in cui già una donna che componeva musica era un concetto di per sé controverso – spiega la Spiegel – L’elettronica ci permise di fare musica che arrivasse ad altri senza che questa dovesse essere presa sul serio dall’establishment maschile dominante”. È l’esigenza di scoprire nuove forme, immaginare musiche e creare nuovi linguaggi attraverso suoni futuristici ed inediti all’orecchio umano, come quelli ipnotici, freddi e eterei del theremin, una scatola (cabinet) con due oscillatori armonici suonata attraverso la sola modulazione delle mani nello spazio.


“Ho concepito uno strumento in grado di creare suoni senza l’uso di energia meccanica, come un direttore d’orchestra”, dichiara l’inventore del primo strumento elettronico della storia, il fisico russo Lev Sergeevič Termen. Ma è nel 1928 quando la sua eccentrica creazione diventa storia grazie al sodalizio artistico e al cammino di sperimentazione intrapreso con, l’allora diciassettenne Clara Rockmore. La bambina prodigio, colpita giovanissima da un’impetuosa forma di artrite, che fu costretta ad abbondonare il suo violino e destinata a diventare la “virtuosa del theremin”, la più grande interprete di ogni tempo. “Ero affascinata dalla parte estetica, dalla bellezza visiva, dall’idea di suonare nell’aria. Mentre suonavo pezzi più difficili, ho sempre dovuto inventare un modo per poterli eseguire. Ci sono stati molti tentativi ed errori, ma il theremin ha salvato la mia vita dandomi uno sbocco nella musica. È stato molto gratificante riuscire a realizzare qualcosa da uno strumento che nessuno si aspettava e che forse non era nemmeno immaginabile. Ma avevo bisogno di esprimere me stessa”.

Un bisogno di espressione e di insaziabile curiosità che fa da apripista alle altre tenaci donne dell’elettronica e protagoniste di Sisters with Transistors. Daphne Oram, co-fondatrice dell’autorevole Radiophonic Workshop (il laboratorio di effetti sonori della BBC). La prima donna a dirigere in completa autonomia uno studio di registrazione, gli Oramics Studios for Electronic Composition a Tower Folly, nel Kent. Una tra i primi compositori, nella Gran Bretagna degli anni ‘50, a produrre suoni interamente elettronici. Ideatrice della tecnica sonora Oramics che, utilizzando segni grafici tramite un apposito strumento elettronico monofonico, battezzato Oramics Machine, genera suoni di sintesi. Bebe Barron, con suo marito Louis fonda, nel 1949, uno dei primi studi privati di registrazione nel Greenwich Village. Nel 1956 il duo avanguardista realizza la prima colonna sonora elettronica della storia per il film Forbidden Planet realizzata con “ronzii, pulsazioni, urla, gemiti, mormorii” generati da circuiti cibernetici, chiamati “modulatori ad anello”. Pauline Oliveros, influente compositrice del ventesimo secolo e membro fondatore del San Francisco Tape Music Center, lo studio elettronico determinante nella creazione di uno dei primi sintetizzatori, il Buchla 100. Delia Derbyshire, laureata al Girton College di Cambridge in musica e matematica, ha dato il maggior contributo tecnico e compositivo al genere. Eletta “Cult-hero” per aver realizzato, nel 1963, l’arrangiamento elettronico della serie televisiva di fantascienza Doctor Who. Maryanne Amacher, pioniera della sound art e della speculazione musicale nel campo della psicoacustica. Eliane Radigue, nel 1970 dalla Francia si trasferisce a New York. “Quello era l’unico paese in cui c’era una grande disponibilità di sintetizzatori. Moog, Buchla, i sistemi modulari, tutte macchine che avevano come vantaggio quello di permetterci di produrre suoni con un controllo che non riuscivamo ad avere con i due vecchi registratori”. È una delle prime ad aver sperimentato la drone music, figlia del minimalismo, è una forma musicale basata sulla ripetizione prolungata di un tono. Suzanne Ciani, musicista statunitense di origine italiana, la “computer wizard”, come l’apostrofa David Letterman nel suo Show, o più comunemente conosciuta come la “Diva del Diodo”. Specializzata in sound design. Con il suo mentore e inventore Don Buchla collabora alla progettazione di un nuovo sintetizzatore, il Buchla 200. Compositrice di colonne sonore e di albumdi musica elettronica, tra cui Hotel Luna che le valse una nomination ai Grammy. “Fare musica elettronica in quei tempi era un’esperienza strana, anche piuttosto solitaria”, ricorda Ciani. “Si programmava la musica e la si fissava su schede perforate che sarebbero state elaborate dai computer solo il giorno dopo. Quindi tu immaginavi la tua musica e poi la potevi sentire il giorno dopo”. Laurie Spiegel, apprezzata autrice di musica ambient, una delle maggiori esponenti di musica elettronica degli anni ’70, grazie all’utilizzo di composizioni che sfruttano algoritmi logico-matematici, e famosa per il software Music Mouse del 1986. Alla fine degli anni’70 Jef Rakin le regala il prototipo dell’Apple II, diventando una delle prime compositrici ad utilizzare il computer come mezzo creativo.

Sisters With Transistors è molto più della semplice storia di un genere musicale. È il racconto del ruolo cruciale, ma ancora poco conosciuto, che queste donne pioniere hanno giocato in questa “narrazione”.


Playlist Spotify


Clara Rockmore – The Firebird: Berceuse (Arr. For Theremin and piano)

Daphne Oram– Melodic Group Shapes

Bebe Barron – The Forbidden Planet

Pauline Oliveros – Alien Bog (1967)

Delia Derbyshire – Doctor Who Opening Title Theme

Maryanne Amacher – Excerpt from Stain – The Music Rooms

Eliane Radigue – Jetsun Mila / Birth and Youth

Suzanne Ciani – A Sonic Womb

Laurie Spiegel – Old Wave

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