Il sound delle serie Netflix di successo: Manintown incontra Yakamoto Kotzuga

Manintown approda in Laguna, al confine tra Mestre e Porto Marghera, per proseguire il suo scouting alla ricerca di talent under 30 che alimentano di linfa creativa il nostro Paese, in un periodo in cui il mondo dell’intrattenimento è altamente penalizzato.

Sono le polaroid di Riccardo Ambrosio a raccontare i frame della quotidianità di Giacomo Mazzucato, in arte Yakamoto Kotzuga, classe ‘94 e una carriera da musicista, producer e sound designer in ascesa.

Giovanissimo firma un contratto editoriale con Sugarmusic, editore indipendente tra i più importanti in Europa, che gli mette a disposizione il proprio network italiano ed internazionale. 

Appassionati di musica elettronica, il Sonar vi ricorda qualcosa? Ebbene sì, Yakamoto Kotzuga è approdato sull’ambitissimo palco barceloneta nel 2019 poco prima di iniziare l’attività di compositore per le tre stagioni di una delle serie Netflix più amate dal grande pubblico: Baby. 


Total Look Calvin Klein Jeans



Total Look Levi’s

Yakamoto Kotzuga e il mondo della moda. Gli esordi nel 2013 quando “Your Smell” viene scelta come colonna sonora per svariati reportage di Vogue fino a diventare l’ideatore dei sound per i brand del marchio Benetton. Come si differisce questa tipologia di lavoro compositivo rispetto agli altri?

A livello puramente artistico gli stimoli sono diversi in quanto spesso mi viene condivisa una reference a cui ispirarmi.Però è stata un’ottima scuola per sperimentare altri generi e stili musicali ai quali non sarei probabilmente mai approdato. 

Il tuo debut album “Usually Nowhere” La Tempesta/Sugar ti ha portato a condividere il palco con artisti come Forest Swords, Tycho, Plaid, Lone, Jhon Talabot e Legowelt. E poi i tour internazionali, con ottimi riscontri sul territorio francese, seguiti dalla conclamazione al Sonar nel 2019. Quanto ti manca il contatto con il pubblico in un momento storico che ha abolito i momenti di interazione nel segno della musica elettronica?

Non ho mai amato particolarmente la vita on tour in quanto sul palco non sono un animale da stage.Adoro esularmi e dedicarmi al lavoro in studio. Il bello dei DJ set, al di fuori dell’ansia da prestazione, è quello di sapere che sotto al palco ci sono persone che vogliono sentire la tua musica. 

Al Sonar ho realizzato un sogno, essere presente in una line up particolarmente interessante, e insieme ai miei idoli, è stato un punto d’arrivo non indifferente.


Total Look Reebok

Non mancano nel tuo curriculum progetti audiovisivi performativi come quello commissionato dalla Biennale di Venezia. Parlaci dell’album nato da questa importante conferma: “Slowly Fading” 

La Biennale mi ha richiesto un’opera interamente prodotta nell’area urbana circostante. Un’ottima occasione per vivere l’atmosfera industriale e l’estetica di un paesaggio a me nuovo. Questo ha influito particolarmente sull’album che si suddivide in due lati. Il primo è Fading e il secondo è Faded, ambedue totalmente distanti a livello sonoro. I visual sono stati curati dal mio collaboratore Furio Ganz e si sposano perfettamente con il contesto. Con la Biennale tuttora collaboro a livello formativo. Infatti, gli appassionati possono partecipare ai miei laboratori di musica elettronica dedicati ai giovani.

E poi Netflix e la curatela della soundtrack di una delle serie più discusse e amate dalla Generazione Z : Baby. Raccontaci i retroscena dell’impegno che ti ha portato ad essere presente nelle playlist di Spotify di molti adolescenti.

Agli albori del progetto la richiesta mi è giunta direttamente dalla produzione, in quanto uno degli sceneggiatori aveva organizzato un mio concerto molti anni prima. La mole di lavoro sin dall’inizio è stata notevole viste le deadline molto ravvicinate. 

Come si sviluppa lo studio della soundtrack? 

Con Baby sono totalmente libero a livello di sound.Inizio a leggere la sceneggiatura e mi confronto con la produzione. Appena i miei provini vanno bene mi vengono mandati i premontati su cui vanno perfezionate le tracce.Tali dinamiche mi hanno aiutato tantissimo ad entrare in un workflow che richiede massimo livello organizzativo.La componente psicologica nello studio dei personaggi aiuta, inoltre, a ricreare tutte le emozioni musicalmente quindi la challange risulta particolarmente interessante.

Il 2021 e il lancio di una nuova serie di cui hai curato la soundtrack è alle porte (Zero). Quali anticipazioni puoi darci in merito alle tue prossime collab?

Posso dirvi che, a parte Zero, su Netflix uscirà un altro titolo che si pone in veste di lungometraggio. Oltre a questo vorrei concentrarmi sulle produzioni personali e soprattutto lavorare ad un altro disco. 


Total Look Lacoste

Photographer Riccardo Ambrosio

Special content direction, production, styling and interview Alessia Caliendo

Alessia Caliendo’s assistant Andrea Seghesio

Special thanks to Vgo Lab 

®Riproduzione riservata / All rights reserved

Autore

Condividi