Il talento di Gilles Rocca

Photographer Federico Ghiani @ghianinson
Fashion Director Rosamaria Coniglio @rosamaria_coniglio
Hair Styling Angelo Rosa Uliana @angelorosauliana
MakeUp Artist Barbara Ciccognani @barbie.ciccognani_makeup

Total Look Dolce&Gabbana @dolcegabbana
(Personal Hat with feathers di Gilles Rocca)

Una storia di una bellezza per niente scontata, fatta di esempi positivi e nuovi progetti stimolanti per il futuro del grande schermo. È lui, Gilles, da non perdere di vista, che dietro lo schermo ci è cresciuto grazie all’azienda di famiglia che, da tre generazioni, fornisce al panorama televisivo i suoi strumenti musicali, oggi pensa a come il cinema possa rappresentare un potente strumento di comunicazione per svegliare coscienze e, perché no, educare le nuove generazioni a un cinema di qualità e che fa riflettere.

Ed è attraverso i suoi personaggi, protagonisti dei suoi cortometraggi, che scopriamo la sua ispirazione, da cui prendono forma storie autentiche che raccontano uno spaccato dell’Italia, troppo poco ancora messe sotto i riflettori. Come Roberto, nel suo cortometraggio “Cado” giovane che non riesce ad arrivare a fine mese, soffocando in una situazione di precarietà in cui si trovano milioni di italiani, non riuscendo a trovare un lavoro, e cadendo in una disperazione senza via d’uscita, se non quella che conduce alla negazione dell’esistenza.
Infatti, da attore camaleontico, come l’abbiamo conosciuto, sul set di Distretto di Polizia, Carabinieri o Tre Tocchi con la regia di Marco Risi, è lui stesso a confessarci che la regia attira il suo interesse più di ogni altra cosa perché gli permette “di raccontare storie di grande valore umano, con la massima onestà, senza dover scendere a compromessi con l’interpretazione del personaggio”.
Storie di vita, di chi si trova a combattere con la distrofia muscolare, raccontata nel docufilm “Duchenne”, o di violenza sulle donne, tema affrontato in “Metamorfosi”, cortometraggio da cui traspare tutta la sua attenzione e la profonda sensibilità al tema. “Perché sono un figlio, un fratello e un fidanzato, e approfondire queste tematiche concrete, da un lato, è un modo per esorcizzare le mie stesse paure, dall’altro mi rendo conto che è un’urgenza quella di porre l’attenzione sui problemi in cui la gente si può riconoscere”.

Artista poliedrico, ha ereditato la passione del padre per i motori, che non a caso gli ha dato il nome del famoso pilota Gille Villeneuve. La sua passione per le due ruote lo porta ad attraversare lunghi tragitti con le sue compagne di viaggio preferite: una Kawasaki GPZ 1100 dell’81 e una Triumph Speed Triple, oltre ad essere ambassador per la grande signora rossa, la scuderia Ducati che ha preso parte a una spettacolare performance di Ballando con le stelle (da cui è uscito vincitore) in sella a una Streetfighter fiammante.

Una passione che lo ha ispirato per un progetto lungimirante che lo vedrà in giro per l’Europa, a caccia di luoghi dell’arte, in cui sono state girate le più famose scene di cinema e grandi serie. Un mix di arte e cinema on the road, fino ai paesaggi mozzafiato dell’Islanda.

La sua costanza, nella ricerca di un valore e una motivazione più alta, alla base di ogni suo progetto, lo rendono sempre più vicino a quelli che sono i suoi modelli; “un Matthew McConaughey in Dallas Buyers Club, o un Di Caprio in The Revenant, il cui aspetto fisico da cui siamo irrimediabilmente affascinati, passa in sordina di fronte a un’interpretazione magistrale di personaggi ai limiti dell’emozione da lasciarti quasi turbato, ed è lì che il cinema ha raggiunto il suo scopo”.



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