Intervista a Emiliano di Meo

Emiliano Di Meo vive a Roma ed esordisce nel 2013 come autore autoprodotto con Il Chiaroscuro Delle Cose. A partire dalla sua prima opera sono subito evidenti i temi che gli sono più cari: l’introspezione dell’animo umano e il riconoscimento dell’amore come sentimento universale che non è più possibile imbrigliare nella distinzione tra i generi. Lo scrittore contribuisce a dar voce ad una comunità come quella LGBT che ancora oggi si trova costretta a combattere per il pieno riconoscimento dei propri diritti..

1. Come ti sei avvicinato alla letteratura? Quando hai capito che avresti voluto scrivere?

Mi ha sempre incuriosito l’arte in generale. La necessità che l’uomo ha di esprimere il proprio universo interiore. Da ragazzino iniziai con il disegno, ma avevo la sensazione che non mi permettesse di “dire tutto”, così da adolescente ho iniziato a scrivere ed eccomi qui.

2. Perché la letteratura strettamente LGBT e perché la letteratura erotica?

La scelta della letteratura LGBT è legata all’idea che ce ne sia bisogno più che mai, ma c’è bisogno di letteratura LGBT che provenga dalla comunità LGBT e non da chi crede di poter immaginare cosa significa essere un omosessuale oggi. Sono un uomo gay nel 2020 e chi non lo è non può capire cosa significa esserlo.  Ci sono cose che non si possono immaginare. O si vivono o non si possono capire appieno, nel bene e nel male. La storia del “ti capisco grazie alla mia spiccata sensibilità” con me non ha mai funzionato.

Mi irrita chi spaccia per letteratura LGBT testi che non provengono dalla comunità, perché non si tratta di letteratura LGBT, bensì di fantasy.

Della letteratura erotica poi mi incuriosisce la possibilità che ti dà di scavare nell’animo umano. Mi piace indagare e arrivare alle fantasie delle persone comuni, quelle non racconterebbero a nessuno, se non al proprio amico del cuore, ma, anche in quel caso, lo farebbero a bassa voce. Mi affascina l’idea di raccontare quello che fanno gli uomini quando nessuno li vede. Quello che fanno per godere.

3. Cosa rispondi a chi ritiene che la letteratura erotica sia un’espressione minore?

Che non devono aver paura del sesso o della voglia di sesso, perché è naturale. Ecco, una volta che avranno accettato il sesso come componente naturale della loro esistenza, senza morbosità, riusciranno a smettere di stigmatizzarlo. Mi fanno sempre sorridere quelli che si reputano troppo colti per la letteratura erotica.

4. Quali sono i tuoi riferimenti e idoli? Da dove arrivano le idee? Quanto c’è di biografico in quello che scrivi?

Nella letteratura non ho riferimenti. Voglio che le mie storie vengano riconosciute come unicamente mie. Non voglio che assomiglino alle storie di qualcun altro. Idoli non ne ho in generale. Diciamo che non subisco il fascino del famoso. Mi piacciono tutti gli anticonformisti, ma se riconosco che lo sono in maniera genuina, senza forzature. Mi piace l’animo rock n roll.

Le idee mi arrivano dalle mie curiosità. Dall’osservare la vita degli altri, ascoltare quello che dicono, come si muovono e, inevitabilmente, dall’osservare me stesso e di conseguenza c’è molto di me nelle mie storie. Non potrebbe essere altrimenti. A me piace parlare solo di quello che conosco.

5. C’è un personaggio a cui sei affezionato di più?

Ora dirò una banalità, ma essendo i miei personaggi li amo un po’ tutti. Ci sono, però, dei cuori puri sul serio che non si possono non amare in modo particolare. Mi piace Paolo da IL CHIAROSCURO DELLE COSE e Samuel, protagonista di SO QUANDO SEI FELICE DAL COLORE DEI TUOI OCCHI. Per un motivo del tutto opposto, poi, mi piace Davide, protagonista indiscusso di AMICI DI NOTTE. Lui mi piace perché è sporco come lo sono le persone vere.

6. Come è stato posare come modello per noi?

Divertente. È stato divertente. Ed è stata anche una piacevole sorpresa. Mi aspettavo personaggi un po’ “ingessati” e, invece, c’era un bel clima e molta disponibilità. Mi sono divertito.

7. Come ti poni nei confronti della moda?

Non ne so molto, lo ammetto. So quello che piace a me, ma non saprei dire se va di moda o no. È qualcosa che va oltre le mie capacità ed è sempre stato così. Ho i miei gusti e seguo quelli, se poi vanno anche di moda, bene, altrimenti pazienza.

8. Cosa non può mancare nel tuo guardaroba?

Gilet, mocassini e camicie a quadri.

9. La tua definizione di eleganza?

Sentirsi a posto con se stessi, ovunque, senza avvertire il bisogno di sembrare qualcun altro.

10.Come sei nel tempo libero? Viaggi? Altre passioni?

Casalingo. Sono poco mondano, però mi piace viaggiare. Mi piace mangiare cose nuove, mi piacciono i posti raccolti. Mi piace lo sport, ma più che una passione è quasi un bisogno, se devo essere sincero. Mi piace passeggiare per la mia città.

11. Consigliaci un luogo o un viaggio o un piatto ispirato a un tuo libro.

Vediamo, provo a fare tutte queste cose in un’unica proposta. Non ho ancora mai ambientato una storia in Turchia, ma conto di farlo prestissimo. Sono rimasto affascinato da Istanbul, dalla sua musica, dal cibo e dalla bellezza della sua gente.

12. Progetti e sogni per il futuro?

Continuare a scrivere senza lasciarmi condizionare dal pensiero di cosa potrebbe piacere o non piacere al pubblico. Voglio continuare a scrivere seguendo semplicemente il mio gusto e vedere come rispondono gli altri. 

Photographers: Carlo William Rossi and Fabio Mureddu

Stylist: Stefano Guerrini

Make-up: Carlo William Rossi using Mac Pro

Hair-style: Cosimo Bellomo using Hair by Sam McKnight 

Stylist’s Assistant:  Elisa Maria Montanaro and Stefano Mastropaolo

Set assistant: Mauro Angelozzi

Model: writer Emiliano Di Meo

Thanks to MAX SIMOTTI Studio

Sweaters DOPPIAA, shirt Corneliani 

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