Cinecult: ‘Jesus Rolls – Quintana è tornato’ di John Turturro

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Una luce in fondo al tunnel c’é. È la luce della libertà e della felicità. E se ti cali le braghe e te la godi potrai cogliere il meglio della vita. Il messaggio di ‘Jesus Rolls – Quintana è tornato’ è eloquente e vibrante.

E va bene così, perché se passi due ore a farti delle sane risate riflettendo anche sul senso della vita, allora forse una svolta c’è e la crisi te la scordi in nome di un epicureismo autoironico.

Il film, distribuito da Europictures, presentato in anteprima mondiale alla Festa del Cinema di Roma come film di preapertura, diretto e interpretato da John Turturro, 62 anni portati splendidamente, racconta un viaggio un po’ pazzerello, surreale ed esilarante e se ne vedono tante di cose. Ce n’è per tutti i gusti.

Il sesso è vissuto in maniera libera e giocosa così come dovrebbe essere, senza tabù, sembra di stare nell’eden. E non a caso perché il film, una commedia ironica e un po’ grottesca che parla di libertà, un road movie che è lo spin-off de ‘Il grande Lebowski’, è tratto da un romanzo del 1974 di Bertrand Blier, ‘I santissimi’ da cui è stato tratto un film godibilissimo.

E ricorda maledettamente, ma in versione coloratissima e rocambolesca, le avventure filosofiche di ‘Jules et Jim’ di Truffaut. E perché no? La sceneggiatura riprende un po’ Tarantino, un po’ i fratelli Cohen ma senza velleità né pretese.

La coppia Turturro- Cannavale è sexy e ludica allo stesso tempo, ha ritmo e irresistibile vis comica. Il film conta tanti cammei brillanti e ricchi di verve: Jon Hamm è il parrucchiere bello e vanesio che per certi versi rifà il verso a Warren Beatty in ‘Shampoo’, Sonia Braga, che ricordiamo in ‘Il bacio della donna ragno’, è una splendida maitresse che filosofeggia in spagnolo, Susan Sarandon è Jane, una ex galeotta ansiosa di godersi la vita con pienezza e un filo di naiveté.

Interessante la visione dell’identità maschile filtrata dall’ottica dei due simpatici protagonisti: una coppia di accattivanti balordi (in senso buono però) che sanno trascinarti nel loro pazzo mondo, dove l’unica regola è che non ci sono regole.

Queste due disincantate canaglie non disdegnano qualche digressione nel territorio dell’omosessualità, perché oggi tutto è fluido, tutto è viola come in una canzone di Prince. E il viola non fa più così paura se Jesus lo sfoggia con coraggio e disarmante spontaneità.

La gigioneria dei due protagonisti-mattatori è contagiosa e non può che suscitare empatia soprattutto se nel loro sodalizio entra la francesina shampista Marie interpretata dalla scanzonata e irriverente Audrey Tautou.

Questa commedia sbottonata con una risata vi seppellirà. La fotografia e i costumi sono azzeccati e la musica curata dalle brava e bella Emilie Simon ti fa volare. Bella la fotografia. Da vedere.

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