La to do list per un originale weekend in Friuli Venezia Giulia se hai meno di 30 anni (e non solo)

Con il mese di Settembre alle porte e il rientro alle attività di sempre, tra studio e lavoro, resta comunque la voglia di evadere, anche solo per un lungo week end.
La valorizzazione del Belpaese e del turismo tricolore è uno dei valori riscoperti durante il lockdown, volto alla nostalgia dell’immenso patrimonio territoriale.

Il Friuli Venezia Giulia è una regione da visitare senza pensarci due volte e per le ultime giornate estive, proiettate verso la frescura autunnale, non c’è nulla di meglio che immergersi nella Laguna e il carismatico capoluogo regionale.
Zaino in spalla e smartphone o reflex alla mano, pronti a catturare ogni singola variazione della laguna per il proprio profilo IG, si salpa a bordo della Motonave Europa grazie alla quale, da Lignano Sabbiadoro, si attraversano la Laguna di Grado e quella di Marano.

Un punto di partenza degno di nota, regno dell’hospitality sin dagli inizi del ‘900 quando i turisti vi sbarcavano con il Vaporino accolti dal Faro Rosso, emblematico simbolo della cittadina.
Gli hotel di Lignano scimmiottavano le aristocratiche residenze alberghiere del Lido di Venezia ma sin da subito la località si è distinta per sua identità più sbarazzina.

Le isole che si vedono durante il percorso, di circa due ore, nascono dall’azione congiunta delle correnti marine e dai venti che riversano in mare i detriti del fiume Tagliamento.
Quelle da segnalare sono l’Isola di Sant’Andrea e l’Isola delle conchiglie ma l’approdo avviene a Grado, sin dall’epoca romana scalo marittimo dell’antica Aquileia.

Spiaggia preferita dell’Imperatore Francesco Giuseppe, divenne ben presto meta della nobiltà asburgica e viennese (e dei suoi rampolli che la sceglievano per le loro scorribande) fino al boom turistico degli anni ’60 quando è diventata a tutti gli effetti scelta vacanziera dei giovani grazie alle sue spiagge e ai suoi locali.

Ciò che colpisce nel viaggio di ritorno è un paesaggio naturalistico degno dei più bei documentari di National Geographic. La Laguna di Marano e i suoi casoni, i capanni dei pescatori sorti sugli isolotti nati nel bel mezzo della Laguna è, infatti, un complesso ornitologico a cielo aperto.

Vista l’impossibilità di partecipare a serate danzanti causa Covid19, riapprodati a Sabbiadoro tutti gli appassionati di architettura, fotografia e lifestyle troveranno pane per i propri denti nel visitare, grazie al tour Le Vie dell’Architettura a Lignano, i complessi residenziali di Lignano Pineta; progettati negli anni ’50, ’60 e ‘70 con l’intento di sviluppare il turismo sociale.

La pianta dell’innovativa cittadella, ideata dall’architetto Marcello D’Olivo, si sviluppa a livello circolare e ospita case vacanza ispirate a quelle prodotte dai geni creativi degli Archistar americani dell’epoca.

Un vero e propro modello innovativo per l’Europa che all’epoca offriva anche lotti di terreno alle celebrity come Alberto Sordi, la cui residenza era stata progettata per ripararsi dagli sguardi indiscreti dei paparazzi.

Tutt’altra storia è Trieste, a meno di un’ora di distanza, da molti definita la città mistica per eccellenza. Multietnica, aristocratica e cosmopolita, culla dell’impero asburgico che la rese zona franca e capoluogo del commercio.

Nei suoi caffè hanno visto la luce le più note opere letterarie, proprio perché frequentati da grandi autori come James Joyce, Italo Svevo e Umberto Saba, e tuttora i locali presenti nella centrale via Torino sono crocevia di artisti e universitari che giungono da ogni parte d’Europa. Città del caffè, dalla sua piazza principale, oggi dedicata all’Unità d’Italia, l’occhio vola verso il mare, su cui si allunga per oltre duecento metri il Molo Audacesulla chiesa greco-ortodossa di San Nicolò al centro di quello che fu il borgo voluto da Maria Teresa d’Austria e che con le sue chiese testimonia la multireligiosità della città. In lontananza, scorgiamo il profilo di Miramare, il romantico castello di Massimiliano e Carlotta d’Asburgo, nel quale vale la pena spendere le ultime ore domenicali prima di rientrare alla base.

Contenuto realizzato in collaborazione con Promo Turismo FVG 

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