Lamezia International Film Fest 6

Coerentemente con la linea artistica delle precedenti edizioni, al centro della manifestazione vi è stato il Premio LIGEIA nella sezione ESORDI D’AUTORE, dedicata ai migliori esordi del cinema italiano.

Quest’anno il riconoscimento è stato assegnato al regista napoletano Mario Martone, reduce dal successo de Il sindaco del rione Sanità. Lo stesso Premio andrà, poi, all’attrice Isabella Ferrari.

L’ultima serata del Lamezia International Film Fest diretto da Gianlorenzo Franzì, ha visto la presenza di molti ospiti d’eccezione: l’attrice Isabella Ferrari, il regista Mario Martone, la sceneggiatrice Ippolita Di Majo, il regista francese Jean Jacques Annaud, e Le Coliche.

Proprio i fratelli Colica accompagnati dal loro regista, ci hanno raccontato episodi esilaranti della loro breve ma già intensa carriera, come quando inscenando una rapina per un clip di youtube, le persone intorno hanno realmente chiamato la polizia.

Alla Ferrari, che ha ritirato il PREMIO LIGEIA nella categoria ESORDI D’AUTORE, è stata inoltre dedicata la retrospettiva MONOSCOPIO che l’ha vista protagonista di numerosi film di successo da lei interpretati tra cui ‘Amatemi’, ‘La vita oscena’, ‘Romanzo di un giovane povero’, ‘Arrivederci amore ciao’.

Isabella Ferrari ha ripercorso la sua carriera parlando del suo rapporto con importanti registi come Ettore Scola – “Scola venne a teatro a vedere il primo spettacolo che feci a Milano e subito mi ha offerto il ruolo di protagonista nel film Romanzo di un giovane povero. L’inizio delle riprese, però, continuava a subire dei ritardi e nel frattempo rimasi incinta della mia prima figlia. A quel punto pensai che non avrei più fatto quel film a cui tenevo molto. Le riprese iniziarono e, nonostante fossi incinta di 5 mesi, Scola mi prese ugualmente. Mai avrei pensato di poter vincere la Coppa Volpi a Venezia, eppure successe”.

Attualmente la Ferrari è sul set della terza serie di Baby. “Nella prima serie ero una madre molto superficiale che non capisce nulla della vita della figlia, nella seconda si rende conto che sua figlia si prostituisce e non riesce a fare nulla per lei. Nella terza serie non mancheranno le sorprese. Il bello di questo mestiere è che diventano tutte delle meravigliose sfide. È sempre un salto nel vuoto”.

Con l’incontro con Sabrina Paravicini e Nino Monteleone che hanno presentato il film da loro diretto dal titolo Be Kind – viaggio all’interno della diversità, ricevendo anche il Premio LIGEIA nella sezione Esordi d’Autore. Un progetto nato dal desiderio della Paravicini di fare un regalo a suo figlio Nino, ma che con il tempo è diventato un vero e proprio film che racconta il viaggio da piccolo di una persona diversa all’interno della diversità, intesa non come differenza ma come ricchezza della varietà.

La mamma accompagna il figlio in un percorso fisico ma soprattutto emotivo dove ogni tappa rappresenta un incontro con persone che raccontano le esperienze attraverso la condizione delle proprie storie.

“Be Kind è un film che abbiamo voluto raccontare attraverso lo sguardo di Nino che all’epoca aveva 12 anni – ha affermato Sabrina Paravicini – mi piaceva l’idea di rappresentare la gentilezza intorno alla diversità perché nel nostro percorso abbiamo avuto la fortuna di incontrare tante persone gentili. Il film è nato come un’esperienza familiare perché volevo che Nino facesse una bella esperienza in piena autonomia. Giorno dopo giorno, però, diventava un film a tutti gli effetti. Da qui è nato anche il Be Kind World, un premio rivolto a tutte le professioni in cui le persone si sono distinte per gentilezza”.

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