Le nuove maglie dell’Inter sono o non sono stilose?

Un commento sulle casacche dei nerazzurri della stagione 2021-2022

Scommettiamo che per una volta il binomio calcio e moda non risulta essere così vincente? Sembra assurdo solo a pensarlo, soprattutto perché la moda è un linguaggio universale in grado di venire incontro ai gusti di tutti, eppure questo tipo di legame è venuto meno con 2 maglie di una celebre squadra di Serie A. Le 2 maglie in questione sono quelle dell’Inter della stagione in corso, che sono state pensate e realizzate per soddisfare le sole esigenze di marketing. Quando ci si focalizza sul rendere un brand riconoscibile in tutto il mondo, e meno sul puro stile, può accadere che il risultato finale non sia dei più esaltanti. Se del marketing poco e nulla possiamo dire, perché è un campo che non ci compete e in cui non ci sentiamo esperti, qualcosa possiamo invece dire per quanto riguarda il motivo che ricorda le squame di un serpente della prima casacca interista. Premettiamo che un conto è osservarle tramite fotografia o tramite immagine online e un conto è vederle dal vivo, considerando che l’effetto finale è totalmente diverso. Dal vivo le squame risultano molto più sfumate, e se osservate da vicino sono nient’altro che un insieme di piccoli rombi che vanno a creare un pattern indefinito che non ha nulla a che fare con il classico e semplice nerazzurro a strisce. Non vogliamo passare a tutti i costi per puristi e/o per amanti del classico intramontabile, ma lo squamato non solo fa uno strano effetto, che non piace a tutti, ma è piuttosto “tranchant” come scelta stilistica. Insomma o lo si ama alla follia o lo si odia alla follia. E se l’obiettivo finale è far sì che l’Inter possa essere conosciuta e soprattutto ammirata dal più grande numero di tifosi possibile allora è necessario scegliere un motivo che possa piacere a tutti. Magari starete pensando: “Non è che aver modificato recentemente lo storico logo dell’FC Internazionale è un freno che non permette di apprezzare quest’ulteriore novità che dice ancora una volta addio ai gloriosi tempi che furono?” No, lo ripetiamo, la nostra è solo una valutazione estetica, valutazione estetica leggermente più accomodante per quanto riguarda la seconda maglia dell’Inter.

La maglia da trasferta

La maglia da trasferta dell’Inter non sarà un capolavoro di stile ma almeno è leggermente più sobria rispetto a quella indossata durante le gare giocate in casa. Forse la presenza di qualche biscione in meno disegnato a mano sulla parte posteriore e anteriore avrebbe esaltato meglio il prevalente color bianco, ma già il fatto di non centrare il rettile simbolo dell’Inter è stata un’ottima scelta. Un’altra nota lieta è il fatto che il bianco è molto ben risaltato grazie al logo bianconero stilizzato presente in alto a sinistra. Insomma qualcosa di buono c’è e si vede nella casacca away di quest’anno, che è molto diversa da quella a quadrettoni della scorsa stagione, un po’ troppo semplice e a tratti banale. Francamente i giocatori dell’Inter in trasferta sono un po’ più credibili con questa maglia, ovvero con quella dell’annata 2021-2022, rispetto a quando indossavano quella della passata stagione.

Vincere con eleganza sarebbe un bel vincere

Ricapitolando quanto detto fin qui, possiamo affermare che la prima maglia squamata dell’Inter risulta piuttosto estrema, nel senso che la pelle di serpente può anche andare bene ma non così proposta. Più apprezzabile invece la seconda maglia, principalmente bianca, colore che va bene con tutto, con alcuni biscioni collocati lateralmente che sembrano come muoversi, forse per spaventare l’avversario che quest’anno potrebbe soccombere sotto le pallonate di Correa, Lautaro, Džeko e Sánchez, o così almeno dovrebbe essere stando alle quote calcio che danno l’Inter in pole position in campionato. Il calcio lo sanno tutti, anche i meno esperti, è uno sport imprevedibile, dunque non è detto che per forza andrà così, certo è che se i nerazzurri vincessero sfoggiando maglie più eleganti allora sì sarebbe un bel vincere! Visto che in fatto di eleganza nemmeno l’ombra, c’è di buono che se davvero riusciranno a conquistare lo scudetto almeno saranno riconoscibilissimi, perché il serpente è presente un po’ ovunque sia grazie alle squame della prima maglia sia grazie alla sua rappresentazione grafica a mano sulla seconda maglia. Non a caso abbiamo parlato solo di possibile conquista dello scudetto, perché la Champions League per l’Inter di quest’anno è un sogno quasi proibito, un sogno nerazzurro preferibilmente a strisce se possiamo dire la nostra.

Innovare non è affatto semplice


Nella moda innovare, e farlo bene, non è semplice, perché richiede non solo un occhio attento ma anche una buona dose di coraggio. Il flop è infatti dietro all’angolo, soprattutto quando si sceglie di recidere ogni legame con il passato; se la clientela è abituata ad associare un certo tipo di eleganza con un determinato brand, e poi si decide di cambiare tutto all’improvviso, ecco che gli effetti possono essere imprevedibili. Dal nostro punto di vista questi effetti imprevedibili interesseranno presto le maglie dell’Inter di questa stagione, che sicuramente sono apprezzabili perché realizzate con materiali ecosostenibili ma lo sono molto meno a livello di stile. Va bene trasmettere l’idea che l’Inter è un biscione, ma esagerare non fa e non farà bene. Mettetevi nei panni dei tifosi storici della Beneamata: abituati come sono a identificare il loro amore con le sobrie ed eleganti righe nerazzurre, d’ora in avanti si sentiranno come persi, perché la loro squadra non solo le ha “rinnegate” forse per sempre ma da almeno un anno a questa parte ha anche deciso che i motivi principali delle sue maglie cambieranno in continuazione, proprio come un serpente cambia la propria muta. Abbiamo detto all’inizio che di marketing non ci occuperemo perché non abbiamo il titolo per farlo, tuttavia almeno possiamo ribadire come queste scelte stilistiche facciano solamente parte della nuova strategia di marketing del Biscione. Una strategia che di sicuro ha tenuto poco conto della moda romantica e dell’eleganza, che è fondamentale nel calcio anche se non sembrerebbe. Per una volta possiamo affermare che il binomio calcio e moda non è risultato essere così vincente come lo è in quasi tutti i casi, ed un vero peccato.

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