Loco Dice, colui che tramuta la vita in musica

Nata un po’ per fortuna, un po’ per caso e diventata mano a mano sempre più travolgente è la carriera di Yassine Ben Achour, meglio conosciuto come Loco Dice, Dj di fama internazionale, ormai richiestissimo alle consolle di tutto il mondo. Tunisino di nascita, ma adottato da genitori tedeschi, Loco Dice passa la sua adolescenza nella cittadina di Dusseldorf, circondato da musica e dischi, la sua grande passione. Quella del Dj è una storia che parte dall’hip hop e sfocia nella musica tecno, passando per il genere house; è una storia fatta di importanti collaborazioni con famosi artisti del panorama musicale del calibro di Snoop Dog, di emozioni, di viaggi e contaminazioni. Ispirato da tutto quello che lo circonda Loco Dice continua a lavorare duramente per realizzare i propri sogni ancora nel cassetto. Il Dj suonerà presso il Paradise stage durante il Festival BPM in Portogallo il 15 settembre e al Social Music City a Milano il 16 settembre, da non perdere.

Tutti ti conoscono come Loco Dice, da dove viene questo nome?
Loco Dice ha due origini. “Dice” è stato il primo soprannome e proviene dalla mia infanzia, da quando giocavo a Backgammon tra le strade Tunisine. Da quel momento Dice è il nome con cui mi chiamano i miei amici. Loco è venuto fuori anni dopo, una notte a Ibiza, quando sono salito sul tetto dello Space Club determinato a prendere il loro logo. I miei amici urlavano “Dice! Dice!” e la polizia “Loco! Loco!”. Sono scappato senza logo, ma sono rimasto Loco Dice.

Com’è iniziata la tua carriera? Quando hai capito che la musica sarebbe diventata la tua vita?
Sono sempre stato circondato e interessato alla musica. Ho ballato tanto, speso il mio tempo e i miei soldi in negozi di dischi, e a un certo punto ero il bambino col cappuccio che aveva i dischi. Quando una discoteca locale rimase senza un fisso DJ mi chiesero suonare nel locale. Il passo successivo è stato nei primi anni ‘90. E ora sono sempre qui che suono e produco.

C’è un posto in cui vorresti suonare, ma dove non hai ancora avuto la possibilità?
Ci sono così tanti posti che non ho ancora scoperto, che mi sono sconosciuti. Sto lavorando sodo per visitarli e poterci suonare.

Da chi e cosa prendi l’ispirazione per la tua musica?
Prendo ispirazione dai miei viaggi, dalla gente e dal mondo intorno a me, dai cibi e dai profumi. Praticamente da tutto.

Puoi indicarci una canzone che ti emoziona o ti ricorda un momento speciale?
Una canzone per me speciale è “Could You Be Loved”, di Bob Marley. Mi ricorda il mio paese, la mia famiglia e l’infanzia, conserva la memoria di molti momenti della mia vita. È una canzone che mi rende felice.

Qual è il tuo rapporto con la moda? Quanto è importante per te?
Mi piace la moda, ma non ne sono dipendente. Mi piace fare attenzione ai vestiti e agli accessori, combinarli assieme e indossarli, mi piace creare i look delle cose che già possiedo. È simile al modo in cui affronto la musica.

Il tuo tour mondiale, Serán Bendecidos, inizia a Milano poco prima della settimana della moda, rimarrai in zona per assistere a qualche sfilata?
Il tour di Serán Bendecidos è iniziato a Barcellona durante il festival di musica elettronica Sónar e sono contento che continui a Milano. Mi piacerebbe vedere alcune sfilate, ma non so ancora se posso farlo. Sono assorbito dalla produzione e qualsiasi cosa dipende fondamentalmente dal mio programma in studio.

Un accessorio del quale non puoi fare a meno
Ho molti accessori per i quali sono conosciuto. Ne ho sempre uno addosso: un berretto, un grillz, bracciali, anelli…e qualsiasi altra cosa.

Quali sono i tuoi sogni e idee per progetti futuri?
Ho molti sogni e lavoro duramente per farli diventare realtà. Come il sogno che sto vivendo ora.

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