Marco Aceti ed il suo momento magico

Marco Aceti, sin dal suo primo ruolo di Cesare in “Notte prima degli esami” di strada ne ha fatta tantissima, senza mai tralasciare il suo primo lavoro, o come lo chiama lui il suo primo amore ovvero il Vigile del Fuoco.

Chi fa un mestiere come il suo, sicuramente deve avere un cuore d’oro, forse non per tutti ma sicuramente è il suo caso.

Possiamo dire che sicuramente quello che lo aspetta è un autunno di fuoco, infatti ora è in scena al Teatro Petrolini di Roma con uno spettacolo molto forte intitolato “Le regole del gioco”, e poi su Amazon Prime Video con il nuovo film che lo vede protagonista “Lettera H”, basato sulle vicende del mostro di Firenze.



Hai sempre avuto la passione per la recitazione?

Certo, sin da piccolo infatti ho iniziato con i fotoromanzi, con la famosa Lancio, la casa di produzione, però mi son accorto subito che non ero soddisfatto in quanto davo la battuta con l’intenzione, però poi l’azione non c’era.

Poi ovviamente ho studiato recitazione e ad un certo punto mi è arrivato il ruolo di Cesare a diciassette anni per “Notte prima degli esami”, un ragazzo simpatico, anzi un vero e proprio guascone, un personaggio che mi ha dato una discreta popolarità in quanto il pubblico si era affezionato a lui.

Il classico ragazzo di borgata senza pensieri che porta sempre allegria, non ti nego che sono molto legato a lui.



Però il tuo lavoro è quello di Vigile del Fuoco.

Lo sono da quasi diciassette anni, e ti dirò la verità quando mi arrivò la cartolina per il militare io avevo già fatto “Notte prima degli esami”, e scelsi di fare il pompiere semplicemente perché avevo la caserma vicino casa, mi sembrava la scelta migliore.

Così per caso mi sono affacciato ad un lavoro di cui mi sono innamorato gradualmente, anche perché quotidianamente mi regala esperienze incredibili, ed alla fine mi è sempre servito per bilanciare il lavoro di attore che non sempre magari riesce riempirti al cento per cento.

Credo di poter dire di essere ad un punto artisticamente alto della mia vita, con dei progetti in cui credo con tutto il cuore, quindi lo vivo al meglio.



Come fai a far collimare le due professioni?

Per me è naturale, sono due mondi paralleli, ci son cresciuto, fare il pompiere è il mio lavoro, fare l’attore è la mia passione, quello che ho sempre sognato di fare sin da piccolo.

Uno compensa l’altro in maniera inscindibile.

Raccontami del tuo spettacolo teatrale.

Siamo ora in scena al Teatro Petrolini dal 5 al 10 ottobre con “Le regole del gioco”, che è la storia di una crisi coppia, con la resa dei conti finale tra separati, dove andiamo a toccare diversi aspetti, come la violenza psicologica femminile, che viene fatta nei confronti dell’uomo di cui si parla poco.

Per poi arrivare alla psicopatia, per poi arrivare al femminicidio di cui sentiamo tristemente parlare anche troppo.



E poi hai anche “Lettera H” in uscita su Amazon Prime Video.

Lettera H, lo considero un po’ come il mio bambino per la regia di Dario Germani, Giulia Todaro è l’altra attrice protagonista ed è un film che tratta uno degli omicidi del mostro di Firenze, quello della FIAT 127.

Lettera H, è il nome del tipo proiettile utilizzato dal famigerato gruppo di merende del mostro di Firenze, ed andiamo a raccontare la storia di Sebastian, che per l’appunto interpreto, un ex nazi-skin, completamente tatuato, infatti avevo ventitre tatuaggi di scena fantastici che mi facevano compagnia.

Seba fa il carrozziere e compra una macchina da restaurare, ignaro del fatto che l’auto fosse appartenuta ai malcapitati dell’omicidio, così entrando in contatto con la storia accaduta, inizia un viaggio mentale che lo porterà a mettere in atto quello che ha visto nel suo trip.

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