Riflessioni cromatiche al Mia Photo Art Fair 2022

Si è chiuso il primo maggio il Mia Photo Art Fair 2022 nei nuovi spazi del Superstudio Maxi di zona Famagosta, in una resiliente Milano che, nel suo instancabile processo di rivalutazione, si rifiuta quasi di mostrare i segni di una pandemia che si appresta a diventare un ricordo.  
Evento di riferimento, ormai, nella città meneghina per i collezionisti dell’istantanea, ha l’obiettivo di dare una sempre maggiore linfa vitale al mercato internazionale dell’arte e della fotografia in particolare, dando spazio ai nuovi linguaggi e punti di vista che entrano in relazione con questa forma d’arte dalle infinite evoluzioni.
È, infatti, la nuova creazione di codici, disinteressati dai punti cardinali che hanno fatto la storia della fotografia, ad emergere tra corridoi e sale espositive di questa nuova edizione della fiera, alleggerita dal peso delle ultimi due anni di incertezze e cautele che, se non altro, hanno offerto diversi spunti di riflessione e coraggio di sperimentare nuove strade e prospettive.

I progetti più rilevanti visti a Mia Photo Art Fair

Larissa Ambachtsheer artist
Larissa Ambachtsheer, Red Lemon, 2017

Di particolare rilevanza, per la modalità narrativa, nella scelta dell’uso del colore è il panorama olandese che ha esposto i suoi artisti con Five Dutch Talents della Project 2.0 / Gallery – l’Aia (NL), all’interno della quale ha attirato l’attenzione del pubblico Larissa Ambachtsheer, non a caso selezionata per rappresentare l’identità visiva di MIA FAIR 2022 con le sue nature morte, in cui i soggetti sono svuotati del loro significato originale e rieditati per catturare l’interesse nella loro elaborazione cromatica. Lavoro che trova connessioni con il linguaggio escapista di Sanja Marušić, che rappresenta azioni umane di natura quotidiana in contesti surreali, conferendogli una connotazione più astratta dove tempo e luogo esistono solo a livello d’immaginazione e di un’intima e personale interpretazione del fruitore. È qui che i suoi paesaggi e le infinite variabili del linguaggio del corpo si fondono in una danza cromatica. “Cerco di creare un mondo separato dalla realtà. Ecco perché spesso creo autonomamente i miei costumi, quindi quello che indosso non fa riferimento a un momento temporale specifico. L’evasione ha sempre un ruolo fondamentale nel mio lavoro, per me e per lo spettatore” spiega Sanja Marušić.

INVISIBILE di Roberto Polillo e All Of My Heart di Laura Pellerej

Un linguaggio empatico è poi quello di Roberto Polillo nella sua raccolta INVISIBILE, che rappresenta una realtà impalpabile fatta di suggestioni in cui luoghi, paesaggi, architetture e persone che li abitano si fondono in un unico flusso vitale in cui la luce, ça va sans dire, è il fil rouge della straordinaria varietà di paesaggi urbani e naturali appartenenti ad ogni angolo del pianeta. Si crea così una dinamica ed evocativa rappresentazione dell’energia contenuta in questi luoghi, da percepire attraverso le vibrazioni delle sue sfumature.

Roberto Polillo: Myanmar Yangon, 2015; India (Taj Mahal), 2018; Tokio, 2017

Laura Pellerej, nella serie All Of My Heart, presenta un viaggio attraverso il cuore, che coinvolge gli stati d’animo con cui la maggior parte degli uomini si trova a scontrarsi. Un momento di riflessione, sull’anima e la carne, che si presenta come un lavoro scultoreo creato a mani nude, soggetto dopo soggetto e cristallizzato, alla fine, con lo strumento fotografico. Quelle immagini, accuratamente preparate, sono lì a ricordare quanto sia importante soffermarsi a dare il giusto valore alle esperienze – dalle più strazianti e quelle più belle – laddove la consapevolezza di esse ha un profondo valore di congiunzione con il senso della nostra vita.

“Ascolta il cuore,
quando rimbomba nella gola,
toccalo quando pulsa sotto la pelle.
È fastidioso il cuore, perché non sa mentire.
Testimone scomodo, si veste, si traveste, si ricuce, si nasconde sotto mille corazze”
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Immagini della serie All Of My Heart, di Laura Pellerej

Nell’immagine in apertura, Towers of Miami di Roberto Polillo

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