#Mitparade – Itinerari creativi per capispalla

L’aspetto più interessante della moda delle ultime stagioni, è la sempre maggiore tendenza dei brand ad affidarsi alle contaminazioni creative che possono scaturire dall’ispirazione di icone di stile o artisti del panorama contemporaneo, con gli elementi più tradizionali del marchio.
Dalla penna di chi ha fatto del viaggio e delle sue contaminazioni uno stile di vita, Tiziano Terzani: “Ogni posto è una miniera. Basta lasciarcisi andare, darsi tempo …e poi seguire il bandolo di una matassa che può cominciare con una parola, con un incontro, con l’amico di un amico di una persona che si è appena incontrata, e qualsiasi posto della terra diventa uno specchio del mondo, una finestra sulla vita, un teatro d’umanità”.


Sono soprattutto i capispalla, i grandi compagni di questo nuovo viaggio, come quelli della ss21 di Parajumpers, con le loro caratteristiche tecniche fatte a posta per sostenere temperature e lunghe distanze, evolute e sempre più leggere ma testimoni di grandi storie. Quelle nascoste dietro la personalità visionaria di un artista, la verità di un fotografo, il racconto intimo di un regista, gli infiniti mondi dietro le parole di uno scrittore, la sperimentazione di uno chef.

Il loro itinerario fa il giro del mondo, un mondo più intimo, quello della famiglia, delle persone che incontrano o dell’ambiente che li circonda.
Da Johnny, madre ballerina e padre artista, dalla spontaneità e dal senso di possibilità, che si possono trovare nella sua musica e nei suoi disegni; a Lux, chef, il cui viaggio è fatto di ricerca e creatività che prendono sapore nei suoi piatti; Luis in completa connessione tra mente e corpo che lo conduce all’ispirazione; Misha che ama reinventare, reinterpretare e remixare oggetti e scene; Lucy, scrittrice e fotografa, si concentra sul riadattamento e la flessibilità, senza premeditare mai quello che sta per creare, ma ascoltando soltanto il suo impulso.
Brooke giovane attrice, e Adea è una regista e scrittrice, strettamente connessa con il mondo della danza.

Quinta stagione per il team Barbour e l’icona di stile britannica Alexa Chung, compagni di viaggio inseparabili, che hanno rispolverato gli archivi del brand inglese per rieditare una passione presente nell’heritage del marchio da più di un secolo, con il famoso Uncle Harry’s coat il primo capospalla realizzato in tela cerata della storia.
Quando John Barbour si trasferì da Galloway, ai confini della Scozia, a South Shields, iniziando a produrre indumenti che proteggessero i pescatori e i mercanti che lavoravano nel porto e in quell’area.

Segni particolari: colletto in velluto e versatilità estrema, essendosi adattato nel tempo a svariate zone di ogni parallelo.

I modelli Delia e Maude, con Quilt Patricia, Rowan Waxed e Julie, mixano dettagli in velluto e cinturini su colletti e polsi e forme rivisitate al classico stile country fedele al patrimonio stilistico del brand.

“Il processo di design è iniziato come sempre nel vastissimo archivio di Barbour HQ a South Shields, dove ho subito individuato le forme e tessuti da cui ero attratta. Questa volta sono stati i modelli equestri a catturare la mia attenzione. La collezione è un viaggio che include forme più morbide giustapposte a colletti di velluto a coste inamidati, ed elementi rigidi, come le cinture che permettono di stringere la vita sui modelli dalle silhouettes più lunghe. Grazie al lavoro con il mio team, ho sperimentato il primo capospalla doppio petto ispirato a uno dei capi più antichi di Barbour, noto come “la giacca dello zio Harry” che risale al 1910, ha dichiarato Alexa Chung.

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