Models to follow: Clinton, Daniel, Santiago

Da alcuni anni nel milieu creativo nostrano sta emergendo «una nuova generazione di italiani» – come la definisce un saggio pubblicato nel 2009 – con ascendenze eterogenee. Sono portatori di una visione e un ethos altri rispetto a quelli predominanti in un contesto impregnato di eurocentrismo, di valori spesso stereotipati che (finalmente) iniziano a cedere il passo all’intraprendenza di personalità determinate a imporsi nella musica (si pensi a Mahmood o Ghali) come nella tv (Skam Italia, Summertime, Zero…) o nella moda.
In quest’ultimo ambito, nello specifico, si fanno largo volti nuovi, modelli che prestano un’immagine fresca ed energica alle griffe di turno, spesso nati o cresciuti nel nostro Paese, forti di un background multiculturale e al contempo italianissimo; mostrano un approccio per certi aspetti più immediato e naïf – eppure d’effetto – alla professione, sulle passerelle come negli shooting.
Un’attitudine spontanea che trova degli interpreti ideali in Clinton, Daniel e Santiago, tre giovani talenti che, supportati dall’agenzia Models Milano Scouting, muovono i primi passi nell’industria fashion. Si sono ritrovati sullo stesso set, sorridenti e rilassati in total look Levi’s (poiché si tratta del marchio Usa, sarebbe più appropriato parlare di total denim, in lavaggi scuri dall’inconfondibile tonalità indaco) davanti l’obiettivo del fotografo Manuel Scrima.
Gli abbiamo rivolto alcune domande, per restituire un ritratto accurato di questi ragazzi, esempi di un’italianità diversa nell’accezione migliore del termine, slegata da cliché estetici o caratteriali.


Dall’alto: giacca in denim Levi’s Red Tab, camicie in denim Levi’s Red Tab

Da sinistra: camicie in denim Levi’s Red Tab, giacca in denim Levi’s Red Tab

Da sinistra: camicie in denim Levi’s Red Tab, giacca in denim Levi’s Red Tab


Dall’alto: camicia in denim Levi’s Red Tab,
giacca in denim Levi’s Red Tab, underwear Levi’s, jeans 551Z Authentic Straight Levi’s Red Tab,
camicia in denim Levi’s Red Tab

Clinton

Clinton è un 17enne afroitaliano appassionato e caparbio. Il segno distintivo del suo look sono i dreadlocks raccolti in hair jewels metallici, sfoggiati anche nell’editoriale sopracitato in cui indossa jeans e altri capi Levi’s, che ha rappresentato il suo primo, vero banco di prova nel modeling.

Come sei diventato un modello?

«Me l’hanno sempre suggerito, inizialmente mi sono rifiutato di provare, poi però ho cambiato idea».

Finora qual è stata l’esperienza migliore?

«È appunto questa, avere l’opportunità di partecipare a uno shooting ed essere intervistato».

Raccontaci qualcosa di te…

«Adoro giocare a calcio e mi piace scoprire cose nuove sul mio continente d’origine, l’Africa, ad esempio la storia dei singoli stati, argomenti che non abbiamo mai affrontato a scuola».

Anche in Italia si sono svolte proteste legate al Black Lives Matter, si comincia a prestare maggiore attenzione alle discriminazioni, a parlare di afrodiscendenti ecc. Tu come vivi e ti rapporti a tutto ciò?

«Secondo me ciascuno può pensarla come vuole, tuttavia la libertà di pensiero non deve mai tramutarsi in atti come offese o aggressioni per il colore della pelle, che purtroppo vediamo quotidianamente e limitano la libertà altrui, altrettanto fondamentale».


Cos’è per te la moda?

«Trovo che, perlomeno in quest’epoca, le persone vogliano vestirsi per esprimere il loro pensiero e personalità».

Ci sono brand o designer che apprezzi particolarmente, con cui ti piacerebbe lavorare?

«Il top sarebbe lavorare con quelli che mi piacciono di più come Off-White, Nike e altri che interpretano al meglio lo streetwear».

Un capo/accessorio che racchiude il tuo stile?

«Gli anelli che porto sempre sui capelli».

Social: quali usi e per quanto tempo.

«Instagram e YouTube. Con il primo mi divido tra svago e informazione, con il secondo guardo soprattutto video che trattano degli argomenti più discussi e in generale di avvenimenti storici».




Camicia in denim Levi’s Red Tab

Daniel

Classe 2004, fisicità nervosa e longilinea da velocista, Daniel gareggia nel campionato italiano di corsa a ostacoli e si considera un atleta. La moda è una novità con cui prendere confidenza, ma gli ha già regalato una campagna per Yezael e l’ingresso nella scuderia milanese della IMG (l’agenzia, per intendersi, di top model quali Kate Moss, Karlie Kloss e le sorelle Hadid).

Raccontaci qualcosa di te…

«Ho 17 anni e vivo a Cinisello Balsamo. Sono un atleta, ho iniziato a fare il modello quest’anno, partendo decisamente bene tra editoriali, interviste e un servizio tv».

Come ti sei avvicinato a questo mondo?

«Mi hanno scritto dopo aver notato delle foto su Instagram, è cominciato tutto così».

Qual è stata finora la tua esperienza migliore?

«Sicuramente quella con Yezael, il mio primo shooting “serio”, ho scoperto solo dopo di essere finito sul Tg5, non me l’aspettavo, assolutamente».

Quali sono i tuoi brand o designer preferiti?

«Il mio brand preferito è Nike, casual chic e sportivo allo stesso tempo, mi piacciono molto anche Gucci, Balenciaga e altri che tendono allo streetwear».

Cosa ti piace fare, quali sono le tue passioni?

«Mi piace un sacco recitare, ho partecipato a un corto e a un video musicale. Nel tempo libero generalmente esco con gli amici».

Cos’è per te lo stile?

«Credo sia soggettivo, comunque non ha a che fare solo con l’indossare certi marchi, capita di vedere persone con capi griffati che, però, non risultano “vestite bene”; oltre agli abiti ci vuole personalità, creatività, bisogna sentircisi bene e farli propri».

Un capo/accessorio per cui hai un debole?

«Le collane».

Social: quali e per quanto tempo li usi.

«Non ci passo molto tempo pur avendo sempre il telefono in mano, però entro spesso su Instagram, anche solo per vedere i feedback».


Anche l’Italia è stata toccata dalle proteste del Black Lives Matter e si comincia a prestare maggiore attenzione alle discriminazioni, all’afrodiscendenza e così via. Tu come vivi e valuti tutto questo?

«Per la mia esperienza personale posso dire che crescere in Italia non è facilissimo, sei consapevole che avrai sempre e comunque gli occhi addosso, come quando a scuola si parla di argomenti come la schiavitù. È un qualcosa che mette a disagio e, allo stesso tempo, ti rafforza, non mi lascio mai intimidire, nemmeno dalle occhiatacce».



Camicia in denim Levi’s Red Tab

Santiago

Fisico slanciato, lunghi capelli corvini, Santiago ha sedici anni ed è di origini colombiane. Pratica atletica a livello agonistico, ma è determinato a perseguire la carriera da modello, tanto da spulciare online i catwalk più prestigiosi, in primis quelli di Maison Margiela, marchio di cui apprezza la verve anticonvenzionale.

Come e quando hai iniziato a fare il modello?

«Già due anni fa guardavo i video delle sfilate, mi piaceva l’idea di calcare una passerella vestito in un certo modo; poi mio zio, che lavora da Dolce&Gabbana, ha buttato lì l’idea di provare a fare il modello, mi sono “fissato” e ho cominciato a guardarmi intorno, inviando anche foto alle agenzie, finché ho visto una storia di Manuel su IG; alla fine ci siamo incontrati e ho avuto l’opportunità di mettermi alla prova con un’attività che sognavo da sempre».

Raccontaci qualcosa di te…

«Sono un atleta e questo mi ha sicuramente aiutato dal punto di vista fisico. Correvo fin da quando ero in Colombia (sono stato adottato), in Italia mi sono subito iscritto a una società sportiva e pratico atletica da nove anni, ho partecipato ai campionati italiani e recentemente agli europei. È sicuramente molto impegnativo, ma faccio tutto con enorme piacere.
Frequento inoltre lo scientifico, scuola tosta, devo star dietro anche allo studio che è necessario.
Poi la musica, una delle cose più belle in assoluto, la ascolto continuamente, anche subito prima di una gara perché fa salire l’adrenalina e mi aiuta a entrare nella giusta condizione».

Qual è stata ad ora la tua esperienza migliore?

«Lo shooting con Daniel e Clinton, mi è sembrato un lavoro appunto da modello, passato a fissare l’obiettivo, assumere determinate pose ecc., mi è piaciuto molto, a fine giornata ero esausto ma soddisfatto».

Hai dei marchi o designer preferiti con i quali, magari, vorresti lavorare?

«Mi piace molto Maison Margiela, una griffe davvero particolare, come del resto sono “strani” i suoi modelli, con delle caratteristiche rare a trovarsi, anche a me piace avere un look alternativo, che non segua troppo i trend. Sotto questo aspetto, penso Margiela sia un marchio cui ispirarsi perché al di fuori dei canoni che vanno per la maggiore.
Sarebbe un sogno lavorare con Calvin Klein, uno dei principali brand di cui apprezzo molto l’immagine, ricercata senza essere eccentrica».

Un capo/accessorio che esprime il tuo stile?

«Ho un debole per i gioielli, non esco mai senza un paio di bracciali o una collana: la mia preferita è quella che mi ha regalato mia nonna con delle pietre di fiume. In generale mi piace vestire in modo abbastanza elegante, magari con camicie strutturate, per costruire il mio outfit però mi baso di più sugli accessori».

Cos’è per te lo stile?

«Secondo me una persona ha stile quando, al di là che risulti vestita bene o male, è convinta dei propri abiti e riesce così a distinguersi».

Social: quali usi e per quanto tempo.

«Ultimamente uso molto Snapchat perché mi permette di restare in contatto con gli amici all’estero, poi Instagram per prendere spunto in termini di stile, novità dei brand, canzoni e così via».



Camicia in denim Levi’s Red Tab

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