Models to follow: Paolo Diomande

Photographer: Manuel Scrima @manuelscrima
Talent: Paolo Diomande @paolo.diomande

È difficile immaginare, per un modello agli inizi, un viatico migliore dello sfilare sotto l’egida di Hedi Slimane, vate dell’estetica rock-chic nonché instancabile talent scout fin dagli anni d’oro chez Dior Homme. La carriera di Paolo Diomande comincia, perciò, sotto ottimi auspici: ventenne, fisico slanciato e asciutto sormontato da una massa di treccine, parlando sprigiona l’entusiasmo di chi, dopo un paio di lavori degni di nota (il lookbook della collezione Yezael by Angelo Cruciani S/S 2020 e un editoriale per Moncler su i-D Italy) è stato catapultato in uno show mirabolante. Nello specifico, quello organizzato da Celine sull’Île du Grand Gaou, oasi di sfolgorante bellezza nel Mediterraneo diventata, per l’occasione, il palcoscenico della Spring/Summer 2022 della griffe, tra riprese aeree, soundtrack martellante e una pedana chilometrica adibita a rampa per le acrobazie dei motociclisti (in abiti del marchio, ça va sans dire); cornice spettacolare per il défilé rivelatosi, come da prassi slimaniana, un concentrato di topoi rock e spavalderia da club kids sommamente stilosi. Tra loro Paolo, appunto, sceso in passerella con chiodo profilato di borchie, felpa, jeans seconda pelle, boots e collane a cascata, mise poi replicata negli scatti in bianco e nero, a firma dello stesso Slimane, che campeggiano sulle pagine Instagram, Facebook & Co. della maison.
Consapevole dell’importanza di una simile esperienza, specie per il suo futuro professionale, intende proseguire su una strada a questo punto ben avviata, mantenendo un’immagine (anche) social distinta, autentica, ché dall’esperienza di Celine si porta dietro una convinzione: «I brand preferiscono modelli con una personalità forte».



Quando e come hai iniziato a fare il modello?

Ho iniziato nel 2019, a dire la verità non ero molto propenso ma i miei amici mi hanno spinto a provare. Così per un paio d’anni ho fatto la “gavetta”, firmando il primo contratto a marzo.

Quali sono stati i lavori che ti hanno dato maggior soddisfazione, i più significativi?

Il lavoro appena fatto con Celine, un’esperienza unica, ad ora la migliore in assoluto.



In effetti pochi mesi fa hai preso parte allo sfilata Celine S/S 2022, posando anche per le foto in bianco e nero diffuse via social dalla maison. Cosa puoi dirci a riguardo?

Non saprei nemmeno da dove partire, è stato il primo lavoro “serio”, non avevo idea di cosa mi aspettasse né di come comportarmi. Arrivato lì, ho capito che questo era ciò che avrei voluto fare nella vita.
In un evento del genere ci sono modelli da tutto il mondo, si ha la possibilità di entrare in contatto con culture e stili di vita eterogenei. A colpirmi, in positivo, è stato in particolare il team di Celine, per come ci hanno trattato, per la gentilezza e i modi, in quelle due settimane ho legato con tutti loro. È stata un’esperienza fantastica, dallo show al clima che si respirava, e poi l’emozione di conoscere Hedi Slimane, straordinario anche a livello umano, ci ha fatto divertire mettendoci sempre a nostro agio.

Com’è stato essere “diretto”, tra passerella e shooting, da un gigante del fashion quale è Slimane?

Mi ha davvero impressionato, è una persona eccezionale, alla mano, durante pranzi o cene si sedeva con noi senza problemi. Durante il fitting, poi, ha iniziato a parlarmi in italiano, raccontandomi delle vacanze che trascorre spesso nel nostro Paese. Su Slimane non potrei trovare nemmeno volendo qualcosa da eccepire, posso anzi solo ringraziarlo per l’opportunità che mi ha concesso fin dal casting, è stato magnifico lavorare con lui e il suo team.

L’outfit indossato per l’occasione era da rocker consumato, decisamente strong (biker jacket, felpa, jeans aderenti, stivaletti), rispecchia il tuo modo di vestire o preferisci altri stili?

Non è esattamente il mio stile, infatti durante le prove ho avuto qualche problema con i boots, tanto che, al momento di girare nella location piena di alberi che precedeva la passerella, avevano preparato delle scarpe di riserva, nel caso non riuscissi a camminare come stabilito, per fortuna è andato tutto liscio.
Il mio look è diverso da quello rock di Celine, solitamente prevede jeans o pantaloni semplici sotto t-shirt che riflettano appieno la mia personalità, sono abbastanza fissato con le magliette.



Quale capo o accessorio non potrebbe proprio mancare nel tuo guardaroba?

Tutto sommato vesto in modo basic, non ci sono capi o accessori imprescindibili, posso uscire in jeans e tee come in tuta, oppure indossando un outfit elegante se il contesto lo richiede.

Celine a parte, ci sono altri marchi o designer con cui ti piacerebbe lavorare?

Amo Virgil Abloh perciò direi senz’altro Off-White e Louis Vuitton Men, ma mi piacerebbe molto lavorare anche per Fendi e Gucci.

Cos’è per te la moda, a  cosa ti fa pensare?

Penso sia un qualcosa cui è possibile approcciarsi da diversi punti di vista, può riguardare il semplice vestirsi come i valori che ciascuno vuole trasmettere, soprattutto è un mondo bellissimo, dalle infinite sfumature. Probabilmente da fuori, come la vedevo del resto anch’io prima di lavorarci, l’idea che dà è lontana dalla realtà, per comprendere la moda la si dovrebbe vivere dall’interno, rendendosi conto di tutto ciò che c’è dietro, della creatività, del numero di persone coinvolte.



Cosa ti piace fare, come passi le giornate?

Mi piace giocare a basket e calcio, uscire la sera con gli amici, andare in discoteca, cose semplici.

Il tuo rapporto con i social, che tipo di immagine cerchi di trasmettere?

Uso Instagram e TikTok, quest’ultimo però solo per guardare i video. Ho un buon rapporto con i social, seguo molti profili, da quelli dei miei amici agli account di personaggi noti, alle pagine di attualità. Sul mio IG cerco di essere semplicemente me stesso, senza filtri o accorgimenti particolari, così che chiunque possa farsi un’idea. Il lavoro per Celine, in questo, mi ha aperto gli occhi: prima di partire, agitato com’ero, ho modificato il profilo mettendo nome e cognome, per dare un’impressione di maggior “serietà”, ma alla fine ho capito che è sempre un vantaggio essere se stessi e coltivare la propria unicità, i brand preferiscono modelli che sappiano distinguersi, con una personalità ben definita.

Ci sono altri lavori all’orizzonte?

A fine settembre forse andrò in Spagna, per un lavoro che dev’essere ancora confermato, spero che in futuro, con un pizzico di fortuna, arrivino tante nuove opportunità.



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