Nido di vipere, il nuovo noir di Flaminia P. Mancinelli

#iorestoacasaeleggo

Il titolo “Nido di Vipere” lascia bene intendere quale complicata matassa si troverà a districare la commissaria Giulia Magnani, ma lei è un tipo tosto anche se sta attraversando un periodo complesso.

Il romanzo, disponibile in digitale e cartaceo su Amazon, è ambientato a Roma. Nella notte di Natale, scoppia un incendio in un negozio di antiquariato della Capitale, in via dei Coronari. A un primo sopralluogo vengono trovati i cadaveri di due uomini.

Immediatamente molte domande si affollano nella mente del commissario Giulia Magnani, incaricata dell’indagine: perché queste vittime? Si è trattato di una vendetta personale o di un regolamento di conti della malavita romana? Chi trae vantaggio da questi omicidi?

Altri delitti inspiegabili si verificano e non aggiungo altro per lasciare il piacere della scoperta ai lettori.
Un’altra prova per Flaminia P. Mancinelli, autrice poliedrica che oscilla tra la narrativa impegnata e la fiction, e che con questo noir torna all’autopubblicazione in momento molto difficile per l’Italia e per il mondo.

D. Perché hai scelto di pubblicare il nuovo romanzo durante l’emergenza Coronavirus?

R. Uno scrittore fa il suo lavoro per comunicare con gli altri, a vari livelli. “Nido di vipere” è un noir e racconta una storia intricata e ricca di suspense: buoni ingredienti, credo, per tenere occupata la mente in un brutto periodo come quello che stiamo attraversando.
C’è uno slogan che gira in questi giorni: “#iorestoacasaeleggo”, magari anche il mio libro, che ho pubblicato – proprio per questo – al solo prezzo di costo.

D. I noir sono caratterizzati per l’attenzione al sociale, anche Nido di vipere rispetta la tradizione?

R. Sì ed è per questo che mi è piaciuto scriverlo. Ha vari livelli di lettura che vanno dalla risoluzione di un crimine, all’analisi psicologica dei personaggi che vi sono coinvolti. “Con leggerezza”, ma altrettanta serietà, ho affrontato varie tematiche che vanno dalla difficile struttura sociale della famiglia al concetto di “normalità”. Io credo che leggere debba essere uno svago ma anche un arricchimento, uno stimolo al confronto, e penso con Nido di vipere di aver assolto discretamente a questi scopi.

D. Perché dopo aver pubblicato con Newton Compton sei tornata all’autopubblicazione?

R. Non è la prima volta che “mollo” l’editoria tradizionale per il “Self–publishing”, e come le altre volte sono molto euforica. C’è un senso di estrema libertà, ma aggiungerei anche di responsabilità. Fare tutto da soli (dal testo all’impaginazione, dalla grafica della copertina alla campagna marketing (se così la si può chiamare), ti fa sentire l’ebrezza del trapezista, e se sbagli puoi prendertela solo con te stesso!

D. Tu hai due filoni: narrativa e fiction, perché questa duplicità?

R. La cosiddetta Fiction -ma non è poi tutta Fiction la narrativa?!- ho iniziato a scriverla quasi per scommessa, e il mio primo giallo Omicidi all’ombra del Vaticano, divenuto poi nella ristampa di Newton Compton Inquietante delitto in Vaticano, ha scalato le classifiche di Amazon sorprendendomi. Ma anche La profezia della stella, che dopo oltre dieci anni dalla prima edizione, continua a essere acquistato e letto. Così ho pensato che, dopotutto, affiancare alla Letteratura più impegnata, un genere più divulgativo mi avrebbe permesso di condividere il mio punto di vista, rispetto alla vita, con un maggior numero di persone. E questo, devo dire, mi sta dando grandi soddisfazioni: è bellissimo il rapporto che si instaura con i lettori, che spesso sono diventati miei amici sui social.

Il libro è disponibile solo su Amazon, per comprarlo clicca qui:

Intervista di Marinella Zetti

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