Nuove prospettive dell’architettura: in dialogo con Filippo Chiesa Ricotti

Milano ritorna punto di riferimento internazionale per presentare quanto non è stato possibile scoprire al mancato Salone del Mobile e grazie alla Milano Design Week 2020 diffusa in tutta la città, il design tornerà finalmente live. Di questo e dei nuovi modi di vivere le nostre case dovuti agli avvenimenti degli ultimi mesi, ne parliamo insieme all’Architetto Filippo Chiesa Ricotti, ( @filippochiesaricotti) fondatore dello studio di architettura e interior design GruppoTre (@gruppotrearchitetti) specializzato nella progettazione di residenze.



Raccontaci il tuo percorso, come ti sei avvicinato a questa professione?

Sin da piccolo amavo giocare con i lego quindi direi che è partito tutto da lì. Ho sempre adorato la costruzione tecnica degli edifici, al di là del loro design. Da qui ho maturato la scelta di iscrivermi alla facoltà di Architettura, dove la mia passione è cresciuta ulteriormente. Inoltre credo nell’importanza della compresenza di creatività e concretezza, è fondamentale concentrarsi non soltanto sul dettaglio estetico, bensì anche sulla funzionalità.  Fondamentale nel mio percorso universitario è stato il Prof. Claudio Sangiorgi, con il quale ho successivamente collaborato, è stato un mentore e tutti i suoi insegnamenti mi hanno permesso di crescere.

Quali sono stati invece gli architetti che ti hanno ispirato? 

Durante il periodo universitario, ho scoperto l’Università di Porto, dove io stesso sono stato più volte. Mi ha sempre colpito quella componente razionale portoghese che, negli anni del razionalismo, in Italia è risultata eccessiva. Al contrario, la scuola di Porto ha saputo essere razionale e creativa allo stesso tempo e dare alle opere un senso estetico maggiore. È proprio qui che ho trovato la mia idea di progettazione: creatività unita a concretezza e funzionalità. 

Questa settimana si svolge la Milano Design Week e tu sei Ambassador per ArchiProducts. Quale sarà il tuo ruolo e cosa ne pensi del tema di questa edizione? 

Sono stato uno dei primi Ambassador di ArchiProducts, progetto nato lo scorso anno in collaborazione con una decina di architetti. Durante la settimana del “Fuori Salone ri targettizzato”, hanno deciso di coinvolgere gli Ambassador di ArchiProducts per creare alcuni momenti di incontro: offriremo delle consulenze gratuite a potenziali clienti o a persone interessate a ricevere consigli di restyling per la propria abitazione (saremo i cosiddetti ambassador at work). Inoltre, abbiamo organizzato un talk destinato ad un target business, al fine di raccontare loro la nostra esperienza, spiegando il progetto e le sue potenzialità. 

Il tema è Future Habitat ed è quanto mai attuale, si parlerà del connubio di nuovi materiali, comfort e colori per un abitare del futuro, emerso a seguito della pandemia che, inevitabilmente, ha influenzato il nostro modo di vivere. 

Quali saranno le nuove tendenze per il futuro imminente? 

Nell’ottica di una maggior attenzione, sicuramente il cliente punterà su una ricerca di materiali veri, meno banali e scontati, facilmente adattabili al suo gusto e alle sue esigenze. Inoltre, a livello estetico, ho notato un ritorno dell’estetica degli anni 60 e 70, rielaborata e reinterpretata in chiave moderna. 

Come immagini la tua casa ideale? 

Nonostante abbia comprato e ristrutturato casa solo tre anni fa, non credo, ad oggi, che la mia casa attuale mi rispecchi: penso che questa situazione sia dovuta ad un mio cambiamento interiore dato dalla mia crescita personale. Vivo in un appartamento molto semplice, minimal e pulito. Ora sento la necessità di avere qualcosa di più sofisticato e ricercato. In generale, vorrei una casa molto luminosa, con una grande vetrata e accesso diretto al terrazzo, elemento indispensabile per la mia casa del futuro. Inoltre, desidero che la cucina sia grande e spaziosa, in quanto adoro cucinare e ospitare molti amici. Lo stile potrebbe essere un classico-contemporaneo.

Se avessimo un budget limitato, su quali elementi ci consiglieresti di puntare? 

È importante investire sulla parte impiantistica, perché durevole e non facilmente modificabile, così come su buoni materiali di finitura, quali il pavimento. Per fare in modo che i costi rientrino nel budget, si potrebbe pensare di abbinare qualche elemento di arredo più commerciale e low cost mixato a qualche pezzo vintage, facilmente reperibile nei mercatini dell’antiquariato. Il risultato è ottimale e il prezzo non eccessivo. 

Cosa non può mai mancare nella tua valigia quando viaggi?

Tendenzialmente non manca mai il costume, essendo un amante dell’acqua non perdo mai occasione per farmi un bel tuffo, che sia nel mare o in piscina. Inoltre, ho una grande passione per gli occhiali da sole, una ricca collezione composta da modelli tra i più svariati brand. Infine, non mi separo mai dal telefono sia per lavorare e annotare idee (anche mentre sono in vacanza) e poi per fotografare e condividere i  momenti più belli con chi mi segue sui social.

Quali sono i tuoi progetti futuri? 

Abbiamo in cantiere moltissimi progetti. Il 2020, nonostante tutto, ci sta impegnando molto e la voglia di fare sicuramente non manca.  Il primo obiettivo è quello di consolidarci nello studio in cui ci siamo trasferiti da pochi mesi. Inoltre, c’è in campo anche la volontà investire nel design del prodotto, in quanto adoro progettare case, ma anche oggetti d’arredo. Infine, vorrei consolidare sempre più la componente social. (E una lunga rubrica su ManinTown che ci accompagnerà tutta la stagione, ndr).

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