Oscar 2016: le statuette dell’eco-impegno e dei diritti umani

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Leonardo Di Caprio in Giorgio Armani made to measure, credits Steve Granitz

Finalmente dopo 6 nomination consecutive Di Caprio ce l’ha fatta. Ed è riuscito a strappare con l’ecologista e impattante ‘Revenant’ della Fox, film che difficilmente nel bene e nel male potremo dimenticare, premiato anche nella regia di Alejandro Gonzàlez Iñàrritu, l’ambitissima statuetta di miglior attore protagonista di fronte al profumato e scintillante parterre e alla mondovisione della super glamourous cerimonia dell’ottantottesima edizione della Notte degli Oscar che si è svolta poche sere fa al Dolby Theatre di Los Angeles. Qui di Caprio per commentare il suo trionfo ha lanciato appelli sul clima e sull’ambiente. Condotta dal comico black Chris Rock, la sfolgorante serata che è poi proseguita nelle mondanissime feste private date da Giorgio Armani nella sua boutique e da Alessandro Michele direttore creativo di Gucci rispettivamente per Di Caprio e per Madonna accanto al Vanity Fair party, ha decretato anche la vittoria di Ennio Morricone, unico italiano ad aggiudicarsi la dorata statuetta (per la colonna sonora del film di TarantinoThe Hateful Eight’) e subissato da messaggi di felicitazioni da parte di idoli pop nazionali come Gigi d’Alessio e leader del calibro di Matteo Renzi. Insomma una gloria italica che quasi non credeva all’onorificenza ricevuta: “L’Italia tifava per me? Meno male. Dedico il mio Oscar a mia moglie Maria: non c’è una bella musica per un film senza un grande film che la ispiri e ringrazio Quentin Tarantino per avermi scelto”. Tanta umiltà e grande lezione di stile: un esempio per i più giovani. A proposito di giovani: Brie Larson e Alicia Vikander le due miglior attrici, rispettivamente protagonista per ‘Room’ (Thriller esistenziale claustrofobico) e non protagonista per il bellissimo ‘The Danish Girl’ della Universal (nuovo volto di Louis Vuitton per la primavera-estate 2016) hanno strappato i riconoscimenti contesi da Charlotte Rampling e Cate Blanchett, due veterane del grande schermo che si sono viste soffiare l’Oscar sotto il naso. Teodora Film che ha distribuito ‘Il figlio di Saùl’ di Làzlo Némes è tornata a casa con una bella soddisfazione: un film che è un pugno nello stomaco sull’Olocausto si è aggiudicato l’oscar come miglior film straniero. Elegantissimo il vincitore, in smoking Ermenegildo Zegna. Due le statuette meritatissime che ‘Il caso Spotlight’ si è aggiudicato in questa grande notte del cinema a cinque stelle: miglior film e migliore sceneggiatura originale per la gioia della casa di distribuzione la Bim Film. Un film di spessore che riporta sotto i riflettori l’omertà dell’alto clero di fronte a casi conclamati di abusi sessuali di preti pedofili su minori, da Boston al resto del mondo: un’inchiesta da premio Pulitzer del Boston Globe nel 2002 che con questa pellicola ha riacceso il dibattito su un tema ancora molto caldo non solo nella chiesa ovviamente. Grande vittoria fra i film d’animazione per Inside Out, intelligente, lucido e poetico, dedicato a grandi e piccini, un bel vademecum sui sentimenti e sulla loro formazione. Delusione per Stallone accompagnato al galà di Los Angeles dalla bellissima compagna Jennifer Flavin: stavolta c’era quasi a mettere le mani sulla dorata statuetta giacché era uno dei favoriti per l’oscar come attore non protagonista. Da segnalare il duo dei divi in erba, Jacob Tremblay di ‘Room’ e Abraham Attah di ‘Beasts of no nations’ e la performance ‘impegnata’ della carismatica Lady Gaga che ha cantato una canzone dedicata alla denuncia delle violenze sessuali nei campus universitari.
Fra le più eleganti: Jennifer Garner in ‘Atelier Versace’, Cate Blanchett in un sublime Armani Privè floreale brodé, Naomi Watts in un fourreau Armani Privé Blu zaffiro, Julianne Moore e Daisy Ridley magnifiche in Chanel, Olivia Wilde e Sunrise Ruffalo in Valentino, il primo bianco e il secondo nero come la notte, ad accompagnare lo smoking bluette super cool sempre firmato Valentino sfoggiato dal marito Mark Ruffalo, candidato all’Oscar come miglior attore non protagonista per ‘Il caso Spotlight’. Perché si sa: la notte degli Academy Awards alla fine è una grande kermesse di moda e stardom con la S maiuscola.

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