Patatas Nana, l’artigianalità della patatina

Nel fashion system artigianalità e numero contenuto di “ingredienti” (cioè tessuti) rappresentano una conditio sine qua non per ottenere capi irreprensibili, sotto ogni aspetto. La combo craftsmanship e pochi, selezionati materiali si rivela un atout anche se applicata a prodotti talmente diffusi, radicati nell’immaginario collettivo, che si finisce col darli per scontati, ignorandone qualità intrinseche che, invece, fanno la differenza.

Ne è consapevole Patatas Nana, azienda che ha pensato bene di rivoluzionare lo snack per eccellenza dell’aperitivo italiano, tramutandolo in un alimento per intenditori ma a portata di mano, letteralmente. Le sue patatine in busta, infatti, uniscono alla lavorazione artigianale l’uso di soli tre ingredienti, senza alcun conservante o aroma. Un’idea tanto semplice quanto (felicemente) radicale, che sublima il concetto di sottrazione, rifiutandosi di aggiungere dubbi orpelli per puntare sull’essenza della patata nella sua purezza e integrità gustativa, lasciando al consumatore la possibilità di arricchirla secondo il proprio estro, sperimentando magari abbinamenti o ricette consigliate dagli chef.

Pochi, selezionati ingredienti e una lavorazione articolata in step precisi

La breve scadenza (non oltre cinque mesi) costituisce un primo indicatore di qualità, requisito imprescindibile per gustare la patatina come appena fritta. E poi ci sono materie prime comme il faut: nello specifico, esclusivamente patate della varietà Agria, coltivate in Spagna secondo la tradizione della vega granadina, irrigate dall’acqua incontaminata del rio Dúrcal; specificità che conferiscono loro un sapore unico.
Le patate vengono raccolte e conservate sotto terra al buio, così da mantenerne intatte le proprietà organolettiche. Quindi sono lavate, leggermente pelate, tagliate a fettine, fritte in olio di girasole puro – il migliore perché insapore – a 155 gradi. Vengono scolate, asciugate, lasciate raffreddare a temperatura ambiente e salate a mano con sale fino marino. Infine, l’imbustamento tramite macchinari di ultima generazione, in grado di preservare l’originale sapidità.

Patatas Nana
Patatas Nana

Le patatine artigianali in busta alla conquista del Belpaese

Dalla Spagna all’Italia il passo è più breve di quanto si possa pensare, nel 2016 la rivoluzione targata Patatas Nana sbarca nel Belpaese, accompagnata dai versi di Nana de Sevilla di Federico García Lorca – da cui il nome Nana, ossia ”ninna nanna”. Ora i punti vendita sono 3.500, sparsi su tutto il territorio nazionale; trattandosi di una specialità gourmet non si trova nei supermercati, ma nei migliori bar e cocktail bar, nelle enoteche, nelle drogherie contemporanee, nei bistrot. E ancora, in tutti quei negozi e luoghi selezionati che fanno della ricerca dei sapori genuini, tradizionali, il fiore all’occhiello della propria offerta gastronomica. È comunque possibile acquistarla nell’e-store ufficiale (www.patatasnana.com/negozio).

Patatas Nana patatine

Il marchio si propone, inoltre, di elevare il concetto del classico aperitivo, accompagnandolo con patatine da degustare semplicemente aprendo il sacchetto, oppure seguendo il consiglio dello chef Michele Gilebbi, riscaldandole in forno a 180° per riportarle alla temperatura di servizio ideale. Le Patatas Nana possono sposare le ricette più disparate (con alici del Mar Cantabrico, polpo e rosmarino, marinate in aceto, servite con lime e pepe…).

I Fiammiferi, lo snack retrò rivisitato

Patatas Nana patatine

Gli ultimi arrivati – nel 2020, sull’onda del claim “il futuro è solo un ricordo” – sono i Fiammiferi. Rievocano lo snack simbolo degli anni 70/80, arricchendolo però di un tocco contemporaneo, perfetto per i nostalgici che non disdegnano sapori inediti. I Fiammiferi sono anche sinonimo di sostenibilità grazie al packaging riciclabile, 100% plastic free, essenziale ed elegante, in pieno stile Patatas Nana.

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