Perché nel pieno della pandemia ci stupiamo ancora di un fenomeno come Lidl

Tra meme e celeb non si fa altro che parlare delle sneakers rivendute su eBay fino a 2.700 euro

Nel caos tricolore divenuto oramai rosso, giallo e arancione, i fashion addicted italiani, o semplicemente i cani da tartufo (il cui impegno è quello di abbindolare i cool kids sui marketplace virtuali) lo scorso lunedì hanno invaso i Discountlanden.

Bando alla reticenza nei confronti dei prodotti sottomarca e negando ogni qualsivoglia commento pregresso in merito ai discount; nei quali non andrebbero nemmeno in tuta, a patto che non sia griffata, Lidl è diventata una delle keyword più cliccate dai Millenials e dalla Generazione Z. Il motivo? La Lidl Fan Collection.

Come ogni prodotto Lidl che si rispetti la collezione è stata lanciata nel mitico volantino giallo, rosso e blu, collezionato da tutti i pensionati di mezza Italia tra la mortadella in offerta e il plaid in pile con gli Orsetti del cuore.

Aste online che vedono un incremento di oltre il 20000% sul prezzo originario; sneaker da 12,99 euro, calzini e ciabatte rivenduti come set must have per i più incalliti collezionisti a caccia di limited editions.

Subito il Codacons ha izzato le proprie antenne, e in tempi record, ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Roma, alla Polizia Postale e all’Antitrust sperando in un oscuramento delle inserzioni, senza dimenticare i circuiti paralleli come Telegram e il Dark web.

Facendo un passo indietro il colosso tedesco non è l’ultimo della serie. Basti pensare al  trash filosovietico di Demna Gvsalia, attuale direttore creativo di Balenciaga, finito sotto i riflettori con la capsule collection ispirata al corriere Dhl e la shopper bag da 1700 euro, clonata alla più maistream delle borse da spesa: la classica Frakta di Ikea da 4,44 euro

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