Pier Costantini : Analogic nostalgia

“Pier entra in studio, affilato, gli occhi sono attenti e vigili. La fotografia di Pier si arrende nell’assoluta imprecisione di foto mezze sfuocate, nei colori sbiaditi delle Polaroids, in un delirio di luci opache o di impressioni troppo sature comincia a vibrare l’esistenza, il sangue a scorrere nelle vene. La sua fotografia pulsa, diventa solida, concreta, testimone di un amore cucinato negli anni, incomprensibile forse, ma autentico nella sua tenera ferocia” A parlare è Toni Thorimbert , fotografo di moda di fama internazionale, nell’introduzione del progetto “CIBO” divenuto libro e pubblicato dalla Hoepli (Milano). 

Manintown incontra Pier Costantini e gli affida un racconto fotografico dove ad emergere non è solo la sua fotografia ma anche i capisaldi della moda internazionale e i volti di tre talent scoutati dalle migliori agenzie milanesi.


Il ruolo del fotografo nella società contemporanea infestata da oltre un decennio dagli smartphone e dalle vittime dell’analogic nostalgia. Impressioni e considerazioni in merito alla direzione che sta prendendo la cultura visiva?

Credo che, attualmente, la figura del fotografo debba seguire una strada autoriale. Il fotografo deve essere prima di tutto capace di parlare diversi linguaggi per porre una forte base sulla propria cifra stilistica. Non si tratta più di imprimere su un sensore la rappresentazione della realtà, ma di andare oltre il reale proprio per indagare ciò che non è comprensibile ad un primo sguardo.


Autori e fautori di storytelling visivi. Da dove nascono i tuoi progetti e da dove attingi gli spunti ispirazionali che ti guidano nella realizzazione?

Mi dedico molto ai progetti personali che possono toccare le più svariate tematiche. Quando accolgo un progetto lo faccio mio, partecipo attivamente alla sua vita e non mi esulo in qualità di esecutore. La fase di studio e ricerca sono i momenti fondamentali dove mi confronto con i collaboratori al fine di creare connessioni solide che possano portare al miglior risultato di sempre. Oggi abbiamo numerosi strumenti e fonti di ispirazione. Guardo immagini tutto il giorno, creando un archivio non solo digitale ma anche mentale. Mi aiuta molto anche leggere, soprattutto di filosofia perché mi conduce verso mondi inesplorati.


Un’identità forte e una spiccata sensibilità analitica che porta Pier Costantini a lavorare su temi dalla forte valenza sociale. Descrivi ai nostri lettori il tuo background e i “punti focali” su cui di basa la tua personalità.

Arrivo tardi alla fotografia, dopo essermi laureato in Giurisprudenza, avevo una certa inclinazione per le materie umanistiche e per la filosofia (respiravo filosofia dalla mattina alla sera, mia madre è una professoressa di storia e filosofia). Nonostante avessi voti pessimi al liceo, studiavo solo gli autori che mi interessavano spesso lontani da programmi scolastici, come Umberto Eco. Inizio a fotografare e studiare da autodidatta come spesso accade.

La fotografia è stata più di una semplice passione, cosi ho deciso di intraprendere un lungo percorso di formazione. La mia formazione è stata inizialmente dedicata al ritratto, un territorio per me ignoto, prendendo come punto di riferimento il fotografo Eolo Perfido. Ho dedicato parte di essa anche allo studio della Street Photography. Se l’elemento umano è al centro della mia fotografia, la disciplina che mi mette in relazione ad esso nel quotidiano è proprio la Street Photography. Attualmente il mio lungo percorso è guidato da Toni Thorimbert cui ho affrontato e sto affrontando strade diverse, dallo studio della fotografia di moda al ritratto.





“CIBO” progetto fotografico, divenuto libro, con cui sei stato finalista al Premio Voglino 2018 di Fotografia Etica, ed entrato a far parte della Italian Collection 2018 (piattaforma dedicata a tutti gli autori italiani di talento della nostra comunità artistica). Prova a raccontarcelo.

Il progetto fotografico nasce dopo un lungo percorso di ricerca personale, guidato da Toni Thorimbert. Insieme abbiamo iniziato ad indagare e approfondire il mio intimo, al fine di restituire una fotografia che parlasse realmente di me, scevra da qualsiasi sovrastruttura e preconcetto. Da li ho iniziato a fotografare la mia famiglia, cercando di intraprendere un nuovo modo di comunicare, creare un ponte nuovo di contatto con loro. Noi siamo in 3. Io, mio padre Guerino e mia madre Anna.
Il cibo ha sempre avuto un ruolo importante, mai nulla lasciato al caso, mai un pasto consumato alla buona. Mio padre educato con i vecchi valori contadini, dove ogni singolo elemento della terra doveva essere rispettato e trattato per quello che era, cibo da consumare, da vivere!

Guerino, nel corso della sua vita si è ammalato di diabete, una malattia dove l’alimentazione corretta è fondamentale, ma lui non è mai stato attento a questo, andando avanti per la sua strada. La malattia, se trattata con un’alimentazione adeguata e con insulina, dà la possibilità di vivere bene, ma se infrangi quelle poche regole ti logora e ti distrugge, dall’interno. Il grande amore di mio padre per il cibo lo ha portato ad aver sempre più bisogno di insulina, ma si sa l’insulina ammazza le arterie, motivo per il quale è finito in rianimazione per un coma diabetico, di lì a poco tempo 2 infarti; poi altro tempo e la circolazione alle gambe era ormai compromessa, specialmente una di gamba; poi altro tempo ancora, fino a perdere una gamba. Nonostante tutto questo mio padre non si è perso mai d’animo e ha continuato a cucinare, a scrivere ricette sul suo diario e a fare conserve con il suo “brand”: Guerino Forever, un desiderio, una speranza.
Cibo, per me parla di radici, di famiglia. Ho deciso di documentare momenti nella nostra quotidianità, i pezzi sereni di vita dopo la tempesta. Un atto d’amore e di speranza.


Un autore non disdegna i progetti commerciali ed editoriali anzi contribuisce ad arricchirli con il suo occhio e la sua abilità nello storytelling e nella composizione visiva. Come strutturi le proposte creative per brand e testate?

Anche in questo caso la ricerca è la chiave di svolta. Seleziono brand e testate da contattare in linea con la mia estetica. La proposta creativa arriva dopo un’intensa fase di studio insieme al mio team di produzione e sono ben disposto a far fluire le energie del committente in essa, senza snaturare quella che è la mia conclamata identità.


Photographer Pier Costantini  www.piercostantini.com

Special Content Direction, Production & Styling Alessia Caliendo

Hair Piera Berdicchia @The Green Apple Italia

Mua Andrea Severino Sailis

Models Matteo & Zaccaria @Boom Models e Filippo @Urbn Models

Photographer assistant Andrea Re

Styling assistants Andrea Seghesio e Laura Ronga

Special thanks to @NH Hotel Milano Congress Centre  e La Polpetteria 

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